Giovanni domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 27/06/2016

Agrigento

Odio di mio fratello verso mia madre

Salve, scrivo per chiedere un parere su una situazione familiare piuttosto delicata.
Mio fratello ha 46 anni e vive ancora con i miei genitori, non è mai stato sposato e (che io sappia) fidanzato. La situazione è abbastanza preoccupante, perché da molti anni mio fratello, ogni volta che mia madre apre la bocca, la guarda con disprezzo e ripete delle parolacce ed insulti sottovoce.
Mia madre e mio padre fanno finta di non sentirle, ma io e le mie due sorelle le sentiamo spesso. Abbiamo provato varie volte a convincere mia madre di consultare uno psicologo, ma lei ogni volta è andata su tutte le furie e ci ha solo detto che noi esageriamo.
Ogni tanto inoltre, sento mio fratello dire bestemmie in camera ed imprecazioni.
Diciamo che mia madre è sempre stata una madre ipercritica, apprensiva ed ansiosa, in conseguenza di questo infatti, io sono già in psicoterapia per problemi di DOC e ansia generalizzata.
Io e le mie sorelle non viviamo più con i miei ma viviamo a poche decine di km di distanza.
Mio fratello, nonostante ogni tanto ha qualche scatto di rabbia, non mi pare abbia mai avuto comportamenti violenti con le persone, anzi è molto affezionato alle nostre 3 nipotine e, per il resto, sembra comunque aiutare i miei in caso di bisogno (i miei genitori hanno più di 70 anni).
La mia paura è che, ad un certo punto, questa sorta di rabbia di repressa possa sfociare in un'aggressione fisica verso mia madre.
Vorrei quindi sapere se sia un'ipotesi plausibile o se questo suo comportamento sia un modo di esprimere un disagio che prova.
Grazie

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Andrea Bottai Inserita il 29/06/2016 - 14:36

Firenze
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Caro Giovanni,
indipendentemente dalle responsabilità passate o presenti che riconoscete a vostra madre, è necessario trovare un modo di risolvere le difficoltà che avete nel presente. In effetti se non si trovano adeguate soluzioni ai problemi che si incontrano questi possono strutturarsi e diventare disturbi anche seri. Sembra che suo fratello sia rimasto intrappolato in una situazione che non gli ha permesso di realizzarsi pienamente e che genera continua rabbia sorda e risentimento verso chi ritiene responsabile della sua gabbia. Purtroppo prendendosela con gli altri non si aiuta se stessi ma, anzi, si alimenta ancora di più la propria frustrazione e impotenza alimentando così il circolo vizioso che impedisce di sentirsi liberi e di realizzarsi. Ciò che sarebbe necessario è un modo di sfogare e far defluire la sua rabbia in modo più sano e attivare un percorso di crescita personale che lo porti a trovare i giusti modi di fronteggiare le difficoltà attuali. Forse, in questa prospettiva, suo fratello potrebbe decidere di consultare un professionista che lo guidi in questa direzione.
Dott. Andrea Bottai - Firenze

Dott.ssa Anna Signoretti Inserita il 29/06/2016 - 14:32

Certo il problema di vostro fratello meriterebbe una più attenta considerazione. anche perché questa ostilità che cerca di controllare senza riuscirci completamente è già il risultato di un malessere che vostro fratello ha da tempo ed ha tenuto nascosto dentro di sé senza potere o volere confidarlo a nessuno. Forse si tratta di problemi di cui giovanni teme di parlare con i familiari perché pensa siano legati alla sua educazione, a fallimenti sentimentali, a ferite psichiche che non vuole riaprire. Ma così facendo purtroppo la situazione è destinata ad aggravarsi con scatti di rabbia sempre più frequenti e immotivati per le persone che lo vedono dall'esterno. il consiglio sia per voi familiari che per vostro fratello è di non allarmarvi, di conservare la calma perché adesso è ancora affrontabile....aspettare ancora sarebbe inutile. bisogna soltanto cercare di convincere vostro fratello a parlare con uno psicologo e magari anche con uno psichiatra senza però coinvolgere la madre, spiegandogli che la motivazione deve partire da lui. non è assolutamente il caso di farsi accompagnare dalla madre o dal padre al colloquio con lo psicologo.
potrebbe invece essere utile che lei o una delle sue sorelle lo accompagnasse per parlare della situazione familiare.