Gelosia retroattiva
Buongiorno,
sono un uomo di quasi 45 anni (non più un ragazzino). Nel marzo 2014 chiudo una lunga relazione (con 7 anni di convivenza) che non aveva più nulla da dire sotto ogni aspetto. Seguono circa 2 mesi di sofferenza ai limiti della depressione, ma presto recupero la mia autostima e ricomincio a vivere. Conosco una donna ed inizia una bella relazione, di quelle tranquille...che non danno pensieri. Ci vediamo soprattutto nei week-end perché viviamo in 2 città diverse. Circa 6 mesi dopo rincontro una vecchissima conoscenza alla quale dichiaro fin da subito di essere fidanzato. Lei è bellissima ma non ne sono innamorato... non la ritengo una donna adatta a me. Ci vediamo saltuariamente, condividiamo scampoli di vita soprattutto tra le lenzuola. Sono sfuggente... a volte non rispondo ai suoi messaggi o telefonate... le nego la possibilità di vederci. Questa situazione si protrae per quasi un anno. Lei comunque mi cerca sempre... è costante. Dopo diversi mesi di questo tipo di frequentazione mi confessa di amarmi. Si arriva a novembre/dicembre del 2015 dove realizzo che la mia fidanzata non mi fa battere il cuore come desidererei. A dicembre sono via per lavoro per circa un mese e cosi, come il mio cuore ed il mio pensiero si allontanano da quella che era la mia fidanzata cosi cresce il desiderio, il sentimento, il pensiero per colei che avevo relegato sempre in secondo piano. Lascio la mia fidanzata e le frequentazioni con l'altra donna diventano sempre più assidue senza però essere "coppia" come lei desidera da tempo. Condividiamo sempre di più... non solo di notte. In primavera 2016 sono perdutamente innamorato di questa donna.... bellissima... quintessenza della sensualità. A maggio ho un brutto incidente che non mi fa essere autosufficiente per circa un mese e praticamente comincia una sorta di convivenza, un po' da me un po' da lei. Siamo praticamente inseparabili. Si progettano e si fanno le vacanze insieme. Conosciamo le rispettive famiglie, lei viene con me dai miei che vivono a parecchie centinaia di chilometri da dove viviamo. Le faccio conoscere senza indugio anche mio figlio diciassettene. Si fanno progetti... quelli importanti! Eppure.... eppure non sono felice come dovrei. Ho una costante morsa allo stomaco... ho paura. La mia autostima cala... ma perché??Mi confessa che nella primissima fase della frequentazione, dove ero sfuggente e non la consideravo più di un passatempo, negandomi spesso in quanto fidanzato con altra persona, ha avuto un paio di brevissime, anzi inesistenti relazioni, per lo più di carattere sessuale. Mi ha detto che si sentiva sola... Lei a ottobre 2014 ha concluso una storia (l'unica importante della sua vita) che stava per sfociare nel matrimonio ma che per sua decisione è terminata in quanto con quella persona non era felice. Ecco!! questo è il punto. Non riesco ad accettare quelle due storie di solo sesso perché viste con gli occhi e i sentimenti di adesso le vivo come un tradimento. Si è instaurata in me una sorta di sindrome di Rebecca che mi toglie sonno appetito e serenità impedendomi di vivere a pieno e felicemente il bellissimo "oggi" che abbiamo. Anche se credo nella sincerità dei suoi sentimenti non riesco a fidarmi pienamente... di una donna che, nonostante abbia un carattere forte, si concede perché si sente "sola". La sua bellezza poi... i suoi modi fare... la sensualità che sprizza anche solo dovesse svuotare un secchio dell'immondizia.... mi intimoriscono. E' un ruolo a cui non sono abituato... proprio io che ho avuto decine di donne... di avventure di solo sesso... di corteggiatrici. Di questo mio disagio ne ho parlato con lei cercando di spiegarle quali sono le mie sensazioni... le immagini che senza volerlo violentano la mia mente soprattutto quando siamo in intimità. Lei ha cercato di spiegarmi le motivazioni che l'hanno indotta a cedere con altri e sono pienamente giustificabili.. comprensibili. Mi ha parlato di esperienze che non le hanno lasciato nulla, sapendo a priori che non avrebbero avuto alcun seguito soprattutto sentimentale... vissute senza il trasporto con cui viveva quelle che aveva con me. Ma allora perché? Perché non le era sufficiente ciò che viveva con me anche se sporadicamente e senza un domani (Lei dice che io ero fidanzato!!). Oggi siamo una coppia... uno la metà della mela dell'altra. Il sesso, quando la mia mente rimane libera, è idilliaco... totale... travolgente.... una reazione nucleare... un mix di amore, passione ed eros che ritengo, potendo paragonare numerose mie pregresse esperienze, veramente una cosa rara e preziosa. Eppure.... Eppure vivo nel disagio e nella paura.saluti, Dario