Lorenzo  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 17/06/2019

Brindisi

Rompere una relazione sana per una con uomo più grande e con famiglia

Buonasera. Mi trovo a chiedervi il perché la mia ragazza (28 anni) abbia posto fine alla relazione con me (27) dopo quasi tre anni. Eravamo una coppia affiatata, non abbiamo mai avuto problemi, crisi, litigi o calo di libido. Massimo rispetto, dialogo e fiducia reciproca, ognuno con le sue libertà, ognuno che ha valorizzato l'altro. Posso dire che ci siamo amati davvero e in maniera fortissima. Io credo che i problemi siano iniziati l'estate scorsa quando lei dopo la fine degli studi (tre lauree per le quali si è impegnata moltissimo) ha iniziato a cercare lavoro per poi trovarne uno che non la soddisfaceva affatto. Mi aveva chiesto di aiutarla a cercarne un altro, e lo avrei fatto se me ne avesse dato tempo. Infatti improvvisamente due mesi fa sono stato lasciato con il più classico dei copioni (non ti amo più, ho bisogno di non sentirmi legata a nessuno, non riesco a controllare ciò che mi succede ecc). Mi ha anche detto che non c'era nessuno, invece poi dopo una decina di giorni di silenzio l'ho "obbligata" a darmi una spiegazione e mi ha confessato di essere entrata in crisi l'estate scorsa (ma non ha mai detto nulla, ed anzi si è comportata come al solito e cercava sempre di più la mia presenza) e che da 4-5 mesi era attratta da un collega. Questo sarebbe stato già sufficiente a spezzarmi il cuore, ma poi mi ha detto che il collega in questione (che ho avuto il "piacere" di conoscere in passato) è un uomo circa vent'anni più grande, vedovo e con due bambini. Aggiungerei anche che esteticamente non è affatto attraente, né dimostra chissà quale fascino (impacciato, sovrappeso, bruttino, cultura nella media... Lo dico senza rancore, solo per rendere l'idea). Il mondo mi è crollato addosso perché lei era la cosa più bella e importante della mia vita, ma ha preferito un uomo così a me. Sono un bel ragazzo, mi ha sempre apprezzato sia a livello fisico che "intellettuale" e mi esponeva come un trofeo con amici e parenti, letteralmente fino all'ultimo giorno (mi è stato riferito così da più fonti). Poche settimane prima mi aveva anche detto di volersi spostare all'estero, ma che avrebbe atteso la fine dei miei studi per farlo insieme a me. Negli ultimi giorni dimostrava dei brevi momenti di nervosismo, che io ho attribuito allo stress per il lavoro... In ogni difficoltà le sono stato molto vicino, e in questo caso ciò ha peggiorato la situazione perché in realtà lei si sentiva "soffocare" dalla mia presenza, voleva il vedovo.
Lei ha un rapporto conflittuale con la madre, è sufficiente nominarla per farla innervosire parecchio. L'accusa di averle rovinato l'infanzia e l'adolescenza con un'educazione troppo rigida (anche se a me sembra abbia avuto esperienze del tutto simili alle sue coetanee, con possibilità anche superiori). Il padre al contrario lo considera troppo buono (incapace di imporsi sulla madre e di prendere le difese della figlia), come la sorella minore a suo dire "incapace di badare a se stessa". Per quanto ho avuto modo di conoscere, sono tre persone fantastiche.
La mia domanda è: cosa spinge una bellissima e giovane ragazza come lei a rompere una storia con un ragazzo con il quale stava bene (e vi assicuro che eravamo affiatati e complici, le coppie di amici ci prendevano a modello), con cui aveva prospettive oggettive, per un uomo di dubbio gusto (sotto tutti i punti di vista) con il quale non credo potrà costruire nulla?
Lei sostiene di non credere più nell'amore "a tempo indeterminato", di non voler essere legata a nessuno stabilmente e di non essere interessata al fatto che la sua nuova "non relazione" diventi seria o meno, ma anche di essere cosciente che la cosa non ha prospettive. "Non stiamo insieme, ma è come se lo fossimo perché facciamo le cose insieme" sono state le sue parole ad una nostra amica, e dopo la rottura non sembra aver sofferto per niente la mia mancanza, pur avendo ammesso che "uno come me non lo troverà più" e non escludendo di poter provare di nuovo qualcosa per me in futuro (ragionamento a mio parere da ospedale psichiatrico). Continua a ripetere di stare bene, anche se il parlare della vicenda la turba al punto tale da troncare ogni discussione nella quale venga fatto il mio nome. Io non l'ho giudicata, non mi sono umiliato per lei, ma le ho detto chiaramente ciò che di buono e cattivo pensavo di questa vicenda. Le ho anche offerto il mio aiuto. Non è servito a niente. È diventata di ghiaccio senza che io le abbia mai fatto un torto, non ha neppure risposto all'unico messaggio che le ho mandato in due mesi chiedendole di vederci per una birra, senza altre richieste di chiarimenti o di seconde opportunità. Di lui parla con le amiche come parlava di me all'inizio ("intrigante, acculturato, parla bene in italiano"), ma ha detto che non lo presenterà a nessuno perché "è brutto".
Era una persona meravigliosa, dolcissima e solare. Era determinata e razionale, mi ha amato davvero come mai avrei potuto immaginare. Adesso invece vedo un essere egoista ed emotivo, incapace di relazionarsi con me né di affrontare i suoi fantasmi interiori. Non mi do una spiegazione e la cosa mi sta consumando dentro, io per lei avrei ucciso.
Inoltre un anno prima di incontrare me lei venne lasciata nello stesso modo dal suo ex dopo una relazione di sei anni. Solo l'incontro con me riuscì a farla uscire da quel lungo e brutto periodo che seguì alla rottura. Anche per questo non potevo immaginare che mi avrebbe fatto tutto questo.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Andrea Bottai Inserita il 02/07/2019 - 16:42

Firenze
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Caro Lorenzo,
capisco che sia dura sentirsi mollare di punto in bianco. Si fa molte domande, ma nessuna risposta produce l'agognata pace. Non si placa la pioggia sapendo da dove viene. Il lutto amoroso va vissuto, così com'è. Il dolore va fatto defluire. Il ricordo non passerà mai ma potrà farla soffrire meno. Abbandoni le domande innanzitutto. Può anzi darsi un tempo e un modo per soffrire la sua perdita. Può costruirsi una galleria mentale di ricordi di voi, belli e meno belli ma comunque veri. Può visitare la galleria ogni giorno, per un tempo definito ad es. un ora. Così piano piano troverà la voglia di andare avanti.
Cordiali saluti.
Dott. Andrea Bottai