Ansia e incubi
Gentili dottori, sono una ragazza che, nella tarda adolescenza, ha iniziato a manifestare un disturbo ansioso depressivo, inizialmente curato con una terapia psicofarmacologica. Dopo due episodi ravvicinati che mi hanno portata in ospedale, i miei genitori hanno provare a farmi cambiare ambiente e sono partita (da sola) per l'Africa, dove ho lavorato come volontaria. Dopo quel viaggio, spinta dal sentire uno scopo nella vita (cioè aiutare gli altri), ho sempre trascorso due/tre mesi all'anno all'estero da sola (principalmente facendo volontariato) e ho notato che gli episodi ansiosi si sono affievoliti e possibili da controllare senza l'uso di medicinali. Vi scrivo adesso poiché, da circa due mesi, sono tornata in Italia dopo cinque mesi e mezzo in Perù (sempre da sola). Da quando sono tornata nella mia città (sto per concludere l'università che ho frequentato senza eccellere e procedendo a rilento) sto avendo episodi di ansia e panico forti e ingiustificati sempre più frequenti (mentre faccio la spesa, se sono sono al bar con un amico e questo si alza per andare in bagno lasciandomi temporaneamente seduta da sola ecc.) oltre a terribili incubi sempre più vividi e terrificanti (sogno sempre la stessa cosa ossia di svegliarmi e scoprire che la porta di casa e le finestre sono spalancate). Da cosa potrebbero essere dovuti? Come devo comportarmi?