Disfagia, dispnea etc. (ipocondria)
Salve. Vi scrivo perché credo di essere depresso o quanto meno di vivere in uno stato d'ansia cronico. Tutto è cominciato 2 mesi fa quando da un giorno all'altro ho avvertito una certa difficoltà a deglutire (ero sotto esame ma non avvertivo uno stress/ansia particolare rispetto ai precedenti 9 esami che già avevo fatto, ero mediamente sereno) questa preceduta da pesanti attacchi di cattiva digestione; per questo motivo il mio medico ha imputato il tutto ad un esofagite da reflusso da curare con IPP e Riopan dopo i pasti. Premettendo che sono sempre stato ansioso ed apprensivo nei confronti della mia salute, ma soprattutto negli ultimi anni tendevo ad essere sempre più lascivo da questo punto di vista. Ho iniziato la terapia assegnatami dal medico ma questa non ha portato a notevoli giovamenti nell'immediato, anzi, ho iniziato a sentire il c.d. nodo alla gola, a deglutire in continuazione per testare la deglutizione, ero parecchio nervoso, lo avvertivo (tensione muscolare, tremore, fascicolazioni, giramenti di testa) anche perché ho smesso di fumare su indicazione del medico e alla fine della prima settimana ho vuto un attacco di panico, sono andato al PS con dolore alle braccia/formicolio, fame d'aria e senso di svenimento (scambiato per infarto) .Da qui ho capito, molto più tardi, che dal punto di vista psicologico è uscita fuori quell'indole ipocondriaca che per anni avevo tenuto a bada con ottimi risultati, iniziando a fare ricerche su internet per trovare la patologia da cui (realmente, secondo la mia testa) ero affetto.Per questo motivo ho spinto per fare una gastroscopia (a 3 settimane dalla presenza dei sintomi) che ha confermato l'esofagite (grado A L.A.), da trattare con la medesima cura; il gastroenterologo mi ha spiegato che ci vogliono dalle 2 settimane ai 2 mesi per curare tale patologia, così rassicurandomi. Ciononostante il circolo vizioso non si è arrestato, poiché ho iniziato ad imputare il tutto ad un papabile disturbo neurologica (sla, sm et similia) andando comunque nel panico e stando mediamente male (non tutti i giorni). Ad oggi, dopo 1 mese e mezzo sto meglio, riesco a deglutire meglio nonostante ancora difficoltà ed eruttazioni ma i problemi (presumo psicologici) persisitono; ho crisi di pianto, soprattutto quando ne parlo con i miei o sto da solo, ho molte volte pensieri negativi (non penso di volermi uccidere, ma mi è passato in mente il desiderio di non volermi svegliare la mattina) e dal punto punto di vista fisico ho a volte modesti dolori/tensione muscolare soprattutto in testa/faccia, fascicolazioni e crampi (soprattutto all'inizio, ora molto di meno) polpacci/quadricipite e tricipiti/bicipiti. Ogni tanto mi manca il fiato e inizio quasi a "controllarlo" e questo peggiora, ciò succede soprattutto quando esco o sto con degli amici/conoscenti o in posti affollati, in tal caso ho proprio fame d'aria e tachicardia (mi è capitato 2 volte per strada di dovermi fermare o prendere aria per questo motivo). Sono sempre stato un ragazzo sereno, fondamentalmente, non mi manca niente e sono contento di ciò che sono; la grana a mio parere sta nella mia difficoltà nell'accettare i cambiamenti che la vita nella fase di crescita ti mette davanti e a non riuscire a trovare la "chiave" per dare un colpo di frusta a questa chiave; sono passati 3 anni da quando ho finito le superiori e (giustamente) i miei amici hanno preso la propria strada, chi lavora fuori, chi lavora e sta maggiormente con la fidanzata o semplicemente chi ha cambiato compagnia; così che mi ritrovo ad oggi dopo un anno 2017/2018 a ritrovarmi con amici diversi che non mi "soddisfano", senza fidanzata (l'ho lasciata io a Luglio) e infine senza stimoli, mi sento amorfo, sento che tutto ciò che faccio o voglia fare sia inutile; non riesco a studiare, leggere, ascolto solo musica che parla di morte in continuazione - mai fatto così ossessivamente - (Lazarus di David Bowie) e ciò mi porta ancora più frustrazione ed insoddisfazione poiché io sono consapevole di tutto ciò, riconosco il mio malessere ma non capisco o meglio non riesco a trovare un modo per uscirne e questo mi porta ancora più angoscia; è una cavolo di reazione a catena, domino infinito. Ho cercato di non pensarci ma è peggio, peggiora la situazione. Solo sfogarmi, piangere e scrivere mi fa stare meglio. Sento di aver perso la mia vita, che questa mi sia scivolata dalle mani come una saponetta su di un pavimento intriso d'acqua e quindi ogni qual volta cerchi di riprenderla in mano questa continua a scivolarmi. Questo è quello che sento e lo scrivo soprattutto per espletare il mio malessere oltre che a ricevere un consulto o meglio una "pacca" sulle spalle. Vi ringrazio previamente per la comprensione e per l'attenzione che presumibilmente darete al mio "caso", scusandomi per la sintassi/struttura grammaticale del messaggio ma è stato piuttosto scomodo scrivere in questo form così piccolo e soprattutto non è stato facile aprirmi così su di un sito, nonostante sia anonimo.