Society's domande di Ansia e depressione  |  Inserita il

Disturbo dell'umore e crisi

Salve gentilissimi dottori! Sono una ragazza di 21 anni con un passato difficile fatto di traumi e storie infelici.
Mi ricordo la prima volta che fui costretta ad andare da una psicologa e non fu piacevole per me, la sola idea di essere lì non mi piaceva e cercai di rispondere ad ogni domanda con una freddezza quasi innaturale sperando non trapelasse nulla di me ed invece a lei sembrava tutto chiaro.. Come lo sembrò anni dopo quando dovetti fare una sorta di "day hospital" in un centro dove le uniche cose che dissero a mia madre furono "sua figlia molto probabilmente svilupperà la sindrome bipolare".
Quel periodo prendevo farmaci per gli attacchi di panico e continuai a prenderli fino a 16 anni. Ero entrata in una spirale di ansiolitici, alcol ed autolesionismo... Poi con l'aiuto di mia madre, almeno per quanto riguarda le prime due cose, ne sono uscita. La mia situazione attuale non so come descriverla.. Alterno momenti di felicità ed accettazione ad episodi di depressione.. Poi quando arrivo al culmine della frustrazione ho delle crisi molto aggressive di tipo autolesionistico e di scatti d'ira, di pianto e con attacchi di panico che per fortuna solo raramente mi fanno svenire. Sono fidanzata con un ragazzo bipolare ed anche se lui ha le crisi, le vedo molto diverse dalle mie, forse più leggere.. Non so cosa pensare. Vorrei rivolgermi a qualcuno ma la paura di dover ricominciare a prendere i farmaci mi spaventa tantissimo. Cosa dovrei fare secondo voi?
Grazie mille per aver letto il mio sfogo!
Buona giornata

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Andrea Maria Gambardella Inserita il 17/11/2016 - 05:16

Buongiorno,
sono uno psicologo ad orientamento psicoanalitico, mi occupo cioè di fare crescere le persone che sono bloccate non tanto focalizzandomi sui sintomi ma sulla crescita della loro personalità, arrivando in ultima analisi ad aiutare le persone a capire e superare i loro blocchi. Le cause che la bloccano da sempre hanno un motivo di essere e bisogna che lei le comprenda e le superi. Ma ci deve credere! Lei è bloccata anche perchè dopo tanti anni non ci crede più che può guarire, invece si sbaglia, si può! Bisogna fare un lungo lavoro di crescita ma poi ne vale la pena, si riprende in mano la propria vita. MA ci deve credere!
Evidentemente da sempre c'è qualcosa dentro di lei che la disturba e che si manifesta con tutti i sintomi che lei ha elencato, una parte secondo me molto piccola che le ha sempre fatto compagnia e che però l'ha sempre fatta disperare. La vera lei stessa è sempre stata lontana da lei, perchè ha sempre prevalso questa sua bambina interna, che ha comandato la sua vita fino adesso. Lei ha soli 21 anni, lo sa che dal disturbo bipolare si può uscire facendo un bel lavoro su se stessi? I farmaci si prendono solo quando ci si scompensa, e cioè quando questi bambini interni esplodono fuori e sono fuori dal suo controllo. Lei non deve accettarsi per quello che è, con le sue crisi, ma secondo me deve cercare capire cosa vuole la sua bambina interna quando le fa scatenare le crisi, prenderla per mano e farla crescere. Si può uscire dal suo stato, mi creda, facendo un bel lavoro di crescita, ma bisogna volerlo, e per volerlo bisogna crederci che sia possibile. Io penso che non ci sia niente impossibile da curare, ma che sia tutto curabile. Il solo fatto che ha trovato a chiedere aiuto in questo sito è la conferma che qualcosa si sta muovendo dentro di lei. Spero che lei abbia deciso di non farsi lavare più il cervello dalla sua bambina interna e abbia deciso almeno idealmente di farla crescere.
Porti avanti il suo presupposto di guarigione facendosi aiutare da qualcuno che lavori in profondità dentro di lei, insieme a lei! Tutto ha un senso, anche le crisi di panico!
Coraggio, non perda ulteriore tempo nella sua vita ma guardi al futuro.
Se vuole mi può contattare.
Dott. Andrea Maria Gambardella

Dott. Andrea Bottai Inserita il 16/11/2016 - 23:10

Cara ragazza, sei proprio messa malino, d'altronde la vita è dura e c'è poco da essere felici. Tu ce l'hai messa tutta per complicartela e ci sei riuscita. I farmaci sono il male minore. Ci sarebbe bisogno di fare due chiacchiere con te, per arrivare dove i farmaci non arriveranno mai e uscire dal tunnel. Ma non so se veramente vorresti toglierti questi disturbi. Per farlo c'è da fare un po' di strada faticosa e polverosa. E dopo? Cosa faresti dopo, senza l'autolesionismo e il panico e il resto? Pensaci. Se per caso tu fossi determinata a uscirne sappi che qualcosa si può fare. Ma devi trovare uno che sappia cosa alimenta il tuo malessere e come si controlla. Cari saluti.
Dott. Andrea Bottai