Claudia  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 11/10/2018

Roma

Sminuita dal marito

Buon pomeriggio,
scrivo perché ho bisogno di aiuto e un parere su quella che consideravo una bella relazione di circa 15 anni con mio MARITO. Non so se sia finita e mi sto facendo del male o posso ancora salvare qualcosa...
Premetto che sono una donna di 37 anni lavoratrice (32 ore settimanali), vice responsabile di un ufficio di 7 persone; ho fatto danza per una vita.
Ci siamo conosciuti all'età di 23 (io) e 24 anni. Dopo 6 anni di fidanzamento abbiamo deciso di convivere (finalmente dopo esserci laureati avevamo entrambi un lavoro).
Dopo pochi mesi, nonostante mi avesse sempre detto che lui non era portato per il matrimonio, mi ha chiesto di sposarlo. Ciò è avvenuto nel 2012.
Di li a poco è nata la voglia di avere un figlio che però non è arrivato subito, anzi abbiamo fatto un lungo percorso di sofferenza conclusosi con una iui di primo livello, fortunatamente andata a buon fino al primo tentativo. Purtroppo questo percorso durato circa 3 anni e mezzo ci ha messo a dura prova. Mi sono spesso sentita sola (soprattutto perché ho dovuto fare quasi tutti gli accertamenti da sola o accompagnata dai miei genitori), ho preso qualche chilo di troppo (4/5 sommati ai 4 presi con convivenza e matrimonio) e abbiamo litigato molto.
Non è mai stato tutto rosa e fiori (per chi lo è....credo) ma una cosa mi sono sempre sentita dire: dovevo dimagrire, curare il mio corpo, ESSERE PIU' BELLA. Non ero mai all'altezza. C'era sempre qualcuno più brava, più energica, più comprensiva di me.
Con la convivenza a queste critiche si sono aggiunte critiche su cosa sapessi fare in casa (ero abituata ad essere coccolata dalla mamma ma ho imparato a cavarmela da sola), mi ha fatto pesare il fatto che io sia in possesso del bene in cui viviamo (cosa che gli ho fatto pesare solo durante delle litigate e non ho mai chiesto del denaro), in discussioni in cui c'era di mezzo la madre (che è una donna a cui piace organizzare la vita altrui ma allo stesso tempo prendersi i suoi spazi senza dedicarsi ai figli) io sono sempre stata messa in secondo piano o dalla parte del torto.
L'arrivo di nostro figlio ha portato una ventata di felicità immensa ma ora, a distanza di 1 anno, sono tornate le grandi litigate soprattutto perché mi dice che "sono l'unica donna a non aver perso i chili della gravidanza", "non amo il mio corpo", "inizio diete e non riesco a portare a termine nulla" e soprattutto che non trovo tempo per fare l'amore con lui, se non su sua richiesta.
So perfettamente che non sono perfetta e che fisicamente non sono più quella di 10 anni fa, ma quando oggi per l'ennesima volta mi ha detto tutto questo e di più ho pensato se ancora valga la pena stare con una persona come lui. Mi sento a terra, inadatta, brutta... non riesco neanche a trovare le parole per descrivere ciò che ho dentro. Gli ho pure chiesto se ha un'altra donna e si è arrabbiato e ha detto che mi dice tutto ciò per spronarmi ma mi sta facendo del male.
potete darmi qualche consiglio per recuperare la situazione o ormai non c'è più nulla da fare?
grazie mille

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Andrea Bottai Inserita il 11/10/2018 - 14:16

Firenze
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Cara Claudia, non è troppo tardi. Però siete finiti in una spirale negativa. Ogni reazione alla situazione sia da parte tua che di tuo marito la fa peggiorare. Dovremmo invertire la spirale altrimenti peggiorerà di giorno in giorno. Basta che anche uno solo di voi tue cambi la modalità di reagire e comunicare con l'altro per cambiare l'andamento della relazione. Tu ti abbatti perché lui ti critica, lui ti critica perché tu ti abbatti. E' una complementarietà patologica. Vedendo le cose in questo modo cosa dovresti fare per spezzare questa complementarietà?
Cari saluti
Dott. Andrea Bottai - Firenze

Dott.ssa Mirella Caruso Inserita il 13/10/2018 - 20:23

Milano
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Gentile Claudia, direi che c'è molto non-detto, non discusso, non chiarito tra voi due. Se ho fatto bene i calcoli secondo ciò che ha scritto, avete affrontato la IUI o fecondazione intrauterina quando eravate trentenni, più o meno. Un percorso che è durato a lungo in cui si è sentita sola e sostenuta unicamente dai suoi genitori. Come mai lui è stato coinvolto poco oppure si rifiutava di partecipare? Che fosse solo un problema suo? Voglio dire, prima di procedere all'intervento, suppongo sia stata fatta una diagnosi riguardo alla difficoltà di concepimento. Una diagnosi se non proprio certa, vista la molteplicità delle variabili in gioco in quelle situazioni, ma perlomeno probabile. Da chi dipendeva la difficoltà di concepimento, da lei da lui o da entrambi? Siete stati seguiti da uno psicologo? Credo che la situazione sia stata poco approfondita dal punto di vista delle emozioni in gioco, nel senso di chiarire cosa poteva voler dire dover ricorrere a un intervento molto "tecnico" per risolvere la situazione. Non posso addentrarmi in congetture, non conoscendo la sua storia, vorrei dirle però che da quel momento in poi tutto è cambiato. Probabilmente vi siete confrontati poco su quella "infertilità" e cosa potesse significare per l'uno e per l'altro.
Un altro elemento che mi viene da rilevare nelle sue parole è la sua passione per la danza. L'ha praticata per molti anni. Una danzatrice non può portarsi troppi chili in eccesso. Di là dalle considerazioni sminuenti di suo marito, come si sente lei ora a non poterlo fare più, a non essere più come prima… La saluto.

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 11/10/2018 - 20:59

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buonasera Claudia,
Dal suo racconto percepisco la sua sofferenza e anche il suo disorientamento.
Mi chiedevo se anche in passato avete attraversato periodi simili e, se e come sono stati superati. Domanda che può essere utile per avere un'idea sulle risorse di coppia e come attivarle ora.
Detto ciò, l'atteggiamento svalutante di suo marito mi sembra carico di aggressività. Ci sono altri motivi di tensione o questioni irrisolte tra di voi oltre al suo aumento di peso?
Che posto occupa nella vostra soddisfazione di coppia l'aspetto fisico e quale significato attribuite a ciò?
Inoltre, da ciò che ha narrato mi sembra di capire che suo marito attribuisca solo a lei la responsabilità del suo attuale disagio e sembra che lei accetti questo. Ossia, si senta colpevole di aver aumentato il suo peso e di non riuscire a perderlo, situazione del tutto normale dopo una gravidanza.
Il raggiungimento del suo peso-forma potrebbe costituire in sé la soluzione ai vostri problemi e incomprensioni?
Ci pensi.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)