articoli di psicologia della Dott.ssa Michela Vespa

risposte dello specialista Michela Vespa

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Disturbi dell'umore

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Gentile Zevran, io capovolgerei quello che le è stato detto: "probabilmente il disagio fisico è dato dall'ansia e dall'insonnia", perché al contrario ritengo che l'ansia e l'insonnia siano create da un disagio. La situazione che descrive non è affatto semplice da gestire da sola, è normale quindi che le crei tanto dolore, al punto di pensare addirittura al suicidio. Per fortuna però non l'ha fatto, questo perché forse dentro di lei sa di poter avere la forza di affrontare queste crisi. Il punto è che sono anni che, sperando ciclicamente in miglioramenti spontanei, non riesce a chiedere aiuto. Ciò che posso dirle è che in quello che le succede non c'è niente di stupido, ma solo qualcosa da risolvere. Mi creda che scavando un po' in profondità potrebbe risalire all'origine delle sue problematiche, dei suoi sbalzi di umore (che non sono casuali, ma nascono da qualcosa, probabilmente in relazione alle sue emozioni), ed alleviare le sue sofferenze. Potrebbe trovare un equilibrio nella sua emotività ed affrontare la vita in modo più sereno. Cominci un percorso psicoterapeutico e sono certa che si accorgerà presto che ne sarà valsa la pena. Un caro saluto, Michela Vespa...

Vincere le paure da portiere di calcio

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Salve Alex, nella tua domanda non specifichi se la paura di sbagliare e fare brutta figura si verifichi soltanto nello sport che pratichi o anche in altri settori della tua vita. Acquisire sicurezza in se stessi fa parte di un percorso personale molto importante, che poi si riflette su tutti gli altri ambiti. Ma proprio per questo non esistono dei consigli standard da seguire, quanto piuttosto una riflessione su se stessi che porti verso una consapevolezza delle proprie capacità. Una volta raggiunta e confermata tale consapevolezza difficilmente gli altri potranno incidere su di essa o ledere la forza che ne scaturisce. Il consiglio migliore che mi sento di darti, quindi, è di iniziare questo percorso personale e trarne tutti i vantaggi che se ne possono ricavare, per il calcio e per tutto quanto il resto. Buona fortuna, Michela Vespa...

Apatia avanzata e molto grave

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Ciao Muti, piuttosto che pensare ad un farmaco, io cercherei di capire cosa si nasconda dietro quella pesante sensazione di apatia. Dici di aver risolto quasi tutti i tuoi problemi psicologici, ma evidentemente il nodo da cui partivano non è stato ancora centrato. E potrebbe essere lo stesso su cui ha preso vita e si alimenta il sintomo di cui parli. Il risultato del disagio che sta alla base di tutti i problemi che avevi, poi, sembra essere comunque raggiunto: sei bloccata. Direi che sia normale essere spaventati da questa condizione. Non so come tu sia riuscita a superare le difficoltà legate all'ansia di cui parli, e sei stata comunque piuttosto brava, vista la tua giovane età. Però forse il metodo migliore per poter affrontare di petto la tua situazione sarebbe quello di rivolgerti ad uno psicoterapeuta, ed iniziare un percorso che miri ad indagare e superare direttamente le cause del tuo malessere. Una volta per tutte. Evidentemente hai le capacità per farlo, visto che sei riuscita già ad allontanarti da una situazione particolarmente pesante e difficile. Adesso non ti resta, quindi, che ultimare il cammino per raggiungere la meta. Un caro saluto, Michela Vespa...

Che tipo di psicologo?

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Salve Daniele, sinceramente sono dell'idea che al di là di uno specifico approccio, per il buon funzionamento di una terapia sia fondamentale l'incontro con l'Altro (inteso come individuo, oltre la tecnica), e quindi il tipo di relazione che si riesce a stabilire tra te e l'eventuale psicoterapeuta che sceglierai. È importante, quindi, che tu ti senta capito, ascoltato e accolto. Che tu la reputi una persona valida e con cui essere a tuo agio. Questo, ovviamente è il primo passo, quello che ti consente di aver fiducia ed aprirti a colui che a tutti gli effetti è per te uno sconosciuto. Il secondo passo sarà quello di monitorare insieme a lui il tuo percorso, i tuoi cambiamenti, i miglioramenti. Se ce ne sono è sicuramente il tipo di psicologo giusto. In caso contrario, sarai sempre in tempo a considerare possibili alternative. Tu già da solo hai inquadrato tre grandi aree presumibilmente problematiche nella tua vita in questo momento. Ora non ti resta che consultarti in proposito con un professionista che ti aiuti ad indagare quelle e/o altre possibili che solo uno psicoterapeuta competente può individuare. Buona fortuna, Michela Vespa...

Paura di avere la depressione

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Salve Giacomo, i sintomi (anche quelli psicosomatici) cui accenni farebbero supporre delle problematiche relative alla sfera dell'ansia. Sarebbe il caso, però, che tu ti rivolga di persona da uno specialista, per inquadrare la situazione come merita. Solo con una visione più completa si può definire cosa ti stia succedendo, magari anche delinearne le cause e, perché no, poter prospettare un possibile trattamento per uscire dal malessere che descrivi. Un caro saluto, Michela Vespa...

Paura di morire

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Gentile Murenga, nella sua domanda non specifica da quanto tempo va avanti per lei questa dolorosa situazione. Non si possono fare diagnosi traendo informazioni da poche parole, ma si potrebbe trattare di qualche problematica legata all'ansia. Quello che può fare è contattare al più presto uno psicoterapeuta che la aiuti a comprendere le cause che si nascondono dietro questo disagio. Le assicuro che si tratta di condizioni trattabili e superabili, basta solo cominciare a farlo. Stia serena, quindi, e si affidi a qualcuno che possa aiutarla. Cordialmente, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta Roma www.michelavespa.it...

Niente dialogo con mio marito

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Salve Noemi, non so da quanto tempo lei e suo marito non riusciate più ad avere un dialogo, o se in effetti ci sia mai stato. Nel primo caso, cercherei di capire con lui se e cosa sia potuto accadere a voi e al vostro rapporto per esservi ritrovati in questa condizione oggi. Nel secondo caso, indagherei come mai lei senta solo ora la necessità di una comunicazione diversa, e quali siano i rispettivi bisogni all'interno della relazione. In entrambe le situazioni, ad ogni modo, le consiglierei una consulenza da uno psicoterapeuta, per comprendere meglio che momento personale e di coppia stiate attraversando e pensare ad una possibile strategia di cambiamento. Cordialmente, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta Roma www.michelavespa.it...

Gravidanza indesiderata

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Cara Maria, l'argomento di cui si sta parlando è estremamente delicato. Qualunque sarà la tua scelta andrai incontro ad un cambiamento, perché quel cambiamento di fatto c'è già stato. Inutile dirti, quindi, dell'amore ma anche delle evidenti difficoltà che troverai decidendo di portare avanti la gravidanza. Ma anche delle ripercussioni fisiche, e soprattutto psicologiche ed emotive (per via di una elaborazione complessa del lutto, del senso di colpa, etc.) nel caso contrario. In tutta onestà, non credo che questa sia la sede giusta per affrontare la situazione come meriterebbe. Se sei davvero così confusa, perché non provi a rivolgerti di persona ad uno psicoterapeuta? Credimi che ne varrà la pena, qualunque sarà la strada che prenderai, almeno l'avrai fatto con una consapevolezza che solo una persona esperta ed esterna alla situazione potrà aiutarti a raggiungere. Questo è il massimo che da qui posso offrirti. Spero ti sia comunque utile. Un caro saluto, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta a Roma www.michelavespa.it...

Vuoti di memoria forse dovuti a stress

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Gentile Elena, in realtà il modo migliore per ritrovare la serenità perduta da tempo sarebbe quello di contattare al più presto uno psicoterapeuta, ed affrontare in maniera diretta, finalmente, tutte le tue problematiche. Sono trascorsi 15 anni, tu sei molto giovane, non lasciarne passare ancora. Facendo così potrai capovolgere la rotta delle tue paure, che smetteranno quindi di avverarsi. Una volta alleggerita, potrai anche far luce dentro di te per capire chi sei, più che chi vorresti essere, e realizzarti. Credimi, è molto più difficile rimanere nello stato che descrivi, piuttosto che cominciare questo tipo di percorso. In bocca al lupo, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta Roma www.michelavespa.it...

Abbuffate nervose?

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Buongiorno Isabella, la cosa migliore da fare in questi casi sarebbe rivolgersi ad un terapeuta che ti accompagni verso un percorso di conoscenza delle tue emozioni, così da poterle meglio gestire. Del resto, come riconosci tu stessa, non si tratta di fame o desiderio di un certo cibo, è solo necessità di colmare qualcosa. E il più in fretta possibile. Soltanto che in questo modo si soddisfa un bisogno fittizio, momentaneamente. E proprio perché non si tratta del vero bisogno, l'insoddisfazione torna poco dopo, insieme al carico (da non poco) del senso di colpa. Un aiuto esterno potrebbe invece aiutarti a definire cosa si celi davvero dietro questo comportamento, così da poter agire direttamente alla base del problema. Spero di esserti stata d'aiuto. Un caro saluto, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta a Roma www.michelavespa.it...

Mi sono persa

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Buongiorno Sirena, non sei affatto una brutta persona, sei soltanto molto confusa. Circa i tuoi bisogni, innanzitutto. Sostieni di desiderare una storia normale, ma ti coinvolgi in relazioni che in fondo quella normalità non te la possono dare. Più che altro è su questo che ti invito a riflettere. Hai descritto tre rapporti importanti nella tua domanda, e tutti hanno come base una impossibilità a farti vivere serenamente, per un motivo o per un altro. Forse dovresti capire meglio il motivo, profondo e nascosto, che ti spinge a legarti a persone che non possono darti quello che tu dici di cercare. E magari imparare ad amare di più te stessa, prima di queste. Ciò non è affatto impossibile, anzi. Però a volte può essere più difficile di quello che sembra, soprattutto se non si è abituati a farlo. Fatti aiutare da una persona esperta, vedrai che le cose miglioreranno e potrai capire come gestire le storie che ti logorano e magari anche a capire come evitarle. Solo così porrai i presupposti per iniziare una relazione diversa, che ti faccia stare bene in assoluto e non solo parzialmente. Cari saluti, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta a Roma www.michelavespa.it...

Confusione e crisi esistenziale

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Cara Federica, se quello che vuoi è davvero essere aiutata, non mi dilungo troppo su quanto hai scritto, poiché un'indicazione di ciò che puoi fare per fortuna l'hai già data da sola, sostenendo di voler essere aiutata. Su questo sito non puoi che trovare massima solidarietà e disponibilità per iniziare un percorso che ti chiarisca le idee su te stessa e sulla strada che vuoi veramente percorrere, e anche (altrettanto importante) su quelle che invece non vuoi realmente percorrere. Scegli con cura una persona a cui rivolgerti e impegnati a lavorare su di te. Non potrai che trarne beneficio. Buona fortuna, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta a Roma www.michelavespa.it...

Pernottamento in casa paterna

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Gentile Lorenzo, forse sua figlia ha solo bisogno di ambientarsi alla sua nuova casa, oltre che su un ordine pratico anche su un piano affettivo. Sebbene stia procedendo tutto in maniera piuttosto serena, comunque è un cambiamento molto importante. Assistere ad un distacco tra i propri genitori è comunque doloroso, anche se fatto in modo tranquillo e condiviso. Datele un po' di tempo per elaborare la separazione, conoscere e familiarizzare con nuove abitudini e nuovi spazi, come per esempio una camera e un letto diversi da quelli che ha sempre visto come "suoi". Lei nel frattempo non perda occasione di mostrarle il piacere di stare insieme a lei e di averla in casa, nonché il desiderio che resti a dormire, senza forzarla. Quando sarà pronta, magari sarà sua figlia stessa a proporglielo, o comunque ad accettare in modo spontaneo la sua richiesta. Buona fortuna, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta a Roma...

Trauma da separazione e problemi con relazioni future

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Buongiorno Manuelita, purtroppo non è mai facile intercedere per qualcuno in questioni molto personali come questa. Certo, è probabile che quando per la seconda volta tuo fratello ha visto in atto una possibile separazione della madre possa aver rivissuto momenti di dolore, di abbandono, insicurezza e sfiducia. Magari è un periodo di transizione, in cui ha bisogno di elaborare meglio ciò che gli è successo, oppure può essere una crisi più duratura. In entrambi i casi spetta comunque a lui decidere se e come recuperare quello che adesso sembra perso. Del resto è passato poco dall'episodio scatenante, aspetta un po' per vedere se possa riuscire a ritrovare la sua strada, altrimenti potrai consigliargli di chiedere un aiuto a qualcuno di esterno ed esperto che sia in grado di accompagnarlo. Ma, ripeto, deve essere lui a volerlo. Saluti, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta a Roma...

Ho problemi di ansia da molto tempo

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Gentile Alessia, mi colpisce che tu riferisca di voler "soltanto scrivere e parlare". Cosa intendi? Perché purtroppo, con tutta la buona volontà, credo sia difficile affrontare i problemi che descrivi "soltanto" in questo modo. Immagino che negli anni le tue difficoltà si siano accentuate, incrinando la sicurezza nelle tue capacità di poter ri-prendere in mano la tua vita. Non è necessario abbandonare i sogni, anzi, alla tua età puoi fare molto per poterli realizzare. Ma il primo passo da fare è non chiuderti in te stessa come stai facendo. Credimi, anche se sembra la strada più semplice puoi fare altro, e crearti delle possibilità diverse. Puoi tornare a sentirti più coraggiosa, meno insicura e meno malata con l'aiuto di qualcuno. Il consiglio che posso darti, quindi, è "soltanto" quello di avere fiducia in te e in uno psicoterapeuta che possa aiutarti ad uscire dal blocco in cui ti sei incastrata. E vedrai che potrà andare solo meglio di così. Un caro saluto, Michela Vespa...

Cambiamento di carattere

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Salve Caterina, la situazione è precipitata negli ultimi quattro mesi, ma mi pare di capire che sia cambiata da quando suo marito ha subito il delicato intervento di cui parla. Deve essere stata dura per lui, e può avergli causato delle conseguenze a livello psicologico, apparentemente non visibili. Lo avete valutato? Ne avete parlato o avete fatto qualcosa a riguardo nel frattempo? Forse consultare uno psicoterapeuta potrebbe aiutarvi a capire meglio cosa sia successo e stia succedendo a suo marito e al vostro rapporto, e a ritrovare una comunicazione più adeguata ed efficace. Cordialmente, Michela Vespa...

Ansia, stress, nervosismo.....

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Buongiorno Anselmo, ebbene sì, l'ansia e lo stress possono portare sintomi fisici anche piuttosto complessi che però, se opportunamente curati, possono essere risolti. Se dalle numerose indagini mediche non è risultato nulla di organico, le consiglierei di certo di tentare una via diversa: quella della psicoterapia. Pensi che bello se risalendo all'origine della sua ansia possa finalmente riuscire a liberarsi dei suoi disturbi... Non esiti ancora, dal 2005 sono passati fin troppi anni. Contatti un terapeuta della sua zona e cominci a pensare e a lavorare su se stesso in un altro modo. La mente può giocare questi brutti scherzi, ma allo stesso modo può anche rimettere le cose a posto. In bocca al lupo, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta a Roma...

L'ho lasciato e lui mi odia

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Gentile Alexa, cosa la rende confusa? Il fatto che l'uomo che amava sia diventato un mostro? Ciò che penso è che probabilmente lui sia sempre stato così, soltanto che finché lei soddisfaceva i suoi bisogni di accudimento ed assistenza totale su tutti i fronti, non aveva nulla da replicare. Quindi in realtà è lei ad aver cambiato qualcosa, e aggiungerei anche per fortuna, tanto da fargli mostrare il suo lato meno conosciuto. Ha detto lei stessa che non poteva più fare niente, uscire con familiari, amici e colleghi. Bene, adesso finalmente può ricominciare a farlo. E, detto tra noi, non permetta mai a nessuno di vincolare la sua libertà. Si voglia bene. Un caro saluto, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta a Roma...

DESIDERIO

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Buongiorno, dice che la sua vita sessuale è sempre stata travagliata da quando si è messa insieme a suo marito, 8 anni fa. E prima com'era il suo rapporto con la sessualità? Mi sembra che la morte di suo nonno, oltre che a costituire un evento molto doloroso, non abbia influito in questo aspetto, ma solo nel poter constatare che lei sia una persona che tende a esprimere le sue difficoltà tramite sintomi ansiogeni. Non so in che modo abbia risolto, dopo due anni e mezzo, i suoi problemi di ansia, ma credo che lavorare su alcune sue modalità le potrebbe essere utile per affrontare i suoi problemi. Al di là degli evidenti impedimenti fisici nell'avviare una gravidanza, penso che sia necessario che lei faccia un percorso personale prima di pensare di avere un figlio. Sa, per quanto sia la cosa più naturale del mondo, la maternità destabilizza di per sé qualunque donna. Raggiungere un equilibrio personale più solido potrebbe essere fondamentale prima di buttarsi in questa bellissima, ma sconvolgente, avventura. Il consiglio migliore che mi sento di darle, quindi, è di iniziare un percorso con uno psicoterapeuta, sciogliere alcuni nodi, crearsi una stabilità individuale e poi proseguire per la sua strada. Un caro saluto, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta a Roma...

Ho bisogno di aiuto

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Gentile Luana, quelli che stai vivendo sono cambiamenti importantissimi. È normale sentirsi un po’ agitati e domandarsi se si stiano facendo le scelte giuste. Ascolta di più il tuo cuore che, anche se in questo momento fa male, è il detentore delle tue risposte. Alcune cose non si capiscono, si sentono e basta. E allora bisogna lasciare spazio ai sentimenti e alle emozioni, per poter capire cosa desideriamo e quello che dobbiamo fare nella nostra vita. A parte l’aspetto pratico della tua relazione e della futura convivenza, sarebbe bene che tu chieda un supporto ad uno psicologo anche per la gestione emotiva della situazione complessa che hai in famiglia. Credo che tu ne abbia bisogno. Un caro saluto, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta a Roma...

Un terapeuta cosa deve far fare ad un ansioso con attacchi di panico?

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Gentile Erika, sarebbe lunga la trattazione sui rami in cui si divide la psicologia. E non ritengo sia, tra l’altro, la questione pregnante della tua richiesta. Sappia che, a prescindere dal ramo, ogni psicoterapeuta tratta l’ansia e gli attacchi di panico tramite strategie che hanno comunque a che fare con la gestione dell’emotività e della comunicazione, sulla base della relazione tra terapeuta e paziente. In alcuni casi, i farmaci possono aiutare la persona a poter proseguire le attività della propria vita senza eccessivo invalidamento, ma non agiscono sulle cause dei sintomi. Non so perché si sia decisa a contattare una psicologa solo dopo anni di sofferenze, ma non deve essere stato facile. A maggior ragione, ritengo sia stata coraggiosa a ribellarsi all’unica strada che le è stata proposta, quella del farmaco, ed anche a scrivere su questo sito. Tuttavia, dovrebbe ricorrere ancora alla sua tenacia ed alla sua determinazione per proseguire il percorso che è stato forzatamente interrotto. Anche a costo di rivolgersi ad uno psicoterapeuta privato. Capisco che possa essere dispendioso a livello economico e di energie, ma investire su di sé potrebbe mettere fine ad anni di malesseri. E credo quindi che ne possa valere la pena. Buona fortuna, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta a Roma...

Da quando ho iniziato a lavorare mi viene l'ansia

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Salve Michi, è difficile capire il suo stato da poche righe. Ci sarebbe da indagare sulle aspettative, timori o emozioni che la legano al nuovo lavoro, su come fosse la sua vita durante l'impiego precedente, su cosa sia successo nei precedenti quattro mesi in cui è stata a casa. Se potesse, la aiuterebbe chiedere una consulenza ad uno psicologo che possa risalire insieme a lei all'origine di questa ansia, unico modo per poterla affrontare e superare. Purtroppo i consulti online possono dare un'indicazione, ma è necessario un confronto di diverso tipo per creare le condizioni affinché si possa analizzare la situazione in maniera più approfondita. Come necessita. Un caro saluto, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta a Roma...

Procastinare

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Salve Valentina, dietro un comportamento di questo tipo possono nascondersi alcune paure, per esempio quella di crescere e confrontarsi con il mondo del lavoro, o quella di scoprirsi inadeguata, quella di fallire, o altre. Per fortuna si tratta di paure, non di realtà. Se fosse così dovresti soltanto acquisire un po' di fiducia in te stessa e proseguire il tuo cammino. Ovvio che queste sono soltanto delle ipotesi, non si può avere un'idea chiara di una situazione con uno scambio così breve. L'ideale, se tu potessi, sarebbe quello di consultare uno psicoterapeuta che ti aiuti ad andare un po' più a fondo, a scoprire quelle presunte paure e debellarle. Potrebbe essere un percorso relativamente breve, ma che ti potrebbe portare giovamento, pensaci. Buona giornata, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta a Roma...

Problemi con il cibo

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Buongiorno Emma, in effetti non sembra trattarsi di un disturbo alimentare, ma solo di una difficoltà rispetto al tuo rapporto con te stessa. Il cibo, proprio perché succede solo quando i piatti vengono preparati da te, potrebbe essere solo il veicolo attraverso cui lo stai esprimendo. Non specifichi da quanto tempo si verifica questa condizione, ma comunque ritengo potrebbe essere utile concentrarsi su questo aspetto. Ti consiglio di parlarne con uno psicologo, per avere una valutazione più adeguata ed approfondita. Un saluto, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta Roma...

Vedo tutto ma non riesco a uscirne

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Buongiorno Francesca, è urgente che tu ti rivolga anche ad uno psicoterapeuta per essere supportata in questa fase della tua vita. Dico "anche" perché è un bene, e costituisce un appoggio concreto oltre che emotivo, il fatto che tu sia circondata da persone che ti vogliono bene e che ti esprimono tutto il loro sostegno. Ne avrai bisogno. Ma puoi contare anche sul coraggio e le capacità che hai dimostrato di avere, per esempio cercando e trovando una tua autonomia lavorativa, allontanandoti dalla tua famiglia per un sentimento importante, portando avanti da sola la gestione di una casa e tanto altro ancora. Posso soltanto rassicurarti sul fatto che sia normale che tu ti senta, oggi come ieri, persa senza di lui. Altrimenti non avresti mai sopportato le angherie a cui ti ha sottoposta per anni. Di sicuro ci saranno stati momenti meravigliosi nella vostra storia, tanto da aver timore di perderli lasciandolo (ma quelli non andranno persi). Di sicuro per tanto tempo tuo marito ha fatto in modo di accecarti sulle tue qualità, rendendoti insicura. Di sicuro limitando le tue libertà ti ha reso dipendente da lui e dal suo giudizio. E potrei continuare ancora, ma non credo che ce ne sia necessità. Tu queste cose le sai. Ma è proprio perché c’è tutto questo insieme di dinamiche e complicazioni sentimentali che tu oggi non riesci a staccarti emotivamente da lui. Ora però c’è uno spiraglio di luce. E dietro quello spiraglio c’è la possibilità di riprendere in mano la tua vita e renderla soddisfacente, allontanandoti dalle paure, dalle angosce e dalle insicurezze che si sono accumulate nel tempo. Finalmente potrai essere protagonista della tua vita, decidere per te, in maniera autonoma. Non farti sfuggire questa possibilità stavolta. Non sarà di certo facile, soprattutto all’inizio. Come non lo è in ogni separazione, quando è presente un affetto significativo. Ma ne vale della tua vita, e questo deve darti la forza per andare avanti. Se sei stata in grado di affrontare le sofferenze passate, vuol dire che hai le carte per farcela. Ma hai bisogno di lavorare su te stessa per riuscirci nel modo più adeguato e duraturo. Coraggio! Un caro saluto, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta a Roma...

Depressione e isolamento

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Gentile ragazzo, invece credo che tu debba fare un piccolo sforzo e recarti di persona in uno studio, se davvero vuoi essere aiutato. Questo tipo di consulti fornisce dei suggerimenti, delle indicazioni, ma non potrà mai sostituire un trattamento vero e proprio. E nei casi in cui ce ne sia bisogno, come nel tuo, è altamente consigliabile un approccio diverso. Puoi rivolgerti anche ai servizi pubblici della tua città, che vantano di colleghi competenti ed elargiscono terapie gratuite o a basso costo. Credo che tu debba elaborare i tuoi vissuti in una sede che ti permetta di esprimerli e gestirli in un modo migliore di quello che potrai ottenere scrivendo su un portale. Fatti coraggio, se riesci ad andare dal salumiere o dal logopedista puoi farcela! Saluti, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta a Roma...

Paura, spavento o ansia...non so...

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Buongiorno IO, forse potresti cominciare con l'approfondire meglio quali sono le cose che non preferisci e quali che addirittura detesti. Da un simile approfondimento si potrebbe risalire poi all'origine del tuo fastidio e vedere se sia possibile o meno cercare di gestire le emozioni che comporta. Tra l'altro tu stesso parli di ansia e paura, non tanto di incapacità o insoddisfazione. Ti stai rapportando con un tipo di lavoro diverso da quello che conoscevi e che magari sapevi fare bene. Quindi è presumibile che le tue angosce derivino da questo. Prova a riflettere meglio su queste dinamiche, su cosa rappresenta il nuovo lavoro, su quanto e come ti chieda di rimetterti in discussione (in particolare, dopo un periodo di "fermo" che può avere avuto conseguenze sul piano della tua fiducia in te stesso), su cosa tutto ciò rappresenta per te anche in riferimento alla perdita di un tipo di lavoro che amavi fare ma che non hai più possibilità di portare avanti (e le eventuali emozioni che ne scaturiscono). Insomma, c'è molto su cui poter lavorare, ma farlo potrebbe sollevarti e rasserenarti. Provaci e se dovessi aver bisogno di un sostegno esterno per farlo, chiedi aiuto ad uno psicologo della tua città, sono certa che potreste affrontare con successo questo momento della tua vita. Buona giornata, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta a Roma...

Paura di morire di infarto

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Gentile Francesca, purtroppo i dati che ci fornisce non sono sufficienti ad aiutarla. Ci sarebbe da approfondire, per esempio, da quanto tempo ha questa pura, in che circostanza è nata e si è riproposta e come si è mostrata per la prima volta e nelle successive, se è una paura suscitata da un episodio medico (al quale, magari sono seguiti degli accertamenti), etc. Insomma, le questioni da indagare sono diverse, e forse il luogo più idoneo per affrontarle non è su un portale online, ma magari in uno studio di psicoterapia, soprattutto se sono state già scongiurate questioni mediche alla base del disturbo. Comunque stia tranquilla, segua questa strada e vedrà che troverà il modo per superare l'ansia e la paura. Basta affrontarla nel modo e nel posto giusto! Cordialmente, Michela Vespa...

Complessi di inferiorità e paranoie

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Salve Anna, no, non mi sembra il caso di rinunciare alla sua attività e tanto meno di cambiare lavoro. Non se il motivo è la competizione presumibilmente fallimentare con un'altra persona. Il fatto che, nonostante i complessi di inferiorità vissuti fin da piccola, sia stata in grado di prendere l’iniziativa e portare avanti una sua attività, denotano già forza di volontà, coraggio e capacità. Ora non le resta che rinvigorire il suo punto debole: la scarsa autostima, cui seguono le “paranoie” e la sindrome dell’abbandono che cita. E che sono alla base del quadretto che, casualmente, sembra si sia riprodotto nella specifica circostanza lavorativa di un anno fa. Non dia retta al caso e non demorda, perché rinunciare oggi potrebbe portarla in un circolo vizioso di rinunce e rispettive sensazioni di fallimento. Invece può lavorare sul riconoscimento delle sue competenze e sulla gestione della frustrazione, oltre che sui punti deboli prima citati. Contatti uno psicoterapeuta della sua zona che possa aiutarla in questo percorso di crescita personale e metta in atto un vero cambiamento. Forza! Cari saluti, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta Roma www.michelavespa.it...

Quando è il momento di andare da uno psicologo?

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Buonasera Veronica, certo che, potendo scegliere, sarebbe meglio cominciare un percorso psicologico e portarlo a termine con la stessa persona. Se però l’alternativa è rimanere in uno stato di malessere che rischia di peggiorare, allora il mio consiglio è di consultare uno psicoterapeuta e arrivare insieme dove sia possibile. Ne potrai trarre comunque giovamento. Anche perché il senso di incapacità che senti, l’insicurezza e gli sbalzi d’umore potrebbero cominciare ad essere affrontati anche per salvaguardare l’andamento degli studi, il rapporto con il tuo ragazzo e con i tuoi genitori, a maggior ragione che tornerai ad avere una quotidianità con tutti loro una volta rientrata nel tuo paese. E, soprattutto, comincerai a lavorare su te stessa e a gestire le tue dinamiche in maniera diversa. Di sicuro quindi non sarà tempo e fatica sprecata, anzi. Buona fortuna, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta a Roma www.michelavespa.it...

Non riesco a non mangiare

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Gentile Martina, non so da quanto tempo duri questo comportamento nei confronti del cibo, che ovviamente riflette un particolare rapporto con il tuo corpo e la sua immagine. Comunque quello che puoi fare è consultare quanto prima uno psicoterapeuta della tua zona, lui/lei saprà indirizzarti sul giusto percorso da intraprendere. Solo affrontandoli, i problemi si possono superare. Affidati a qualcuno che possa aiutarti a farlo, quindi. Cari saluti, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta Roma www.michelavespa.it...

Ansia, panico, dolori di stomaco

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Salve Andrea, comprendo quello che senti. Ciò che puoi fare è contattare uno psicoterapeuta della tua zona il prima possibile. Quattro anni sono già molti e il rischio è, stando anche a quello che tu dici, che la situazione peggiori. Sugli attacchi di panico si interviene in maniera piuttosto efficace, ma si devono affrontare per superarli. Chiedi aiuto e vedrai che ti sentirai meglio. Un caro saluto, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta Roma www.michelavespa.it...

Disturbo ossessivo - DOC

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Salve Marco, se ritieni, come credo anch'io, di aver bisogno dell'intervento di uno psicoterapeuta, allora non ti resta che farlo in maniera più diretta. Questo perché la situazione è già in parte peggiorata nel corso di due anni ed è possibile che tenda ad avanzare, piuttosto che diminuire. Contatta quindi un professionista della tua zona ed analizza insieme a lui come poter muoversi per affrontare e gestire questi sintomi. Buona giornata, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta Roma www.michelavespa.it...

Come curare l'ansia?

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Buongiorno Federica, non so se il suo medico le abbia già proposto di affiancare una psicoterapia ai farmaci che le ha prescritto. Gli attacchi di panico, e i disturbi d'ansia in genere, possono essere affrontati e superati in maniera efficace tramite un percorso terapeutico che miri ad indagarne l'origine e quindi a gestirli in maniera adeguata. Contatti uno psicoterapeuta della sua zona e non esiti ad iniziare un trattamento, così da porre fine alle sue sofferenze. Buona giornata, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta Roma www.michelavespa.it...

Non c'è la faccio più

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Cara Vanessa, la situazione in cui si trova è molto dolorosa e complessa. Mi sembra chiaro che abbia bisogno di un aiuto, che purtroppo non potrà ricevere soltanto con una consulenza online. Le consiglio di contattare al più presto uno psicologo della sua zona che possa aiutarla a gestire ed uscire da una condizione che, se non affrontata, rischia soltanto di peggiorare. Non so quanti anni abbia e cosa intenda quando dice che è diventata "pazza", ma sarebbe bene che lei recuperi la sicurezza in se stessa e affronti quindi tutto quanto la circonda. Cordialmente, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta Roma www.michelavespa.it...

Paura di mangiare

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Gentile Paola, non scrivi la tua età. Purtroppo il problema che riporti necessita di essere affrontato quanto prima. Quindi dovresti consultare uno psicologo della tua zona e cominciare con lui un percorso da seguire. Volendo, puoi rivolgerti anche ad un consultorio, ne esiste sicuramente uno vicino al posto in cui abiti. Sentire di aver raggiunto il limite può essere un punto di inizio per tentare di cambiare le cose. Se stai male da tre anni senza miglioramento, forse vuol dire soltanto che hai bisogno di farlo tramite un aiuto esterno. Non mollare. Saluti, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta Roma www.michelavespa.it...

Capire me stessa

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Buongiorno Sara, ho letto il tuo scritto con molta emozione. Sinceramente quello che provi non è così strano, anzi. Succede spesso che le vittime di violenza si sentano responsabili di quanto accaduto, specie quando in apparenza non hanno fatto nulla per bloccare la situazione. In realtà la tua è una reazione comune. Eri talmente tanto sorpresa e sconvolta, e inabile per inesperienza a gestire quello che stava accadendo, che ti sei paralizzata. Sentendo quasi di avergli dato così il "permesso" di continuare. Magari è proprio per questo che continui a sentirti sporca e all'inizio incapace di non rispondere al suo saluto. Ciò che posso dirti è di disinteressarti dei motivi per cui lui ti fissi o faccia quello che faccia e incentrare l'attenzione solo su di te e sui tuoi, del tutto legittimi, vissuti. Se necessario, contatta uno psicoterapeuta della tua città che possa aiutarti ad elaborarli e a ritrovare la serenità. Un caro saluto, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta Roma www.michelavespa.it...

Come cambiare lavoro?

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Salve Maikol, capita spesso che pur desiderandolo strenuamente, si abbia timore di cambiare. Può essere legato a tanti fattori: la paura di pentirsi, di trovarsi peggio, di non essere all'altezza di nuove situazioni... Così si sceglie la strada già conosciuta e in cui, anche se nel malessere, si è trovato un equilibrio. Indaga questi aspetti e cerca dentro di te il coraggio di fare un cambiamento e assumerti questa responsabilità (domandandoti anche ciò che questa comporta in te). Buona fortuna, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta Roma www.michelavespa.it...

Integrità

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Gentile Kay, se chiedi cosa ne pensiamo, almeno la mia risposta è che dovresti tornare da una psicoterapeuta. Non so perché tu sia stata delusa dai percorsi precedenti, ma è passato del tempo, alcune cose sono cambiate e magari trovando la persona giusta potresti non essere più sola a fare luce sul tuo malessere. E potresti riuscire a farti conoscere per quella che sei e così, non da meno, affrontare e magari risolvere i tuoi problemi alimentari. A quanto pare puoi contare sui tuoi genitori in questo. Chiedi aiuto anche a loro e non demordere. C'è tempo ancora per finire la cera. Buona fortuna, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta Roma www.michelavespa.it...

Non riesce a provare sentimenti

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Gentile Sara, è molto bello quello che hai fatto. Stare vicino alla persona che hai amato, cercare di capirlo e di aiutarlo. Ora però chiedo io a te: tu come stai? Sei felice? Desideri davvero stare ancora con il tuo ragazzo? La relazione con lui ti fa stare bene, ti soddisfa? Indipendentemente da lui, trova in te queste risposte. Concentrati su questo. Il tuo ragazzo ha chi lo sta aiutando: i suoi genitori, la sua psicologa... E se la caverà. Ora pensa e te, finalmente. E scopri chi sei, chi e cosa vuoi. Il resto si vedrà. Saluti, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta Roma www.michelavespa.it...

Non provo felicità nel fare nulla. Depressione?!

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Buongiorno Emma, la situazione che descrivi andrebbe indagata meglio, sia per poter avere un quadro più esaustivo che, quindi, per poter trovare il modo più adeguato di affrontarla. Ti consiglierei di contattare uno psicologo della tua zona, così da poter intervenire subito sul blocco che involontariamente stai attuando nella tua vita. Possono capitare dei momenti così, l'importante è riconoscere che ci sia qualcosa che non va (e tu l'hai fatto) e agire presto per risistemare le cose senza che diventino più difficili. Un caro saluto, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta Roma...

Andamento dell'ansia in correlazione con altri malesseri

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Buongiorno Monica, non esistono dei tempi di ripresa "standard". I malesseri di cui parla potrebbero essere tutti correlati tra loro, poiché la nostra mente agisce sul corpo anche creando dei disturbi definiti, appunto, "psicosomatici". Poiché dietro la sua ansia sono bene evidenti alcune cause di origine psicologica, le consiglierei di non affrontarli soltanto con i farmaci, ma affiancare ad essi una psicoterapia. Questo probabilmente la potrebbe aiutare anche ad evitare possibili ricadute nel tempo. Non sottovaluti le conseguenze psicologiche degli aborti che ha subito. Il suo corpo sta probabilmente tentando di comunicarle qualcosa. Cordialmente, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta Roma...

Sentirmi sola

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Gentile Julie, se hai trovato il coraggio di scrivere su questo portale e chiedere un consiglio, puoi riuscire anche a farlo di persona. Ed è, francamente, quello che ti consiglio vista la situazione che descrivi. Un percorso di crescita personale ti aiuterà a capirti meglio ed anche a gestire i tuoi rapporti interpersonali in modo che ti apportino benessere, e non il contrario. Devi fare solo un piccolo sforzo in più, ma ne varrà la pena. Cari saluti, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta Roma...

Anoressia, disturbi alimentari, xanax?!

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Gentile Alessia, mi sorprende che con le problematiche che descrivi e, soprattutto, la tua giovane età, parli soltanto di probabili soluzioni in termini di psicofarmaci. E sostieni anche di odiarli! Chi te li prescrive? Non hai mai pensato di farti aiutare anche da uno psicologo? Nessuno te lo ha mai consigliato? Credo sinceramente che ne avresti bisogno. Le difficoltà mentali non possono essere affrontate soltanto con l'ausilio dei farmaci, sarebbe bene che prenda di petto la situazione e ti faccia aiutare da un esperto. Pensa che bello se riuscissi a ridurli e, magari, toglierli del tutto un giorno... Parlane con tua madre, e rivolgiti ad un professionista della tua zona. Buona fortuna, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta Roma...

Ansia e dolori fisici

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Cara Eleonora, ma di cosa dovresti vergognarti? Mi sembra normale, legittimo, che tu abbia voglia e bisogno di piangere visto la situazione che stai attraversando. Per rilassarti e vivere i tuoi 23 anni come è giusto che sia, potresti iniziare dando ascolto al consiglio di tua madre e tuo marito ed incontrare uno psicologo. Il pianto è una necessità tramite cui il nostro corpo esprime un malessere emotivo, tanto quanto i tuoi attacchi di ansia. Non c'è niente di male in questo, anzi. Ogni persona dovrebbe poter esprimere le sue emozioni. Quello che potrebbe aiutarti ora è trovare un modo per gestirle. Uno psicologo serve anche a questo. Non verrai mai giudicata, è come pensare che un pescivendolo pensi male di te se vai a comprare un'orata da lui. Ha senso? :) Un grosso in bocca al lupo, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta Roma...

Sto impedendo a me stessa di essere felice?

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Cara Martina, a 18 anni tutti vorrebbero credere di non aver bisogno dell'aiuto di nessuno. Ma poi passano gli anni e bisogna cominciare a ricredersi. Ad ogni età, per un motivo o per un altro, si ha bisogno degli altri. Quando più e quando meno. Rendersene conto non solo ci alleggerisce, ma ci rende più autentici, rivelandoci quello che siamo: umani. E come tali non siamo onnipotenti. Se oggi accetterai di farti aiutare, magari un giorno sarai tu a poter aiutare qualcun altro, che sia solo per l'esperienza e la conoscenza che avrai fatto di alcune dinamiche. Quindi che dirti di più... se riuscirai ad ammettere di aver bisogno di aiuto, e magari anche a chiederlo ad uno psicoterapeuta, probabilmente metterai fine ad un capitolo della vita in cui non ti sentivi in grado di affrontare i tuoi problemi e comincerai a farlo, prendendoti cura di te. A volte è più facile farlo, che pensarlo. Buona fortuna, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta Roma...

Semplice inappetenza?

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Cara Simona, tramite consulti online non si possono azzardare diagnosi. Tuttavia, si può capire una sfera problematica, come quella che sembra avere lei rispetto all’alimentazione. Non direi possa trattarsi di semplice inappetenza, ma nemmeno di un disturbo vero e proprio. Almeno da poter diagnosticare come tale. E almeno per ora. Rimane il fatto che sia abbastanza chiara la problematicità di natura psicologica, e sarebbe il caso che lei ne parli direttamente con uno psicoterapeuta. È possibile che questo particolare rapporto con il cibo nasconda altre difficoltà, scovarle e affrontarle potrebbe aiutarla a vivere in maniera più serena, sia in relazione all’alimentazione che alla percezione del suo corpo e quindi di se stessa. E, pertanto, anche a risolvere i disturbi psicofisici di cui accenna. Sono passati più di cinque anni, forse è arrivato il momento giusto per affrontare la questione e cambiare le cose. Cordialmente, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta Roma...

Trovare me stessa

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Ciao Romina, con tutto il rispetto… vista in questa ottica, qualunque professione miri a risolvere un problema non meriterebbe di essere presa in considerazione. Come un oculista che curi eventuali disturbi ottici, un avvocato che risolva pratiche di qualsiasi genere, un medico qualsiasi… insomma, qualunque professionista specializzato in qualcosa, anche un idraulico per un rubinetto rotto. Oppure lo psicologo merita un trattamento a sé? Se fosse così, ti invito a riflettere sulle motivazioni di tale discriminazione. Altrimenti, si farà strada da sola la possibilità che tu possa consultare direttamente uno psicoterapeuta in grado di affrontare insieme a te le difficoltà che senti. Senza pregiudizio alcuno, da ambo le parti. Hai 18 anni, sei giovane. Intervieni quanto prima sulle tue possibili criticità, per poter vivere in maniera più serena. Buona fortuna, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta Roma...

Perplessità sugli effetti collaterali di un farmaco

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Gentile Laura, forse è arrivato il momento di affrontare i problemi di ansia partendo dalla radice. Non ha mai pensato di affiancare un percorso psicologico alla terapia farmacologica? I farmaci alleviano il disturbo, ma non agiscono sulla fonte che l'ha scaturito, come fa invece una buona psicoterapia. Man mano potrebbe cominciare così a ridurre le dosi dei farmaci e, magari, anche a toglierli del tutto. Ci pensi, contatti uno psicoterapeuta della sua città. Cordialmente, Michela Vespa Psicologa Psicoterapeuta Roma...