sonostanco93 domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 28/11/2015

Napoli

Depressione e isolamento

Salve, sono un ragazzo di 22 anni, ho due sorelle più grandi di me, ho una madre egoista e mio padre è deceduto 4 anni fa. La mia depressione non so da quanto tempo è iniziata, sono molto confuso, sento che la situazione mi stia sfuggendo di mano e ho bisogno di un aiuto per riordinare le idee. Prima di tutto devo dire che sono un ragazzo timido e sono affetto da una muta vocale incompleta, che mi porta ad avere una voce da bambino, questo mi provoca enorme disagio e paura nel relazionarmi con gli altri; paura di essere giudicato e deriso. Questo perché quando andavo al liceo venivo sempre deriso da tutti i miei compagni di classe, venivo insultato e maltrattato tanto da aver voglia di abbandonare, che però non feci con la speranza che quell’incubo finisse (per fortuna vennero bocciati e non mi diedero più fastidio). Questo disagio lo provavo (e lo provo tutt’ora) anche quando vado ad esempio in una salumeria e vedo che il salumiere mi ride in faccia quando gli chiedo qualcosa. Questi episodi mi hanno portato a chiudermi in me stesso e a non parlare con nessuno, nemmeno con i miei amici. Con i miei amici non andavo molto d’accordo (forse loro mi odiavano questo non lo so) quando si faceva un discorso su un determinato argomento e io esponevo la mia opinione loro dicevano: <Stai zitto, nessuno ti ha interpellato>, forse anche per questo motivo io non parlavo mai con loro, tanto da essere poi considerato un essere inutile e incapace. Lo stesso atteggiamento lo trovavo (e lo trovo tuttora) nella mia famiglia. Quando dico qualcosa mia madre non mi considera, come se io non esistessi, le mie sorelle o mi sbuffano in faccia oppure dicono: <Stai zitto, tu dici solo stronzate>. Per quanto riguarda mio padre, lui, fin da quando io ero piccolo (quando io avevo 6 anni di età circa) venne affetto da glaucoma, che gli provocò la cecità; questo ha fatto in modo di fargli avere un ruolo passivo in famiglia (mio padre è deceduto una settimana prima del mio 18° compleanno). Una volta finito il liceo mi iscrissi mio zio mi convince a iscrivermi, a spese sue, all’università, alla facoltà di lingue. Però, essendo un ragazzo molto timido, tanto da provare timidezza persino nei confronti di mio zio, non mi andava di andare da mio zio a chiedere i soldi per l’acquisto di libri universitari, così per racimolare qualche soldo mi sono organizzato facendo doposcuola a un paio di ragazzi. Arrivato a fine mese, che i ragazzi mi pagavano, mia madre, che ha il vizio del gioco del Lotto (così tanto da contrarre debiti), prendeva il mio portafoglio e se li rubava, in qualsiasi parte io lo nascondessi (è incredibile persino per me), quando me ne accorgevo era ormai troppo tardi. Questo mi ha impedito di acquistare i libri, pagare le tasse e così ho abbandonato. Questi episodi hanno fatto nascere un profondo odio nei confronti delle persone che mi circondano e nei confronti delle vita stessa. Da qualche mese sto facendo delle terapie dalla logopedista per la voce, però mi sento molto demotivato perché mi guardo intorno e vedo i ragazzi che già a 13-14 anni hanno la voce mutata e mi domando: <Gli altri, la voce la mutano gratuitamente, perché io devo pagare?>. Ho voluto consultare uno psicologo perché non riesco a trovare un punto d’appoggio, però non mi reco in uno studio, da un lato perché essendo molto timido non riesco ad aprirmi, dall’altro perché non me lo posso permettere economicamente (faccio già fatica per andare dalla logopedista). Per favore, aiutatemi perché non riesco a vivere così come dovrei. Grazie.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Michela Vespa Inserita il 29/11/2015 - 13:57

Gentile ragazzo,

invece credo che tu debba fare un piccolo sforzo e recarti di persona in uno studio, se davvero vuoi essere aiutato.
Questo tipo di consulti fornisce dei suggerimenti, delle indicazioni, ma non potrà mai sostituire un trattamento vero e proprio. E nei casi in cui ce ne sia bisogno, come nel tuo, è altamente consigliabile un approccio diverso.
Puoi rivolgerti anche ai servizi pubblici della tua città, che vantano di colleghi competenti ed elargiscono terapie gratuite o a basso costo.
Credo che tu debba elaborare i tuoi vissuti in una sede che ti permetta di esprimerli e gestirli in un modo migliore di quello che potrai ottenere scrivendo su un portale. Fatti coraggio, se riesci ad andare dal salumiere o dal logopedista puoi farcela!

Saluti,
Michela Vespa
Psicologa Psicoterapeuta a Roma