Veronica domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 01/12/2015

Pesaro Urbino

Quando è il momento di andare da uno psicologo?

Buonasera, sono una ragazza di 21 anni e avrei bisogno di un consiglio. Sono sempre stata una persona chiusa e con il passare degli anni questa cosa mi ha portato a perdere quasi totalmente fiducia in me stessa. L'apice l'ho raggiunto tra i 15 e i 19 anni, quando per sfogare la mia frustrazione sono arrivata a praticare autolesionismo. A 18 anni sono anche andata da uno psicologo che mi ha seguita per 6 mesi, in quel periodo ero parecchio abbattuta a causa di varie amicizie, faticosamente conquistate col tempo, che si stavamo distruggendo. Nel poco tempo che mi ha seguita, lo psicologo mi ha fatto capire che avevo problemi di rabbia repressa, ho interrotto le sedute perché voleva a tutti i costi parlare con i miei genitori, credendo che per andare avanti avrei dovuto affrontare i miei problemi con loro, mentre io ero categoricamente contraria; inoltre mi disse che avrei dovuto affrontare tutto ciò con qualcuno che avrebbe potuto seguirmi per più tempo di quanto avrebbe potuto fare lui. Successivamente sono riuscita a lavorare meglio su me stessa e ho migliorato le relazioni interpersonali. Adesso sto studiando fuori sede, questo mi ha permesso di analizzare altri problemi che non avevo ancora affrontato, per esempio la tendenza alla depressione in cui ogni tanto cado, soprattutto a causa dei rari fallimenti universitari per cui ho reazioni esagerate (per esempio: al pre-appello di estetica non avendo studiato a sufficienza il professore mi assegnò un voto indicativo tra 25/26, passai tutto il resto della giornata a piangere sul pavimento della mia camera senza riuscire a calmarmi). La mia situazione attuale è la seguente: provo un profondo senso di incapacità nel proseguire quello che sto facendo, quest'anno dovrei laurearmi e già solo per trovare un argomento per la tesi provo frustrazione. Frequento una palestra dove pratico scherma già da un anno, mi trovo bene sia con i miei compagni che con gli insegnanti, ma da un mese a questa parte non riesco mai a portare a termine gli esercizi o cerco di evitarli perché sento di sbagliare o non essere in grado di migliorare. Sento il peso delle aspettative dei miei genitori sul mio futuro, loro mi hanno sempre sostenuto, ma adesso che ho dubbi anche sul percorso di studio che sto facendo loro si comportano come se non potessi cambiare strada, mi sento costretta in scelte che ho preso quando avevo 14 anni, come quella di seguire studi in ambito artistico, che amo ma in cui sto perdendo fiducia. inoltre sono due anni che porto avanti una relazione a distanza con un ragazzo della mia città, con cui da quest'estate ho iniziato ad avere problemi, principalmente a causa dei miei sbalzi depressivi e della lontananza.
In tutto ciò vorrei riprendere ad andare da uno psicologo perché penso che possa essere d'aiuto, ma la mia domanda è questa: può essere davvero efficace affrontare un percorso psicologico nella città dove sto studiando per poi doverlo interrompere necessariamente dopo la laurea o sarebbe meglio provare ad affrontare da sola i miei turbamenti e decidere di andare da uno psicologo quando tornerò nella mia città, dove ho intenzione di proseguire gli studi?

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Michela Vespa Inserita il 01/12/2015 - 16:10

Buonasera Veronica,
certo che, potendo scegliere, sarebbe meglio cominciare un percorso psicologico e portarlo a termine con la stessa persona. Se però l’alternativa è rimanere in uno stato di malessere che rischia di peggiorare, allora il mio consiglio è di consultare uno psicoterapeuta e arrivare insieme dove sia possibile. Ne potrai trarre comunque giovamento. Anche perché il senso di incapacità che senti, l’insicurezza e gli sbalzi d’umore potrebbero cominciare ad essere affrontati anche per salvaguardare l’andamento degli studi, il rapporto con il tuo ragazzo e con i tuoi genitori, a maggior ragione che tornerai ad avere una quotidianità con tutti loro una volta rientrata nel tuo paese.
E, soprattutto, comincerai a lavorare su te stessa e a gestire le tue dinamiche in maniera diversa. Di sicuro quindi non sarà tempo e fatica sprecata, anzi.

Buona fortuna,
Michela Vespa
Psicologa Psicoterapeuta a Roma
www.michelavespa.it

Dott.ssa Chiara Francesconi Inserita il 01/12/2015 - 13:56

Buon pomeriggio Veronica,
dalle sue parole mi sembra di aver capito che la laurea è ancora a qualche mese di distanza, giusto? Non è detto che in un certo periodo di tempo, anche ristretto, non possa iniziare a trarre benefici da una psicoterapia. E che poi possa decidere di proseguirla con un altro professionista al rientro nella sua città di origine, modificando magari gli obiettivi e le difficoltà residue che saranno eventualmente rimaste. Attualmente ad esempio la terapia cognitivo comportamentale offre dei percorsi e delle strategie che possono aiutare la persona a rendersi presto conto del proprio modo di vivere e gestire l emozioni nonchè della modalità di agire, pensare, comportarsi e sentire il mondo, gli altri e se stessi. La parte più lunga del percorso è quella dell'effettivo cambiamento, che è piuttosto soggettiva, legata a motivazione, ambiente, periodo di vita ecc.. ma intanto potrebbe acquisire una maggior consapevolezza di sè, da dove originano e come si stanno mantenendo le sue sofferenze e difficoltà. Non è poco giungere a questa presa di coscienza! Inoltre iniziare una terapia potrebbe aiutarla a districarsi meglio nell'affrontare l'ultima fase universitaria e portare a termine una buona tesi di laurea.
A disposizione per ulteriori informazioni, un saluto.
dott.ssa Chiara Francesconi - psicologa cognitivo comportamentale
www.chiarafrancesconi.it