Erika domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 25/11/2015

Torino

Un terapeuta cosa deve far fare ad un ansioso con attacchi di panico?

Salve, vi scrivo perché sento la necessità di avere delle delucidazioni in merito.
Da anni purtroppo soffro di ansia con conseguenti attacchi di panico, cerco di svolgere una vita normale (non lasciandomi sopraffare dai sintomi, che sono molti: dallo sbandamento, tachicardia, senso di svenimento alla paura della paura poi alla fine, non sto a descrivere tutti i sintomi perché già sapete quali sono nelle persone con questo disturbo), detto ciò sono una persona che rifiuta qualsiasi tipo di farmaco (ho provato ad assumere un farmaco che mi era stato prescritto quelli per innalzare i livelli di serotonina, gli ho assunti per 4 giorni, poi stavo peggio e li ho smessi, forse sbagliando, tuttavia credo che la via d'uscita non risieda in un farmaco).
Da un paio di mesi (ma già qualche anno fa) mi sono rivolta ad una psicologa, purtroppo non vedo miglioramenti nel senso che essendo in analisi da una psicologa dovrei avere delle delucidazioni (credo) sul perché abbia quest'ansia dall'età dei 16 anni ad arrivare ad oggi che ne ho 30, fra alti e bassi è sempre presente.
Nelle ultime sedute ho notato un po' di scostanza da parte della terapeuta (specifico che la psicologa esercita per l'asl della mia città e non privatamente, mi sono rivolta alla mutua per via dei costi dei privati), nel senso che più volte mi ha specificato che secondo il suo parere sarebbe opportuno assumere dei farmaci, che lei non poteva aiutarmi in questo momento a capire il perché l'ansia fosse presente nella mia vita e che non era il tipo di terapeuta che faceva quel tipo di lavoro (scoprire le varie cause di questo malessere), bensì secondo lei, anche se non essendo sostenitrice dei farmaci sarebbero la via giusta.
Premetto che svolgo benissimo le mie attività, ovviamente come tutti quelli che soffrono d'ansia con un pochino di difficoltà in più dal momento che siamo lì a controllare ogni minima, e per ogni minima cosa siamo in allerta.
Vorrei capire in quali rami si divide la psicologia, se la terapeuta ha specificato di non essere quel tipo che va a ricercare le cause, per carità mi ha fatto riflettere su alcuni punti quelli poi fondamentali dell'ansia però, sinceramente non sono arrivata a capo di nulla.
Un terapeuta cosa deve far fare ad un ansioso con attacchi di panico? Perché a questo punto voglio delucidazioni in merito dal momento che la psicologia mi affascina.
Mi ha un po' lasciata perplessa il fatto che la psicologa opti così per una cura più farmacologica, cosa che non voglio assolutamente, mi piacerebbe invece arrivare a capire le cause e come agire sull'ansia, piuttosto che metterla a tacere con un tranquillante.
In attesa di una risposta porgo cordiali saluti.

  6 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Valentina Nappo Inserita il 26/11/2015 - 13:30

San Giuseppe Vesuviano
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Gentilissima,

innanzitutto, la cura di ansia e attacchi di panico è di competenza di uno psicologo psicoterapeuta, non solamente di uno psicologo. Ora, non so come mai lo specialista da lei consultato le abbia detto di non poterla aiutare a lavorare su di sè e sulle sue difficoltà ma non credo sia importante trovare una spiegazione al suo comportamento.
Prima di rivolgersi ad uno psichiatra per un eventuale trattamento farmacologico, contatti un altro esperto, chiedendo espressamente che si tratti di uno "psicoterapeuta", e valuti con lui la cosa.

Un caro saluto

Dr.ssa Valentina Nappo
Terapia individuale e terapia di coppia a Napoli Soccavo, Melito, Pompei, San Giuseppe Vesuviano (NA)
www.psicodialogando.com

Dott.ssa Anna Patrizia Guarino Inserita il 26/11/2015 - 17:18

Salve Erika,
intanto, se si è rivolta ad una psicologa che lavora in una ASL (assunta e non tirocinante) era quasi certamente anche psicoterapeuta.
Poi, cercando di rispondere alla sua domanda, ci sono diversi approcci, ma senza entrare nel merito, ci sono tecniche per prevenire e controllare gli attacchi di panico e tecniche che vanno alla base del "perché del sintomo" (argomenti assolutamente noti in psicologia).
Il fatto di proporre una terapia di contenimento dei sintomi o andare alla fonte del problema o tutte e due le metodiche, dipende molto dal paziente (ad esempio, è importante l'età, ma anche altre caratteristiche).
In breve, non a tutti viene prescritta la stessa terapia. E' come un vestito che viene cucito su misura.

In ogni caso, la valutazione della terapia necessaria è chiaramente una prerogativa di chi ha il paziente davanti e non può certo essere discussa qui. A volte si usano farmaci per la prima fase, anche se gli psicologi psicoterapeuti non li consigliano, ma forse la persona che l'ha visitata era una psichiatra, dal momento che gli psicologi non prescrivono farmaci.
Il consiglio che le do è: cerchi di valutare se la relazione con questa professionista è sufficientemente buona, se si fida di lei. In caso positivo, porga a lei serenamente le sue domande. In caso contrario, cerchi uno psicologo psicoterapeuta con il quale poter instaurare una relazione terapeutica efficace. La relazione è il primo presupposto per migliorare la sua situazione.

Cordialmente,
Dott.ssa Anna Patrizia Guarino - Psicologa, Roma.

Dott.ssa Michela Vespa Inserita il 26/11/2015 - 14:25

Gentile Erika,
sarebbe lunga la trattazione sui rami in cui si divide la psicologia. E non ritengo sia, tra l’altro, la questione pregnante della tua richiesta.
Sappia che, a prescindere dal ramo, ogni psicoterapeuta tratta l’ansia e gli attacchi di panico tramite strategie che hanno comunque a che fare con la gestione dell’emotività e della comunicazione, sulla base della relazione tra terapeuta e paziente.
In alcuni casi, i farmaci possono aiutare la persona a poter proseguire le attività della propria vita senza eccessivo invalidamento, ma non agiscono sulle cause dei sintomi.
Non so perché si sia decisa a contattare una psicologa solo dopo anni di sofferenze, ma non deve essere stato facile. A maggior ragione, ritengo sia stata coraggiosa a ribellarsi all’unica strada che le è stata proposta, quella del farmaco, ed anche a scrivere su questo sito.
Tuttavia, dovrebbe ricorrere ancora alla sua tenacia ed alla sua determinazione per proseguire il percorso che è stato forzatamente interrotto. Anche a costo di rivolgersi ad uno psicoterapeuta privato. Capisco che possa essere dispendioso a livello economico e di energie, ma investire su di sé potrebbe mettere fine ad anni di malesseri. E credo quindi che ne possa valere la pena.

Buona fortuna,
Michela Vespa
Psicologa Psicoterapeuta a Roma

Dott.ssa Cristina Fumi Inserita il 26/11/2015 - 14:14

Buongiorno Erika,

lo psicoterapeuta è uno psicologo che ha ottenuto un'ulteriore specilizzazione presso un ente di formazione accreditato all'insegnamento della pscoterapia, che come il nome dice, è orientata alla terapia, ossia alla cura.
E' probabile che all'interno del contesto pubblico in cui si trova ad operare la collega e in relazione anche la suo convincimento, la cura farmacologica sia nel Suo caso consigliabile.
Attenzione però. Erika, se Lei non è convinta di tale proprosta e desidera scoprirne le origini- le cause e trovare delle strategie efficaci di gestione dlel'ansia, provi a rivolgersi a uno psicoterapeuta; molti colleghi psicoterapeuti lavorare anche anche nei servizi pubblici e sono ottimi professionisti.

Personalmente nella mia pratica clinica indago innazitutto le origini dell'ansia, i traumi e gli eventi stressanti che hanno originato lo stato ansioso o l'attacco di panico, per poi procedere insieme al paziente a provare a individuare strategie di gestione efficace dlel'ansia stessa.

In bocca al lupo!

Dott.ssa Cristina Fumi
Psicologa-Psicoterapeuta Milano
www.studiokaleidos.it

Dott.ssa Chiara Francesconi Inserita il 26/11/2015 - 13:03

Buongiorno Erika,
innanzitutto sarebbe appropriato sapere se la professionista a cui si è rivolta è psicologa o psicoterapeuta, in quanto ciò potrebbe in parte spiegare la risposta riguardante il "non poterla aiutare ad esplorare la situazione più nel profondo". Questo poiché soltanto lo psicoterapeuta (cioè uno psicologo ulteriormente specializzato presso apposite scuole di formazione) è in grado di trattare i disturbi d'ansia, mentre lo psicologo può fare diagnosi, offrire soltanto un sostegno emotivo e psicologico, come punto di ascolto diciamo. Lascia perplessa anche me la questione del farmaco, in quanto è ben noto che gli ansiolitici offrono solo rimedi sintomatologici, dando sollievo dai sintomi soltanto finché dura l'assunzione del farmaco, per poi provocare una loro ricomparsa alla sospensione degli stessi. Dovrebbero essere consigliati soltanto per brevi periodi, per placare stati particolarmente acuti che impediscono alla persona di svolgere le normali attività quotidiane, come l'attività lavorativa.
Forse un altro motivo per cui la professionista era impossibilitata nell'esplorare più a fondo la questione può essere attribuibile alla "prassi" che segue l'asl presso cui si è rivolta. Il settore pubblico può infatti prevedere cicli di trattamento un po' diversi rispetto a quelli forniti presso privati, sia per questioni di tempistiche, che di organizzazione, e anche a causa delle specifiche competenze che possono avere i professionisti che vi operano.
In generale, altrimenti si, la psicoterapia dovrebbe prevedere una parte di trattamento rivolta alla gestione dell'emozione (in questo caso ad esempio riguardante cos'è l'ansia, cosa la mantiene, cosa l'amplifica, come e perchè non temere i sintomi dell'ansia ecc..) e poi ad una sua comprensione più profonda, cioè il perché é insorta quest'ansia, esplorando i vissuti infantili, di relazione familiare, eventuali traumi, perdite, rapporti sociali ecc..
E' altresi vero, che ogni approccio terapeutico (e ce ne sono tantissimi attualmente! e purtroppo c'è grande confusione tra l'utenza sulla validità o meno dei trattamenti forniti) predilige la focalizzazione su certi aspetti piuttosto che su altri, e richiede tempistiche differenti.
Personalmente seguo un orientamento cognitivo comportamentale, se volesse altre informazioni in merito a questo ramo resto disponibile.
Un caro saluto,
dott.ssa Chiara Francesconi
www.chiarafrancesconi.it

Dott.ssa Paola Nurchis Inserita il 26/11/2015 - 08:50

Cara Erika, "parlare" di ansia e di attacchi di panico in poche righe è un pò complicato... sicuramente il farmaco non va a "lavorare" sulla causa, piuttosto attenua i sintomi e anche la motivazione a reagire a quei meccanismi fisiologici dell'ansia: attacco o fuga. Il compito dello psicologo non è quello di dire "guarda , la soluzione è questa" ma dare gli strumenti per capire.
La mia impostazione mi suggerisce di farla riflettere sul fatto che bisognerebbe apprendere a tollerare la propria ansia ed apprendere a gestirla; inoltre mi piacerebbe sapere che significati da ai sintomi percepiti durante gli stati d'ansia e gli attacchi di panico ( al fine di gestire il circolo vizioso del panico); e non di meno, sarebbe utile fare un piccolo percorso a ritroso della sua vita.
Le consiglio, comunque, di continuare gli incontri; anche tra i privati , o addirittura online ,trova professionisti a costi accettabili.
Rimango a disposizione
Dott.ssa Paola Nurchis