isabella domande di Alimentazione  |  Inserita il 02/11/2015

Foggia

Abbuffate nervose?

È ormai tanto tempo..tanti anni che ho questo problema.
Sinceramente non so quando è nato o come possa essere nato.
Forse ho cominciato ad abbuffarmi da quando ho incominciato a farmi molti complessi sul mio fisico.
Sono sempre stata normopeso (e pure adesso lo sono)ma ho dei grandissimi complessi sul mio fisico..
Come ho già detto sono anni che mi abbuffo..
Succede solo quando sono sola a casa,perdo il controllo e so che ci saranno conseguenze negative,so che poi staró male ma senza nemmeno rendermene conto comincio a mangiare qualsiasi cosa trovo.
Pure se quel determinato cibo non mi piace o non mi va comincio a mangiarlo e ho la sensazione di non poter smettere..mi sento incatenata al cibo quando mi abbuffo..non riesco nè a controllarmi nè a smettere.
Ogni volta mi ripeto che non lo faró più ma poi appena si presenta l'occasione ricomincio e dopo essermi abbuffata mi lavo i denti..come per ripulire quel senso di colpa che mi perseguita ogni giorno.
Non vomito, un po' di ragione mi è rimasta fortunatamente ma mi vedo sempre più grassa e mi faccio sempre più schifo e anche se mi convinco che dal giorno dopo mangeró sano mi abbuffo di nuovo.
Non mangio per fame ma per qualcos'altro.
Non so da dove possa derivare questo problema.
Voglio lavorare su me stessa e far sparire questo problema..voglio poter dire 'mi piace il mio fisico' e voglio poter controllare quello che mangio. Cosa posso fare?

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Michela Vespa Inserita il 03/11/2015 - 10:27

Buongiorno Isabella,

la cosa migliore da fare in questi casi sarebbe rivolgersi ad un terapeuta che ti accompagni verso un percorso di conoscenza delle tue emozioni, così da poterle meglio gestire.
Del resto, come riconosci tu stessa, non si tratta di fame o desiderio di un certo cibo, è solo necessità di colmare qualcosa. E il più in fretta possibile. Soltanto che in questo modo si soddisfa un bisogno fittizio, momentaneamente. E proprio perché non si tratta del vero bisogno, l'insoddisfazione torna poco dopo, insieme al carico (da non poco) del senso di colpa.
Un aiuto esterno potrebbe invece aiutarti a definire cosa si celi davvero dietro questo comportamento, così da poter agire direttamente alla base del problema.

Spero di esserti stata d'aiuto.
Un caro saluto,
Michela Vespa
Psicologa Psicoterapeuta a Roma
www.michelavespa.it

Dott.ssa Chiara Francesconi Inserita il 02/11/2015 - 17:14

Buonasera Isabella,
la voglia di combattere questo sintomo e il suo malessere e disagio sono un buon punto di partenza da cui partire per l'esplorazione di se stessa e delle sue emozioni e dei suoi bisogni. Spesso il cibo diventa il surrogato di qualcos'altro di carente nella propria vita.. poca autostima? sensazione di non essere ascoltati, capiti, accettati? difficoltà nel riconoscer e gestire le emozioni, specie quelle negative? difficoltà relazionali? sensazione di essere troppo lontani dai propri "ideali"? Tutte queste sfaccettature, così come altre, possono essere di grande aiuto nel comprendere i correlati emotivi e cognitivi che si associano al momento delle abbuffate e al rapporto con il proprio aspetto fisico. Attualmente la terapia cognitivo comportamentale offre delle valide strategie di trattamento per la risoluzione di queste problematiche. Le consiglierei quindi di rivolgersi ad un terapeuta della sua zona, ed intraprendere un percorso di introspezione e cambiamento profondo.
a disposizione per ulteriori informazioni,
un caro saluto.
Dott.ssa Chiara Francesconi - Psicologa cognitivo comportamentale
www.chiarafrancesconi.it