Emma domande di Alimentazione  |  Inserita il 26/11/2015

Problemi con il cibo

Buona sera,
Comincio col dire che sono una ragazza di 19 anni, e non ho mai avuto disturbi alimentari.
Mi sta affliggendo già da qualche tempo il pensiero che io non sia tanto normale o che abbia un problema di mente.
Adesso vi spiego,
Io adoro mangiare.
Amo infinitamente il cibo,
che sia comprato o preparato da altri.
Ma casualmente ogni volta che sono affamata e cucino io per me stessa, mi passa la fame ed ho quasi disgusto o impulso a vomitare pensando che io debba mangiare ciò che ho preparato perché so di averlo fatto io.
Le pietanze che preparo non sono cattive, dato che quando qualcun altro assaggia ciò che cucino ne rimane soddisfatto. Quindi questo motivo lo escluderei.
Io non amo cucinare, amo guardare gli altri che lo fanno per me. E non per questioni di pigrizia, ma perché mi sento di non essere capace a cucinare piatti buoni come per esempio quelli che fa mia madre.
Nulla di cui dovrei allarmarmi (spero) lo so, però secondo voi perché è così? Quale spiegazione c'è dietro tutto questo? Spero possiate darmi una mano. Perché ogni qualvolta che arrivo a casa e mi ritrovo a prepararmi il pranzo o la cena da sola, finisco con il non mangiare affatto. L'unica possibilità è mangiare piatti già pronti comprati al supermercato o piatti preparati da qualcuno di famiglia, avanzati dalla sera del giorno prima ma questa non è proprio l'idea di "mangiar sano" che ho in mente.
Ps. Non so se può essere utile sapere che sono una persona abbastanza salutista.
Spero possiate aiutarmi,
Grazie in anticipo!

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Michela Vespa Inserita il 27/11/2015 - 10:28

Buongiorno Emma,

in effetti non sembra trattarsi di un disturbo alimentare, ma solo di una difficoltà rispetto al tuo rapporto con te stessa.
Il cibo, proprio perché succede solo quando i piatti vengono preparati da te, potrebbe essere solo il veicolo attraverso cui lo stai esprimendo.
Non specifichi da quanto tempo si verifica questa condizione, ma comunque ritengo potrebbe essere utile concentrarsi su questo aspetto.
Ti consiglio di parlarne con uno psicologo, per avere una valutazione più adeguata ed approfondita.

Un saluto,
Michela Vespa
Psicologa Psicoterapeuta Roma