laura domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 15/12/2015

Perplessità sugli effetti collaterali di un farmaco

ho 46 anni sono sotto terapia ormai da 3 anni per un esaurimento nervoso scatenato da una forte ansia,la terapia finora seguita e' 75mg di effexor a riascio prolungato e 37.5 mg al mattino. Il momento peggiore credo che questo farmaco mi abbia aiutata ma da quando l'ho assunto a tuttora mi sento una grande spossatezza come se non dormissi e quindi in uno stato si stordimento frequente al quale subentra poi la mia rabbia perche'prima dell'uso di questo farmaco un po' di energie in piu' le avevo. continuo a prendere magnesio,vitamine, oligoelementi come l'oro per riuscire a contrastare questa sensazione. IL mio medico ne e' a conoscenza ma la cosa finisce li. Per me non finisce li' perché non ho l'ansia ridotta ma non sto' bene. Non so che fare, se parlare con un omeopata per vedere di ridurre il farmaci inegrandolo con qualcosa di naturale...vorrei solo capirci qualcosa...se potete darmi un consiglio ve ne sarei molto grata

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Valentina Nappo Inserita il 16/12/2015 - 18:52

San Giuseppe Vesuviano
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Gentilissima,

è necessario che si rivolga ad uno psichiatra, è l'unico che può seriamente seguirla e informarla in merito ai farmaci più adatti al suo caso, al dosaggio e agli eventuali effetti collaterali; non si basi solo sulle prescrizioni del suo medico di famiglia, occorre uno specialista!

Inoltre, perchè non considera la possibilità di iniziare un percorso di psicoterapia? L'ansia va trattata attraverso un lavoro su di sè che le consenta di comprenderne le origini e di porvi rimedio intervenendo sulle sue cause.


dr.ssa Valentina Nappo
Psicologa e psicoterapeuta a Napoli
Terapia individuale e terapia di coppia
www.psicodialogando.com

Dott.ssa Michela Vespa Inserita il 16/12/2015 - 08:01

Gentile Laura,

forse è arrivato il momento di affrontare i problemi di ansia partendo dalla radice.
Non ha mai pensato di affiancare un percorso psicologico alla terapia farmacologica?
I farmaci alleviano il disturbo, ma non agiscono sulla fonte che l'ha scaturito, come fa invece una buona psicoterapia. Man mano potrebbe cominciare così a ridurre le dosi dei farmaci e, magari, anche a toglierli del tutto. Ci pensi, contatti uno psicoterapeuta della sua città.

Cordialmente,
Michela Vespa
Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dott.ssa Chiara Francesconi Inserita il 15/12/2015 - 15:56

Buon pomeriggio Laura, purtroppo per il dosaggio o la sospensione dei farmaci deve rivolgersi al medico di base o allo psichiatra. Posso dirle che non sempre i farmaci funzionano su tutti e non sempre allo stesso modo. Inoltre per la maggior parte essi svolgono una funzione "sintomatica" ossia mirata alla riduzione momentanea dei sintomi (ciò significa che una volta interrotti questi torneranno come prima, se non amplificati). Ansia, stress e tristezza sono emozioni, non malattie, e per quanto alle volte necessario un loro contenimento ed stabilizzazione tramite farmaci, la cosa fondamentale sarebbe ascoltarle, comprendere il loro significato, cosa ci stanno comunicando e quindi agire interiormente, personalmente, per riequilibrarle.. molto probabilmente modificando alcuni aspetti di vita o della propria personalità. Quando sono emersi è probabile che stesse passando un periodo particolare o che siano accadute cose che l'abbiano fatta sentire in qualche modo o pensare a qualcosa di doloroso. Mi viene invece da chiederle se abbia mai pensato di affiancare alla cura farmacologica un percorso di tipo psicologico. Potrebbe essere un buon mezzo per conoscere se stessa, le sue emozioni, le sue sofferenze, come gestirle in autonomia, abbandonando nel corso del terapie mediche "sostitutive".
A disposizione per ulteriori informazioni,
un saluto,
dott.ssa Chiara Francesconi