articoli di psicologia della Dott.ssa Marta Cogo

risposte dello specialista Marta Cogo

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Bambino che ha paura di vomitare

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Buongiorno Marina! Probabilmente per il tuo bambino l'esperienza del vomito è stata molto umiliante e le sensazioni che ha provato sono state così brutte che non vuole riviverle. Nessuno di noi vorrebbe stare male, tanto meno davanti ad altre persone, ma questa reazione mi fa pensare che forse per tuo figlio sia molto importante non mostrare mai le sue debolezze ed essere magari sempre un figlio "modello"...forse lui per primo non accetta di mostrarsi in una veste "poco piacevole", vorrebbe sempre essere amabile agli occhi degli altri e, vista l'età, soprattutto agli occhi dei genitori. Se fosse così, potrebbe essere utile tranquillizzarlo sul fatto che vomitare o stare male succede a tutti, che succede anche alla mamma e al papà quando stanno male, che non bisogna vergognarsi. Se gli viene detto solo che deve mangiare tanto non succederà più, potrebbe non essere sufficiente perchè ciò che per lui è importante è capire che invece PUO' succedere ma non è un dramma e non lo rende meno amabile! Per il resto ci vuole un pò di pazienza e di tempo, nel frattempo provate a farlo mangiare in contesti e spazi diversi da quella sera. Saluti. Marta Cogo...

come posso aiutare il mio ragazzo affetto da DOC

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Gentile Joan, interessante quello che dice: "lui ha paura di stare senza il disturbo perchè le compulsioni sono la sua sicurezza". Secondo la Psicologia Costruttivista, teoria che abbraccio a piene mani, le persone compiono continuamente delle scelte per interpretare, al loro meglio, la realtà. Paradossalmente, è come se il suo ragazzo non riuscisse a stare "nel mondo" se non in questo modo...i sintomi ossessivi-compulsivi gli permettono di dare un senso alla sua realtà e di reagire e controllare l'ansia che prova. Il punto quindi non è eliminare questi sintomi ma cogliere i motivi che stanno alla base di quest'ansia e agire su di essa....solo successivamente i sintomi ossessivi non saranno più necessari perchè il suo ragazzo potrà scoprire modalità alternative per gestire l'ansia. Le consiglio quindi di non concentrare le attenzioni sulle ossessioni ma di aiutarlo a cercare un buon terapeuta che lavori con lui per comprendere i fondamenti alla base dell'ansia. Buona ricerca. Dott.ssa Marta Cogo...

Personalità borderline

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Gentile Lucrezia, indipendentemente dal nome che si può attribuire a quello che provi, se ciò ti crea disagio tanto da farti delle domande in merito e da isolarti per il giudizio che dai a te stessa, credo sarebbe una buona opportunità per te consultare uno psicologo. Avere un proprio spazio in cui cercare di comprendere il tuo disagio può solo farti del bene. In bocca al lupo! Dott.ssa Marta Cogo...

ESAMI non riusciti

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Gentile Romina, sono d'accordo con il mio collega sulla necessità di comprendere i significati che stanno alla base di questo suo malessere. Un esame andato male capita quotidianamente a molte persone ma evidentemente per lei ha un significato che va oltre la semplice prestazione. Le consiglio di rivolgersi ad un buon psicoterapeuta nella sua zona, per comprendere il suo disagio e poi eventualmente intervenire, in modo profondo per aiutarla ad affrontare anche il resto della sua vita nel modo più sereno possibile. Dott.ssa Marta Cogo...

Impossibilità di comunicare

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Gentile Jacopo, come giustamente riferisce lei, il mondo del lavoro è spesso caratterizzato da situazioni simili. Tuttavia, se ciò a lei crea particolare disagio, significa che tocca dei punti di particolare importanza. Non conoscendola non saprei dire quali potrebbero essere ma per fare un esempio, se lei fosse una persona piuttosto insicura che ricerca sempre il consenso e la stima altrui, ecco che avere a che fare con una persona che invalida totalmente questo suo bisogno, potrebbe diventare una situazione insostenibile. Se ci pensa, l'atteggiamento della sua collega può infastidire molte persone ma magari non tutte reagiscono così male come lei...forse un motivo c'è... La invito dunque a riflettere non tanto su come fare a modificare l'atteggiamento della sua collega (cosa improbabile e nemmeno tanto risolutiva) quanto più a comprendere quali sue proprie aspettative vengano invalidate per eventualmente modificare, per lo meno in situazioni simili, ed imparare così a gestire quest'ansia che ne deriva. Faccia un esperimento su sè stesso! Dott.ssa Marta Cogo...

il mio ragazzo non ha il cellulare

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Gentile Fiamma, ogni scelta di una persona ha un senso, anche se non lo comprendiamo sempre. Evidentemente, per il suo ragazzo, il cellulare ha un significato particolare, forse lo associa a qualcosa che non vuole o a esperienze passate che non vuole rivivere. Potrebbe anche avere un significato di ribellione verso l'omologazione o forse è una persona che ha bisogno dei propri spazi e sa che un cellulare può anche comprometterli. Queste sono solo ipotesi ma quello che le consiglio io è di capire cosa questo oggetto significhi per lui e quali siano le ragioni per cui preferisce non averlo. Successivamente sarà sua personale scelta quella di accettare o meno le sue motivazioni. Provi ad ascoltare il suo compagno. Dott.ssa Marta Cogo...

Consulto

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Gentile Paolo, spesso l'attacco di panico è il modo più rapido, economico e completo che soddisfa il nostro bisogno tempestivo di uscire da una situazione che in qualche strano modo ci mette troppa ansia. E' come se fosse un' autostrada che ci accorgiamo di avere lì vicino, a disposizione, per scappare immediatamente da quella situazione, da quella incertezza, da quella confusione che ci invade in un particolare momento...non sappiamo dove ci porterà ma a noi basta andarcene. Se partiamo da questo, ci rendiamo subito conto che fintanto che non abbiamo compreso quale sia l'origine e quali siano le caratteristiche di quest'ansia invalidante, non potremmo imparare a gestirla in un modo migliore ma continueremo a farlo nell'unico modo rapido ed economico che conosciamo. Non abbia timore di voler capire, la psicoterapia può aiutarla! Buon lavoro. Dott.ssa Marta Cogo...

SOS timidezza

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Gentile Saddy, così su due piedi mi viene da pensare che la difficoltà più grossa per lei possa essere l'incapacità di gestire l'ansia che le crea entrare in relazione con qualcuno, motivo per cui tende ad evitare una vita sociale o quando lo fa, si trova a disagio. A mio parere dovrebbe lavorare non tanto su di lei come persona, ma su quello che si aspetta dalle relazioni e dagli altri che la conoscono...per quale motivo pensa che gli altri non si troveranno bene con lei? Cosa le fa pensare di essere "inferiore"? Cosa si aspetta dagli altri? Molto spesso, ad un basso livello di consapevolezza, facciamo di tutto perchè si realizzi esattamente quello che ci aspettiamo...quindi partiamo da questo! Mi sembra che di coraggio ne abbia molto lei...ammettere di avere bisogno di aiuto per una persona "timida" come dice di essere, è l'esempio delle sue grandi potenzialità......

ALCOOL VAI VIA

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Salve. Quando non riusciamo a soddisfare alcuni nostri bisogni, capita di ricorrere dei surrogati che plachino il senso di vuoto che deriva dall'insoddisfazione. Probabilmente nel suo caso l'alcol ha questo ruolo. Credo che l'unico modo per "riappropiarsi della propria vita" sia quello ci capire quale bisogno insoddisfatto ci sia dietro all'abuso di alcol e lavorare su di esso. Le consiglio vivamente di rivolgersi ad uno psicologo, la aiuterà a re-imparare a relazionarsi senza il bisogno di bere...in bocca al lupo!...

Tornerò ad essere me stessa ?

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Salve. Cercherò di essere concisa anch'io. Lei si chiede cosa le machi ma in realtà si è già data la risposta: le manca essere e sentirsi "donna". E' un desiderio naturale e comprensibile che ha cercato di realizzare nella sua ultima relazione che è finita inevitabilmente deludendola. Nonostante abbia altre relazioni come quelle di lavoro o amicali, l'inuco tipo di rapporto in grado di soddisfare questo desiderio è quello di coppia, con un uomo che ami e coltivi la sua femminilità. Il consiglio che mi sento di darle è prima di tutto di non smettere di voler sentirsi più donna ma tuttavia di valutare bene le relazioni prima di dedicarcisi con tutta se stessa, poichè così si rischia di "svuotarsi" se non dovesse essere la relazione "giusta". Se ne ha l'opportunità le consiglio anche un aiuto psicologico per conoscersi e apprezzarsi prima di tutto come persona per poter poi giocare un ruolo nelle relazioni. Buon persorso....

INNAMORATO DI DUE DONNE

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Gentile Conrad, condivido con il collega l'idea che sia una scelta che può e deve prendere solo lei e che abbia la maturità er farlo degnamente. La invito solo a riflettere su quale siano le caratteristiche che questa donna ha e che la differenziano da sua moglie e visto che descrive il suo rapporto di coppia come "comunicativo" magari provi a trasmettere a sua moglie i nuovi desideri che ha scoperto di avere (non con l'altra donna ma a livello relazionale intendo). Buona fortuna!...

Come aiutare una persona cara?

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Buongiorno Orchidea. Lavorare in terapia con una persona che non voglia parteciparvi sarebbe come sbattere la testa sul muro sperando di farlo cadere...anche se difficle da accettare, purtroppo sono d'accordo con il collega che le ha sottolineato l'importanza dell'"esserci" e del "volerci essere " in terapia perchè possa funzionare. Tuttavia se il disagio è così forte, nulla le vieta di provare a contattare il CSM della sua zona o eventualmente richiedere la mediazione di un'assistente sociale della sua USSL...prima di tutto comunque, le consiglio di cercare di parlare con la persona in questione, sottolineando il disagio che crea a tutti voi la sua ostilità...riprovi sempre! Buona Fortuna!...

anoressia e autolesionismo

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Cara Simona, il suo coraggio e la sua forza interiore emergono in modo esplosivo dalle sue parole. Credo che dopo tante sofferenze, si meriti uno spazio di ascolto tutto suo per riprendere in mano la sua vita e farne qualcosa di bello. Le consiglio vivamente di rivolgersi ad uno psicologo della sua zona che l'accompagni in un lento ma rigenerante percorso di ristrutturazione! Buon viaggio!...

rapporto di coppia

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Gentile PAtty, a 38 anni è normale pensare ad un futuro in relazione ad una famiglia ed eventualmente ad un figlio. Le sue domande e le sue perplessità sono comprensibili. Sinceramente non credo che lei abbia bisogno di qualche particolare aiuto psicologico ma piuttosto di un sostegno in questo momento di difficoltà, in cui evidentemente, deve compiere delle scelte importanti per la sua vita. Lo ama? Cosa significa amarlo? Perchè lo ama? E' disposta a rinunciare ad un matrimonio a breve termine per lui? Dove si vede fra 10 anni? Provi a farsi qualcuna di queste domande..sperando di poterle essere stata d'aiuto, le auguro buona riflessione!...

infatuazione su facebook

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Gentile Roberta, probabilmente ciò che lei cerca da una relazione con una donna non è ciò che cerca la persona che ha conosciuto sul blog. Le relazioni d'amore tra un uomo e una donna implicano anche sofferenza, distacco e il saper andare...perchè dovrebbe essere diverso tra donna e donna? Se ciò che desidera questa donna non è ciò che desidera lei, la relazione non porterebbe a nulla...continui a guardarsi attorno e a conoscere altre persone con cui condividere le sue sensazioni. Si dia la possibilità di conoscere diverse alternative per scegliere in piena libertà!...

avere difficoltà a dimenticare un amore

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Gentile Traghon, non amiamo mai solo la "persona" in se stessa ma la relazione che con essa si instaura. Probabilmente lei ama la sua ragazza e la relazione che ha con lei ma ha nostalgia delle emozioni e sensazioni che ha vissuto con l'"altra". Provi ad interrogarsi su ciò che conta nella relazione con la sua ragazza e su ciò che nel rapporto con l'altra ha vissuto con novità ed entusiasmo...nulla vieta di parlare con la sua attuala ragazza per confrontarsi su ciò che di nuovo ha scoperto di volere da una relazione. Per coltivare un rapporto bisogna prendersene cura....

Voglio uscire da questo buco nero

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Gentile Francesca, quello che ci racconta è un disagio complesso nel senso che è intriso di varie sfaccettature e modalità di esternarlo. Il fatto che lei definisca la sua relazione come "malata" mi porta a pensare che essa stessa sia fonte di malessere nel suo modo di vedere e per questo da prendere in considerazione. Contemporaneamente il disturbo alimentare ha il compito ingrato di mettere in luce le sue profonde difficoltà che, a mio avviso, dovrebbero essere affrontate al più presto con un collega psicologo-psicoterapeuta. Non abbia paura di cominciare un percorso che può aiutarla a comprendersi meglio e a trovare nuove strade percorribili per vivere serenamente. Buon viaggio dentro a se stessa!...

Relazione extraconiugale, continuare a pensarci?

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Gentile Milly, comprendo la difficoltà che prova ora nel dover gestire diverse emozioni contrastanti. L'investimento emotivo (se partiamo dal presupposto che non ci sia stato quello sentimentale) che ha messo in questa relazione extraconiugale è stato in qualche modo deluso e probabilmente il fatto di non comprenderne le ragioni lo rende ancora più difficile da affrontare. Non potendo lavorare sulla scelta che ha fatto il suo partner, possiamo "solo" cercare di comprendere le sue ragioni, i suoi pensieri, le sue emozioni e lavorarci per scoprire cosa possiamo fare con le risorse che ha lei. Le consiglio quindi di consultare uno psicologo con cui imparare a comprendere i suoi bisogni, le sue aspettative e soprattutto strade alternative per affrontare il disagio. Coraggio!...

Ansia, come curarla?

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Gentile Guido, capisco che l'ultimo evento che ha vissuto possa vere avuto un impatto importante a livello psicologico. Personalmente credo abbia fatto bene in passato a rivolgersi sia ad uno psicoterapeuta sia ad uno psichiatra e credo che sarebbe la cosa migliore da fare anche ora. Probabilmente la terapia che ha fatto in passato l'ha aiuta in molti aspetti ma forse qualcosa è rimasto in sospeso...qualcosa che ora si fa più consapevole. La invito a contattare un'altro buon psicoterapeuta e se posso, mi permetto di suggerirle un l'approccio costruttivista. Buona ricerca!...

Insicurezza, nervosismo, paranoie: cosa fare?

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Gentile Vittoria, l'insicurezza di per sè non è una malattia nè per forza un problema, lo diventa nel momento in cui per la persona stessa che la sperimenta si trasforma in qualcosa di "invalidante" appunto, come dice lei. Partendo da questo assunto, credo che potrebbe essere utile comprendere non solo le origini di questa insicurezza ma soprattutto le conseguenze, cosa ciò comporti per lei sentirsi insicura, cosa significhi e perchè è un'idea divenuta insopportabile. Ci sono persone che pur essendo insicure, convivono serenamente con questa sensazione ma se per lei è un disagio, significa che coinvolge aspetti importanti per sè, per esempio la sua autostima o il desiderio di approvazione o la paura di fallire o chissà cos'altro. Il consiglio che le posso dare è di chiedersi "cosa succederebbe se sbagliassi una scelta?", "perchè è così importante per me non deludere me stessa e/o gli altri?"... ritengo comunque, che con l'aiuto di un buon psicoterapeuta, rispondere a queste domande sarebbe forse più facile e le permetterebbe di rispondere anche a delle altre. Buon lavoro! Dott.ssa Marta Cogo...

Problemi nella seduzione di una ragazza

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Gentile Enrico, dalle sue parole mi sembra di cogliere un collegamento tra la capacità di sedurre e un rapporto andato a buon fine, come se le due cose fossero strettamente dipendenti. Quello che voglio dire è che, in questa situazione, mi sembra importante considerare i significati che hanno per lei le parole "seduzione", "rimorchiare" "buona possibilità" e "anima gemella" e come esse si collegano fra loro. Personalmente non credo che esistano delle tecniche di seduzione più o meno efficaci che funzionino per ciascuno, poichè l'incontro tra due persone è un processo piuttosto complesso e ricco di sfumature che non può tralasciare le caratteristiche delle persone coinvolte che sono necessariamente sempre diverse. Credo che un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla molto a scoprire nuove modalità di entrare in relazione, valide alternative di azione che sarà tuttavia lei stesso a scoprire senza doverlo imparare da qualche parte. Buon lavoro. Dott.ssa Marta Cogo...

Morte del mio ragazzo: ho perso il futuro

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Gentile Pisola, la sua sofferenza e il suo dolore sono assolutamente comprensibili e legittimi. Sono d'accordo con i miei colleghi sul fatto che la situazione vada tuttavia presa in carico e affrontata anche con un aiuto psicologico poichè il lutto di una persona così cara coinvolge diversi aspetti di sè e del proprio futuro. SI faccia aiutare e anche se ora le sembra impossibile, vedrà che un pò alla volta troverà il modo migliore per convivere con i suoi ricordi. Buona fortuna. Dott.ssa Marta Cogo...

Vita di coppia scombussolata dopo nascita bimba

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Gentile Khloe, le sensazioni che ci riporta in questa richiesta sono condivise da molte donne che diventano mamme. La nascita di un figlio non è solo un evento speciale e meraviglioso nella vita di una coppia ma è anche qualcosa che sconvolge radicalmente gli assetti famigliari e questo non è solo difficile ma può essere bello ed interessante. Il cambiamento fa sempre paura ma a volte voler tornare indietro non fa che alimentare frustrazioni e malinconie. Il mio consiglio è quello di cercare un NUOVO modo di stare assieme, di cominciare a vedersi sotto una nuova luce, quella che vi rende una coppia si ma di genitori. Ciò non significa rinunciare ad un rapporto sessuale fra di voi ma vi potrebbe portare a trovare un nuovo equilibrio e perchè no, a scoprire modalità nuove di stare assieme, anche sessualmente. Il primo passo è dunque capire e condividere fra voi i nuovi ruoli che siete chiamati a svolgere, accettarvi a vicenda in questo cambiamento e ricominciare assieme, sperimentarvi, fare delle prove senza fretta o paura di perdervi, per ritrovare una vostra dinamica di coppia che non sarà più quella di prima ma che nulla vieta possa essere ugualmente emozionante, se non anche di più. Sfruttate la vostra maturità di coppia e immergetevi in questa nuova avventura! Buon viaggio! Dott.ssa Marta Cogo...

Cosa mi succede? Non provo affetto per nessuno

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Gentile Lantoo, comprendo lo smarrimento che prova in questo momento, le emozioni sono ciò che ci fanno sentire vivi. Tuttavia, se ci pensa, il fatto di sentirsi un mostro per il suo "fregarsene" di tutti, è il segnale di un sentimento emotivo...forse non è quello che vorrebbe provare ma è comunque un' emozione! Nella vita, capita a tutti di avere momenti in cui ci sis ente giù e tristi ma c'è chi lo vive più o meno intensamente. Se il suo dolore è tale che la porta ad escludere certi rapporti affettivi o a provare disagio per questo, le consiglio di intraprendere un percorso personale di terapia. Potrebbe essere un'occasione per riflettere sui suoi sentimenti e sulle sue ragioni e magari per imparare a vedere strade alternative da percorrere. Non si lasci abbattere ma si dia una nuova occasione, se lo merita! Cordialmente Dott.ssa Marta Cogo...

Che fare con i miei problemi?

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Gentile Shalom, ho conosciuto diverse storie di ragazze che come lei, passavano le giornate a "far finta di niente" e ho capito che ciò che mantiene i sintomi è proprio questo, il fatto di non poter chiedere aiuto e quindi non riceverlo. Chi associa episodi di abbuffate con comportamenti compensatori come il vomito, spesso fisicamente non da' segnali di sofferenza poichè tutto viene fatto di nascosto e il peso non subisce grandi ed evidenti modificazioni. Un disturbo alimentare comunque, è un forte segnale di sofferenza e l'autolesionismo vi si accompagna spesso. In queste situazioni non ci si può affidare solo a stessi, sono problematiche complesse che vanno affrontate prima di tutto con l'aiuto delle persone care e poi anche assieme a dei professionisti. Comprendo la sua paura e la sua difficoltà nell'esprimere il disagio che prova, forse teme anche di non sentirsi capita o di sembrare esagerata, capita spesso a ragazze che come lei vivono in questo dolore. Tuttavia deve trovare il coraggio e la forza di parlarne con qualcuno della sua famiglia e di cominciare da lì la ricerca di un buon professionista che sappia guidarla in un percorso di guarigione che la farà sentire di nuovo viva. Nel frattempo le consiglio anche di visitare il sito del Progetto Proyouth, destinato a tutti i ragazzi e le ragazze che come lei hanno un problema alimentare. Lì potrà trovare informazioni e sostegno. Non aspetti ancora, si prenda cura di se stessa, se lo merita! Dott.ssa Marta Cogo...

Depressione ed abbuffate

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Gentile Ruslin, certo che può uscire da questa situazione! Purtroppo i disturbi alimentari sono molto frequenti soprattutto in ragazzi e ragazze della sua età. Un cattivo rapporto con il proprio corpo è sicuramente un buon presupposto per sviluppare tale problematica ma non è l'unico. Riempirsi con il cibo per colmare sensazioni di vuoto, fa sicuramente sentirsi meglio lì per lì ma poi, come lei sa bene, il senso di colpa e vergogna diventa insopportabile e ciò riconduce ad una nuova abbuffata. Come suggerito dalla collega, le consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia. Non so che tipo di terapia stia attualmente facendo e non conosco nemmeno le ragioni per cui non è soddisfatta ma i consigli che posso darle sono due: primo "abbia pazienza". Se vuole cambiare perchè le sembra che i suoi problemi non si risolvano velocemente, forse dovrebbe solo avere un pò di pazienza perchè queste sono situazioni complesse che spesso richiedono tempo e costanza per essere affrontate. Secondo consiglio: non si accontenti di un solo professionista. Una volta che avrà trovato un buon psicoterapeuta, si faccia indirizzare anche presso un medico dietista o meglio una struttura che possa fornirle un servizio multidisciplinare. Esistono diversi centri in tutta Italia che si occupano dei disturbi alimentari a 360 gradi. In conclusione, non si arrenda! Lei è forte e coraggiosa perchè sa ammettere i suoi limiti e quindi lo può essere anche per superarli! Dott.ssa Marta Cogo...

psicologia, universitá, ansia

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Gentile Chiara, la maggior parte di coloro che si iscrivono a psicologia lo fanno per conoscere meglio se stessi!! Tuttavia, personalmente credo che non sia sufficiente conoscere la teoria e le tecniche psicologiche per riuscirle ad applicare su noi stessi poichè il coinvolgimento personale cambia le carte in tavola. Detto questo, nulla ti vieta di farti una cultura psicologica se ti interessa ma se la tua passione per l'arte è più grande e desideri approfondirla attraverso l'università, ti consiglio di cercare qualcosa di più inerente, tipo il DAMS. In ogni caso i miei sono consigli puramente personali. In bocca al lupo per il tuo futuro! Dott.ssa Marta Cogo...

Enuresi a 6 anni

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Gentile Terry, prima di parlare di enuresi è sempre bene fare dei controlli medici per assicurarsi che non ci siano cause fisiologiche. Le consiglio quindi per prima cosa, di rivolgersi al pediatra e se gli esiti non dovessero mettere in evidenza nulla, le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo dello sviluppo o al servizio di neuropsichiatria infantile del distretto sanitario della sua zona. Molti bambini hanno difficoltà simili a quelle di sua figlia e spesso comprenderne i significati può davvero cambiare le cose! Dott.ssa Marta Cogo...

Ora di una svolta. Come quando e perchè

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Gentile Robil, porsi delle domande e cercare di darsi delle risposte è il primo passo che deve fare chi desidera stare meglio! Purtroppo però a volte non è sufficiente: l'ansia di cui lei parla sembra essere ricca di molte sfaccettature che meritano di essere prese in considerazione ad una ad una per capirne le origini comuni. Le consiglio pertanto di rivolgersi ad un terapeuta della sua zona per cominciare un percorso di riflessione e cambiamento su di sè. Buon lavoro! Dott.ssa Marta Cogo...

Paura di diventare genitore: non vuole un figlio

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Gentile PAl74s, comprendo la profonda sofferenza che prova e credo che i suoi scrupoli nel compiere una decisione in un senso o nell'altro, siano un segno di amore profondo per suo marito. Comprendo tuttavia anche i timori e le insicurezze del suo compagno, vivere sulla propria pelle esperienze di abbandono da parte delle figure che dovrebbero al contrario essere il punto di riferimento assoluto per un figlio, mette in gioco molte emozioni e sensazioni difficili da gestire. Il mio consiglio è quello di continuare ad amare suo marito come sta facendo, dando a lui ma soprattutto alla vostra coppia l'opportunità di crescere assieme, intraprendendo una terapia di coppia che vi aiuterà a comprendere le ragioni reciproche delle vostre idee e a decidere più consapevolmente e serenamente cosa fare della vostra relazione. Datevi una possibilità! cordialmente Dott.ssa Marta Cogo...

Nella vita vince chi fugge?

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Gentile Cartolina, posso immaginare quanto lei abbia sofferto per queste situazioni di "bullismo". Comprendo la sua stanchezza e penso che abbia tutto il diritto di liberarsi di questo vestito da "sfigata". Per fare questo è necessario comprendere a fondo le ragioni del suo agire, che ora sembrano così difficili da capire...e solo poi mettersi in gioco in modo diverso, consapevolmente diverso, come se si facessero dei piccoli esperimenti su di sè. Per fare questo però, dovrebbe essere accompagnata da un professionista che l'aiuti a riflettere sulle sue motivazioni e sui suoi "esperimenti". Chieda un aiuto psicologico, può decisamente stare meglio di ora! Dott.ssa Marta Cogo...

disturbi dell'alimentazione

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Gentile Butterfly, la sua sofferenza è pienamente condivisibile e altrettanto la sua voglia di riprendere in mano la sua vita! Il rapporto con il cibo è complesso e gestire un disturbo alimentare richiede l'aiuto di un professionista. Non perda tempo, si metta in contatto con uno psicoterapeuta della sua zona (o si rechi presso il consultorio del suo distretto sanitario). Ritorni a vivere, si faccia del bene! Dott.ssa MArta Cogo...

Consulenza da amico

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Gentile Capone, grazie per aver avuto il coraggio di chiedere aiuto a noi! La "timidezza" non è di per sè un difetto ma diventa un problema quando ci rende la vita difficile...come sta succedendo a lei. Io credo che la sua sofferenza meriti qualche attenzione in più rispetto ad un rapido commento e per questo le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo della sua zona (o presso il consultorio famigliare del distretto sanitario)per cominciare un percorso personale che l'aiuti a comprendersi meglio e a volersi bene. E' riuscito a superare la sua timidezza scrivendo a noi, ora faccia un piccolo passo in più...tutti meritiamo di farci del bene! Dott.ssa Marta Cogo...

Post obesità grave

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Gentile Frafrafra, comprendo la sua soddisfazione nell'aver raggiunto il primo suo obiettivo di "forma fisica" e capisco la sua paura di recuperare i kg persi e la sua voglia di continuare un regime alimentare che le sembra dia buoni risultati. Contemporaneamente tuttavia, credo che se si è rivolta a noi in quanto psicologi, riconosca che nel suo attuale modo di alimentarsi c'è qualcosa che va oltre i valori nutrizionali. Molto spesso un disturbo alimentare nasce proprio in seguito ad una dieta "fai da te" che ci da l'impressione di riuscire a controllare il nostro corpo proprio mentre ne stiamo perdendo il controllo. Pertanto non sottovaluterei i rischi,anche psicologici, del suo regime alimentare che, stando alle sue parole, lei stessa definisce "sbagliato". Le consiglio di rivolgersi prima ad un dietologo che possa guidarla nel suo percorso di dimagrimento aiutandola pian piano a ritrovare la forma fisica e contemporaneamente, se sente che potrebbe esserle utile, anche ad uno psicoterapeuta che la accompagni emotivamente in questo percorso. E' stata brava fino ad ora, adesso può esserlo ancora di più! Dott.ssa Marta Cogo...

Non capisco, perché sono sempre l'amica di tutti?

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Gentile Nulla, la sua domanda è legittima e degna di essere presa in considerazione. Quando ci si mette in relazione con qualcuno entrano in campo diversi fattori, tra cui anche le aspettative di entrambe le persone. E' probabile che la sua scarsa autostima condizioni il suo modo di rapportarsi e che sia proprio questo a non far crescere un rapporto sentimentale. Le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo con il quale incominciare un percorso di conoscenza di sè ed imparare a mettersi in relazione in modi alternativi per vedere se qualcosa cambia. Si dia una possibilità e gliela daranno anche gli altri! Dott.ssa Marta Cogo...

Destino maledetto

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Gentile Lorella7, quella che lei racconta è un'esperienza senza dubbi legata alle sue aspettative all'interno di un rapporto e a quelle delle persona che incontra. In una relazione sono molti i fattori che entrano in gioco e molto spesso si sottovaluta il peso di certi aspetti. Le consiglio ci rivolgersi ad uno psicologo del suo distretto sanitario che la riceverà GRATUITAMENTE oppure di usufruire dell'iniziativa "mese del benessere psicologico Sipap", grazie al quale per tutto il mese di ottobre, professionisti di tutta Italia si mettono a disposizione per poche consulenza gratuite. Consukti il sito della SIPAP e troverà tutte le informazioni. Ci provi! Dott.ssa Marta Cogo...

(timidezza e ansia) Cos'è la libertà?!

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Gentile Annabella, posso immaginare quanto sia difficile affrontare la vita con l'ansia che ci racconta. Lei sta provando a combatterla e il suo tentativo è ammirabile. Purtroppo tuttavia, è difficile combattere un nemico senza conoscerlo. Perchè la "lotta" sia efficace si dovrebeb conoscerne sia i punti forti che le debolezze, per intervenire ed agire proprio su quelle. Vede, ogni sintomo psicologico di disagio, anche il più invalidante,porta con sè un qualche "vantaggio" che lo mantiene in vita. SPesso non riusciamo a comprendere consapevolmente quale sia questo vantaggio perciò abbiamo bisogno di essere aiutati a scoprirlo. Le consiglio di contattare uno psicologo/psicoterapeuta e iniziare un percorso di "scoperta"...la scomparsa dell'ansia ne sarà un contemporaneo effetto.....

Per qualsiasi problema mi taglio

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Gentile Sofia, spesso tagliarsi rappresentarsi una valvola di sfogo per la propria sofferenza, quando ci sembra di non avere alternative per farlo. Fare del male a se stessi ci sembra più sopportabile che fare del male agli altri e così, a volte, pur di non deludere le persone da cui cerchiamo stima ed affetto, preferiamo tenerci dentro la rabbia e quando questa diventa insopportabile, l'autolesionismo può sembrare una strategia. Come lei stessa si è accorta però, non è di certo una soluzione che ci fa stare meglio perchè poi comunque intervengono i sensi di colpa e la disistima di sè. La sofferenza che ci racconta merita e DEVE essere affrontata al più presto perchè il fatto di "tagliarsi" è solo uno degli aspetti di un disagio interiore. Se crede che i suoi genitori potrebbero non capire, chieda loro di poter consultare uno psicologo senza parlare loro del suo "tagliarsi". Non vorrei invitarla a mentire ai suoi genitori ma so che spesso questi problemi partono da una mancanza di comunicazione in famiglia pertanto consigliarle di parlare con loro sarebbe contraddittorio. Si dia una possibilità, se lo merita!...

insicurezza insormontabile

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Gentile Vik, posso immaginare quanto sia stancante la sua insicurezza quindi comprendo la sua difficoltà. Concordo con i colleghi sul beneficio che potrebbe darle consultare uno psicologo per evitare che il problema peggiori e diventi qualcosa di ancora più invalidante. Siamo sempre persone in relazione e l'autostima ha sempre a che fare con le aspettative che abbiamo sulla reazione altrui. SI prenda cura di sè. Dott.ssa MArta Cogo...

Difficolta` di concentrazione

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Gentile f82, le difficoltà di cui lei parla potrebbero avere cause di diversa natura. Per prima cosa io le consiglio di rivolgersi al suo medico di base che le potrebbe prescrivere qualche esame del sangue per valutare alcuni parametri, oppure qualche altro test medico che possa escludere qualche causa fisiologica. Tuttavia, il fatto che lei abbia chiesto un aiuto psicologico mi fa pensare che lo stress abbia contribuito molto ai disturbi che ci segnala, pertanto le consiglio anche di chiedere una consulenza con uno psicologo con il quale valutare che tipo di intervento potrebbe esserle più utile, se una psicoterapia o più semplicemente qualche incontro di sostegno o piuttosto un corso di rilassamento o mindfullness o altro. Buona fortuna. Dott.ssa Marta Cogo...

Come ritrovo me stessa?

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Gentile Vittoria, qualche volta le amicizie che coltiviamo da molti anni rendono più complicata la creazione di una propria personalità, perchè spesso l'affetto e il desiderio di compiacere l'altro per mantenere viva la relazione, fa si che finiamo con il "sacrificare" alcuni aspetti di noi. In quel momento è una nostra scelta (più o meno consapevole) pertanto ci va bene. Quando per qualche motivo, l'equilibrio si rompe, come è successo con lei nel momento in cui la vostra amicizia ha avuto un blocco, ci ritroviamo a chiederci chi siamo. Il suo sentirsi spaesata è molto comprensibile e naturale, tuttavia rappresenta per lei un momento di crisi che le consiglio di non affrontare da sola. Può chiedere aiuto alle persone che le sono più vicine e se sente che potrebbe non essere sufficiente, anche ad uno psicologo che la accompagni in questo periodo di ri-assestamento" e di crisi. SI prenda cura di sè e andrà meglio. Dott.ssa MArta Cogo...

PERCHE' SONO APATICA E INSODDISFATTA DA UN PO' ?

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Gentile Pape, l'insoddisfazione che descrive può avere molte cause che non è possibile capire dalla sua breve descrizione. Concordo con la collega sull'utilità che potrebbe avere una terapia psicoligica con un professionista che insieme a lei, cerchi di comprenderne le ragioni ed affrontare il problema. Non abbia timore, si voglia bene! Dott.ssa Marta Cogo...

Perché mi sento bloccata in tutto e come uscirne?

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Gentile Margherita, come lei stessa dice, se il blocco non è limitato al'aspetto dello studio ma coinvolge anche altri campi, forse sarebbe opportuno affrontare diversi aspetti della sua vita per comprendere cosa le stia accadendo. Probabilmente, in qualche modo, la sua relazione e lo studio si alimentavano a vicenda e finta la storia, è venuto a mancare qualcosa per cui anche lo studio ne ha subito le conseguenze. Non ha fatto scelte sbagliate nè sto dicendo che sia l'unica spiegazione possibile, anzi, credo che sia solo una tra le tate ipotesi che si potrebbero fare sulla base di questi pochi dati a disposizione. Le consiglio di rivolgersi ad un collega psicologo della sua zona, che possa aiutarla a comprendere cosa sia cambiato e di conseguenza possa aiutarla a trovare un modo alternativo e più sereno di vivere questo cambiamento. Dott.ssa Marta Cogo...

ABBATTERE UN MURO

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Gentile Elisabetta, quello che siamo è sempre frutto di scelte che più o meno consapevolmente abbiamo compiuto. Lei parla di un uro ma chi l'ha costruito? A quale scopo? Da cosa serviva a difenderla? Esiste in tutte le relazioni? Le consiglio di affrontare queste domande insieme ad un collega psicologo che possa aiutarla a comprendere cosa l'ha portata a costruire questo muro e come fare per abbatterlo... Dott.ssa Marta Cogo...