Ruslin domande di Alimentazione  |  Inserita il 14/08/2014

Mantova

Depressione ed abbuffate

Salve, mi chiamo Rossella ed ho 18 anni. Ho una situazione difficile in casa, mia madre soffre di una grave depressione e di alcolismo, ed io sono cresciuta in questa situazione, vedendo lei fallire di continuo e rovinare la mia vita. Sono sempre stata di qualche chilo sovrappeso, e decisi (più di due anni fa) di dimagrire, dopo anni di diete fallite... La situazione mi scappó di mano, mangiavo solo frutta e mi sentivo finalmente forte ed invincibile. Successivamente il mio corpo non ne poteva più, cosi iniziai a fare l'opposto. Le abbuffate continuano tuttora a distanza di due anni, ho preso 25 kg ( da 45 a 70) e mangio per colmare quella sensazione di insoddisfazione che mi pervade ogni giorno. Ho cambiato due psicologi ( sono tutt'ora in cura da uno), ho una vita sociale attiva, ho un fidanzato... Ma nulla mi aiuta. Mi sento un'ingrata nei confronti di tutto ciò che so di avere, ma che non riesco ad apprezzare. Provo rabbia nei confronti di mia madre ma sono uguale a lei :La tendenza alla depressione, pessimismo, scappare dalla fatica ( seppure per una buona causa) mangiando... Ogni giorno cerco di rialzarmi, ogni giorno ricado. Due anni che va avanti cosi, mi sento senza speranze... Non ho mai creduto in me, mi sono sempre sentita inferiore ed inadeguata. Sono una grande delusione per me stessa, perchè tutto l'aiuto che posso chiedere ce l'ho, ma sono troppo debole per servirmene. Mi faccio schifo, non concepisco di stare cosi a 18 anni.. Ho buttato troppo tempo, continuo a buttarne, e nonostante tutte le mie consapevolezze, non faccio nulla. È straziante, e sono veramente senza più speranze.... Potrò mai uscire da questa situazione?

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Marta Cogo Inserita il 27/08/2014 - 09:23

Gentile Ruslin,
certo che può uscire da questa situazione!
Purtroppo i disturbi alimentari sono molto frequenti soprattutto in ragazzi e ragazze della sua età. Un cattivo rapporto con il proprio corpo è sicuramente un buon presupposto per sviluppare tale problematica ma non è l'unico. Riempirsi con il cibo per colmare sensazioni di vuoto, fa sicuramente sentirsi meglio lì per lì ma poi, come lei sa bene, il senso di colpa e vergogna diventa insopportabile e ciò riconduce ad una nuova abbuffata. Come suggerito dalla collega, le consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia. Non so che tipo di terapia stia attualmente facendo e non conosco nemmeno le ragioni per cui non è soddisfatta ma i consigli che posso darle sono due: primo "abbia pazienza". Se vuole cambiare perchè le sembra che i suoi problemi non si risolvano velocemente, forse dovrebbe solo avere un pò di pazienza perchè queste sono situazioni complesse che spesso richiedono tempo e costanza per essere affrontate. Secondo consiglio: non si accontenti di un solo professionista. Una volta che avrà trovato un buon psicoterapeuta, si faccia indirizzare anche presso un medico dietista o meglio una struttura che possa fornirle un servizio multidisciplinare. Esistono diversi centri in tutta Italia che si occupano dei disturbi alimentari a 360 gradi.
In conclusione, non si arrenda! Lei è forte e coraggiosa perchè sa ammettere i suoi limiti e quindi lo può essere anche per superarli!

Dott.ssa Marta Cogo

Dott.ssa Valentina Sciubba Inserita il 22/08/2014 - 23:36

Gentile Ruslin,
lei ci parla molto di sua madre, lasciando intendere che in qualche modo il suo problema di sovrappeso si collega alla situazione familiare.
Uno psicoterapeuta può fare senz'altro molto per migliorare i suoi rapporti con i familiari e ciò potrebbe perciò ripercuotersi anche sul comportamento alimentare.
Inoltre, approcci terapeutici come la Terapia Strategica Breve, hanno elaborato protocolli specifici per i disturbi alimentari, dotati di buona efficacia.
Le consiglio senz'altro perciò di rivolgersi ad uno psicoterapeuta, magari che utilizzi l'approccio citato.
Cordiali saluti