saddy domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 23/06/2014

Enna

SOS timidezza

Salve! Sono una ragazza che da quasi 30 anni convive con un grosso problema: la timidezza.Da ciò ne derivano le varie conseguenze: scarsa autostima, complesso di inferiorità (il che non mi fa sentire mai all'altezza di ogni situazione)e paura di essere giudicata che non mi permette di interagire e confrontarmi con gli altri, e dunque vita sociale zero(provando molta invidia nei confronti altrui!)Per combattere questo problema, ho sempre cercato di inserirmi in un gruppo di amici e allargare le mie amicizie, frequentando palestra,corsi vari,gruppo giovani chiesa,etc..e ogni volta mi riprometto di cambiare,ma ciascun tentativo non è andato a buon fine. Premetto che ho subito, non voglio usare termini pesanti,"prese in giro" a livello di battutine al quale io non saputo mai controbattere(se non in sogno!) Non ho fiducia in me stessa...Al momento sto attraversando un periodo difficile in famiglia che non mi aiuta di certo.Tutto sta diventando insopportabile a tal punto che non so se avrò una vita serena..sono sola contro questa lotta,anche perchè non mi sembra il caso di coinvolgere o far preoccupare altre persone.In questi anni ho accumulato,e sto accumulando molto e non vi nego che ho paura che un giorno tutto ciò possa portarmi a compiere gesti estremi.Soffro inoltre di altri disturbi che non sto qui ad elencare. Vi chiedo gentilmente un supporto psicologico,vi ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti!

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Mirella Caruso Inserita il 01/07/2014 - 09:42

Milano
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Gentile Saddy, cio' che colpisce leggendo il suo post, è l'assoluta mancanza di una, pelomeno una persona che possa aiutarla. Come mai? Lei scrive che ha provato in vari modi a interagire e confrontarsi con i suoi coetanei, senza successo. Non vuole coinvolgere nessuno dei familiari nel suo disagio, teme che non possano comprendere? Prima che la situazione per lei diventi insopportabile, credo sia opportuno, ma mi pare lo stia già facendo, maturare la consapevolezza che si trova in uno stato di fragilità e che ha bisogno di aiuto. Non c'è nessuno che possa comprendere e darle una mano? Oppure, è circondata da persone piu' fragli di lei? Oppure teme che possa disturbare qualcuno, pesare su qualcuno manifestando il proprio bisogno di aiuto? L'idea di non poter avere una vita serena perchè sarà sempre sola è insopportabile: in questo caso, la sua fragilità e "debolezza" suona come benvenuta. Non potrà affrontare la vita da sola, nessuno ce la puo' fare.

Dott.ssa Marta Cogo Inserita il 02/07/2014 - 09:49

Gentile Saddy, così su due piedi mi viene da pensare che la difficoltà più grossa per lei possa essere l'incapacità di gestire l'ansia che le crea entrare in relazione con qualcuno, motivo per cui tende ad evitare una vita sociale o quando lo fa, si trova a disagio. A mio parere dovrebbe lavorare non tanto su di lei come persona, ma su quello che si aspetta dalle relazioni e dagli altri che la conoscono...per quale motivo pensa che gli altri non si troveranno bene con lei? Cosa le fa pensare di essere "inferiore"? Cosa si aspetta dagli altri? Molto spesso, ad un basso livello di consapevolezza, facciamo di tutto perchè si realizzi esattamente quello che ci aspettiamo...quindi partiamo da questo!
Mi sembra che di coraggio ne abbia molto lei...ammettere di avere bisogno di aiuto per una persona "timida" come dice di essere, è l'esempio delle sue grandi potenzialità...

Dott.ssa Chiara Francesconi Inserita il 04/07/2014 - 15:48

Cara Saddy,
un supporto psicologico potrebbe aiutarla a scoprire le sue risorse, di cui per niente parla quando si descrive. Potrebbe comprendere che cosa la preoccupa dei rapporti sociali, quali timori più profondi cerca di evitare restando in disparte, o quali capacità sviluppare per poter riuscire a fronteggiare le critiche e a raggiungere il suo obiettivo di maggior socializzazione. Le altre problematiche a cui fa soltanto un breve accenno nella sua richiesta, potrebbero essere in qualche modo legate al suo modo di sentirsi, vedersi e rapportarsi. Potrebbero essere stata l’origine di questa timidezza o la conseguenza, e quindi aver compromesso ulteriormente il suo benessere, o ancora potrebbero semplicemente essere fatti scollegati ma che dal suo punto di vista, ossia ritenendosi poco capace di riuscire a gestire la situazione, si sono ingigantiti e la fanno soffrire più del dovuto.
Ovviamente il supporto psicologico più idoneo sarebbe quello diretto, quindi contattando un terapeuta che operi nella sua zona. Virtualmente non ci è possibile offrire un sostegno personalizzato. Per di più, visto il problema principale che riporta, anche la relazione con il terapeuta potrebbe essere per lei un modo per mettersi alla prova e sperimentare una nuova occasione di socializzazione.
Ci rifletta su.
Un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Francesconi