risposte dello specialista Dario Coderoni
Neopapà in difficoltà con il bimbo
Apri domandaCaro Alberto, apprezzo molto la condivisione delle sue emozioni in una situazione che lei vive come delicata. Quando mettiamo impegno e determinazione in una sfida, come nel suo caso, ci aspettiamo due componenti: risultati e gratificazione. Il ruolo del genitore, in questo senso, può essere ingrato poichè per rendere merito ai nostri sforzi ci potrebbe volere molto più tempo del previsto. La cura del figlio, mi passi il paragone, potrebbe essere pensato come ad un "investimento a lungo termine", attività che mi sembra abbia portato avanti finora con fatica e tenacia. I capricci e le intrusioni, invece, dovrebbero essere veicolate e gestite in modo da tutelare il vostro rapporto di coppia e indirettamente del bambino stesso. A volte, con qualche piccolo stratagemma e l'ausilio del professionista si possono ottenere benefici rapidi. Un saluto, Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Paura di guidare
Apri domandaCara Sara, il problema che ci porti all'attenzione, seppur molto frequente, può diventare un ostacolo che va oltre l'aspetto puramente pratico (ossia il non potersi spostare in autonomia), finendo col minare la tua autostima ed il rapporto con gli altri. Penso che il primo passo sia distinguere la tua naturale e legittima "mancanza di entusiasmo" nel guidare, dai pensieri che ti limitano nel prendere la macchina fino a bloccarti. Parlo di pensieri poiché, come scrivi tu stessa, il superamento dell'esame della patente ha confermato tramite il giudizio di esperti, le tue abilità e potenzialità alla guida, che quindi già possiedi. Sembra oltretutto che la tua ammirevole voglia di superare il problema ti abbia permesso di evidenziare i tuoi limiti, ma ti abbia anche condotto ad elaborare delle possibili strategie. Per rispondere al tuo quesito, perciò,permettimi di rigirarti la domanda: cosa ti impedisce di mettere in atto la tua proposta? Evitando possibilmente di metterti al fianco le persone che ritieni ti demoliscano, la soluzione potrebbe essere più vicina del previsto. Mi sento di consigliarti comunque un colloquio, per chiarire i dettagli del problema e costruire insieme una strategia appropriata. Saluti, Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Mio figlio ha 26 anni e non si decide a... responsabilizzarsi!!
Apri domandaCara Signora, le divergenze di vedute nei confronti dell'educazione di un figlio non sono necessariamente un limite all'interno del sistema familiare. Lo diventano quando il figlio, come sembra trasparire dalla sua lettera, ne riesce a trarre vantaggio sfruttando la confusione della "guerriglia". Ripristinare una linea comune potrebbe essere un acceleratore del cambiamento, ma nel caso in cui non si riesca a mettere in atto (come nel suo caso) occorre trovare delle vie traverse. Concordo con Lei che a 26 anni si possa e si debba avere acquisito un'identità sociale, ma è altrettanto vero che le età cosiddette critiche si siano spostate notevolmente in avanti e non è raro trovare ragazzi di quest'età impegnati in crisi e comportamenti adolescenziali. Il tentativo che mi sento di suggerirle in questa sede è quello di provare ad invertire la rotta rispetto al brontolio ed alla squalifica nei suoi confronti. Evitando di sgridarlo e distanziandosi dal problema ,infatti, non solo si avvicinerebbe di riflesso allo "stile" di suo marito, ma darebbe a suo figlio una riconsegna di responsabilità senza la "supervisione materna", che potrebbe essere paradossalmente percepita come rassicurante. Le consiglio, ad ogni modo, di approfondire la questione richiedendo una consulenza, utile per mettere ulteriormente a fuoco il problema e trovare delle soluzioni adeguate. Cordiali saluti, Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Ansia fobia e paura
Apri domandaCara Sara, le tue poche righe riescono comunque ad emanare un forte malessere per la situazione che stai vivendo, ti ringrazio per averla condivisa con noi. Da ciò che scrivi sembra che i problemi presentati siano due, l'uno legato all'altro. Probabilmente il senso di colpa di cui parli può averti fatto perdere la lucidità anche di fronte al fatto compiuto che non hai contratto malattie infettive, come testimoniano le tue indagini. Ciò che posso consigliarti è di sbrogliare questa matassa con l'aiuto di un esperto. Il senso di colpa infatti è un nemico infido. Diceva un saggio: " è bene prosternarsi nella polvere quando si è commessa una colpa, ma non è bene restarci." Pensaci. Un saluto e buona fortuna, Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Succube di mia madre: vomito quello che mangio
Apri domandaCara Ludovica, i messaggi ambivalenti che riferisci da parte della tua famiglia sembrano averti confuso e fatto soffrire molto. Mi piacerebbe chiederti cosa intendi quando sostieni di "essere succube" di tua madre e se il tuo vomitare sia un modo che usi per controllare il cibo ingerito oppure un gesto a cui non riesci più a rinunciare. La tua capacità di sintesi e narrazione degli eventi potrebbero essere molto utili all'interno di un percorso con un esperto, il quale saprà aiutarti in questo momento delicato. Ciò che oggi ti sembra essere una massa intricata impossibile da sbrogliare, potrebbe invece rivelarsi attuabile tirando i fili giusti. Un saluto, Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Non so reagire ai soprusi.
Apri domandaCaro A., nessuno meglio di te può conoscere le dinamiche che provocano alcuni tuoi comportamenti. La descrizione che fai del tuo problema è puntuale e, come tu stesso fai intendere, potrebbe effettivamente essere causato o accentuato da un sistema familiare disfunzionale. Tuttavia, ti invito a riflettere sulla prima parte del messaggio, dove sostieni che di recente il problema sia peggiorato. Ciò significa che fino a quel momento sei riuscito a gestire e sopperire a queste difficoltà solo e soltanto con le tue risorse. Non resta da fare altro ,dunque, che ripristinare le qualità che in questo momento sembrano essere sopite. Con un professionista, il percorso sarebbe sicuramente più semplice. Un caro saluto, Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Ansia continua
Apri domandaCara Melania, facciamo un passo alla volta. La tua difficoltà alla guida sembra essere, da quello che racconti, solo la punta dell'iceberg di una serie di "ansie" e frustrazioni che ti hanno condotto inevitabilmente ad essere giù di tono. Tutto ciò, condito dal fatto che cerchi di controllare le tue reazioni psico-fisiologiche (per natura incontrollabili), sembra ti abbia portato ad una spirale che si autoalimenta e dalla quale non riesci ad uscire. Ma, come in un gomitolo intricato, muovendo il filo giusto si potrebbe giungere facilmente alla fine della matassa. Credo dunque che lavorare con un esperto su questa "impostazione psicologica" (o sistema irrigidito, che dir si voglia), possa portarti dei benefici, anche in breve tempo. Un caro saluto, Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Affrontare se stesso
Apri domandaCaro Maurizio, la tua lettera arriva forte e chiara, come la sofferenza per una situazione nella quale ti sei ritrovato a vestire i panni sia del carnefice che della vittima. Panni scomodi, senza dubbio. Soprattutto perchè sono entrati in gioco quei sistemi valoriali in cui credi e che in questo momento non riesci a fare a meno di violare. Il senso di colpa ne è la naturale conseguenza. Nel corso della vita ognuno di noi si trova ad affrontare delle situazioni "contraddittorie" (nella vera etimologia del termine) , situazioni nelle quali per evitare il black out dobbiamo necessariamente prendere una posizione, per quanto difficile sia. Il mio consiglio è quello di farsi sostenere da un esperto in questo momento delicato, che ti permetta di esaminare il problema da una prospettiva diversa e che possa, dunque, portarti a vedere le stesse cose di sempre, ma con occhi diversi. Un caro saluto, Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Perdita dell'erezione durante il rapporto
Apri domandaCaro Mario, sebbene siano piuttosto comuni, le problematiche legate alla sessualità possono risultare invalidanti e condurre a vissuti di vergogna e imbarazzo, fino ad arrivare ad accurati "evitamenti" ogniqualvolta si presenti l'occasione di un rapporto. Contrariamente ad altri disturbi, però, una volta sbloccato l' "impasse", la natura fortunatamente ci da una mano, perciò di solito i protocolli di aiuto non sono lunghi e sistematici. Chiedere la consulenza di uno Psicologo, infatti, non presuppone il fatto che ci sia un problema sottostante grave o complesso, alle volte anzi serve proprio per prevenire che questo si instauri. Nel tuo caso specifico penso che la moltitudine di "pseudoesercizi" suggeriti da libri e Web possano contribuire solamente a confermare la sensazione di incapacità. Ciò che vorrei chiederti, invece, è: durante il rapporto ti sforzi mentalmente per mantenere l'erezione oppure no? Avrei bisogno di ulteriori informazioni per aiutarti ma questo, ahimè, potrei farlo solo se ti rivolgessi ad uno Psicologo... Un caro saluto, Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Vita stravolta da figli e marito
Apri domandaCara Angela, la tua lettera porta dietro di sè una scia di sofferenza ma anche di grande umanità. Durante la lettura, neanche per un momento ho avuto l'impressione che tu volessi distruggere tutto. Al contrario, ho l'impressione che tu voglia aggiustare e incollare la tua vita, quella di tuo marito e dei tuoi splendidi gemellini. Penso che la comunicazione tra i partners sia la chiave per uscire da molti problemi che, se affrontati nel modo sbagliato, sembrano come ingigantiti da una lente d'ingrandimento. Ecco, partirei da lì. Ricostruire una comunicazione efficace, efficiente ed empatica che vi possa portare a remare nella stessa direzione. Anche se in questo momento sembra crollarti tutto addosso, con l'aiuto di uno specialista potresti cercare (e chissà, anche trovare) soluzioni ad oggi insperate. Un saluto, Dott. Dario Coderoni (Roma)...
La scelta di un figlio
Apri domandaCara Alessandra, Innanzitutto ti ringrazio per aver condiviso con noi il tuo problema e le tue emozioni. Purtroppo dubito che un nostro commento riuscirà a chiarirti le idee rispetto ad una situazione complessa e sofferta come quella che ci porti, la quale non coinvolge solo la tua parte più razionale, ma anche le aspettative, i sogni e la tua percezione del passato. Leggendo la tua lettera mi sembra di capire che il tuo "blocco" non sia generato da un unico dilemma bensì da una serie di domande che, incastrandosi fra loro, non generano alcuna risposta, ed anzi finiscono per produrne altre, in una spirale apparentemente senza fine. La tua profonda (e legittima) confusione in un momento delicato della tua vita merita più che un commento, servirebbe aprirsi uno spiraglio nel dedalo che involontariamente si è creato. Chiedere un parere esperto può aiutarti in questo, tenendo a mente che il passato non possiamo modificarlo, ma possiamo intervenire sul presente e, di conseguenza, sul nostro futuro. Un saluto, Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Diventerò padre e non trovo un lavoro
Apri domandaCaro Federico, ciò che racconti nella tua lettera è quello che accomuna, ahimè, gran parte dei giovani laureati (e padri) italiani. Tu sei riuscito a dare voce a tutto ciò e ti ringrazio per averci dato lo spunto per rispondere. La paura delle decisioni è sempre legittima, poichè in essa sono coinvolte la nostra incertezza verso il futuro e la serenità personale e dei nostri cari. Tuttavia, quando il "troppo pensare" diventa un ostacolo anzichè una soluzione, o quando la paura stessa ci impedisce di prendere una direzione necessaria, allora dobbiamo intervenire. Hai mai sentito parlare di "problem solving"? In casi come sembra essere quello che ci porti all'attenzione, un percorso ad hoc insieme ad un esperto potrebbe aiutarti a fare chiarezza rispetto a ciò che vorresti e che potresti fare in questa circostanza, osservando le cose da altri punti di vista e lavorando insieme e in parallelo sui sentimenti di svalutazione e di sconforto che sembrano accompagnare il tuo presente. Nelle tue parole, nonostante il disappunto, traspare ancora la voglia e la determinazione di mettersi in gioco ed affrontare, questa volta, le "rapide" più minacciose. Non ti resta che prendere in mano le pagaie. Un caro saluto, Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Come dimenticare una persona, come lasciarla se occorre andare
Apri domandaCara Laura, addentrarsi nei meandri dei problemi amorosi in qualche riga è cosa ardua, oltre che ingiusta. Tuttavia, possiamo provare a fare un pò di chiarezza rispetto a ciò che presenti. Da quello che scrivi sembra proprio che tu le stia provando tutte per scacciare dalla mente il dolce pensiero che ti sta travolgendo. Ma a quanto pare, più provi a non pensarci , più l'oggetto "in-desiderato" ti ritorna alla mente come se fosse uno scherzo del destino, un crudele paradosso. Permettimi di dirti che sono d'accordo con te; in questo caso palestre e palliativi non ti saranno d'aiuto. E se sei, come dici, assolutamente certa che lui non corrisponda, tanto vale provare a metterci un punto. Perciò di nuovo, se le distrazioni ti portano solo a peggiorare la situazione, proviamo a fare il contrario. Fai un gioco innocuo: durante la giornata prova a pensare volontariamente a questa persona, ritagliandoti uno spazio di 15 minuti in cui non farai altro che pensare a lui e a ciò che vi lega. Sforzati più che puoi, perchè non potrai pensare ad altro se non a lui. Terminati i 15 minuti puoi riprendere le tue attività normalmente. Quando il fantasma ci insegue, invece di scappare, ci voltiamo e lo tocchiamo. Chissà che non decida di lasciarci stare... Un caro saluto, dott. Dario Coderoni (Roma)...
Tradimento
Apri domandaCaro Andrea, la combinazione di rimorsi e rimpianti che riferisci sembra essere per te molto dolorosa e fonte di continui dilemmi. La relazione con la donna che descrivi in queste poche righe, infatti, sembra avere molti volti ed essere in costante cambiamento. Prima amante, poi amica, ora oggetto del desiderio. Il primo passo per risolvere l'"impasse" sembra essere quello di definire quale nome attribuire a questo sentimento. Capisco che non sia facile, ma quando le relazioni prendono una piega incontrollata, a volte è utile fare un passo indietro per farne poi due avanti. Con l'aiuto di un esperto le tue difficoltà potrebbero essere affrontate in modo più rapido ed efficace. Un saluto, Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Bisogno di uscire da questa spirale distruttiva di negatività
Apri domandaCara Francesca, permettimi di iniziare difendendo la tua logica. Nonostante le tue perplessità, non avresti potuto esprimere meglio il tuo disagio e ti ringrazio per averlo condiviso. Se, infatti, hai sentito il bisogno di scrivere è perchè evidentemente una parte di te sta premendo verso il cambiamento. Una spinta sana, che non andrebbe fermata o censurata, al contrario, dovrebbe essere coltivata come fosse un fiore raro. Da ciò che racconti sembra che gli sforzi fatti finora non abbiano prodotto i risultati sperati e, anzi, ti abbiano portato ad isolarti sempre di più, soluzione che ha confermato definitivamente la tua (presunta) incapacità di risolvere il problema. Permettimi di domandarti: cosa dovrebbe cambiare concretamente nella tua vita per poterla definire "migliore" di quella attuale? Il sentirsi un pesce fuor d'acqua rende molto bene l'idea di ciò che stai provando ma avrei bisogno di indagare meglio per capire se e come aiutarti. Non escludere l'idea di un colloquio, un aiuto non è mai qualcosa di cui vergognarsi. Resto a disposizione, un saluto Dott. Dario Coderoni (Roma)...
La relazione si sta spegnendo
Apri domandaCaro Bruno, grazie per aver condiviso con noi la tua relazione e le emozioni che naturalmente ne conseguono. Permettimi innanzitutto di ripercorrere a ritroso il labirinto. La tua storia amorosa sembra composta da due fasi : nella prima hai giocato il ruolo dell' "uomo dal carattere forte", trattenendo le tue emozioni e ricevendo in cambio affetto, comprensione e fiducia. Nella seconda invece, conscio del rischio di tale comportamento, sei tornato sui tuoi passi mostrando un lato di te apprensivo, tenero e confuso, artefice di gelosie continue e che sta producendo, come unico risultato, il suo allontanamento. Noterai anche tu come quest'ultimo "modus operandi" ricordi molto da vicino il vissuto che racconti nelle prime righe, in cui alla fine sei stato lasciato per un eccesso , a tuo parere, di dolcezza. Da ciò che tu stesso scrivi, tuttavia, sembra che questa ragazza ti stia seguendo pazientemente nel tuo viaggio interiore e che ti stia indicando (cosa piuttosto rara in una relazione a dirla tutta) la via da seguire, a parole come nei fatti. In questa altalena di emozioni e comportamenti, andrebbe forse scritta una terza fase, l'ultima, in cui questi due estremi si incontrano per trovare un nuovo equilibrio. Chissà che alla tua ragazza non piaccia anche (e forse di più) questo nuovo Bruno. Non ti resta che scoprirlo. Un saluto, Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Soffro di dipendenza affettiva
Apri domandaCara Sara, per quanto sia legittimo puntare il dito contro il nostro passato questo, ahimè, non ci darà grande sollievo nè produrrà alcun cambiamento sulla situazione attuale. Anzi, rischierà di trascinarci sempre di più in una spirale di autocommiserazione e di sfiducia, proprio come sembra stia accadendo a te. Da ciò che scrivi, sembra infatti che ti sia scavata la stessa buca dalla quale ora non riesci più ad uscire. Infatti, l' atteggiamento prudente e dipendente che all'inizio sembra per te rassicurante, si trasforma poi in un meccanismo pericoloso dove, indipendentemente dalle responsabilità oggettive, la colpevole risulti sempre tu. L'ansia e la depressione sono naturali conseguenze. Interrompere questo circolo vizioso è il primo passo per tornare ad essere tu stessa la protagonista (e la responsabile) delle tue azioni, nel bene e nel male. E questo, fa tutta la differenza del mondo. Un caro saluto, Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Adolescenza o scoglio dei 30 anni?1?
Apri domandaCara Paia, la tua vita emotiva (come la tua lettera) sembra davvero girare intorno a questa persona che tu chiami Lui, quasi fosse un' entità impronunciabile, quasi come non lo volessi nemmeno sciupare menzionandolo. La sua presenza, per quanto romantica sia, sta assumendo le sembianze di uno di quei magnifici pesci esotici, coloratissimi, ma velenosi. Ciò non ti permette di fare nuove esperienze in modo libero, e per quanto tu possa pesare e soppesare sulla bilancia, l'idealizzazione ha sempre il peso specifico più elevato. Oltretutto, i tuoi dubbi riguardo il futuro non sembrano affatto adolescenziali, piuttosto l'effetto di un momento delicato in cui, come in un aereo che perde quota, bisogna eliminare qualche zavorra per tornare a dirigere la rotta. Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Rabbia incontrollata e scatti d'ira...
Apri domandaCara Monica, la situazione è sicuramente delicata poichè da quello che descrivi, sembra che il sentimento che provate l'uno per l'altra non sia sufficiente a soddisfare i vostri bisogni individuali e di coppia. Un punto di partenza, come tu stessa suggerisci, potrebbe consistere nell' imparare davvero le modalità con cui puoi essere d'aiuto per Lui in questo momento difficile. Lasciare che la malattia diventi l'"alibi" per aggredirti non farà altro che peggiorare le cose. Ristabilire una buona comunicazione di coppia potrebbe risolvere molti nodi che ad oggi sembrano impossibili da sciogliere. Saluti, Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Matrimonio: mio marito non vuole più avere rapporti
Apri domandaCara Elena, deve essere davvero un momento difficile e la tua disperazione è più che comprensibile. Tuttavia, ti invito (con sforzo da parte tua, lo ammetto) a vedere la situazione da un'altra prospettiva. Tuo marito , infatti, ha fatto ciò che poche persone nella sua situazione trovano il coraggio di fare: ammettere i propri sentimenti prima che tutto vada a rotoli, iniziando una relazione clandestina o interrompendo bruscamente il rapporto. Questo, per quanto doloroso, è un' ammissione importante, che può permettervi di trovare delle soluzioni prima che sia troppo tardi. Ciò che posso sicuramente consigliarti in questa sede può sembrare banale: non peggiorare la situazione. Assillandolo con domande, gelosie, premure e manifestazioni d'affetto che non verrebbero ricambiate. Prendi invece questo momento come uno spazio in cui entrambi vi state sedendo per riflettere. Il modo migliore (l'unico, a dirla tutta) per permettergli di rivalutare la situazione e ritrovare slancio è proprio privarlo della sicurezza del tuo affetto incondizionato, lasciandogli lo spazio per elaborare i suoi sentimenti. Sperando che questo post ti abbia fornito uno spunto, ti mando un caro saluto Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Caos più totale e turbine di emozioni negative
Apri domandaCara Rita, sono un bel pò di cose tutte messe insieme, non credi? Il primo passo (oltre a fare un bel respiro) è cercare di provare a risolvere un problema alla volta. Dimentica per un momento tutti gli altri punti e prova a concentrarti su uno solo, il più "urgente" tra questi. I problemi, a volte, ci sembrano insormontabili perchè ci franano tutti addosso insieme. Ma anche una montagna è fatta di sassolini. Sono sicuro che, chiedendo una consulenza, potresti trovare insieme ad un professionista la strategia più adatta a te. Un saluto, Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Depressione, ansia e attacchi di panico possono essere ereditarie?
Apri domandaCaro Alessandro, quelle che stai ponendo sono domande legittime e complesse, le cui risposte sono state dibattute per decenni e che tuttora aprono nuovi interrogativi derivati dalle scoperte delle Neuroscienze. Tuttavia, la posizione che ad oggi risulta più accreditata (almeno in ambito accademico/scientifico) è quella che concepisce l'uomo come un "sistema" condizionato sia dal corredo genetico (che ci fornisce i tratti di personalità) sia dalle nostre esperienze esterne, nelle quali ci confrontiamo ogni giorno. Mi permetto però di sostenere come queste ultime rivestano il ruolo preponderante nella costruzione incessante della nostra capacità di adattamento. Le stesse Neuroscienze con il concetto di "plasticità sinaptica" hanno dimostrato come il cervello abbia la capacità di modificare la propria struttura chimica a partire (e non a causa) delle proprie esperienze. Oltretutto, se così non fosse, saremmo solo ostaggio di una "genetica" fortunata", senza possibilità di cambiamento nè di crescita. Essendo però il tema della maternità molto ampio, ti invito a leggere un testo un pò datato (ma ancora molto attuale nei contenuti) il cui titolo è "Personalità femminile e riproduzione umana" di Alessandro Salvini; ti potrà aiutare a fare ulteriore chiarezza su alcuni aspetti. Sperando di averti dato uno spunto di riflessione ti saluto citando Aristotele : "Noi siamo ciò che facciamo ripetutamente..." Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Relazione e vita non appagante. E' il momento di svoltare?
Apri domandaCaro Orazio, nonostante lei sia in un momento delicato, ha avuto il coraggio e la forza di scrivere. E questo è più di un primo passo. La sua relazione di coppia sembra arrivata ad un punto di svolta nel "bene o nel male". Tuttavia, vorrei spostare il focus e chiederle da quanto tempo è presente questo senso di costrizione e inquietudine e se sia iniziato come conseguenza del suo rapporto insoddisfacente oppure sia sempre stato un "must" della sua vita. Sicuramente cambiare aria fa parte di quella categoria di soluzioni spazzatutto, ciò che resta da capire è se una soluzione così drastica possa essere l'inizio di un nuovo percorso oppure un mero palliativo temporaneo. Come potrà capire , per una circostanza che tocca vari punti, occorrerebbe indagare meglio il problema tramite una consulenza. Un saluto Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Sudorazione legata all'ansia
Apri domandaCaro Federico, la sudorazione è un'attivazione fisiologica naturale che il corpo attiva in relazione ad un evento stressante. Chiaramente tutto ciò diventa un problema quando l'evento in questione è "apparentemente" assente. Occorre dunque capire quali siano le sensazioni che conducono alla sudorazioni ed agire su esse. Talvolta casi come questi possono essere risolvibili anche in breve tempo . Un saluto Dott. Dario Coderoni (Roma)...
il momento giusto per amare
Apri domandaCara Paia, tentare di addestrarsi alla pazienza in amore equivale a frenare un'onda con le dita. Più scacciamo il pensiero e più questo ci invade, fino a diventare, come nel tuo caso, invalidante in ambiti trasversali come quello lavorativo. Credo che il lasciarsi andare a questo sentimento non solo sia legittimo ma anche necessario per poterne un giorno, eventualmente, fare a meno. Mi spiego meglio. Talvolta proprio l'impedire a se stessi di provare/fare qualcosa che ci porta ad "implodere" ed ottenere l'effetto opposto di quello desiderato. Al contrario, se ci concediamo la possibilità di vivere determinate esperienze, acquisiremo anche la facoltà di padroneggiarle e di rinunciarvi qualora pensassimo di diventarne "ostaggi". Oscar Wilde diceva: "l'unico modo per resistere alle tentazioni è cedervi". Su questo sì, possiamo addestrarci. Un saluto, Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Situazione relazionale difficile
Apri domandaCara M, dice bene, l'amore non si sceglie (o almeno non del tutto...) e talvolta non conosce limiti. Ciò che possiamo controllare è ciò che gravita intorno ad esso e, come accade anche in altri contesti, assumerci la responsabilità delle nostre scelte. Perchè se è vero che "all'amor non si comanda" è altrettanto vero che ciò che si fa per amore può (e deve) essere ponderato. Perciò permettimi di rigirare la domanda che porgi a noi. Ha mai pensato alle ripercussioni pratiche della sua scelta? Crede che potrebbe beneficiare al vostro rapporto o peggiorarlo? Come crede o vorreste che evolvesse la vostra relazione? Talvolta fare chiarezza su ciò che si vuole rende più visibile anche il modo per raggiungerlo. Dovesse avere domande o per una consulenza, non esiti a contattarmi. Un saluto, Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Sto impazzendo
Apri domandaCara Chiara, mentre leggevo le tue parole ho provato a figurare la tua situazione familiare e devo ammettere di aver compreso la tua frustrazione. Vivere in casa con il tuo novello marito insieme ad altre 5 persone non deve essere cosa semplice. Ed è proprio a causa di questa condizione che si vengono a creare dinamiche difficili da digerire come quella che ci hai illustrato. Correggimi se sbaglio, ma ciò che senti nei confronti di sua sorella sembra essere una gelosia legittima ma esasperata, dovuta al fatto che vorresti sentirti "unica e speciale", almeno per tuo marito. Ed è un tuo sacrosanto diritto. Tuttavia, la povera sorellina non ha colpe in questo, anche per il solo fatto di essere così piccola e volere, anche lei (giustamente), le stesse cose che vuoi tu. La miccia di questo, quindi, sembra essere il comportamento di tuo marito, con il quale servirà pazienza e strategia per insegnargli come maneggiare due fiammiferi come voi. Ti consiglio una consulenza per poter trovare la strategia migliore e vincere finalmente la gelosia che ti tortura. Un saluto, Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Non riesco a capirmi
Apri domandaCara Sandra, da quello che descrivi sembra che la tua relazione sia stata contrassegnata da dubbi dolorosi e frequenti crisi. Eppure tu la descrivi come meravigliosa. Se lui tornasse indietro ti comporteresti in modo diverso? Pensi che il tuo sentimento (qualunque esso sia) sia cambiato da quando lui se n`e` andato? Se si, cosa faresti di diverso? Le relazioni amorose spesso seguono delle regole crudeli. E sembra che tu le stia imparando sulla tua pelle. Ma ogni esperienza negativa, se saputa affrontare, porta sempre in dote qualcosa di buono... Un saluto, dott. Dario Coderoni (Roma)...
Dipendenza da bugie
Apri domandaCara Isabella, la tua lettera mi ha colpito. Mi ha colpito perchè nonostante il contenuto fosse incentrato sulle tue "bugie", ciò che hai scritto e il modo in cui l'hai fatto svelano una persona ancora finemente capace di dire la "verità" e di chiedere aiuto. E, ti assicuro, nulla di ciò che hai raccontato risulta così spaventosamente senza uscita. Le bugie non sono sbagliate a prescindere. Tutti mentono, la menzogna è una delle tecniche di difesa e protezione dell'individuo più antiche che esistano. Ed utilizzarle strategicamente per preservare un bene più grande è una risorsa, non un peccato. Nel tuo caso, tuttavia, le menzogne sono state molte e prolungate, e ti hanno portato a diventare "schiava" di esse, costruendo un immagine di te che non corrisponde all'originale e portando di conseguenza un'enorme frustrazione per te (che non ti vedi riconosciuta per ciò che sei) e per gli altri (che stentano a capire chi sei). Nulla è perduto, hai sofferto abbastanza per capire che qualcosa nella tua vita deve cambiare e che, un pezzetto alla volta, occorre (ri)costruire la tua vita. La distanza per delle consulenze non è un problema. Proprio PsicologiOnline propone un servizio di videoconsulenza di qualità. Se e quando ne sentirai l'esigenza, sono a disposizione per cercare delle soluzioni insieme. Un saluto, Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Cosa ho? come agisco?
Apri domandaCaro Edoardo, quando proviamo angoscia ci sembra di portare sulle spalle un enorme sacco pieno di sabbia. Tutto il giorno, tutti i giorni. La sofferenza che tu riporti sembra stia inquinando pian piano, come tu stesso ammetti, ogni sfera della tua vita. E se ti sei spinto a chiedere aiuto significa che sei arrivato a sentire troppa fatica. E' un primo passo per invertire la rotta e per creare di nuovo delle relazioni stabili e soddisfacenti senza sforzo. Se il tuo "amico" ha deciso di abbandonarti in un momento di difficoltà non credo tu abbia perso molto. Tuttavia, ti ha lasciato in dote un consiglio su cui meditare. Sono a disposizione per un colloquio online o, se vivi a Roma, dai uno sguardo al mio profilo e cerca lo studio più vicino a te. Un saluto, Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Mi sento vampirizzata
Apri domandaCara Giulia, sei riuscita a spiegare molto bene le tue sensazioni che, tecnicamente, possiamo iniziare a chiamare "angoscia". Portare sempre sulle spalle un sacco di sabbia è estremamente faticoso, la tua voglia di liberarsi da tutto ciò non solo è sana, ma anche necessaria per tornare ad avere una vita colorata. La paura del futuro, della vita (e della morte) , così come delle relazioni possono portare a crearci una gabbia dalla quale poi non riusciamo ad uscire. La stanchezza e la depressione ne sono spesso il naturale risultato. Tu chiedi cosa puoi fare per cambiare. La consapevolezza di questo momento delicato e la voglia di uscirne, scrivendo a noi questa lettera, è già un passo importante. Con un percorso individuale potresti ottenere un beneficio concreto. Resto a disposizione, anche per delle consulenze online nel caso non vivesse a Roma. Un saluto, Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Ansia, incertezze, egoismo e un figlio che stravolge la vita
Apri domandaCara Ivana, c'è un crudele paradosso nell'avere i sensi di colpa. Il senso di colpa del senso di colpa. E' un cane che rincorre la sua stessa coda, non importa in quale direzione si va, sarà comunque una mossa sbagliata. E l'idea di un futuro difficile quanto il presente ci può congelare dalla paura. Se sei arrivata a scrivere su questa piattaforma è perchè avrai capito da te che questo "circolo vizioso" va interrotto da qualche parte. Fernando Pessoa, poeta portoghese, scriveva: "Porto addosso le ferite di tutte le battaglie che ho evitato". Con un percorso insieme, potremmo ricominciare a combattere, e forse vincere, qualche battaglia. Resto in attesa di un suo riscontro. Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Ipocondria e paura di morire nel sonno.
Apri domandaCara Val, un poeta latino diceva: "nulla ci spaventa di più delle nostre stesse sensazioni". A partire da una sensazione sgradevole si tende a nutrire la paura tentando di "controllare" il sintomo o, come nel suo caso, andando alla ricerca di informazioni e rassicurazioni che contribuiscono ad alimentare il problema, invece che risolverlo. Una volta che questo meccanismo si struttura, uscirne fuori con l'ausilio della pura ragione diventa un compito arduo. Mi contatti in privato, potrei aiutarla a superare il problema e, forse, salvare la sua vacanza :) Un saluto, Dott. Dario Coderoni...
Non riesco ad accettare il figlio della mia ragazza
Apri domandaCaro Fede, inizierei con il suggerirti di non torturarti all'idea che le tue emozioni possano essere "sbagliate". E' una situazione complessa che conduce a sentimenti complessi, e non c'è nulla di male. Le coppie come la tua spesso affrontano l'ambiguità di fare i genitori pur non essendo entrambi genitori. Perciò ti domando: se potessi guidare ed educare il bimbo più da vicino, come se fossi un padre, questo ti farebbe sentire meglio? Hai mai espresso alla tua compagna il tuo disagio come lo stai facendo su questa piattaforma? Prima di abbandonare la nave ti suggerirei di giocare tutte le carte per mantenere la relazione e la compagna che ami e rispetti. Potremmo iniziare con una consulenza (anche online) per capire meglio la situazione ed elaborare insieme delle possibili soluzioni. Un'altra opzione possibile è coinvolgere la tua ragazza ed iniziare un percorso di coppia per migliorare il vostro rapporto. Sono a disposizione per qualunque chiarimento. Un saluto, Dott. Dario Coderoni (Roma) 3494492911...
La mia vita: apatia e insicurezza
Apri domandaCaro Mirco, quello che risulta lampante dalla tua descrizione, è la sproporzione tra ciò che sei (o credi di essere) e ciò che vorresti essere. Nessuno può uscire incolume da una contraddizione del genere. Inseguire affannosamente un ideale ci fa usare un mare di energie, ed il risultato non è garantito. Dovremmo, invece, imparare ad investire le nostre risorse interne per accettarci, perdonarci e riconoscerci per quello che siamo. Ordinando i pezzetti della tua vita sono sicuro che riuscirai ad apprezzare il mosaico finale. Sono a disposizione qualora tu senta la necessità di una consulenza o intraprendere un percorso. Saluti, Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Il mio compagno non sembra più interessato al sesso
Apri domandaCara Martina, non cedere alla tentazione di colpevolizzarti. E' la via più facile, ma anche quella più dannosa. La vita di coppia spesso porta problemi come il vostro, ed è naturale che ci siano fasi in cui il desiderio cali, da una parte o da entrambe. Ciò che si potrebbe fare è alimentarlo tramite qualche strategia, prima di alzare bandiera bianca e parlarne apertamente. Ciò che hai tentato finora non sembra abbia portato a grandi frutti , occorre capire in quale modo e con quali tempistiche hai provato a "rianimare" la vostra relazione. Sentiti libera di scrivermi in privato, potremmo fissare una prima consulenza durante la quale potrei capire meglio il problema e come affrontarlo. Saluti, Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Madre con sindrome dell abbandono?
Apri domandaCaro V, sei stato molto chiaro nell'esporre la situazione. Tuttavia, nella tua descrizione emergono due richieste. Da una parte sembra che vorresti avere maggiori libertà ed autonomie (giustamente, avendo un'età più che adulta), dall'altra vorresti aiutare tua madre ad uscire dalle sue paure. Temo che queste due cose siano, al momento, inconciliabili. Un aforisma recita: "per restare in equilibrio bisogna muoversi". Nel tuo caso, occorre muovere qualcosa affinchè la situazione possa prendere una piega diversa e più serena. Ti consiglierei una consulenza, con me o con un collega, per approfondire il problema e trovare insieme delle soluzioni adeguate. Un saluto, Dott. Dario Coderoni (Roma)...
Sono convinto di balbettare, ogni volta in cui ci penso lo faccio, quando non ci penso non balbetto.
Apri domandaCaro Cristian, il fatto che tu riesca a non balbettare quando non ci pensi, indica anche il funzionamento del problema. A volte capita che per paura di qualcosa si finisca a concentrarsi su di essa, ma questo non fa altro che alimentare il problema, in una spirale dalla quale si fa fatica ad uscire. Nel tuo caso, da quello che scrivi in queste poche righe, sembra che sia il pensiero il responsabile del balbettio e non il contrario. Un percorso di psicoterapia mirato potrebbe aiutarti a sciogliere questo nodo, anche in tempi ragionevoli. Qualora tu voglia intraprendere un percorso, sentiti libero di contattarmi in privato. Saluti, Dott. Dario Coderoni (Roma)...