monica domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 09/02/2018

Torino

Rabbia incontrollata e scatti d'ira...

Buongiorno, Sono una ragazza di 25anni, da quasi 5 sono legata a un ragazzo affetto da sclerosi multipla. I primi tempi si andava molto d'accordo e c'era molto amore e serenità. Quando si arrabbiava o aveva delle discussioni con altre persone, traspariva una forte aggressività, spesso si sfogava tirando pugni al muro o facendo gesti simili. Da quando conviviamo (da 3anni) ha iniziato ad avere gli stessi atteggiamenti anche con me. Mi spiego meglio: quando affrontiamo una discussione arriva all'apice della sua rabbia in pochi minuti, inizia a rompere e lanciare la prima cosa che trova, a volte se la prende con me. So che non mi farebbe mai realmente del male, però ho paura che possa accadere col tempo... Non si controlla, non si rende conto di quello che fa o che dice, diventa totalmente maleducato e irrispettoso, mi urla parole pesanti e offensive... Ormai lo fa con chiunque e davanti a chiunque... Famigliari, estranei...
Rifiuta il sostegno psicologico perchè in passato è sempre stato seguito da psicologi per via della sua malattia... Adesso dice di voler fare da solo, poichè l'ho messo invano alle strette più di una volta, dicendogli che doveva trovare una soluzione o l'avrei lasciato, ha sempre detto che si sta applicando per migliorare, ma inutile dire che non è mai migliorato...
Sabato scorso, la goccia che ha fatto traboccare il vaso... e dopo l'ennesima scenata imbarazzante e sbagliatissima da parte sua, decido di lasciarlo fino a quando non avrò dimostrazione esplicita che è riuscito a risolvere questo enorme problema. Inutile dire che la famiglia non accetti il problema e non faccia nulla per aiutarlo o per aiutare me a fargli capire che deve farsi aiutare.
Ha avuto parecchi traumi anche da piccolo, è stato maltrattato e spesso senza una reale motivazione. Ciò ha portato stress e piccoli problemi comportamentali fin da piccolo... che poi credo siano diventati enormi con l'avvento della malattia...
Non potendo andare da nessun altra parte, viviamo sotto lo stesso tetto, dormiamo nello stesso letto e lui dopo 2giorni è tornato ad essere tranquillo come se non gli avessi detto che è finita. Non credo accetti la mia decisione, ma il mio problema è che lo amo e non so come aiutarlo, ne tantomeno cosa fare per fargli capire che l'unica soluzione per andare avanti è affrontare il problema.
Spero di essere stata chiara... Grazie in anticipo per il sostegno e le risposte.
Monica

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Dario Coderoni Inserita il 09/02/2018 - 22:20

Cara Monica,

la situazione è sicuramente delicata poichè da quello che descrivi, sembra che il sentimento che provate l'uno per l'altra non sia sufficiente a soddisfare i vostri bisogni individuali e di coppia. Un punto di partenza, come tu stessa suggerisci, potrebbe consistere nell' imparare davvero le modalità con cui puoi essere d'aiuto per Lui in questo momento difficile. Lasciare che la malattia diventi l'"alibi" per aggredirti non farà altro che peggiorare le cose. Ristabilire una buona comunicazione di coppia potrebbe risolvere molti nodi che ad oggi sembrano impossibili da sciogliere. Saluti,

Dott. Dario Coderoni (Roma)

Dott.ssa Silvana Zito Inserita il 09/02/2018 - 19:27

Gentile Monica,
le vie sono principalmente due: farsi aiutare o fare da soli.
La prima si apre in diverse strade, esempio, potreste provare una terapia di coppia, anche se il problema è del suo ragazzo, ma con il suo appoggio e condivisione si sentirebbe meno additato e si recherebbe da un terapeuta.
La seconda via mi sembra un pò più difficile raggiungere un risultato visto che già avete provato.
Lui si trova a vivere sicuramente una situazione difficile per via della malattia e del suo vissuto e lei è esposta ad una situazione stressante e rischiosa.
Certe cose non si risolvono spontaneamente.
Almeno lei provi a farsi aiutare da uno/a terapeuta.
Saluti
Dott.ssa Silvana Zito