Isabella  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 13/07/2018

Bari

Dipendenza da bugie

Buongiorno, mi chiamo Isabella e ho 30 anni. Vi scrivo perché da anni ho il problema della bugia che si è accentuato durante gli studi universitari. Nel 2007 ho infatti deciso di iscrivermi alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Pescara e ad oggi devo ancora concludere il percorso, mi mancano due esami alla triennale, perciò sono molto in ritardo. Il ritardo negli studi è dovuto a bugie ai miei genitori, blocchi e incertezze. Infatti solo in pochissimi casi ho avuto difficoltà con gli esami, che sono riuscita a superare anche brillantemente. La mia vita passata non è stata brillante, infatti alle medie e alle superiori venivo esclusa e presa in giro dai compagni, mi dicevano che ero brutta, un mostro, una tarata mentale. Molti professori parlavano male di me ai miei genitori perché ero molto chiusa. E io avevo delle ansie, delle paure, per cui facevo anche gesti strani come tagliarmi i capelli o le sopracciglia. E in questo clima i miei genitori non mi aiutavano, mi dicevano che ero strana, che non ero normale e che dovevo essere portata dallo psichiatra. E io ero destabilizzata, ma essendo piccola (12/13 anni) tendevo a credere a tutto quello che mi veniva detto e non riuscivo a reagire, fino ad avere un’immagine negativa di me stessa, concependomi come uno scarto, una “diversa”, quasi un’extraterrestre perché non mi voleva nessuno. Addirittura ho ancora nitidi nella mia mente episodi di violenza nei miei confronti, come ad esempio un giorno in cui mio padre, dopo una domenica a pranzo insieme con la nonna e i cugini mi portò fuori casa e mi umiliò con frasi tipo “Tu meriti di essere portata dallo psicologo, non sei adatta a vivere”...non ricordo cosa avessi fatto. Per non parlare dei costanti paragoni con gli altri e con mio fratello e anche di violenze fisiche da parte dei miei genitori, che a volte mi picchiavano. Mi dicevano frasi tipo: “Ma non vedi gli altri come sono? Gli altri non se ne fanno niente di te, gli altri ti giudicano male, tu dagli altri hai solo da imparare/Non sei adatta a lavorare, se ti vedono come sei ti mandano via subito/Non capisci nulla della vita/Hai il cervello storto/Vorrei che tu fossi diversa”....e io da adolescente non mi sapevo difendere, tendevo anzi a credere che tutto ciò era vero perché mi veniva detto con convinzione...quando stavamo insieme agli altri durante cene e feste mi osservavano sempre e a casa avevano da ridire sui miei comportamenti..correggevano persino il mio modo di parlare....e tutto ciò mi portava a dire bugie sulla mia vita, sui voti a scuola, il sabato sera non avevo amici con cui uscire e mia madre certe volte mi metteva fuori dalla porta perché non mi voleva vedere il sabato sera in casa. Hanno sempre fatto paragoni con mio fratello, specialmente mia madre, molto sentimentale, che a me rivolgeva parolacce e a lui carezze. Quindi, essendo molto insicura, ho adottato il meccanismo della bugia per illudermi di essere all’altezza degli altri. Mi sono ammalata di negatività. Mi ritengo inferiore rispetto agli altri. E dicevo bugie su bugie. Non avvertivo le normali critiche e rimproveri da parte dei miei genitori, avvertivo proprio di essere odiata e non accettata e delle volte ho anche pensato al suicidio. Ogni mio sbaglio, anche se piccolo, era una pugnalata.
Le bugie le ho dette anche all’università, piu’ volte ho annunciato fasulle date di laurea e fasulli esami superati, per poi scoprire che non era vero niente. E le sfuriate dei miei e le umiliazioni non sono mancate, anche se, dico la verità, non hanno smesso di pagarmi l’università e mi hanno sempre dato delle altre chances, io ripartivo, facevo qualche esame, ma poi ricadevo sempre nel tunnel...e si ripeteva sempre la stessa storia.....piu’ volte ho avuto dei blocchi, addirittura anni, mesi in cui non facevo esami perché ho vissuto momenti di demotivazione, di blocchi, tendevo a rimandare gli esami perché mi sentivo stupida, incapace, non li avrei mai superati...ma non avevo il coraggio di confidarmi con i miei perché non li vedo come persone con cui potersi aprire...e quindi dicevo bugie....e da una piccola bugia si innescava un meccanismo di menzogne, arrivavo addirittura a stampare tesi false per dimostrare loro che mi stavo per laureare...ammetto perciò di avere anche delle colpe...ho provato a parlare loro delle motivazioni che mi spingono a mentire, ma a volte ridono, mi dicono “quindi è colpa nostra, non tua?”, insomma, né mi credono e né mi capiscono, così come non mi capisce neanche mio fratello...Anche quando riprendevo a fare esami e a prendere anche dei bei voti, questo per me non era una lezione positiva, perché non mi elogiavo per quei 30 presi, ma dicevo “Non sono la prima studentessa che prende 30, il professore è largo di voti”...A volte mento anche agli altri, a persone e amici che mi trattano bene, perché sono ossessionata dal dare un’immagine positiva di me. Sono sempre ossessionata dall’idea di essere all’altezza degli altri, che sono sposati con figli, laureati e lavorano. Ammetto perciò di avere delle colpe. Ho detto a degli amici di aver finito gli esami, ad altri dico che non riesco a superarne uno. Mia madre mi dice che faccio schifo che a 30 anni sto ancora con i genitori, non guido, non ho un fidanzato né un lavoro, che devo ancora finire una triennale. Non lavoro perché non mi ritengo capace, non ho neanche provato a mandare curriculum, ma faccio ancora la bambocciona. Non ho un fidanzato perché non mi so relazionare con gli altri e ho paura che scopra il mio profilo bugiardo per poi lasciarmi. Ho paura del mio futuro. Temo di non avere mai un lavoro. Piu’ vedo gli altri che si laureano e che trovano lavoro, piu’ mi dico che gli altri sono capaci, io no. Dico bugie ancora oggi a 30 anni perché sono stanca di subire negatività e ho paura di subirla ancora, quindi per me è un metodo per zittire mia madre, oltre che una via di fuga. Ma ovviamente so di sbagliare. E’ solo che non riesco ad uscirne. Tutte le cose belle che faccio e che ho fatto (come esperienze di volontariato in carcere e ad Amatrice) non sono mai state valorizzate. Mia madre dice che devo andare via di casa, mio padre invece dice “Ma dove deve andare questa se non sa vivere fuori?”. Non faccio esami da un anno, sto dicendo ancora bugie. Una sera di gennaio mio padre, esasperato dalle mie bugie, mi ha gettata sul divano e mi ha caricata di botte, lasciandomi dei lividi e rischiando di rompermi un timpano, poi se n’è pentito, ma in me il trauma è rimasto, certe volte ho incubi la notte. La mattina dopo quell’episodio ero sola in casa, mi stavo buttando giu’ dal balcone, mi ha salvata un’amica che mi ha telefonato chiedendomi di andare a prendere un caffè insieme, altrimenti mi sarei buttata. Mio padre ha anche sminuito l’accaduto perché mi ha detto “Ti ho dato DUE SCHIAFFI perché sono stanco delle tue bugie, siamo stanchi dei tuoi imbrogli”. So che loro hanno sofferto, li comprendo, ma non volevo farli soffrire. Oltre a sentirmi cretina, mi sento anche in colpa.
Ho detto ai miei che mi laureo nella sessione estiva, cioè da 16 a21 luglio, ma ovviamente non è vero. Ho finto di svolgere tutte le procedure per la laurea della sessione estiva. In realtà la tesi è quasi completata ma mi mancano due esami. L’altro giorno mia zia mi ha fatto gli auguri per aver finito gli esami e io con un sorriso falso l’ho ringraziata. Mio fratello adesso si laurea, è in tempissimo, in medicina, in 6 anni esatti e con tutti 30. Io invece ho 30 anni, 11 anni di università e neanche ho finito una triennale. Sto per essere scoperta, so che mi possono ammazzare, sto vivendo nell’ansia...so che dopo che sarò scoperta subirò tutte quelle violenze di cui sono stanca, e soprattutto mi sentirò una fallita perché mio fratello e la sua fidanzata si laureano e io no. Non so come fare, so di aver fatto una cazzata...non so come rimediare....avrei bisogno di una terapia, anche se capisco che a distanza non è semplice, vi prego, aiutatemi, mi serve un consiglio urgente su come risolvere questa situazione. Grazie

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Dario Coderoni Inserita il 15/07/2018 - 19:57

Cara Isabella, la tua lettera mi ha colpito. Mi ha colpito perchè nonostante il contenuto fosse incentrato sulle tue "bugie", ciò che hai scritto e il modo in cui l'hai fatto svelano una persona ancora finemente capace di dire la "verità" e di chiedere aiuto. E, ti assicuro, nulla di ciò che hai raccontato risulta così spaventosamente senza uscita.
Le bugie non sono sbagliate a prescindere. Tutti mentono, la menzogna è una delle tecniche di difesa e protezione dell'individuo più antiche che esistano. Ed utilizzarle strategicamente per preservare un bene più grande è una risorsa, non un peccato.
Nel tuo caso, tuttavia, le menzogne sono state molte e prolungate, e ti hanno portato a diventare "schiava" di esse, costruendo un immagine di te che non corrisponde all'originale e portando di conseguenza un'enorme frustrazione per te (che non ti vedi riconosciuta per ciò che sei) e per gli altri (che stentano a capire chi sei). Nulla è perduto, hai sofferto abbastanza per capire che qualcosa nella tua vita deve cambiare e che, un pezzetto alla volta, occorre (ri)costruire la tua vita.
La distanza per delle consulenze non è un problema. Proprio PsicologiOnline propone un servizio di videoconsulenza di qualità. Se e quando ne sentirai l'esigenza, sono a disposizione per cercare delle soluzioni insieme. Un saluto,

Dott. Dario Coderoni (Roma)