Ivana  domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 13/09/2018

Perugia

Ansia, incertezze, egoismo e un figlio che stravolge la vita

Buongiorno.Cercherò di essere sintetica ma chiara.
Se dovessi descrivere la mia vita in una parola questa sarebbe "ansia". Questa ha sempre fatto parte della mia vita sin dall'infanzia. Ero sempre in cerca d'affetto (apparentemente quello della mia famiglia non mi è mai mancato) facendomi del male incredibile, umiliandomi. Non so come ma tra tanta ansia e i sensi di colpa sono riuscita pure a finire una triennale. Pure lì i sensi di colpa, tanto sono comunque disoccupata. Da quasi 6 anni ho una relazione meravigliosa e stiamo pensando a un figlio. Ce lo possiamo permettere perché lui proviene da una famiglia agiata, e lui ha un'attività avviata da poco. Io non mi faccio mancare i sensi di colpa anche lì. Mi sono trasferita nelle sue zone nel Centro Italia e non sono mai riuscita a trovare un lavoro stabile (cerco qualsiasi tipo di lavoro). Non mi sento realizzata, sono parecchio frustrata. I miei genitori si sono pentiti di avermi fatto studiare perché tanto rimango sempre disoccupata e faccio lavoretti che non c'entrano niente con i miei studi... Non ho amiche, la compagnia più divertente che ho sono le mie vicine di casa 80enni. Negli ultimi 3 anni ho pure avuto i problemi di salute (dermatite atopica grave, eczema alle mani, allergie varie e problemi intestinali)... c'è ancora qualcosina da sistemare però speriamo di non avere problemi ad avere un figlio nella prossima primavera.
L'istinto materno l'ho sempre avuto. Con i bambini piccoli mi sciolgo, li amo, li ho sempre voluti. Eppure c'è questa parte di egoismo puro in me che mi fa paura. Sto bene con il mio compagno, non passiamo tanto tempo insieme perché fa un lavoro particolare e pesante, non fa i classici orari. Desideriamo tanto di allargarci, ma io ho paura... ho paura di cambiare le mie abitudini e di stare peggio di come sono adesso. Un figlio è un cambiamento grande... e io ho paura di non essere soltanto una donna frustrata ma anche una mamma frustrata. Ho sempre la sensazione di non fare mai abbastanza e di non meritarmi mai quello che ho. Dovrei essere felice di avere accanto una persona meravigliosa, ma non mi basta. Indietro non si può tornare, devo imparare a non pensare ai miei errori degli ultimi 10 anni. E' così difficile! Mi ritrovo ancora ad odiarmi per le scelte del passato e a stare in ansia per il futuro incerto. Mi fa rabbia dovermi "appoggiare" sempre a qualcuno, mi sento un'incapace, un'inetta.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Dario Coderoni Inserita il 16/09/2018 - 12:23

Roma
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Cara Ivana,

c'è un crudele paradosso nell'avere i sensi di colpa. Il senso di colpa del senso di colpa.
E' un cane che rincorre la sua stessa coda, non importa in quale direzione si va, sarà comunque una mossa sbagliata. E l'idea di un futuro difficile quanto il presente ci può congelare dalla paura. Se sei arrivata a scrivere su questa piattaforma è perchè avrai capito da te che questo "circolo vizioso" va interrotto da qualche parte.

Fernando Pessoa, poeta portoghese, scriveva: "Porto addosso le ferite di tutte le battaglie che ho evitato".

Con un percorso insieme, potremmo ricominciare a combattere, e forse vincere, qualche battaglia.
Resto in attesa di un suo riscontro.

Dott. Dario Coderoni (Roma)

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 13/09/2018 - 23:44

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buonasera Ivana,
dal suo racconto traspare una notevole tendenza ad autosvalutarsi e a focalizzare l'attenzione su ciò che non funziona in lei, sulle sue inadeguatezze.
Come mai secondo lei è difficile per lei trovare dentro di sè i suoi punti di forza, i suoi pregi?
Per far luce su questi contenuti che sembrano radicati nella sua struttura di personalità sarebbe opportuno un percorso individuale.

In ogni caso, proverò ad utilizzare questo spazio per darle qualche spunto di riflessione sulla questione relativa alla possibilità di avere un figlio.
Non conoscendo la sua età, non posso collocare in modo più specifico questo desiderio nel suo ciclo di vita.
Consideri che il desiderio di avere un figlio, comporta anche nelle donne più motivate ed equilibrate, momenti di confusione e paura poichè, come giustamente ha detto lei "è un cambiamento grande". Quindi, è del tutto comprensibile avere paura.
Questa paura in molti casi si attenua nel momento in cui la donna sente che può contare sul sostegno affettivo e anche pratico del suo compagno/marito, e dei suoi familiari più intimi. In paratica, quando la futura mamma sente che non sarà sola a prendersi cura del figlio.
Qualora, invece, il pensiero della maternità dovesse associarsi alla perdita della propria autonomia o di un posto di privilegio nella coppia, i timori possono acuirsi.
Nle suo caso, cosa sta accadendo nella coppia? Sente di poter contare sul suo compagno come padre di un eventuale figlio? E' possibile che il "lavoro particolare e pesante" svolto da lui non le induca sufficiente stabilità e sicurezza per affrontare la nascita e l'accudimento di un figlio?

Infine, ricordi che essere madre è una condizione di vita che matura piano piano dentro ogni donna solo dopo che è diventata mamma, e questo posso riferirglielo sia come psicoterapeuta che come mamma.

Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)