Maurizio domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 21/11/2017

Roma

Affrontare se stesso

Buonasera sono un uomo di 41 anni sposato con due figli. Vivo all’estero e per motivi di lavoro viaggio almeno una settimana al mese. Già da qualche anno sento sempre più forte dentro di me la necessità di sentire il calore di un corpo femminile accanto al mio che non sia quello di mia moglie. Nel paese nel quale vivo è abbastanza normale che un uomo abbia un’amante o viva relazioni con donne casualmente conosciute. Io realmente ho sempre sentito una forte attrazione per il genere femminile però da quando ho intrapreso il cammino della vita coniugale ho cercato di non cadere in tentazione ho quanto meno di resistere il più possibile. Purtroppo non sempre ci sono riuscito .
La verità è che potrei anche giustificare il mio comportamento come qualcosa di normale, una necessità fisiologica dell’uomo o mettere in discussione il fatto che la vita di coppia realmente è sempre molto difficile, soprattutto quando si hanno differenti modi di affrontare la vita, tutto questo dovuto alle differenze culturali di due persone che sono cresciute in paesi differenti. Ma il vero problema è quell’insopportabile senso di colpa che mi affligge ogni volta che compio un atto che non approvo. So che si potrebbe pensare che me lo merito, e molto probabilmente è proprio così. Il problema è che se anche riconosco che la mia vita matrimoniale non sia delle più facili non potrò mai dire che non amo mia moglie. Io la amo.
Ho bisogno di aiuto perché ho la sensazione di impazzire, ho bisogno di settimane per riuscire a metabolizzare quello che faccio, e durante queste settimane non riesco neanche a guardarmi allo specchio, trascorrere momenti con la mia famiglia. Sento che ho tradito tutto quello che per me ha sempre rappresentato l’idea della famiglia, sento che tradisco tutte quelle persone che pensano che io sia una persona differente. Sento di tradire i miei figli ogni qualvolta mi dimostrano il loro amore e soprattutto Sento di tradire me stesso e i miei ideali ogni qualvolta non riesco a resistere alla tentazione. Non riesco in realtà a comprendere quale processo psicologico o fisiologico mi spinge a vivere settimane di sofferenza infernale per godere di poche ore di piacere fisico.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Dario Coderoni Inserita il 22/11/2017 - 00:21

Caro Maurizio,

la tua lettera arriva forte e chiara, come la sofferenza per una situazione nella quale ti sei ritrovato a vestire i panni sia del carnefice che della vittima. Panni scomodi, senza dubbio. Soprattutto perchè sono entrati in gioco quei sistemi valoriali in cui credi e che in questo momento non riesci a fare a meno di violare. Il senso di colpa ne è la naturale conseguenza.
Nel corso della vita ognuno di noi si trova ad affrontare delle situazioni "contraddittorie" (nella vera etimologia del termine) , situazioni nelle quali per evitare il black out dobbiamo necessariamente prendere una posizione, per quanto difficile sia. Il mio consiglio è quello di farsi sostenere da un esperto in questo momento delicato, che ti permetta di esaminare il problema da una prospettiva diversa e che possa, dunque, portarti a vedere le stesse cose di sempre, ma con occhi diversi.

Un caro saluto,

Dott. Dario Coderoni (Roma)