angela domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 07/12/2017

Vita stravolta da figli e marito

Buongiorno,sto con mio marito da 15 anni,abbiamo avuto una ditta insieme e dopo anni di litigate continue non è andata bene e abbiamo dovuto chiuderla. Lavorativamente quindi finalmente ognuno per la sua strada e abbiamo trovato un pò di pace.
Ci siamo trasferiti in periferia vicino ai suoi in una casa di proprietà della sua famiglia e all'inizio la cosa non mi pesava in quanto recandomi al lavoro in centro città in realtà per me era solo un dormitorio.
Nel frattempo abbiamo cercato un figlio e finalmente con la fivet sono arrivati due splendidi gemelli.
Questo però ci ha sconvolto la vita.
Ho perso il lavoro per cui mi sono ritrovata perennemente a casa con i bambini. E' difficile per me uscire in quanto intorno a casa nostra non c'è nulla e mio marito usa l'unica macchina che abbiamo per andare al lavoro.
Nel frattempo lui ha deciso di mettersi in proprio e quindi mettersi nei debiti fino al collo.Ne avevamo parlato e avevamo deciso insieme di stanziare una certa cifra per questa operazione e invece lui,di sua spontanea volontà, ha speso molti più soldi del previsto. Io sono rimasta scioccata! E ancora mi porto dentro questo rancore perchè per almeno due anni avremo delle rate altissime da dover affrontare.
Cerco di dargli una mano per quanto posso dovendo gestire due figli.
Una volta ho provato a proporgli l'asilo nido statale in modo da farmi prendere un pò di fiato ma mi ha quasi insultata per questo.Preferisce pagare una signora tre volte a settimana per qualche ora in modo (dice)da farmi prendere un po di "fiato"..peccato che in quelle poche ore mi sommerge di lavoro da fare...e se non riesco a finirlo mi urla contro.
Sono mesi che non passa giorno in cui non piango almeno una volta per le sue urla.
Mi ritrovo con due figli piccoli e indifesi, in una casa lontana da tutto,con un marito che non solo non c'è mai (neanche nei week end)a causa del suo lavoro ma quando c'è non perde occasione per urlarmi e bestemmiare per qualsiasi cosa futile o meno che riguardi il lavoro o la vita normale.
Quando mi urla cerco di stare calma perchè lui perde proprio il lume della ragione(anche davanti ai bambini) e nel frattempo mi sento morire dentro. Se si arrabbia non gli importa di umiliarmi davanti a chiunque. Ammetto che a volte sono un pò scontrosa,ma sono esasperata. Non parla d'altro se non di lavoro,non facciamo mai nulla,non c'è mai e quando c'è è sempre una discussione...
Se mi chiama durante la giornata è solo per dirmi di fare qualcosa per lavoro.
Io mi sento sola, mi sento annientata,a volte mi manca il fiato.
So che lui sente la pressione di dover mantenere la famiglia e a volte penso si sia pentito del passo che ha fatto ma non lo ammetterà mai.
Mi sono dimenticata di indicare una cosa importante:non abbiamo rapporti sessuali da quando ero in cura per la fivet quindi da due anni. Fisicamente ho molti chili in più e lui mi ha detto di andare in palestra,ma vi assicuro che proprio non ci riesco.
Tra i bambini e il lavoro non ce la faccio.Sono stanca,sfiancata fisicamente e moralmente.Ho paura di entrare in depressione

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Dario Coderoni Inserita il 07/12/2017 - 12:52

Cara Angela,

la tua lettera porta dietro di sè una scia di sofferenza ma anche di grande umanità. Durante la lettura, neanche per un momento ho avuto l'impressione che tu volessi distruggere tutto. Al contrario, ho l'impressione che tu voglia aggiustare e incollare la tua vita, quella di tuo marito e dei tuoi splendidi gemellini. Penso che la comunicazione tra i partners sia la chiave per uscire da molti problemi che, se affrontati nel modo sbagliato, sembrano come ingigantiti da una lente d'ingrandimento. Ecco, partirei da lì. Ricostruire una comunicazione efficace, efficiente ed empatica che vi possa portare a remare nella stessa direzione. Anche se in questo momento sembra crollarti tutto addosso, con l'aiuto di uno specialista potresti cercare (e chissà, anche trovare) soluzioni ad oggi insperate. Un saluto,

Dott. Dario Coderoni (Roma)