Val  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 25/02/2019

Ipocondria e paura di morire nel sonno.

Salve ho 24 anni e soffro di ipocondria e ansia. Qualsiasi piccolo sintomo che ho lo trasformo in una malattia grave. Se, ad esempio, ho un mal di testa diverso da solito cerco sintomi su internet, comincio a pensare di avere una malattia al cervello e entro in uno stato di panico. La cosa che mi invalida di più é il terrore di dormire e di non svegliarmi più. Ho questa paura sia verso di me che verso mia madre, quando dormo fuori casa lontana da lei ho il terrore che possa succedere anche a lei e io non ci sono. Questa paura mi fa dormire male e ci metto anche ore per prendere sonno. Al solo pensiero che ad agosto dovrò partire con il mio ragazzo sto male perché dormirò per giorni lontana e vorrei godermi la vacanza senza paure! Grazie a chi può darmi un consiglio o incontrarmi a Roma.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 25/02/2019 - 10:44

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Val,
comprendo e condivido il suo disagio che forse è acuito dall'eventualità che si allontani da casa sua e da sua madre ("quando dormo fuori casa"), quindi, per risolverlo efficacemente bisognerebbe comprenderne le cause profonde, ossia capire a cosa serve e quale funzione svolge nella sua vita. Come mai secondo lei, questo timore investe anche sua madre? Cosa teme nel momento in cui lascia la sua casa e sua madre? Che significati attribuisce alla morte, più in generale?
Consideri che queste paure, sono naturali e funzionali alla nostra sopravvivenza, perciò è importante capire come mai nel suo caso si sono accentuate fino a perdere la loro funzione originaria di attenzione e vigilanza.
In ogni caso, al di là del sintomo che ha descritto, è essenziale valutare più ampiamente la sua vita, come si sente, è soddisfatta? Che tipo di vita conduce?
Allargando la prospettiva d'analisi in questo senso, i sintomi che ha descritto potranno essere compresi a pieno poichè inseriti in un contesto di significati che le consentirà di accoglierli e non temerli più.
Potrà scoprire come essi rappresentano il disagio di un parte di Sè che, per ora, non ha trovato altra strada di espressione se non il sintomo stesso.
Se desidera appofondire la questione, può scrivermi o contattarmi.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).

Dott. Dario Coderoni Inserita il 25/02/2019 - 10:18

Cara Val,

un poeta latino diceva: "nulla ci spaventa di più delle nostre stesse sensazioni". A partire da una sensazione sgradevole si tende a nutrire la paura tentando di "controllare" il sintomo o, come nel suo caso, andando alla ricerca di informazioni e rassicurazioni che contribuiscono ad alimentare il problema, invece che risolverlo. Una volta che questo meccanismo si struttura, uscirne fuori con l'ausilio della pura ragione diventa un compito arduo.
Mi contatti in privato, potrei aiutarla a superare il problema e, forse, salvare la sua vacanza :)

Un saluto,

Dott. Dario Coderoni