domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 10/08/2017

Mio figlio ha 26 anni e non si decide a... responsabilizzarsi!!

Io e mio marito essendo di vedute diverse... abbiamo avuto SEMPRE un atteggiamento diverso e discordante con il figlio in questione anche in modo palese: per esempio io lo brontolo o gli dico di fare o non-fare una certa cosa ed il marito o tace, o si mostra di parerere contraddittorio, dando importanza anzichè ai comportamenti scorretti del figlio ai toni "concitati", che io stessa uso per essere più persuasiva!!!
anche se nn é riuscito a conseguire un titolo, io gli intimo che deve trovare un lavoro qualsiasi, perchè tutti oggi trovano un lavoro anche senza qualifiche, vedi gli immigrati !! Mio marito nell'occasione tace o comunque non si esprime!!! quindi il messaggio che passa é che il problema non é urgente, nè incalzante!! Mentre a parere mio lo é, vista l'età anagrafica del ragazzo e sopratutto, visto che ha avuto solo poche esperienze lavorative fino ad oggi !! Non voglio mettere alla porta mio figlio, ma poichè egli ha un atteggiamento troppo rilassato, come se il problema nn lo riguardasse!! Inoltre molto spesso manca d rispetto negli atteggiamenti anche non verbali, che rendono la sua presenza insopportabile e ii suoi atteggiamenti sono propri di chi ha seri problemi di equilibrio: nell'insieme si può dire che non vive in famiglia, risiede a questo indirizzo ma si comporta come se in casa non ci fosse nessuno e semmai prende il suo piatto e va in camera sua, al fine di isolarsi.... Io non so da cosa scaturisce qst comportamento che talvolta oltre ad essere indisponente é anche offensivo!!!
Poiche credo profondamente che se poco possiamo fare ad oggi per lui, lo possiamo fare solo "insieme io e mio marito", uniti nello stesso intento, però di fatto non é facile, in quanto nella pratica mio marito ha caldeggiato qst suo "rilassamento" portandogli a casa dei lavoretti da fare, ma sono inezie!!! quindi la domanda é con quale strategia potremmo indurre qst figlio a prendere le sue responsabilità, anche perchè la vita é cara ed il denaro non basta mai !!!

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Dario Coderoni Inserita il 10/08/2017 - 20:53

Cara Signora,

le divergenze di vedute nei confronti dell'educazione di un figlio non sono necessariamente un limite all'interno del sistema familiare. Lo diventano quando il figlio, come sembra trasparire dalla sua lettera, ne riesce a trarre vantaggio sfruttando la confusione della "guerriglia". Ripristinare una linea comune potrebbe essere un acceleratore del cambiamento, ma nel caso in cui non si riesca a mettere in atto (come nel suo caso) occorre trovare delle vie traverse.
Concordo con Lei che a 26 anni si possa e si debba avere acquisito un'identità sociale, ma è altrettanto vero che le età cosiddette critiche si siano spostate notevolmente in avanti e non è raro trovare ragazzi di quest'età impegnati in crisi e comportamenti adolescenziali. Il tentativo che mi sento di suggerirle in questa sede è quello di provare ad invertire la rotta rispetto al brontolio ed alla squalifica nei suoi confronti. Evitando di sgridarlo e distanziandosi dal problema ,infatti, non solo si avvicinerebbe di riflesso allo "stile" di suo marito, ma darebbe a suo figlio una riconsegna di responsabilità senza la "supervisione materna", che potrebbe essere paradossalmente percepita come rassicurante. Le consiglio, ad ogni modo, di approfondire la questione richiedendo una consulenza, utile per mettere ulteriormente a fuoco il problema e trovare delle soluzioni adeguate.

Cordiali saluti,
Dott. Dario Coderoni (Roma)