ALBERTO domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 26/07/2017

Udine

Neopapà in difficoltà con il bimbo

Buongiorno,
sono un neo papà di un bellissimo bimbo di 21 mesi a cui voglio davvero tanto bene. Ho 35 anni (la mia compagna 33) e ci siamo conosciuti nemmeno 3 anni fa per cui il tutto è accaduto (anche se per nostra scelta) tutto molto rapidamente.
Durante questi primi 21 mesi devo ammettere che mi sono davvero dato da fare...inizialmente è stata molto dura sopratutto per le notti insonni (nemmeno adesso dorme tanto purtroppo) ma anche per la mia difficoltà iniziale nel pensare a tutte le responsabilità che da lì a sempre mi sarei dovuto caricare sulle spalle.
Causa lavoro della compagna mi sono trovato (e non l'ho fatto controvoglia) a fare tutto con il piccolo: cambiarlo, lavarlo, metterlo a dormire, giocare con lui, fargli da mangiare e soprattutto DARGLI da mangiare (capricci a non finire), andare in giro da soli, far da mangiare per me e per la mia compagna...
Ora però mi sento in difficoltà...tutto quello che ho fatto con impegno fino adesso inizia a pesarmi davvero tanto e soprattutto mi sento frustrato dal fatto che il piccolo non ricambi tutte le mie attenzioni, anzi sembra far di tutto per mettere in difficoltà il rapporto con la mia compagna.
Mi spiego: quando siamo noi due da soli è bravissimo, giochiamo, usciamo, ecc. ecc....quando invece siamo tutti e tre o anche i nonni io divento quasi un soprammobile, non mi calcola minimamente anzi sembra proprio non voler stare con me.
Il messaggio che mi arriva è "OK se proprio devo stare con te mi adeguo...però se ho un'alternativa ...meglio!"
Ovvio non mi ritengo un papà modello, anzi, anche se mi impegno a volte non riesco proprio a non arrabbiarmi quando fa i capricci e piange senza motivo...a volte lo sgrido...e forse, visto che sono l'unico a farlo per mettergli dei paletti, si comporta così con me.
Quello che poi mi urta è il suo comportamento quando siamo tutti e tre insieme: geloso da far paura, si attacca alla mamma, continui capricci, non ci lascia nemmeno baciare...possiamo goderci un pò di tranquillità solo quando DORME!
Tutto questo sta creando in me ansie...con attacchi che ultimamente sono aumentati come numero...a volte davvero mi pesa stare con lui...
Secondo voi è normale? Cosa posso fare?
Grazie e saluti

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Daniela Vinci Inserita il 27/07/2017 - 21:28

Gentile Alberto,
dalle sue parole sembra arrivato ad un punto dove tutte le responsabilità che ricopre la appesantiscono troppo. Prima di esasperare la situazione e di non stare più bene lei, le consiglio di trovare altre figure di supporto che possano aiutarla nella gestione di tutto.
Detto questo vorrei rincuorarla circa il comportamento di suo figlio nei suoi confronti. Probabilmente lei è la figura che vede più spesso e che identifica come la persona che lo accudisce. Per questo motivo la sua presenza non è insolita per lui che è certo di non dover attirare la sua attenzione per ricevere protezione. Con sua moglie invece, che vede meno spesso questo non avviene. Non è una colpa ma quest'ottica potrebbe aiutarla a capire la situazione.
Se lo ritiene opportuno, un professionista potrebbe aiutarla ad affrontare al meglio questo momento di difficoltà.
Resto a disposizione,
Dott.ssa Daniela Vinci
Psicologa Arluno (MI)

Dott. Dario Coderoni Inserita il 27/07/2017 - 22:16

Caro Alberto,
apprezzo molto la condivisione delle sue emozioni in una situazione che lei vive come delicata. Quando mettiamo impegno e determinazione in una sfida, come nel suo caso, ci aspettiamo due componenti: risultati e gratificazione. Il ruolo del genitore, in questo senso, può essere ingrato poichè per rendere merito ai nostri sforzi ci potrebbe volere molto più tempo del previsto. La cura del figlio, mi passi il paragone, potrebbe essere pensato come ad un "investimento a lungo termine", attività che mi sembra abbia portato avanti finora con fatica e tenacia.
I capricci e le intrusioni, invece, dovrebbero essere veicolate e gestite in modo da tutelare il vostro rapporto di coppia e indirettamente del bambino stesso. A volte, con qualche piccolo stratagemma e l'ausilio del professionista si possono ottenere benefici rapidi.
Un saluto,
Dott. Dario Coderoni (Roma)