Francesca domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 14/12/2017

Padova

Bisogno di uscire da questa spirale distruttiva di negatività

Salve, inizio col ringraziarvi per il tempo speso per il mio messaggio, cercherò di essere il più concisa possibile.
Non so da dove iniziare ad esporre il problema, quindi chiedo scusa se il messaggio sembrerà non avere un filo logico.
Ho 26 anni e non ho un lavoro (il che rende difficile per me chiedere un consulto a qualche psicologo esperto, in effetti non so neppure se ne ho bisogno o è solo un'esagerazione), ne amici nel vero senso della parola, solo conoscenti che un tempo erano amici, ma il nostro rapporto ora equivale allo scambio di un paio di messaggi ogni tanto. La mia vita sociale è inesistente, pur uscendo ogni weekend non riesco a farmi nuovi amici, ne a trovare un ragazzo. Mi sento sempre un pesce fuor d'acqua, diversissima da tutti i miei coetanei, e magari a disagio tra loro, ho sempre avuto difficioltà a sentirmi a mio agio con gli amici o presunti tali a parte con un paio di persone in passato.
Da un pò di tempo a questa parte mi capita spesso di sentirmi svogliata, apatica, triste e sola. La mia famiglia fa di tutto per me, non ho nulla da recriminare a loro, li adoro.. ma non riescono a comprendermi fino in fondo, mi danno spesso della nullafacente e la cosa mi fa male perchè non riescono a cogliere il perchè, non riescono a capire come io mi senta, in realtà non sono mai riusciti a farlo, in questo senso non c'è mai stato molto dialogo sebbene siano stati sempre presenti per me e non mi abbiano mai fatto mancare nulla. Per me è sempre stato difficile parlare di me stessa.
Non riesco a reagire, a rimboccarmi le manche, a fermare questo meccanismo di negatività.
Spero voi possiate darmi qualche consiglio.
Grazie ancora per il vostro tempo.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Dario Coderoni Inserita il 16/12/2017 - 15:50

Cara Francesca,

permettimi di iniziare difendendo la tua logica. Nonostante le tue perplessità, non avresti potuto esprimere meglio il tuo disagio e ti ringrazio per averlo condiviso. Se, infatti, hai sentito il bisogno di scrivere è perchè evidentemente una parte di te sta premendo verso il cambiamento. Una spinta sana, che non andrebbe fermata o censurata, al contrario, dovrebbe essere coltivata come fosse un fiore raro. Da ciò che racconti sembra che gli sforzi fatti finora non abbiano prodotto i risultati sperati e, anzi, ti abbiano portato ad isolarti sempre di più, soluzione che ha confermato definitivamente la tua (presunta) incapacità di risolvere il problema. Permettimi di domandarti: cosa dovrebbe cambiare concretamente nella tua vita per poterla definire "migliore" di quella attuale? Il sentirsi un pesce fuor d'acqua rende molto bene l'idea di ciò che stai provando ma avrei bisogno di indagare meglio per capire se e come aiutarti. Non escludere l'idea di un colloquio, un aiuto non è mai qualcosa di cui vergognarsi. Resto a disposizione, un saluto

Dott. Dario Coderoni (Roma)