articoli di psicologia della Dott.ssa Anna Antinoro

risposte dello specialista Anna Antinoro

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Non so che fare

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Buona sera Irene, mi sembra di capire che il conflitto stia principalmente tra cuore e ragione. Non deve essere facile fare una scelta che abbia un senso, per questo motivo penso che sia importante che lei scelga quello che sente più protettivo per lei. Da quello che racconta mi sembra di capire che con il primo ragazzo non ci sta più bene, mentre con il secondo ha delle speranze legate a possibilità che però sembrano nascere da una sua aspettativa piuttosto che ad un'attuale possibilità concreta. Non credo che spetta a me dirle cosa è giusto o meno fare, ma la invito a sentire e ragionare su una scelta che a lei possa fare bene. Deludere se stessi è la causa che a volte porta a maggior sofferenza. Sperando di averle dato degli stimoli, resto a disposizione. Dott.ssa Antinoro Anna...

Come posso capire se lo amo ancora?

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Buongiorno Alessia, il vostro sembra essere stato un amore avvolgente ma esclusivo. Vivere un anno e sei mesi costantemente insieme, se si vive bene, non è per forza sintomo di qualcosa che non va. Quello che sembra essere stato forte è il non aver più avuto tempo per tutto il resto (sport, amici, famiglia) portando ad una sorta di bolla in cui siete stati solo voi per tutto quel tempo. La richiesta che le ha fatto il suo fidanzato in merito a questo bisogno di spazio, sembra legittima ma ora bisogna capire i motivi dei vostri litigi e del cosa porta a questo nervosismo generalizzato. Quando una situazione cambia richiede normalmente un tempo per trovare un nuovo equilibrio. Ogni crisi comporta un cambiamento e viceversa. Se ora lei chiede una pausa è perchè probabilmente ne sente il bisogno, quindi è importante sentire cosa la porta a piangere e disperarsi (mancanza, abitudine, nostalgia, solitudine?). Una volta capito qual'è il vero motivo di sofferenza può iniziare a prendersene cura magari con qualcuno che in questo la possa accompagnare per eventualmente intraprendere un percorso nuovo ed equilibrato. Resto a disposizione Dott.ssa Antinoro Anaa...

Paura e Confusione

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Buongiorno Dafne, ora avrà già parlato con il suo fidanzato e mi auguro che le sue paure siano state accolte e rassicurate. Leggendo ciò che scrive sembra che nella sua vita il tema del giudizio sia tra i principali e che la severità che usa nei suoi confronti la stia schiacciando. E' stanca, dice bene, ha affrontato varie difficoltà nel suo percorso scolastico ed è naturale che avendo degli ostacoli il percorso venga rallentato. Ora lei è ad un passo dall'obiettivo della laurea e ha già fatto il grosso ma qualcosa sembra trascinarla giù, soprattutto nell'idea di deludere l'altra persona. Le sottolineo delle parole che usa: affronto, giudizio, pressione, delusione. Pensa che ci sia un elemento che accomuna questi quattro aspetti? E qual'è il suo vero nemico di se stessa? In un momento come questo il mio invito e a non lasciarsi sola ma a chiedere aiuto a qualcuno che possa aiutarla a costruirsi degli strumenti utili per "affrontare" la battaglia chiamata "giudizio", in primis che ha lei verso se stessa. Resto a disposizione Dott.ssa Antinoro Anna...

Mi sento bloccato

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Buongiorno Andrea, dal suo racconto sembra che emerga una sorta di ansia da prestazione. Quello che la mette in agitazione se non ho capito male è l'incontro con l'altro (i clienti in questo caso). Il ricordo del vissuto scolastico non viene a caso poichè ci sono dei legami tra quella che è stata l'esperienza scolastica dell'individuo e il vissuto sociale che si crea nella relazione con l'altro. Oltre a questo sembra esserci un periodo difficile all'interno della sua famiglia, un trasloco e tanti cambiamenti importanti. L'imbuto emotivo se riceve più di quello che è pronto ad espellere si blocca e va come il computer, in crash. Se vuole uscire da questa situazione è importante occuparsi di quello che la manda in blocco. Resto a disposizione qualora ne avesse bisogno Dott.ssa Antinoro Anna...

Problemi con mia moglie

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Buongiorno Antonio, in una situazione come questa se desidera recuperare il rapporto con lei può proporle un percorso di coppia in cui entrambi possiate provare a recuperare quello che è andato perso e ristrutturare insieme una nuova strada. Qualora lei non volesse o non si sentisse motivata, la invito a prendersi cura di se stesso e di quello che sta provando. La proposta della terapia di coppia in un caso come questo può essere la soluzione più consona (se entrambi d'accordo) Resto a disposizione Dott.ssa Antinoro Anna...

Problema col mio corpo

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Buongiorno Salvatore, come le hanno già detto il suo peso corporeo non ha nulla fuori dalla norma ma rientra in un parametro di funzionalità buona quindi, il nutrizionista non sembra essere la figura necessaria attualmente. Da ciò che scrive qui la sua è una dispercezione corporea, cioè di un modo di vedersi diverso dalla realtà. Quando ci si percepisce fuori peso si hanno possibilità di sviluppare disturbi alimentari, motivo per cui in quel caso c'è bisogno anche di un nutrizionista. Afferma di odiare il suo riflesso ed è proprio questo forse il punto più importante e dolente. Le consiglio di iniziare un percorso psicologico affinchè possa lavorare sull'autostima e sulla sua immagine corporea. Ci sono nelle asl di riferimento dei servizi di consulenza psicologica gratuita o con il pagamento del solo ticket in modo che possa essere possibile a tutti prendersi cura di se. Eventualmente può chiedere anche ai suoi genitori un supporto economico per iniziare in modo che anche loro smettano di vederla sofferente. Resto a disposizione Dott.ssa Antinoro Anna...

Ho paura perchè sono incinta

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Buongiorno Amber, innanzitutto voglio farle le congratulazioni per questa dolce attesa. Il fatto che però sia definita tale non vuol dire che sia esente da paure e angosce. Diventare mamma implica tutta una serie di cambiamenti, sia dal lato fisico che emotivo. Reagire con paura ed agitazione all'idea non è raro come si pensa, ma è un funzionamento sano che abbiamo per riadattarci ad un nuovo equilibrio in costruzione. Avendo appena saputo la notizia c'è bisogno di metabolizzarla e mentalizzarla e man mano che il suo corpo crescerà , aumenterà anche lo spazio mentale del suo diventare mamma. Solitamente è uno switch che avviene superato il primo trimestre (quello più rischioso) e con la prima ecografia morfologica. La maternità inoltre (sopratutto quando nato il bambino) mette a contatto con i bambini che siamo stati e della nostra relazione con la mamma, quindi qualora dovessero attivarsi malesseri e sensazioni legati a qualcosa che non è ben chiaro, andrà fatto contatto con quello in affiancamento ad un professionista. Detto questo più che la parola di conforto voglio darle una parola di rassicurazione. Essere mamme è una cosa assolutamente istintuale ed istintiva e arriva con il primo contatto del bambino. Diventare mamma è un processo più lungo e impegnativo di costruzione mentale e lei da ciò che condivide, sta iniziando bene. Tanti auguri e per qualsiasi cosa (lavoro anche con mamme e bimbi) resto a disposizione Dott.ssa Antinoro Anna...

Disturbi d'ansia?

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Buongiorno Giovanni, la situazione a cui lei si è trovato ad assistere non è sicuramente tra le più semplici. La morte di una persona cara, soprattutto in una condizione imprevista, porta a subire dosi di stress molto elevate. Preso atto di questo e riconosciuto il fatto che probabilmente il colpo lei lo stia cominciando ad accusare adesso, la invito ad iniziare un percorso di elaborazione del suo vissuto. Al di là della gestione dell'ansia nella situazione stessa mi sembra che lei si stia trovando in una condizione di forte allerta dovuta all'imprevedibilità di ciò che può accadere, esattamente come è successo ad aprile del 2012. L'elaborazione del vissuto può andare di pari passo con la gestione dell'ansia in un lavoro di terapia con un professionista che l'accompagni e allo stesso tempo l'aiuti a far contatto con ciò che vive. Qualora avesse piacere di confrontarsi, sono disponibile. Buona giornata Dott.ssa Antinoro Anna...

Sono delusa della scelta del nome di mio figlio

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Buonasera Maria, mi spiace per quello che sta provando. La scelta del nome nella nascita è un momento molto importante in quanto insieme la coppia inizia a costruire l'identità del proprio bambino. Detto questo penso che sia importante per lei prendersi cura di questa sensazione di sofferenza che ha nel chiamare suo figlio. Sembra che ci sia un rifiuto legato al nome o a qualcos'altro. Penso che per iniziare a stare meglio debba capire cosa le porta davvero questa sensazione. Resto a disposizione qualora volesse parlarne Dott.ssa Antinoro Anna...

Angoscia

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Buonasera Mariella, dato purtroppo il periodo storico in cui ci troviamo credo che parte della sua paura sia legittima e legittimata. Andare e tornare costantemente può essere rischioso ma, se ci si sofferma a guardare il dato di realtà, la maggior parte degli incidenti avvengono in condizioni quotidiane , ed è proprio per questo che nessuno ne parla. Desiderare il matrimonio e il futuro insieme non è una colpa ma una scelta legata ad un percorso di coppia . Il fatto che il suo compagno e futuro marito abbia fatto questo passo temporaneo è un atto di grande di responsabilità . Sono inoltre dell'idea che questa scelta non derivi dal fatto che lei abbia insistito per sposarvi ma dal desiderio che lui ha di stare con lei nella ricerca di una sicurezza economica. Le cose brutte accadono tutti i giorni e in ogni luogo e i voli sono molto controllati, sopratutto in questo periodo. Nel caso non dovesse passarle questa paura al punto di diventare paralizzante, la invito a prendersene cura con un percorso terapeutico che l'accompagni prima di questa scelta importante. Qualora avesse piacere di parlarne, sono disponibile. Dott.sa Antinoro Anna...

Gestione dell'ansia

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Buongiorno Rei, quella che lei descrive è la tipica ansia prestazionale legata ad un vissuto che ci sia qualcosa di fronte che può sottoporre ad un giudizio rigido ed irreversibile, un'idea che in effetti messa così, spaventa. L'altro aspetto legato alla prestazione e l'iper richiesta che spesso ci si fa di fronte ad un prova in cui, o si fa il massimo o non si va avanti. Questi eventi, magari in co-presenza, creano una sorta di amnesia che davvero fanno dimenticare tutto, come se il materiale fosse nascosto dietro ad una tenda o in un contenitore chiuso da cui è difficile attingere le informazioni. Visto che non è la prima volta che le accade e che tutto questo rischia di portarla all'autosabotaggio, le consiglio di iniziare un percorso con uno psicologo per approfondire queste aree appena descritte e capire un pò di fronte a quell'incontro cosa le accade. Emozioni, vissuti e ascolto dei dialoghi interni, magari in affiancamento a tecniche di respirazione per la gestione dell'ansia, potranno fare la differenza sul suo percorso. E' buono il fatto che lei, oltre ad autoconvincersi, stia iniziando a prendersi cura di questo vissuto. Il suo percorso fondamentalmente è già iniziato. Resto a disposizione qualora avesse piacere di parlarne Dott.ssa Antinoro Anna...

Mi faccio tante domande

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Buongiorno Paolo, avere nostalgia del passato a volte può essere una cosa naturale. Non tanto per le storie d'amore in se ma per il fatto che qualcosa che è stato ora non c'è più, così come può essere un ricordo di infanzia o una vacanza trascorsa con amici. Detto questo penso che quando una storia finisca ci voglia comunque un pò di tempo per "smaltirla" o per ri-abituarsi a qualcosa di nuovo in cui rimettersi ancora in gioco. Il fatto che il suo fidanzato dimostri il suo affetto con le azioni è un buon punto di partenza per strutturare una relazione. Penso però che sia possibile trovare un momento in cui lei possa condividere con lui ciò di cui ha bisogno magari chiedendo rassicurazioni sulle sue paure. Per quanto riguarda la comunicazione ai genitori è sicuramente un momento delicato in cui possiamo trovare vissuti anche in contrapposizione tra loro : la leggerezza nel dire una cosa importante, la paura della reazione, ecc.. Il fatto che nella sua famiglia l'argomento sessualità sia un tabù non facilità il tutto quindi quello che mi sento di dirle e di essere autenticamente se stesso nell'ascolto del suo bisogno. In contemporanea però la invito a prendersi cura della sua paura (anche in questo caso) per trovare una strategia e dei tempi a lei più affini. Qualora avesse piacere, mi rendo disponibile. Dott.ssa Antinoro Anna...

Competitività?

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Buongiorno Simone, innanzitutto complimenti per la consapevolezza che dimostra nell'ascolto delle sue emozioni e del suo vissuto in relazione ad alcune circostanze. Questo è buono nella possibilità di approfondire alcuni aspetti. Per uscire da questa situazione che, chiamerei complessa più che stupida, è importante aggiungere alle consapevolezze precedenti l'origine di quelli che sono gli aspetti legati alla competizione, al disinteresse, alle sfide e alle gelosie. Se lei ha questo rapporto in particolare con suo fratello è possibile che sia accaduto qualcosa in un là ed allora che l'ha condotto a provare tutti questi vissuti. Verso le persone che incontra in altri contesti invece, è possibile che ci siano degli elementi che l'agganciano su qualcosa di familiare. Sarebbe interessante aver la possibilità di approfondire per capire meglio cosa la porta ad arrivare all'impedimento della relazione stessa. E' chiaro e naturale che ci saranno sempre persone con cui andremo più o meno d'accordo, ma è anche vero che quando ci sono delle relazioni che arrivano ad essere faticose, è possibile che ci sia qualcos'altro che aggancia e che va approfondito. Qualora avesse piacere, sono disponibile. Dott.ssa Antinoro Anna...

Senso di colpa

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Buonasera Luca, innanzitutto complimenti per la consapevolezza che dimostra nella valutazione di ciò che è accaduto e del fatto che si stia facendo queste domande. Posso immaginare la forte difficoltà e il senso di inadeguatezza che prova di fronte ad un episodio di questo tipo. Sa, a volte l'amore non basta per portare avanti un rapporto, poichè nella coppia è necessario confrontarsi, supportarsi ma anche sintonizzarsi nell'ascolto dell'altro in modo da poterne soddisfare i bisogni. Il rapporto di coppia, se lo puliamo dell'immagine romantica, è quell'incontro basato su uno scambio di bisogni tra due persone che decidono più o meno consapevolmente di prendersi cura l'uno dell'altro. Le dico questo perchè spesso nelle coppie, soprattutto insieme da anni, si sottovaluta questo aspetto e si tende a tralasciare determinati spazi, tempi e modi legati alla coppia e al proprio partner (ne è esempio l'arrivo dei figli che assorbe quasi completamente il tempo di coppia, motivo per cui molte volte ci si lascia in seguito al loro arrivo). Detto questo lei ammette che il vostro rapporto ultimamente, per cause diverse, si sia appiattito e questo penso che sia stato il motivo scatenante che l'ha portata a fare la scelta della scappatella, momento di respiro in una situazione forse monotona. In questo non credo che ci siano colpe ma è preferibile parlare di responsabilità. Per gestire al meglio questa situazione penso che sia utile che lei possa iniziare un percorso psicologico che la supporti nella gestione di questo momento per trovare di nuovo con la sua fidanzata un rapporto di coppia basato non solo sul supporto (inteso come vicinanza), ma anche sulla comunicazione autentica di quello che è il suo bisogno: un momento di coppia per voi? attenzioni? ecc... Una buona comunicazione di bisogni, può fare davvero la differenza. Mi auguro inoltre che la sua ragazza, in seguito ad eventi traumatici, abbia anche lei la possibilità di essere accompagnata da qualcuno. Resto a disposizione qualora avesse piacere di parlarne Dott.ssa Antinoro Anna...

Insicurezza

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Buongiorno Giuseppe, l'insicurezza solitamente ha origine da una storia in cui non c'è stata la possibilità e non è stato ricevuto il feedback necessario per credere sufficientemente in se stessi. Per questo motivo l'individuo arriva a costruire un'idea di se come inefficace o non credibile. Dalle sue poche righe è difficile approfondire in cosa esattamente si sente bloccato e, di conseguenza, farsi delle ipotesi. Io sono di Torino e metto a disposizione un primo colloquio gratuito. Qualora avesse piacere di parlarne per entrare un pò nello specifico, non esiti a contattarmi. Dott.ssa Antinoro Anna...

Ansia e disturbi intestinali

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Buongiorno, come le ha risporto la collega, la sindrome da colon irritabile è legata spesso ad uno stato psichico di stress o di disagio. E' importante per questo capire cosa sta vivendo in questo periodo che la porta a sottoporsi ad uno stress di questo tipo. La situazione che vive inoltre, legata ad una limitazione reale a livello sociale, non le facilità la riduzione allo stress ed essa stessa può influire sulla sindrome . L'intestino inoltre è considerato come il secondo cervello del nostro corpo e a livello emotivo assorbe moltissimo (pensi ad esempio alle ulcere o alle gastriti nervose). Visto che si esclude una patologia di tipo medico, chiedere il parere di uno psicologo penso che possa essere una buona soluzione per il problema da lei riportato. Se ha piacere di parlarne sono disponibile. Dott.ssa Antinoro Anna...

Attaccamento morboso alle cose

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Buongiorno Rosa, mi colpisce molto la lucidità e la consapevolezza con cui racconta il suo disagio. Spesso l'attaccamento alle cose materiali è un modus operandi che viene vissuto con fastidio verso l'altro e con il bisogno di iperprotezione. Nel suo caso invece vige una consapevolezza solida di quanto questa modalità , forse troppo rigida, le crei fastidio. E' inoltre difficile rimanere attaccati a delle cose materiali con un bambino di 4 anni , essendo in una fase esplorativa probabilmente gli oggetti toccati potrebbero rompersi o danneggiarsi, quindi la sua maternità potrebbe anche essere condizionata in questo. Nella sua storia inoltre è la media di tre figli, messa a paragone con gli altri e fondamentalmente anche sottovalutata e non riconosciuta nelle sue reali capacità (laureata con il massimo dei voti e in tempo, bella conquista!). Mi immagino che essere tra due fratelli (considerati "più") lei abbia davvero dovuto faticare molto per crearsi uno spazio che fosse suo. Sarei curiosa di sapere anche quanto distano da lei a livello di anni. Avere meno di tre anni di differenza è una lotta davvero per tutto, anche per le attenzioni di mamma e papà. Probabilmente, e qui azzardo un'ipotesi, il suo attaccamento alle cose materiali le permette di avere e sapere che qualcosa è suo e solo suo. Sapere che qualcun altro non se ne occupa o prende cura come lei forse fa male, ma penso che il male non sia legato all'oggetto in se ma sia solo uno spostamento che la tocca sotto altri punti di vista. Chissà di quante cose lei si è presa cura senza che l'altro però se ne occupasse allo stesso modo, questo provoca molta rabbia. Al suo livello di capacità e di consapevolezza la invito davvero a contattare uno psicologo che possa aiutarla a fare ordine su questo aiutandola a contattare i vissuti reali dietro la sua possessività. Se ha piacere e ha bisogno di chiarimenti in merito a quello che le ho detto, non esiti a contattarmi. Dott.ssa Antinoro Anna...

Regole da seguire durante il periodo di separazione consensuale

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Buonasera Stefano, in una separazione che implica una riflessione non ci sono regole precise sul da farsi ma solitamente ci si accorda prima. Bisogna capire qual'è il bisogno che vi ha portati a essere separati per un pò. Le faccio un esempio: se il bisogno alla base è capire se vi mancate potreste pensare di non sentirvi per tot giorni. Se il bisogno invece è provare a riconquistarvi potete decidere di riprendere a "frequentarvi" invitandovi fuori ogni tanto o decidendo di organizzare qualcosa l'uno per l'altra, e via dicendo. Le dico questo per aiutarla proprio a consapevolizzare il fatto che non ci siano regole esatte che si seguono ma solo una serie di circostanze e di scelte . Avete pensato in alternativa a seguire un percorso di coppia per capire se vi volete separare davvero o meno? penso che possa essere un buon supporto e aiuto in situazioni come la vostra in cui non sapete bene cosa fare. La terapia di coppia non serve sempre a riunire ma a volte aiuta a consapevolizzare che una storia è finita davvero. Per domande o approfondimenti, resto a disposizione Dott.ssa Antinoro Anna...

S.O.S. Coming Out

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Buonasera Nina, non è facile combattere tra la voglia di dire qualcosa e la difficoltà a farlo, in effetti sono sentimenti contrastanti che rischiano di togliere energia all'agire. Detto questo, un percorso terapeutico potrebbe aiutarla a fare ordine su quali sono i suoi pensieri e i suoi bisogni principali in modo che il suo agire si possa modellare di conseguenza. Ad esempio, qualora lei volesse dirlo potrebbe essere importante focalizzarsi sulla riservatezza che la porta a tenerlo per se nonostante il suo desiderio. Qualora invece non si sentisse di dirlo, potrebbe lavorare sul come si sente a mantenere questo stato di segretezza e capire se per lei questo sia pesante o meno. Le ho fatto due esempi per aiutarla a comprendere che la terapia aiuta a focalizzare un obiettivo di lavoro per agire poi su quello insieme al professionista che l'accompagna a capire le dinamiche familiari e sue interne. Qualora avesse bisogno di chiarimenti non esiti a contattarmi Dott.ssa Antinoro Anna...

Ansia da prestazione e pornografia

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Buonasera Alberto, come lei ha giustamente anticipato andare da un professionista potrebbe essere una buona opportunità per lavorare su ciò che le crea dipendenza e su come può lavorare insieme a sua moglie per ritrovare di nuovo l'intesa sessuale. La parola "normale" può avere molte sfumature ma, usata come l'ha posta lei, mi trasmette un vissuto di mancanza di stimoli. Dopo molti anni capita spesso che la sessualità subisca un cambiamento, così come il resto della sfera della coppia. Per questo motivo è importante trovare e costruire insieme all'altro un rapporto di fiducia e di intimità per parlarsi di quello che sta accadendo e di come poterci lavorare insieme. Lei parla inoltre di ansia da prestazione, cosa che collude un pò con l'appiattimento sessuale di cui parla. A cosa si riferisce la sua ansia? ha delle aspettative su di se stesso? su sua moglie? Io penso che possa essere importante parlare con lei dell'importanza di questo aspetto per poi confrontarvi su eventuali idee o fantasie che riaccendano la passione (aspetto molto importante nella coppia). In questo caso potreste iniziare un percorso insieme visto che la sessualità a due spesso coincide con una fase di cambiamento della coppia. Ci pensi e nel caso volesse condividere delle riflessioni Resto a disposizione Dott.ssa Antinoro Anna...

Circolo vizioso

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Buonasera Marco, certamente la paura quando raggiunge certi livelli diventa paralizzante. Sembra che dalla sua storia, oltre ad esserci delle situazioni di paura ci sono cose che in questo momento (e forse anche in quelli precedenti) non sembrano soddisfarla particolarmente. L'insoddisfazione unita alla paura diventa perciò ulteriormente paralizzante. La paura è un campanello d'allarme legato ad un possibile pericolo quindi è fondamentale capire quale tipo di rischio sente legato a questa situazione. Ho impressione che tutto questo le crei una forte rabbia, sembra davvero una situazione paralizzante. Per uscirne? E' importante che possa iniziare a fidarsi. Innanzittutto di se stesso. In secondo luogo, di qualcuno che sceglierà e che in questo possa starle accanto. Resto a disposizione Dott.ssa Antinoro Anna - Torino...

Genitori separatii

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Buona sera Clara, le separazioni sono sempre momenti difficili e complessi , sopratutto quando ci sono dei figli di mezzo. Detto questo penso che avere degli orari non stabiliti o delle situazioni poco certe, rischia di creare discontinuità e perplessità nella bambina e anche in lei stessa. Dal momento in cui ci si separa (più o meno consensualmente) due persone decidono di intraprendere strade diverse in cui è possibile e legittimo rifarsi una vita e dare una nuova vita ai propri figli. La discontinuità nel tempo non permette stabilità ne a sua figlia, ne a se stessa. E' importante per questo motivo concordare se possibile orari e giorni di visita e di momenti in cui il papà è solo con la bambina e ci si possa dedicare completamente. Non è la quantità del tempo ad essere importante ma la qualità. Inoltre a due anni la bambina ha tutte le facoltà per capire cosa sta succedendo e, se non c'è una spiegazione chiara, potrebbe iniziare a costruire in testa le sue spiegazioni ("mamma e papà avranno litigato? perchè? forse sono stata io?, ecc"). Sembra assurdo ma quando siamo piccoli, e secondo me non solo lì, abbiamo bisogno di spiegazioni. Lavoro con i bambini da molto tempo e a gran voce chiedo sempre ai genitori di essere delicatamente onesti con i propri figli poichè in qualche modo la verità loro la scopriranno sempre (senza però saperne i veri motivi). Per qualsiasi cosa o chiarimento a riguardo, resto a disposizione. Dott.ssa Antinoro Anna...

Lutto ipertrofico, forse

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Buonasera Angela, guardi io non so che cosa si intenda nello specifico di lutto ipertrofico ( e la ringrazio perchè mi informerò su questo) ma nel caso del suo fidanzato la chiamerei fase di elaborazione di un lutto molto grande. E' evidente il fatto che la nonna per il suo fidanzato era davvero una figura importante e, quando viene a mancare qualcuno di questa portata il dolore che si porta con se è della stessa portata. Mi spiace molto il fatto che in questo momento di sconforto lei venga messa da parte, probabilmente a causa di una mancanza di lucidità mentale del suo fidanzato. Detto questo, quella che la posso invitare a fare è aspettare comunicando comunque quanto per lei sia importante stargli accanto. Per elaborare a volte ci va un p di tempo e si ha bisogno di stare un pò da soli. Può riprovare tra qualche giorno magari a riproporgli un supporto psicologico e vedere come va. Sicuramente la soluzone è l'ascolto di se e il tempo, non si può sapere con esattezza quanto. Un caro saluto Resto a disposizione Dott.ssa Antinoro Anna...

Disoccupata senza speranze

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Buonasera Beppa, innanzitutto voglio dirle che mi dispiace molto per la situazione che sta vivendo. Perdere un lavoro soprattutto quando è anche una passione, è un dolore sicuramente molto forte e che richiede tempo per essere elaborato. La società oggi inoltre non offre sicuramente molte opportunità, al che destreggiarsi anche tra altre possibilità può diventare complicato. A questo punto della vita e di cambiamento potrebbe essere utile cominciare a riprendere anche qualche sogno o qualche idea in merito a ciò che le piacerebbe fare ora, arrivata alla sua età e dopo tot anni di esperienza in un settore. Sa, a volte le esperienze più difficili possono essere trasformate in occasioni di cambiamento radicale della propria vita. Penso che per non sottovalutare questa sua grande sofferenza però, sia importante elaborarla prendendosene cura. In merito a questo la invito eventualmente a contattare un professionista presso un Asl di riferimento, affinchè lei non si trascuri. Per ogni nuova fine , c'è sempre un nuovo inizio. Un caro saluto Resto a disposizione Dott.ssa Antinoro Anna...

Continuo a non capire

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Buonasera Sharon, al perchè il suo ragazzo non le risponda purtroppo non ho risposte certe da poterle dare. Sembra in effetti essere davvero preoccupata e in una relazione affettiva ci può anche stare. D'altra parte eccedere in eccessive preoccupazioni rischia di far sentire l'altro controllato o soffocato. E' possibile che nel suo ragazzo si attivi un vissuto legato ad un fastidio all'idea di essere vigilato (un pò come capita da adolescenti quando la mamma chiama tante volte, ad un certo punto non rispondono più). Quindi eventualmente potrebbe cominciare a condividere con lui quello che prova quando non si sente ascoltata e iniziare magari a riflettere sul significato che ha per lei il fatto di sentirsi eccessivamente preoccupata quando lui esce o arrabbiata quando non risponde. Ogni cosa che ci attiva emotivamente è perchè è legato ad aspetti che fan parte di noi. Ci pensi Resto a disposizione Dott.ssa Antinoro Anna...

Secondo figlio

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Buonasera Martina, immaginare una famiglia è sempre entusiasmante. Si pensa a quanti figli si desiderano, si pensa al sesso che avranno, a come cresceranno, ecc... Però a volte ci sono delle condizioni reali che cambiano e trasformano il punto di vista. Dalle sue parole percepisco che in questo momento l'idea del secondo figlio sia un pò uno sforzo e, il fatto che lei ammetta la fatica, le permette anche di fare una valutazione legata a quello che è il suo bisogno attuale, quello di dedicare attenzione alla bambina che ha. Nei primi tre anni inoltre, i bambini hanno bisogno di una sorta di "esclusività", legata a quanto sia bello potersi godere mamma e papà. Visto il suo bisogno, il suo desiderio e la sua volontà, si prenda il tempo per valutarlo e vedere come proseguono le cose. Perchè tanta fretta? la maternità va accolta, ascoltata e rispettata nei tempi e nei modi, altrimenti ci si trova in una condizione di forte stress da gestire. Pensare di non volerlo ora per non togliere spazio all'altra bambina, non è egoista, è sano. Il nuovo bambino verrà dal momento in cui ci sarà lo spazio mentalizzato per lui, in modo che ognuno abbia il suo spazio. Un caro saluto Resto a disposizione Dott.ssa Antinoro Anna...

Ansia sociale?

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Buonasera Azzurra, al di là della diagnosi di ansia sociale o meno, quello che emerge dalla situazione che racconta è di un forte vissuto e paura del giudizio che vive su se stessa da parte dell'altro. Sembra che ci siano delle aspettative che lei si pone al fine di soddisfare l'altro in un certo modo, come nel caso della richiesta di aiuto. Sembra focalizzarsi di più su quello che pensa o può pensare l'altro di lei e mi sto chiedendo cosa lei cosa pensa di se stessa? Dalle sue parole emerge una profondità importante e consapevole, caratteristica non così comune. Dia valore a questo e si dia la possibilità di parlare con un professionista di quello che sta vivendo in modo da poter analizzare e ascoltare gli aspetti che la portano a stare chiusa e imprigionata in una realtà stretta e soffocante. Resto a disposizione un caro saluto Dott.ssa Antinoro Anna...

Crisi di coppia

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Buonasera Stefano, probabilmente la sua compagna sta attraversando un momento difficile per dei motivi che non necessariamente implicano la relazione. Quello che può fare è invitarla ad iniziare un percorso di terapia per affrontare quello che sta vivendo per se stessa o proporle eventualmente un percorso a due in cui possiate entrambi mettervi in discussione. Vedere qualcuno al nostro fianco che non sta bene non è certo una cosa piacevole e spesso porta a sentirsi impotenti. La invito a prendersi cura della sua preoccupazione qualora il confronto non riuscisse o la sua compagna non si sentisse abbastanza motivata per curarsi di lei. Resto a disposizione Saluti Dott.ssa Antinoro Anna...

Cosa voglio realmente?

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Buonasera Gianluca, scegliere di interrompere una relazione è una scelta importante e pesante in certe situazioni. Probabilmente l'eccessiva tendenza alle discussioni e ai litigi l'ha portata a stancarsi e a decidere di mollare tutto. Quando non si riesce a raggiungere una buona comunicazione di coppia si può arrivare ad alzare il grado di tensione. Detto questo, in questo momento delicato per lei, la invito a chiedere sostegno a qualcuno che possa aiutarla a focalizzarsi sul suo attuale bisogno alla ricerca di una nuova partenza. Resto a disposizione Dott.ssa Antinoro Anna...

Devo perdonare ancora?

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Buonasera Michela, la situazione che riporta non è sicuramente tra le più piacevoli e andare avanti con questo dubbio può risultare davvero difficile. Proprio per questo motivo è consigliabile evitare di nascondersi e cominciare ad affrontare il discorso con suo marito, poichè far finta di nulla non giova ne a lei, ne al vostro rapporto, ne alla bambina che porta in grembo che in qualche modo vive in maniera amplificata le emozioni che sta provando in questo momento. Perdonare con la testa non corrisponde a perdonare con il cuore e in certe circostanze il conflitto interno può diventare pesante. Al di là del tradimento, la cosa che spesso fa male è la menzogna e giorno dopo giorno, se non affrontata e risolta rischia di disgregare il rapporto. Sulle basi di questo la invito perciò a confrontarsi con suo marito parlando della possibilità di iniziare un percorso terapeutico insieme, qualora lo volesse fare insieme a lui, o per se stessa per curarsi di quello che sta vivendo. E' altresi importante che suo marito faccia una valutazione riguardante la sfera sessuale per affrontare il suo bisogno, qualora risultasse compulsivo. Resto a disposizione Un caro saluto Dott.ssa Antinoro Anna...

Litigi e litigi

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Buonasera Letizia, non trovo corretto parlare di "sbaglio", ma preferirei utilizzare il termine "bisogno". Sulle basi di ciò che racconta sembra che il contesto che si è trovata e costruita le crei benessere e che per lei sia diventata la sfera importante. Avere delle buone relazioni sociali crea una rete di sostegno da non sottovalutare e che, in certe circostanze può essere davvero fondamentale. Detto questo sembra che il conflitto sia tra il suo ragazzo e questo nuovo mondo e di conseguenza, insieme a lei. In relazione a questo, la invito a riflettere su qual'è il suo bisogno e la sua priorità in questo momento. Avere una vita sentimentale non vuol dire rinunciare a quella sociale e viceversa. Le relazioni se sono sane arricchiscono, non tolgono. Resto a disposizione Dott.ssa Antinoro Anna...

E' giusto/sano scegliere di vivere in solitudine?

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Buongiorno Ezio, riguardo la sua domanda se si possa vivere altri 30-50 anni in solitudine mi sento di dirle di si. La considerazione che mi viene da fare successivamente è "quanto questa condizione rende felice la persona che lo ha scelto?". Le dico tutto questo perchè non ci sono modalità di vivere standard o obbligatorie, al di là dell'imprinting prettamente culturale. Penso che ogni persona sia libera di scegliere o meno in che direzione muoversi, ma da ciò che accenna pare che la vera questione sia tra due parti di lei. Una che desidera e si fa delle domande nella possibilità di iniziare qualcosa con qualcuno e l'altra che invece si sente serena nell'aver fatto, per adesso, la scelta di star solo. L'invito che le posso farle è di mettere in comunicazioni queste due parti per capire e sentire la possibilità di accordarle, dicendosi cosa vogliono entrambe. Dietro questa scelta di allontanamento dell'altro possono esserci molte possibilità come la paura della relazione, dell'intimità, del legame vissuto come vincolo, ecc. Penso che ritornare a fare un lavoro su questo pezzo possa essere un buon modo di ricominciare da sè. Resto a disposizione Dott.ssa Antinoro Anna...

Difendere mio figlio

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Buongiorno Giulia, penso che possa essere protettivo per suo figlio parlarne con l'istruttrice direttamente. Accenna a dei comportamenti bruschi che immagino che non siano stati di gradimento, per questo motivo è importante prendere apertamente le difese su alcuni atteggiamenti manifestati verso i bambini che possono anche servire a tutela di altri. Tutto questo ovviamente unendo il rispetto e la sicurezza di quello che lei reputa un atteggiamento non corretto. Il rischio del non dire nulla è che l'istruttrice amplifichi questo atteggiamento e di conseguenza la sofferenza di suo figlio. Qualora, dopo la segnalazione e il confronto, questo atteggiamento continuasse la invito a parlare con il suo bambino in modo da capire con lui cosa fare. Ad esempio dicendogli "guarda ho parlato con ........ perchè ci sono delle cose che non mi sono piaciute nei suoi modi, che ne pensi? mi dispiace vederti star male e possiamo pensare di cambiare..." Questo intervento permette a suo figlio di sentirsi riconosciuto e visto nella sofferenza che manifesta e dà a lui un buon modellamento di genitore e di sicurezza nella relazione. Resto a disposizione Dott.ssa Antinoro Anna...

Cibo ed emozioni

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Buongiorno Gaia, sembra molto consapevole del movimento emotivo che le scatena il cibo, quindi al di là della dieta che dovrebbe seguire per la sua efficienza ovarica, penso che sia importante cominciare ad ascoltare queste emozioni che si attivano quando sente nervosa o quando manifesta altre emozioni faticose da gestire. La invito a chiedere consulenza ad uno psicologo/psicoterapeuta per cominciare a far contatto con questi vissuti e darsi la possibilità di consapevolizzare quello che vive magari, data l'occasione, ponendoselo come obiettivo del nuovo anno. Resto a disposizione Dott.ssa Antinoro Anna...

Quanto resistere ancora

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Buongiorno Marco concludere una storia dopo così tanti anni non è una cosa semplice ma la consapevolezza del non essere soddisfatti e sereni è una motivazione importante. Da quello che racconta sembra che ciò che la unisce alla sua fidanzata sia il dispiacere per ciò che ha vissuto lei a discapito delle sue scelte personali. Gli eventi spiacevoli accadono per tutti e non è opportuno che diventi la base di un legame emotivo altrimenti si rischia un rapporto basato sul "dispiacere per" e non sul "piacere di". La invito ad iniziare un percorso con qualcuno che la possa aiutare ad affrontare questa fatica cominciando a prendersi cura di ciò che prova e che sente. In questo non c'è nulla di sbagliato e nella vita le scelte fanno parte della quotidianità. Questo potrebbe essere, data l'occasione, un obiettivo del nuovo anno. Resto a disposizione Dott.ssa Antinoro Anna...

Paura dei cambiamenti e di affrontare il futuro

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Buonasera Giuseppe, sicuramente ad ogni cambiamento segue o precede una crisi. Essa infatti nasce da un equilibrio che si trasforma e che ha bisogno di ritrovare il suo assestamento, un pò come dopo un terremoto. Nella vita se ne affrontato tanti e di diversa entità e a volte ritrovare il punto richiede un tempo in più. Mi sembra di percepire dal suo racconto che ci sono tutta una serie di paure e di momenti di cambiamento importanti. Il contatto con uno psicologo potrebbe davvero aiutarla a fare ordine. Non si tratta di debolezza ma di sovraccarico. Nel prendersi cura di se stessi non c'è niente di debole. Resto a disposizione Dott.ssa Antinoro Anna...

Senso di solitudine e problemi nei rapporti sociali

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Buongiorno Lorenzo, penso che alla sua età il bisogno di relazione sia sano e funzionale. Capità però che a volte le aspettative non siano quelle immaginate e questo porta a frustrazione. Mi sembra che dalle sue parole il focus sia in alcuni casi concentrato più sull'altro che su di lei "cercavo di essere presente e dimostragli più affetto" e questo comporta che qualora l'altro non sia più disponibile venga poi a mancare l'appagamento personale del volersi sentire importante, come giustamente fa notare in qualche riga dopo. La rabbia che lei manifesta verso questa persona nasconde in realtà sofferenza per l'essersi sentito abbandonato e lasciato solo nonostante quello che lei ha manifestato. Per questo motivo quello che la invito a fare è contattare un professonista per iniziare un percorso che la possa aiutare a prendersi cura di se stesso cominciando dai suoi personali bisogni (ad esempio quello sano di relazione) imparandolo a chiedere in modo che per lei possa essere funzionale. La relazione ci dà un riconoscimento in quanto esseri sociali e per questo motivo è per noi così importante. La consapevolezza di avere una difficoltà è il primo passo che va verso la risoluzione del problema, se ne prenda cura. Resto a disposizione Dott.ssa Antinoro Anna...

Disturbo alimentare: quale specialista?

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Buongiorno Elena, come ha già anticipato la collega, condivido anche io l'idea che per una situazione come la sua è ideale essere seguiti da un dietista in abbinamento ad un percorso psicoterapico, in modo da lavorare parallelamente sulla situazione. Il cibo, così come altre sostanze, porta a dipendenza, quindi è questo che può portare probabilmente alla fatica a smettere. Tutto sta nel risalire al suo percorso alimentare, da quando ha cominciato ad avere un rapporto conflittuale con il cibo e cosa l'ha portata a scegliere questa strategia. Penso che la "combo" di queste due professioni possa aiutare in una situazione come la sua. Resto a disposizione Dott.ssa Antinoro Anna...

Non riesco a superare la rottura

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Buongiorno Ludovica, dalle sue parole emerge la rabbia ma soprattutto la tristezza rispetto ad una situazione difficile che, non è assolutamente banale e da ragazzine. Quando parla di uscire da questa situazione, a cosa si riferisce? al pensiero della relazione svalutante con questo ragazzo? alla solitudine che sente? al fatto di non sentirsi importante per nessuno? è possibile che ci sia un filo comune tra tutto? E' faticoso uscire da una situazione a diversi strati e per questo quando è così, bisogna affrontare uno strato per volta. Credo che in questa fase possa esserle di aiuto un percorso psicoterapico che l'aiuti a fare ordine rispetto a quello che sente. Resto a disposizione Dott.ssa Antinoro Anna...

Depressione da espatrio

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Buongiorno Elisabetta, come ha già esposto dal titolo della sua domanda probabilmente quella che lei prova è una sorta di depressione legata al trasferimento. Cambiare posto di vita, contrariamente a ciò che si pensa, provoca uno stress non indifferente a cui a volte ci si riesce ad adattare e a volte no. Tutto sta da come è stato il cambiamento, com'è la qualità di vita, delle relazioni e del paese in cui si vive e anche come si è vissuta l'idea di lasciare i parenti prossimi qui. Ho lavorato con diverse persone all'estero tramite skype, che mi hanno raccontato situazioni molto simili alla sua. Ciò che ha manifestato potrebbe essere un attacco di panico escludendo ovviamente ipotesi mediche. Ha pensato eventualmente di iniziare un percorso di psicoterapia? Penso che in una situazione come la sua possa essere una buona possibilità. Resto disponibile Dott. Ssa Antinoro Anna...