Azzurra domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 12/12/2016

Milano

Ansia sociale?

Da un po' di tempo (circa 2 anni) a questa parte, mi sto rendendo conto sempre più di alcuni miei comportamenti che mi preoccupano: ho la costante paura del giudizio degli altri. Mi spiego meglio: mi trovo a disagio in situazioni dove sono coinvolte più persone. Qualsiasi azione io debba fare in pubblico, anche la più banale, come per esempio mangiare o fare una telefonata, mi mette terribilmente a disagio perché ho paura di cosa possano pensare gli altri di me. Cerco di evitare ogni situazione pubblica, non esco mai se non quando sono costretta. Mi vergogno e mi sento a disagio a fare qualsiasi cosa, anche per esempio ginnastica, davanti ad altre persone, per questo, quando devo fare per forza una di queste cose, cerco di farla il più veloce possibile e di farmi notare meno che posso, mi imbarazza e mi sento umiliata e giudicata. Non riesco a parlare in pubblico, anche solo ordinare un caffè o entrare in una stanza dove sono già tutti seduti mi viene difficile perché ho paura di fare figuracce. Inoltre mi accuso di qualsiasi cosa, se un amico mi ha chiesto aiuto per una cosa e io non sono in grado di appunto aiutarlo, mi sento in colpa e ci ripenso per mesi. Ho sempre paura di entrare in panico e di farmi prendere dall ansia. Se a scuola prendo un brutto voto, mi preoccupo di più di quel che gli altri possano pensare di me piuttosto che del voto in sè. Mi mette a disagio anche ritrovarmi da sola con una persona (eccezione fatta per i miei genitori e mio fratello), persino con i miei zii o parenti, perché non so mai cosa dire e ho paura di cadere in un silenzio imbarazzante, e nel momento in cui l altra persona inizia a far domande o a raccontare qualcosa, non posso far altro che dire "Sì" e annuire. Non riesco a parlare con nessuno, mi vergogno a sfogarmi con i miei genitori, e non mi fido dei miei "amici" dato che ho paura che mi trovino noiosa e rompipalle, ma soprattutto che vadano a dire le cose che racconto ad altra gente e di conseguenza del giudizio che esse possano avere di me. In sostanza, quando mi trovo in mezzo ad altra gente, cerco di "fare il meno possibile" per paura di comportarmi in modo "sbagliato". Mi sono informata e ho trovato che questi "disturbi" sono sintomi dell ansia sociale, ma non voglio diagnosticarmi niente da sola. Cosa posso fare?

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Carlo Casati Inserita il 12/12/2016 - 22:11

Milano - Centro storico
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Sì Azzurra, é ansia sociale. E' un problema più diffuso di quanto si pensi. Il fulcro è un inappropriato senso di vergogna, ovvero, come dice lei stessa, la paura di essere mal giudicati, di essere di conseguenza emarginati "dal gruppo". Ci possono essere, in grado diverso secondo i casi, blocchi nella sfera sociale, affettiva e/o lavorativa.
In ogni caso, questo tipo di problemi é risolvibile in modo relativamente semplice con un ciclo di psicoterapia (suggerisco cognitivo-comportamentale). Non aspettare, però. Più aspetti, più sarà lungo il percorso per uscirne.
Cari saluti,

Dr.Carlo Casati - medico psicoterapeuta - Verona

Dott.ssa Chiara Francesconi Inserita il 13/12/2016 - 12:29

Ciao Azzurra,
da come descrivi la situazione sicuramente è presente una forte componente ansiosa e, a prescindere una specifica etichetta diagnostica, questo disagio andrebbe espresso, compreso, attraversato e risolto, prima che comprometta il tuo futuro, la socialità ed esperienze di vita. Accenni alla scuola, quindi penso che tu sia ancora minorenne, e pertanto avresti bisogno del consenso dei tuoi genitori per recarti da uno psicoterapeuta per seguire dei colloqui terapeutici che possano aiutarti a sbrogliare questa matassa in cui ti trovi adesso. Non per forza spiegando loro tutte le piccole sfaccettature della questione, ma anche soltanto mostrando il tuo bisogno di comprendere meglio le tue paure e i tuoi blocchi emotivi. Come mai provi vergogna a parlarne anche con loro? Una figlia dovrebbe sentirsi libera di chiedere aiuto ai propri famigliari, e libera di mostrare se stessa anche nelle sue vulnerabilità e carenze.. tutti ne abbiamo, e nessuno dovrebbe pretendere da noi di essere persone perfette, sempre autonome e spensierate.
Questa mancanza di fiducia nel prossimo potrebbe essere un segnale importante su cui riflettere... una visione degli altri come criticoni o rifiutanti porta all'insicurezza interiore. C'è di buono che non tutto il mondo è ipercritico, e sta a noi cercare persone che ci accettino per come siamo, con i nostri pregi e difetti, senza doverci trasformare a loro piacimento.
Attualmente l'approccio cognitivo comportamentale si rivela piuttosto efficace, anche in tempi medio-brevi, nella risoluzione delle problematiche ansiose. Se desideri maggiori informazioni, scrivimi pure senza alcun impegno.
un caro saluto,
dott.ssa Chiara Francesconi
www.chiarafrancesconi.it

Dott.ssa Anna Antinoro Inserita il 12/12/2016 - 21:03

Buonasera Azzurra,
al di là della diagnosi di ansia sociale o meno, quello che emerge dalla situazione che racconta è di un forte vissuto e paura del giudizio che vive su se stessa da parte dell'altro. Sembra che ci siano delle aspettative che lei si pone al fine di soddisfare l'altro in un certo modo, come nel caso della richiesta di aiuto.
Sembra focalizzarsi di più su quello che pensa o può pensare l'altro di lei e mi sto chiedendo cosa lei cosa pensa di se stessa?
Dalle sue parole emerge una profondità importante e consapevole, caratteristica non così comune.
Dia valore a questo e si dia la possibilità di parlare con un professionista di quello che sta vivendo in modo da poter analizzare e ascoltare gli aspetti che la portano a stare chiusa e imprigionata in una realtà stretta e soffocante.
Resto a disposizione
un caro saluto
Dott.ssa Antinoro Anna