Alberto domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 04/11/2016

Roma

Ansia da prestazione e pornografia

Gentili dottori,
vi scrivo per sottoporvi il mio problema. Ho 39 anni e da 12 sono sposato. Dal matrimonio in poi, mia moglie è stata l'unica donna con cui ho avuto rapporti sessuali, ma negli ultimi anni è aumentata la mia ansia da prestazione e da quasi 3 non c'è più stato sesso di alcun tipo. Anche se tra di noi ormai c'è un rapporto di calma piatta in cui andiamo avanti quasi per inerzia e per i figli che abbiamo avuto, io provo sempre una sorta di nervosismo di fondo e tendo ad evitare il dialogo e le occasioni di confronto per scongiurare la possibilità di avere rapporti sessuali. L'aspetto peggiore di tutto questo però, è la quotidianità della masturbazione e della dipendenza da pornografia. Mi sono reso conto che ormai le mie fantasie sono "tarate" su quello che vedo compulsivamente nei filmati che trovo su internet e temo che non riuscirei a provare eccitazione con un rapporto sessuale "normale". So che dovrei rivolgermi a uno specialista e parlarne apertamente con mia moglie, ma ho troppa vergogna e non voglio usare farmaci, sarebbe il colpo di grazia alla mia autostima. Rimango in attesa di consigli da parte vostra e vi ringrazio anticipatamente.

  5 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Alessandro Stirpe Inserita il 21/11/2016 - 10:11

Caro Alberto, ci sono molti piani su cui lavorare e ragionare insieme. Prima di tutto il rapporto con la tua compagna. Poi i figli, le responsabilità e il futuro che vuoi costruire per loro. Il fatto che tu abbia trovato nella "fantasia" e nella masturbazione un rifugio dal confronto mi porta a pensare che c'è ancora un ampio margine di risoluzione a questa situazione. Altro sarebbe stato invece il tradire più volte tua moglie. Quindi non aspettare altro tempo e contatta subito un esperto per affrontare la questione. Ovvio che il confronto con tua moglie è fondamentale ma, prima, devi raccogliere coraggio ed energie per poter affrontare questa situazione. Tre anni sono tanti ma sei così giovane che hai tutto il tempo per recuperare e tornare ad essere appagato. Lo devi anche ai tuoi figli, dimostrargli che papà è capace di risolvere un periodo di difficoltà e ritrovare l'armonia in famiglia. In bocca al lupo, dott. Alessandro Stirpe

Dott.ssa Simona Bianchini Inserita il 07/11/2016 - 12:23

Gentile Alberto,
credo che la sua domanda si possa analizzare da tre punti di vista differenti: la difficoltà relazionale e di comunicazione con sua moglie, la sua difficoltà personale nell'affrontare a "viso aperto" un eventuale conflitto con lei e l'insoddisfazione sessuale dovuta ad un mancato rinnovamento nella coppia. Credo che lei abbia reagito a queste problematiche rifugiandosi in un mondo virtuale, quello appunto della pornografia. E' come se, non riuscendo a ristabilire un nuovo equilibrio soddisfacente con sua moglie, lei abbia cercato altrove nuovi stimoli. Per quanto possa essere anche naturale, dopo tanti anni, non avere più lo stesso identico desiderio sessuale nei confronti del partner, di solito le coppie "che funzionano" trovano altri modi per migliorare la loro intimità, rinforzando l'intesa che nasce dalla condivisione quotidiana, dalla maggior confidenza nell'esprimere fantasie nascoste o curiosità verso qualcosa che non si è mai provato. Lei ha mai tentato di condividere con sua moglie alcune fantasie? Dice di provare vergogna e questo sicuramente la blocca ma, cerchi di pensare che in questo modo lei attiva un circolo vizioso poiché, non solo non è soddisfatto sessualmente e considera questo suo spazio come una dipendenza,ma non saprà mai quanto sua moglie a sua volta, avrebbe in qualche modo potuto esprimere insieme a lei, insoddisfazioni e bisogni, da poter vivere e affrontare insieme. La sessualità è un aspetto fondamentale nella coppia e le suggerisco intanto di contattare un terapeuta che la possa aiutare a sbloccare questo suo senso di vergogna e capire più a fondo come mai lei abbia sviluppato questa forma di dipendenza che definirei "di evasione" e da dove origina la sua ansia da prestazione. Una volta iniziato un percorso individuale, potrebbe pensare di parlare con sua moglie affrontando, qualora ci fosse il desiderio da parte di entrambi, un percorso di coppia.
un sauto,
Dott.ssa Simona Bianchini

Dott.ssa Anna Antinoro Inserita il 05/11/2016 - 20:06

Buonasera Alberto,
come lei ha giustamente anticipato andare da un professionista potrebbe essere una buona opportunità per lavorare su ciò che le crea dipendenza e su come può lavorare insieme a sua moglie per ritrovare di nuovo l'intesa sessuale. La parola "normale" può avere molte sfumature ma, usata come l'ha posta lei, mi trasmette un vissuto di mancanza di stimoli.
Dopo molti anni capita spesso che la sessualità subisca un cambiamento, così come il resto della sfera della coppia. Per questo motivo è importante trovare e costruire insieme all'altro un rapporto di fiducia e di intimità per parlarsi di quello che sta accadendo e di come poterci lavorare insieme.
Lei parla inoltre di ansia da prestazione, cosa che collude un pò con l'appiattimento sessuale di cui parla. A cosa si riferisce la sua ansia? ha delle aspettative su di se stesso? su sua moglie?
Io penso che possa essere importante parlare con lei dell'importanza di questo aspetto per poi confrontarvi su eventuali idee o fantasie che riaccendano la passione (aspetto molto importante nella coppia). In questo caso potreste iniziare un percorso insieme visto che la sessualità a due spesso coincide con una fase di cambiamento della coppia.
Ci pensi e nel caso volesse condividere delle riflessioni
Resto a disposizione
Dott.ssa Antinoro Anna

Dott.ssa Eliana Gardin Inserita il 05/11/2016 - 11:22

Gentile Alberto,
Sarebbe opportuno comprendere cosa sia accaduto tre anni fa quando la vita sessuale di coppia ha iniziato a subire questo colpo d'arresto e quando è comparsa quella che definisce "ansia da prestazione", definizione che vorrei comprendere meglio nel significato che lei vi attribuisce. Allo stesso modo mi chiedo come fosse la vostra sessualità prima e come essa si sia evoluta nella relazione. Purtoppo per lei queste domande difficilmente troveranno risposta online perché tanti possono essere i fattori che hanno contribuito a creare la sua attuale situazione e non è semplice discuterne in un forum. Tuttavia si rassereni, non è detto che sia necessario assumere dei farmaci (che comunque uno psicologo non le può prescrivere), anche perché, da quanto scrive, sembra che la vostra difficoltà di coppia sia di origine psicologica. Sicuramente un buon consulente sessuale saprà aiutarla mettendola a proprio agio; non c'è assolutamente nulla di cui debba vergognarsi.
Per quanto riguarda la pornografia, effettivamente gli standard irrealistici proposti da determinati siti hard e la facilità e diffusione di essi, portano molto spesso ad una situazione come la sua. La sfida è ricominciare a slegare il desiderio sessuale da quel modello di cui attualmente non riesce a fare a meno e recuperare il dialogo e la sintonia con sua moglie che sicuramente, dopo tre anni, percepisce del disagio ed è lei stessa in difficoltà.
Un caro saluto.

Dott.ssa Shara Mancini Inserita il 05/11/2016 - 10:56

Gentile Alberto,
la sessualità è un fattore importante nella coppia e rinunciarvi per tre anni è un tempo lungo che rischia di compromettere ulteriormente la vostra relazione se non si affronta il disagio. È importante riattivare una comunicazione efficace di coppia, parlare di questo problema insieme e cercare un confronto.
C’è stato qualche avvenimento che ha innescato questa situazione con sua moglie?
La dipendenza da pornografia potrebbe compromettere la sessualità di coppia a diversi livelli (qualità della libido, interesse, reciprocità, etc.), è importante anche considerare le possibili conseguenze di un’eccessiva fruizione di materiale pornografico come bassa autostima, insicurezza, ansia da prestazione e vissuti depressivi.
Per ora accantoni l'idea dei farmaci anche perché gli psicologi non si occupano di questo, nel suo caso sarebbe invece utile chiedere una consulenza psicologica, meglio se lo psicologo è specializzato in psicoterapia.