Dafne domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 24/09/2016

Roma

Paura e Confusione

Salve a tutti,
ho 26 anni e mi trovo in una condizione psicologica ''disastrosa''. Sono iscritta all'università da 6 anni e non ho ancora terminato la triennale anche se mi manca un solo esame e la tesi è quasi terminata. Il punto è questo, dopo un inizio brillante, la vita mi ha sottoposto a diversi duri colpi (tumore della mamma durante il 2 anno e suicidio carissima amica durante il 3 anno); potete immaginare come io sia sprofondata psicologicamente ma nonostante ciò, ho deciso da sola di cercare un aiuto e ho seguito un percorso di psicoterapia per 2 anni. Decisi all'epoca di non abbattermi e non abbandonare l'università ma nonostate questo la ripresa è stata lenta e per recuperare 14 esami sono uscita fuori corso di 3 anni. Ho iniziato a sentire la pressione e il giudizio da parte di amici, fidanzato e genitori e così per non deluderli ho detto loro che ad ottobre mi sarei laureata (pensando effettivamente di riuscire a superare l'ultimo esame); così non è stato e ora mi ritrovo a dover dire a tutti loro che li ho presi in giro, che ho fallito e ad ottobre non mi laureerò. Sto malissimo perchè mi sento inutile,sento di aver tradito le persone a me care e ho paura, tanta paura di non riuscire a brillare nel futuro. La verità è che sono stanca,ho sempre cercato di rendere i miei cari orgogliosi di me e ora sono crollata perchè ogni volta che sono sui libri soffro d'ansia, penso di non farcela e divento il peggior nemico di me stessa. Oggi dovrò affrontare il mio fidanzato e ho il terrore perchè spesso sono stata giudicata da lui e dai suoi familiari (seppure lui non abbia frequentato l'università).. Non so come affrontare la situazione e un vostro parere sarebbe molto apprezzato. Grazie

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Claudia CAMPISI Inserita il 27/09/2016 - 20:45

Buonasera Dafne,
le credo quando scrive che era convinta di farcela a laurearsi ad ottobre, non credo che sia stata tutta una menzogna!
Sono convinta che anche la sua famiglia può comprendere la sua difficoltà a mantenere l'appuntamento con laurea per questo ottobre.
In quello che ci ha riferito in termini di emozioni percepisco come un peso che vela la qualità delle sue relazioni, ma vedo soprattutto una giovane donna che della sua sensibilità è riuscita a fare il proprio punto di forza affrontando momenti critici significativi.
E' più semplice mollare tutto piuttosto che portare avanti un percorso "accidentato", tortuoso...credo che lei alla sua laurea ci tenga e la motivazione che la caratterizza le servirà per il passaggio dal mondo dello studio a quello più spietato del lavoro dove le competenze, la motivazione e la tenacia valgono più del titolo e del tempo impiegato per conseguirlo.
Su come affrontare il suo fidanzato sono in netto ritardo ma posso dirle che talvolta ci si può sentire giudicati da atteggiamenti quali l'apprensione, eccessi di senso di protezione e/o tentativi maldestri di stimolo da parte dei nostri cari, non è sempre vero e volendo possiamo chiedere di essere aiutati in maniera differente.
Se le va di confrontarsi su qualche passaggio della mia risposta o aggiungere ulteriori dettagli sono a disposizione.
Dr.ssa Claudia Campisi

Dott.ssa Anna Antinoro Inserita il 26/09/2016 - 11:49

Buongiorno Dafne,
ora avrà già parlato con il suo fidanzato e mi auguro che le sue paure siano state accolte e rassicurate. Leggendo ciò che scrive sembra che nella sua vita il tema del giudizio sia tra i principali e che la severità che usa nei suoi confronti la stia schiacciando.
E' stanca, dice bene, ha affrontato varie difficoltà nel suo percorso scolastico ed è naturale che avendo degli ostacoli il percorso venga rallentato. Ora lei è ad un passo dall'obiettivo della laurea e ha già fatto il grosso ma qualcosa sembra trascinarla giù, soprattutto nell'idea di deludere l'altra persona.
Le sottolineo delle parole che usa: affronto, giudizio, pressione, delusione. Pensa che ci sia un elemento che accomuna questi quattro aspetti? E qual'è il suo vero nemico di se stessa?
In un momento come questo il mio invito e a non lasciarsi sola ma a chiedere aiuto a qualcuno che possa aiutarla a costruirsi degli strumenti utili per "affrontare" la battaglia chiamata "giudizio", in primis che ha lei verso se stessa.

Resto a disposizione
Dott.ssa Antinoro Anna