E' giusto/sano scegliere di vivere in solitudine?
Gentile psicologo/a, sono già stato in terapia per quasi 2 anni. Proprio in questi giorni mi domandavo se non fosse il caso di ritornarci. La terapia era iniziata in seguito alla dolorosa fine di una storia d' amore molto lunga. Penso che a riguardo tutto sia già stato sviscerato, elaborato e concluso...Tuttavia sto pensando se sia il caso di ritornare in terapia perché la mia vita sentimentale, sessuale e relazionale in pratica si è fermata. Dopo tre brevissime relazioni durante il primo anno della psicoterapia ormai da più di 2 anni non ho nessuna spinta da questo punto di vista e la ragione è che, per farla breve, se ci penso bene non trovo alcun senso in tutto ciò che concerne una relazione. Perciò non ho stimoli. E devo aggiungere che non sono depresso nel vero senso del termine, e neanche ansioso, ma certo questa condizione "sacerdotale" non è che mi faccia sentire proprio a mio agio! Da un lato mi piacerebbe in astratto trovare una compagna e non mi mancano neanche occasioni per fare conoscenze, ma la maggior parte delle donne che conosco dopo una rapida valutazione mi fanno cascare letteralmente le braccia; la piccola parte restante è puntualmente già presa. Perciò non so se abituarmi a 30 anni all' idea di rimanere solo. Sono sincero, l' amore fin' ora mi ha deluso e scoraggiato , ma astrattamente , anche per insegnamento dei miei genitori, mi piacerebbe crederci. Non a tutti i costi però, penso che si debba credere a qualcosa che c'è. Per questo sto stazionando sulla solitudine: si può vivere altri 30-50 anni in solitudine? Se penso che la vita abbia un margine statistico abbastanza largo di mediocrità e insufficienza rispetto alle aspettative che uno se ne fa, perché no? E' giusto scegliere di vivere in solitudine, senza poter dire di essere felice, o mi consiglia di tornare in terapia? Grazie mille per la Sua risposta, cordiali saluti e buon lavoro.