risposte dello specialista Giulia Aiello
Consiglio su relazione difficile
Apri domandaBuongiorno, è bello che lei senta il bisogno di chiedere aiuto per comprendere meglio una situazione e anche se stessa. Una premessa: non c'è un modo corretto di ragionare, ma si può indagare, in qualche incontro, il coinvolgimento emotivo, la sofferenza, i desideri e i sentimenti implicati nella situazione, in modo da portare chiarezza e riuscire a prendere decisioni in modo più consapevole e funzionale per lei. Una persona, per quanto esperta sia, non potrà e non saprà dirle se l'uomo in questione è sincero o le sue intenzioni, ma potrà invece lavorare con lei su se stessa per capire quali sono le sue di intenzioni, le sue risorse e le sue fragilità per poter ritrovare se stessa! Sembra essere molto rivolta verso questa persona, a capire cosa prova, cosa sente e perché si comporta così, sarebbe bello provare a chiedere a se stessa cosa prova e come sta! Gentilmente...
Situazione con uomo sposato più grande
Apri domandaBuongiorno, dal suo racconto si percepisce molto la confusione e il desiderio di capire l'altro. È difficile avere certezze riguardo ai pensieri e ai comportamenti di un'altra persona, ma si possono chiarire i propri, magari portandoli in una stanza di terapia. Si può lavorare su sé stessi, avere più consapevolezza dei propri pensieri e delle proprie decisioni e avere maggiori strumenti per provare a comprendere meglio l'altro e le dinamiche relazionali. Se lo desidera, sono disponibile per degli incontri. Gentilmente...
Non so che fare!
Apri domandaSalve, è sicuramente un momento delicato, di transizione e di grandi cambiamenti sul piano relazionale. In questi momenti, può essere utile avere un supporto psicologico, per avere maggior consapevolezza delle scelte che si vogliono o che si hanno paura di prendere. Forse può essere utile prendersi del tempo per ascoltarsi. Un caro saluto...
Nuovo attacco di panico dopo tanto tempo
Apri domandaBuongiorno, dal suo racconto e dalle sue parole emerge tutta la preoccupazione di rivivere la paura e l'incostanza degli attacchi di panico. Una storia con una persona narcisista o con dei tratti narcisistici di personalità può provocare delle ripercussione sulla nostra vita relazionale, sulle aspettative che riponiamo verso una relazione e ci può attivare dei campanelli di allarme e metterci in uno stato di allerta e di ansia, anche se magari al momento non ci rendiamo conto della vera motivazione. Dato che ha intrapreso un percorso di crescita personale, leggendo, informandosi e presumo acquisendo maggiore consapevolezza di sé stessa, mi verrebbe da chiederle come mai, secondo lei, si sente in difficoltà nell'intraprendere una conoscenza seria con altri ragazzi, di cosa ha paura, di farsi conoscere? di conoscere meglio l'altra persona? di rivivere determinate situazioni? forse questo è il punto da cui si potrebbe partire per provare poi ad analizzare cosa ha scaturito l'attacco di panico. Quando si vivono dei periodi con attacchi di panico, può succedere di associarli a degli stimoli o situazioni e, di conseguenza, tentare poi di evitarli in modo da non permettere che si ricreino quelle situazioni. Gli attacchi di panico creano una forte angoscia e una delle caratteristiche principali è la sensazione della perdita di controllo, che può far sentire le persone spaesate e non più in grado di controllare le proprio emozioni. Le sue ipotesi potrebbero essere entrambe molto valide, o magari potrebbero essercene anche delle altre. Passare dal non riuscire ad avere una conoscenza seria con qualcuno al raccontare nel dettaglio le proprie fragilità a una persona sembra dimostrare che è presente il desiderio di aprirsi, di farsi conoscere e di conoscere, probabilmente poi potrebbe subentrare la paura di essere troppo coinvolta emotivamente e di non avere il controllo sulla situazione. Finchè si mantengono le distanze, come ad esempio, per messaggio nelle settimane in cui vi siete sentiti, potrebbe essere più semplice "non abbassare le difese" e vivere una situazione in cui non ci si sente in pericolo e in ansia. Mi verrebbe, quindi, da chiederle un'altra cosa, cosa vuol dire per lei abbassare le difese? cosa succede se lo fa? oppure, cosa è successo quando lo ha fatto? Se se la sente, potrebbe provare a riprendere una terapia, come aveva già fatto in passato, in modo da accogliere queste sue preoccupazioni, prendendosene cura in un posto sicuro. Spero di esserle stata un po' di aiuto! Gentilmente, Dott.ssa Aiello Giulia...
Ex sposata e aspetta un bambino - Sofferenza dopo 10 anni dalla rottura
Apri domandaSalve, comprendo la sua sensazione di smarrimento per questa tristezza e per questo dolore che si sono ripresentati improvvisamente dopo tanti anni. La notizia della sua ex, sembra averla fatta riflettere sulla sua vita attuale, sulla sua situazione sentimentale e su quella lavorativa, facendole un po' mettere tutto quanto in dubbio. Come stava prima di questa notizia? Com'è la relazione che sta vivendo? Cos'è per lei una emozione "trascinante"? Forse proprio il fatto di aver archiviato tutti i suoi sentimenti per tutto questo tempo non gli ha mai permesso di elaborarli davvero, sono sempre stati lì, sopiti e inespressi. Se posso consigliarle, provi a dare spazio e queste emozioni che si sono ripresentate, le ascolti, potrebbero essere il punto di partenza o darle la forza per cambiare quegli aspetti della sua vita che non la fanno emozionare tanto o che le stanno un po' stretti. Rimango a disposizione per qualsiasi cosa, Un caro saluto, Dott.ssa Aiello Giulia...
Nascondere in attesa del momento giusto
Apri domandaSalve Lucia, comprendo molto la preoccupazione per la sua relazione e il desiderio che torni quella che descrive all'inizio con tanto amore. Potrebbe provare a portare questo suo desiderio di recuperare la relazione da una psicologa o psicologo, se possibile anche in coppia, in modo da essere supportati in questo momento di difficoltà e recuperare la serenità e la fiducia che sembrano essere sempre state presenti nella vostra relazione. Per rispondere alla sue domande, molto probabilmente mantenere una comunicazione aperta e sincera è il miglior modo per aver la possibilità di continuare a sentire e ascoltare l'altro/a, sapere cosa pensa e come sta. Potrebbe provare a mettersi nei suoi panni e pensare a cosa potrebbe far star meglio lei se la situazione fosse stata al contrario, cosa potrebbe rassicurarla? Cosa le farebbe credere che non c'era nulla di male? Cosa le farebbe recuperare il rapporto? Ritagliatevi del tempo per stare solo voi due, senza cellulari, senza pensieri esterni, solo voi, con le vostre emozioni e sentimenti nel qui e ora, potrebbe essere utile scrivere su dei fogli come vi sentite in quei momenti insieme e condividerli. Oppure ricordavi alcuni momenti belli che avete passato insieme o alcune difficoltà che stando vicini siete riusciti ad affrontare, anche qui magari scrivendo questi ricordi su dei fogli per poi ricordarli insieme. Un'altra cosa utile potrebbe essere quella di avere pazienza e restare in ascolto. Non gli metta fretta, spesso è difficile in una coppia sintonizzarsi sulle emozioni dell'altra persona, perchè i nostri bisogni li sentiamo più forti. Provi a restare in attesa, gli dia il giusto tempo e spazio per elaborare la situazione e accettarla o superarla. Sono solo degli spunti di riflessione.. spero possano esserle stati utili! Resto a disposizione per qualsiasi cosa, Gentilmente, Dott.ssa Aiello Giulia...
Crisi di identità sessuale
Apri domandaSalve Danilo, descrive una situazione molto delicata e sembrano trasparire diverse emozioni, tra cui una profonda tristezza, ma anche rabbia. Una piccola premessa: nella nostra società se ne parla poco e ci sono poche conoscenze e consapevolezze riguardo l'identità sessuale delle persone. Gli orientamenti sessuali non sono stabili nel tempo e la sessualità è molto vasta, possono cambiare oppure possiamo renderci conto di avere un orientamento sessuale diverso da quello che abbiamo pensato fino a quel momento. D'altra parte una persona può provare attrazione o affetto per un'altra persona del suo stesso sesso ed essere comunque eterosessuale. Può succedere perchè magari in quel momento abbiamo quella fantasia, oppure perchè quello che stiamo vivendo in quel periodo ci fa sentire più vicini a una determinata persona, a prescindere che sia femmina o maschio. Potrebbe essere utile non soffermarsi sul fatto che questa persona possa o meno influenzare sua moglie, ma provare, invece, a mettersi in ascolto di quello che sente e prova sua moglie. Il dolore che prova per il tradimento mentale è più che comprensibile e se può, le consiglierei di prendersene cura con uno psicologo o psicologa, in modo da dargli il giusto spazio ed elaborarlo. Potrebbe anche mettere in atto delle sue risorse in modo da gestire in modo funzionale e proficuo le dinamiche relazionali e comunicative con sua moglie. Se fosse possibile per voi, consiglierei anche un percorso di coppia! Le crisi portano sempre tante emozioni negative e tanto dolore, ma non bisogna mai dimenticare che è da questi momenti che nascono anche i migliori cambiamenti, magari è arrivato il momento di provare a trovare un nuovo equilibrio tra lei e sua moglie, in modo da non farvi mancare quelle grandi e piccole cose che per voi come coppia sono fondamentali per vivere serenamente la vostra storia. Spero di esserle stata utile in qualche modo! Rimango a disposizione! Un caro saluto, dott.ssa Aiello Giulia...
Non riesco ad andare avanti, tra dubbi e mille domande, non so come uscirne..
Apri domandaSalve, come prima cosa mi preme sottolinearle che non esistono drammi oggettivamente più grandi o meno grandi, ognuno vive come dramma quello che si sente, anche se alle altre persone può sembrare una cosa da nulla. Detto questo, mi fa piacere, che nonostante lei la consideri una "cosa piccola", abbia scritto per chiedere aiuto, vuol dire che ha a cuore il suo benessere. Mi permetto comunque di consigliarle uno spazio più grande e adeguato per portare questo dolore da uno psicologo o psicologa e prendersene cura. Quello che sta descrivendo sembrerebbe essere un insieme di sensazioni che si prova quando si viene "ghostati", ovvero quando una persona con cui si stanno intrattenendo delle conversazioni sparisce senza dare nessuna spiegazione. Le conseguenze di questo gesto su chi lo subisce possono essere sensazione di smarrimento, senso di colpa, autoaccusa che però non si riesce a spiegare concretamente, generale sfiducia verso l'altro, sentimenti di frustrazione e impotenza. Inoltre, potrebbe avere delle ripercussioni sull'autostima di sè stessi. Ritrovarsi spaesati con queste sensazioni è comprensibile dopo una dinamica come quella raccontata. Come la fa sentire questa situazione? Cosa potrebbe aiutarla a superarla? Come mai necessita di un chiarimento esplicito da parte sua? Rimango a disposizione per qualsiasi dubbio o bisogno! Un caro saluto, dott.ssa Aiello Giulia...
Convivenza con sorella e suo nuovo ragazzo. Perche' la vivo male?
Apri domandaBuonasera Cristina, percepisco molto il suo senso di frustrazione, volevo chiederle se ha avuto modo di confrontarsi con sua sorella riguardo a queste sue sensazioni e al fatto di non vivere bene la presenza del suo ragazzo. Come mai percepisce la nuova relazione come un ostacolo tra lei e sua sorella? Le sembra che qualcosa sia cambiato nel vostro rapporto da quando c'è lui? E' la prima volta che sente che sua sorella le impone qualcosa? Cosa vorrebbe dirle? Questo suo sentire potrebbe essere una dinamica da approfondire, soprattutto se sente che le causa preoccupazione e tristezza, se volesse, in caso resto a disposizione per qualsiasi cosa. Per quanto riguarda il sentirsi ospite in casa sua, potrebbe concordare con sua sorella o con la coppia come gestire gli spazi e i tempi, ad esempio, potrebbero decidere di vivere la loro intimità fuori casa (in un hotel o una stanza) e in altri giorni potrebbe organizzarsi lei per uscire con delle amiche o amici e lasciare loro un po' di intimità. Cosa ne pensa, potrebbe aiutarla? Inoltre, sembra essere importante per lei la questione economica della casa, potrebbe sempre concordare con loro una gestione delle spese, ad esempio possono fare loro la spesa e/o offrirle qualcosa, in modo da risultare un po' meno impegnativa per lei. Sono solo spunti di riflessione e suggerimenti ma spero di esserle stata d'aiuto. Un caro saluto!...
Mi manca il mio ex, ma mi rende infelice
Apri domandaBuonasera, dal suo racconto emerge la sofferenza e la fatica di non riuscire ad avere delle relazioni funzionali con due figure che sembrano essere molto importanti per lei. Si percepisce la difficoltà che prova nel non riuscire a comunicare con loro, a farsi capire e a essere vista e ascoltata. Volevo rassicurarla del fatto che io vedo e sento tutta questa difficoltà che prova.. Dato che ha detto che è seguita da uno psicologo, volevo chiederle se ha già portato queste domande in seduta, in caso lo avesse già fatto, ci tenevo a ricordarle che può parlare sempre di tutti gli argomenti che desidera, anche dello stesso e anche più e più volte! Sono dinamiche complesse che richiedono spazio e ascolto, si prenda i suoi tempi. Oltre a pensare alle cose che non funzionavano nella relazione, potrebbe essere utile, in terapia, comprendere come mai ricerca questo tipo di relazione e indagare quali aspetti la attivano e la spingono ad avvicinarsi a queste dinamiche. Potrebbe servire anche un lavoro specifico per rafforzare l'autostima e la consapevolezza di alcune sue parti in modo da riuscire a prendere un po' le distanze emotive (quelle fisiche è già stata in grado di metterle) e valutare con più lucidità la situazione, perchè nel suo titolo c'è già la risposta che cerca. Spesso capita che si decide di restare in una situazione, anche se dolorosa, perchè è ciò che conosciamo, perchè l'ignoto ci spaventa di più del male sperimentato, la consapevolezza di questo, però, può aiutare a mettere in atto dei cambiamenti e scoprire di stare bene anche in posti nuovi. Spero di esserle stata di aiuto e resto a disposizione per qualsiasi dubbio o pensiero! Le auguro di stare bene e trovare presto un suo posto sicuro e felice. Gentilmente, Giulia Aiello...
Sessualità Cuckold da accettare o eliminare?
Apri domandaCaro Marco, sono una psicologa-sessuologa e ci tengo molto a rimandarle che la parte dei colleghi e delle colleghe che la invitano ad accettare la sua sessualità con serenità, perchè non c'è niente di male in questi desideri, ha assolutamente ragione! Lei chiede se si può eliminare questa parte, io le chiedo perchè la vuole eliminare? Nella sessualità, quando c'è rispetto e consenso da tutte le parti, si può sperimentare l'inimmaginabile e tutto quello che pensiamo e desideriamo, che sia provare dolore, che sia essere sottomessi o sottomettere, che sia anche desiderare di vedere il proprio partner in un altro rapporto sessuale. Poi è fondamentale fare una distinzione: ci sono fantasie sessuali che vogliamo che rimangono tali, e quindi, proviamo eccitazione solo immaginando o, in alcuni casi, anche condividendo queste fantasie con il partner e magari mettendo in scena dei giochi di ruolo. E poi ci sono i desideri sessuali che sono pratiche che vogliamo mettere in atto concretamente, ma può capitare che alcune volte vogliamo metterle in atto e altre volte no, e va bene così, non c'è niente di male in nessuna di queste scelte. L'importante è sempre cercare di ascoltare e restare sintonizzati con i sentimenti e i vissuti interiori di sè stessi e dei partner. Desiderare queste pratiche sessuali non esclude la possibilità di avere una relazione con una persona che amiamo e che ci ama, anzi, quanto è bello condividere proprio con la persona che amiamo tutti i lati di noi e le sfumature della nostra personalità e sessualità! Per quanto riguarda alcuni aspetti del suo passato che sono emersi dal suo racconto volevo chiederle se ne ha parlato in terapia, se ha avuto uno spazio in cui condividere questi eventi e vissuti e se ha avuto modo di rielaborarli. Alcuni eventi possono inconsapevolmente lasciare delle tracce e influenzare la nostra vita, in questo caso la nostra sessualità e le emozioni ad essa connesse, come ad esempio i sensi di colpa e vergogna che possiamo provare nel vivere o nel desiderare di vivere determinate esperienze. Ci tengo anche a rimandarle che, dal suo racconto, sembra molto consapevole della sua sessualità e dei suoi desideri, cosa non sempre facile e di una grandissima importanza. Questo è sicuramente il primo passo per vivere una sessualità autentica e vera, se se la sente le consiglierei di iniziare un percorso per poter sciogliere quei nodi che la bloccano nell'accettarla così come sente di voler essere e vivere. Spero di esserle stata un po' di aiuto e rimango a disposizione per qualsiasi dubbio o domanda per approfondire ancora di più questo tema immenso e bellissimo che è la sessualità! Un caro saluto, Dott.ssa Aiello Giulia...
Situazione personale complicata e stress in casa
Apri domandaCara Sara, la situazione che descrive sembra causarle molta sofferenza. Non c'è un tempo stabilito per finire gli studi, provi ad accogliere i suoi tempi e ad essere più comprensiva nei suoi confronti. Provare a cercare lavoro per avere la sua indipendenza mi da' l'impressione di una persona matura che vuole trovare la sua autonomia e il suo spazio. Le dinamiche relazionali, soprattutto quelle familiari, influenzano molto la visione che le persone hanno di loro stesse e possono influenzare anche come viviamo le nostre relazioni sentimentali. Racconta molto di sua mamma e si percepisce una difficoltà all'interno di questa dinamica relazionale, con gli altri membri della famiglia che relazioni ha? Sente anche lei "competizione" con le sue sorelle? Come la fa sentire che se ne andranno presto di casa? Trovare uno spazio in cui potersi raccontare potrebbe aiutarla ad avere più consapevolezza e aumentare le sue risorse in modo da avere un effetto positivo sulle sue relazioni.. Non so se ha già pensato di farlo, ma se vuole e se riesce potrebbe provare a chiedere un supporto psicologico per affrontare questo momento della sua vita. Ci sono professionisti e professioniste che hanno dei prezzi agevolati per andare incontro alle persone più giovani. Rimango a disposizione per qualsiasi cosa! Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Aiello...
Le scuse degli altri…
Apri domandaBuongiorno Monica, le interazioni e le modalità di relazione che mettiamo in atto nella nostra vita sono il frutto di quelle che abbiamo visto e/o vissuto nella nostra infanzia, principalmente quindi nel contesto familiare. Mi verrebbe da chiederle come venivano gestiti i momenti di conflitto, il momento del perdono e delle scuse quando era piccola, tra lei e i suoi familiari o anche solo tra i suoi genitori. Mi verrebbe anche da chiederle: cosa succede a Monica se l'altra persona non si rende conto di averla ferita? Cosa succede se non le chiede scusa? Sono solo spunti di riflessione, ma spero possano esserle un po' di aiuto! Se sente un malessere riguardo a queste dinamiche che ha raccontato o se volesse avere maggior consapevolezza di sè stessa potrebbe pensare di iniziare un percorso per conoscersi meglio e comprendere anche perchè spesso si attribuisce una colpa anche quando non c'è. Rimango a disposizione per qualsiasi dubbio, domanda o anche solo pensiero! Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Aiello...
Maniaco del controllo? mi devo preoccupare
Apri domandaBuonasera cara Laura, quella che lei descrive nel suo racconto è una vera e propria violenza. La violenza non è solo quella fisica che lascia segni evidenti, ma è presente anche nelle relazioni dove vi è un dislivello di potere, dove, per esempio, una persona non può decidere di uscire tranquillamente una sera con le amiche, dove le viene controllato tutto, dai messaggi sui social, all'orario in cui torna a casa o dove va.. tutte situazioni dove viene a mancare, o meglio viene tolta la libertà di scelta. La violenza si stabilisce per gradi all'interno della coppia, all'inizio con tensioni e ostilità, che si manifestano in maniera subdola, diventando sempre più evidenti con la presenza di ricatti emotivi e manipolazione, fino ad arrivare alla violenza psicologica che mina l'autostima della donna. Lo step successivo è proprio quello della "luna di miele" dove sembra tutto rose e fiori e il partner sembra molto attento e premuroso, cerca di riparare e chiedere scusa ed è spesso in questa fase che subentra la manipolazione per poi ripetersi la fase di tensione e di violenza in un ciclo infinito. Detto questo, ha fatto bene a prendere le distanze, volevo chiederle: Come si sente? Come sta dopo questa relazione? Ha già avuto relazioni simili in passato? Se vive con difficoltà o sofferenza questa situazione e se se la sente potrebbe provare a dedicarsi uno spazio tutto suo per rielaborare quello che è successo con un percorso psicologico e per avere maggior consapevolezza delle dinamiche relazionali violente. Rimango a disposizione, per qualsiasi domanda, dubbio o anche solo pensiero non esiti a scrivermi! Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Aiello...
Desiderio sessuale non controllato
Apri domandaBuonasera Marco, premettendo che, a meno che il suo desiderio sessuale non le comporti una sofferenza o un disagio tale per cui la sua sfera sociale e lavorativa ne risentono, non c'è nulla di male nell'avere desideri sessuali, tutti quelli che sente e che vuole! Detto questo, mi verrebbe da chiederle cosa, secondo lei, è successo un anno fa per cui sono iniziati questi desideri sessuali di cui parla? Trova qualche correlazione? Dal suo racconto sembra emergere un senso di vergogna e colpa legati alla sessualità.. Che lei ricorda, è sempre stato così? Come mai dice di pentirsi subito il giorno dopo? La sessualità è anche un modo per conoscere sé stessi e le persone con cui decidiamo di avere un'intimità, che sia in una relazione stabile o occasionalmente con persone che non conosciamo, se vissuta con consapevolezza e consenso, può essere una bella esperienza, niente di cui vergognarsi! Sono solo domande e spunti di riflessione.. ma se questa situazione le crea malessere e sente il bisogno di parlarne con qualcuno in uno spazio sicuro senza alcun tipo di giudizio potrebbe pensare a un percorso psicologico in cui scoprire e avere più consapevolezza dei suoi desideri sessuale per vivere più serenamente la sua vita e la sua sessualità. Un caro saluto, Dott.ssa Aiello Giulia...
Incomprensione dei miei sentimenti
Apri domandaCara Chiara, percepisco molto la sua difficoltà nel comprendere determinate sensazioni che sente, a riconoscerle, a darle un nome e anche un significato. Mi verrebbe da chiederle se le è mai capitato di pensare a qualcosa che vada oltre il bacio e a come si sente e come sta in questi pensieri.. cosa prova? Dal suo racconto percepisco l'interesse a una relazione di tipo sentimentale, sembra emergere un desiderio di conoscenza e di profondità e anche di carezze e tocchi leggeri, ma sembrerebbe non interessata all'aspetto più sessuale della relazione. In caso fosse così non c'è niente di male nel non provare desiderio verso questo aspetto. Se se la sente potrebbe provare ad iniziare un percorso per provare a comprendere meglio queste sensazioni di cui parla e provare a capire da dove deriva questo "blocco" che non le fa vivere serenamente le sue relazioni. Rimango a disposizione per qualsiasi dubbio o domanda Un caro saluto, Dott.ssa Aiello Giulia...
Mai avuto una relazione, nè occasionale, nè seria
Apri domandaBuongiorno, "sempre che questa non sia una scusa che mi autoimpongo" mi ha colpito molto come affermazione. Può capitare di ricercare una relazione con una persona che è già impegnata e quando ci si rende conto che succede spesso, potrebbe essere un segnale di un desiderio di relazione, ma basato su una paura di avvicinarsi effettivamente tanto. In questo caso posso flirtare, ma poi se l'altra persona è impegnata non corro il rischio di arrivare a quel punto lì, quello che un po' forse mi spaventa. Ecco, forse più che ragionare attorno al fatto che ci sono delle difficoltà date dal contesto o dal tipo di "approccio" che le è capitato di utilizzare, si potrebbe chiedere che cosa prova nell'immaginarsi con una persona, qual è la sensazione che percepisce? è piacevole o spiacevole? Potrebbe anche essere difficile ricevere un "no", potrebbe essere percepito come un rifiuto.. in questo caso cosa succederebbe? Cosa vuol dire per lei ricevere un "no" da parte di una persona che le potrebbe interessare? Le è mai successo? Cosa ha provato? Le mie domande vogliono essere solo spunti di riflessione.. per qualsiasi dubbio o pensiero rimango a disposizione! Se questa situazione le causa malessere o vuole provare a comprendere meglio determinate dinamiche ed essere più consapevole può pensare di iniziare un percorso e scoprirsi un po' di più! Un caro saluto, Dott.ssa Aiello Giulia...
Non capisco quando sbaglio ne perchè ferisco mia moglie
Apri domandaBuongiorno Luca, quello che lei racconta è una situazione familiare complessa, sono comprensibili le influenze che, le dinamiche relazionali vissute in infanzia e durante la sua crescita, hanno sulla sua attuale relazione sentimentale. Quello che può fare per salvare il suo matrimonio, ma ancora meglio per stare bene nella relazione con sé stesso e con sua moglie sarebbe, se se la sente, di iniziare un percorso psicologico, in modo da poter ripercorrere alcuni aspetti della sua vita fino ad oggi. Quello che lei riporta sembra essere una difficoltà a leggere le emozioni delle altre persone, ma potrebbe essere difficile per lei comprendere anche le sue di emozioni a volte. Un percorso potrebbe aiutarla ad acquisire maggior consapevolezza. Le discussioni sono una "palestra" in cui imparare ad ascoltarsi, ascoltare l'altro e comprendersi, se non è mai stato messo nella condizione da piccolo di confrontarsi con i suoi familiari, potrebbe essere molto difficile per lei farlo ora. Potrebbe essere più semplice evitare il conflitto, d'altra parte spesso è probabile che agiamo quello che conosciamo, ma si può sempre riscoprirsi! Rimango a disposizione per qualsiasi dubbio o domanda. Gentilmente, Dott.ssa Aiello Giulia...
Traumi post rottura
Apri domandaCara Giulia, dal suo racconto percepisco molta tristezza, ma anche frustrazione nel desiderare la vicinanza con una persona e la paura che non le permette di comprendere appieno sé stessa e la allontana da ciò che desidera. Molto probabilmente iniziare un percorso psicologico può aiutarla ad avere maggior consapevolezza di quello che prova, ma anche a elaborare con maggiori strumenti e risorse quella che è stata per lei la fine di una relazione importante. La fine di una relazione ha un forte impatto sulle persone, è un dolore forte, molto simile a quello di una perdita di una persona cara. Mi verrebbe da dire che può essere ancora più destabilizzante se avviene in un contesto di serenità e senza troppe spiegazioni.. Mi verrebbe da chiederle.. alla fine lei si è data qualche spiegazione? Come ha affrontato la rottura? Che sensazioni emergono ora quando ci pensa? Arrivare a percepire a livello fisico (come la nausea che riporta) una sensazione, può voler dire che l'emozione di rifiuto è tanto forte o, anche che non sia stata elaborata consapevolmente e allora il suo corpo le manda dei segnali per farsi ascoltare. Se se la sente, resto a disposizione per qualsiasi cosa! Un caro saluto, Dott.ssa Aiello Giulia...
Madre immatura, esiste una soluzione per farla crescere?
Apri domandaBuongiorno Ilenia, percepisco molto la difficoltà delle sue dinamiche familiari, spesso alcuni membri della famiglia, avendo più consapevolezza di altri si ritrovano a dover vivere delle situazioni, in cui sanno cosa sarebbe la cosa migliore da fare, ma non sempre succede.. e anche per questo motivo soffrono di più. Emerge tanta sua consapevolezza e anche il suo desiderio di protezione nei confronti di suo fratello più piccolo che mi rimanda una immagine di lei molto attenta all'altro e molto matura con potenziali risorse. Per evitare che la situazione possa diventare per lei deleteria la cosa migliore sarebbe intervenire il prima possibile e provare a lavorare sulla sua situazione familiare in uno spazio dedicato a lei. Se se la sente, con un percorso psicologico, potrebbe lavorare su sè stessa per comprendere meglio parti di sè e del rapporto con sua madre, in modo da mettere in atto strumenti e aumentare le sue risorse per poter vivere il più serenamente possibile le sue dinamiche familiari. Le lascio qualche domanda come spunto di riflessione.. Perchè, secondo lei, sua madre la priva del suo aiuto quando è arrabbiata? Cosa provoca in lei? Cosa deve succedere perchè si arrivi alle forti litigate di cui parla? Come la fanno sentire? Pensa che si possa fare qualcosa per gestire meglio questi conflitti? E per evitarli? Per qualsiasi cosa resto a disposizione! Un caro saluto, Dott.ssa Aiello Giulia...
Dubbio su calo del desiderio del partner
Apri domandaBuonasera Sara, percepisco molto la frustrazione della situazione raccontata.. quello che lei riporta è una dinamica che spesso si attiva in quelle relazioni dove un partner ha delle difficoltà a mantenere l'erezione. Ci tengo molto a rassicurarla sul fatto che queste difficoltà hanno a che vedere con delle ansie o preoccupazioni della persona e non con la partner, in questo caso lei. Anzi la sensazione di "sentirsi poco attraente" potrebbe contribuire a innescare delle dinamiche ulteriori per cui si tende ad allontanarsi inconsapevolmente dai rapporti sessuali. Continuare a comunicare, come già state facendo, sui vostri bisogni e difficoltà è la base migliore per potervi comprendere e trovare degli accordi per poter vivere più serenamente la vostra sessualità. Potreste anche pensare a qualche seduta di coppia! Dopo che gli ha comunicato il suo desiderio di avere rapporti sessuali più frequentemente, come ha reagito lui? Come l'ha fatta sentire la sua reazione? Avete trovato degli accordi? Quando parla di insicurezza si riferisce all'ambito della sessualità o anche ad altri aspetti della sua vita? Era così anche prima di stare con lui? Sono degli esempi di domande per cominciare un dialogo con sé stessa e provare a comprendere meglio le vostre dinamiche relazionali, se se la sente potrebbe pensare di dedicarsi uno spazio, con uno psicologo o psicologa, in cui avere maggior consapevolezza e in caso lavorare sulla sua insicurezza. Resto a disposizione per qualsiasi domanda o dubbio. Gentilmente, dott.ssa Aiello Giulia...
Terapia farmacologica a distanza?
Apri domandaBuonasera Adelina, lo/la psichiatra può prescriverle la terapia farmacologica ed è consigliabile in presenza. Lo/a psicologo/a, invece, può supportarla in questo periodo aiutandola ad affrontare anche le possibile conseguenze relative a questa situazione delicata e l'inizio della terapia farmacologica, in questo caso va benissimo anche online! Resto a disposizione per qualsiasi dubbio o domanda, Un caro saluto, Dott.ssa Aiello Giulia...
Eccitata da lusinghe di un uomo che non mi piace
Apri domandaBuonasera Sonia, ci tengo a rassicurarla che da quanto riporta nel suo racconto lei non ha proprio nulla che non va e non c'è nessun disturbo psicologico dietro a questi pensieri. Ha mai sentito parlare di fantasie sessuali? Spesso si confondono con i desideri sessuali, ma le fantasie sono quei pensieri che attraversano la nostra mente prima, durante e dopo il sesso, che aiutano la nostra eccitazione e che permettono alla nostra testa di vagare e andare in uno spazio tutto nostro in cui poterci lasciare andare. Le fantasie, a differenza dei desideri, non hanno bisogno di concretezza, le persone non sperano che si avverino davvero e che accadano nella realtà. Per questo motivo si può provare eccitazione per la fantasia, anche se non c'è attrazione per la persona di per sé. Dal suo racconto sembrerebbe che questi corteggiamenti espliciti le creino delle sensazioni di piacere legate alle fantasie, ma non sembra parlare di desiderio sessuale.. Lei cosa sente? Spesso si prova vergogna o senso di colpa riguardo a questi pensieri, può sembrare addirittura di tradire il proprio partner, ma la verità è che sono del tutto normali e non c'è nessuna mancanza di rispetto verso l'altra persona. Queste fantasie si discostano molto da quello che solitamente vive con il suo partner? Come la fa sentire conoscere questo "nuovo" lato di sé? Se la sentirebbe di proporre questo tipo di fantasie nel suo rapporto attuale? Se dovesse provare malessere, vergogna o sensi di colpa o semplicemente volesse avere una maggiore consapevolezza delle sue fantasie e desideri sessuali può pensare di fare qualche incontro con un sessuologo/a. Le domande sono per lo più spunti di riflessione, spero di esserle stata un po' di aiuto! Resto a disposizione per qualsiasi dubbio o domanda. Un caro saluto, Dot.ssa Giulia Aiello...
Convivente che incontra donne e coppie
Apri domandaBuonasera Giorgia, comprendo bene la sua perplessità e la reazione nell'aver saputo di una "doppia vita" del suo compagno, è una situazione molto delicata che porta con sè tante sensazioni ed emozioni che potrebbero essere difficili da accogliere e gestire. Quando parla di conforto riguardo al fatto che lui si era rivolto a un medico cosa intende? Parlando in generale, una persona che ha rapporti con escort, coppie o che tradisce non ha niente di patologico, si tratta più che altro di dinamiche personali, relazionali ed emotive e di orientamenti relazionali. Per definire se una cosa è patologica si dovrebbe indagare il malessere di quella persona in relazione a quella situazione. Spero di essermi spiegata bene riguardo a questo aspetto, ma per qualsiasi dubbio o domanda rimango a disposizione! Per quanto riguarda lei, invece, potrebbe pensare, se se la sente, di intraprendere un percorso di supporto psicologico, in modo che possa essere aiutata a sciogliere la matassa di emozioni complicate che comprensibilmente si ritrova a vivere in questo momento. Qual è l'emozione che sente di più dopo che lo ha mandato via di casa? Siete riusciti ad avere un confronto? Cosa vuol dire per lei perdonare? Potrebbe farlo anche se quello che ha fatto lui non è dettato da qualcosa di patologico? Prima ancora di pensare al perdono, provi a fermarsi un attimo e ad ascoltare sè stessa e le sue emozioni, cosa le dicono? Cosa sente che sarebbe meglio per lei ora? Se vuole uno spazio di ascolto in cui prendersi cura di queste emozioni e pensieri resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Aiello...
Pensare ad un altro ma non in senso romantico
Apri domandaBuonasera Sara, A volte la nostra mente vaga, soprattutto quando si tratta di sessualità e relazioni. A volte può capitare che subentrino dei pensieri, anche mentre si è con il proprio partner, che non riguardano lui, che riguardano altre persone. Si chiamano fantasie sessuali, non vuol dire che si desidera che questa fantasia diventi reale, resta solo così nella nostra mente e magari se accolta può aiutarci a fantasticare e può contribuire a farci provare piacere. Può succedere che si provi un senso di vergogna o di colpa, ma la verità è che non si sta facendo nulla di male, è solo nella nostra mente, non è un tradimento e non vuol dire desiderare un'altra persona. Se, invece, (tolta la questione del senso di colpa), questi pensieri le causano sofferenza e li vive come una situazione intrusiva e spiacevole forse si potrebbe pensare di allontanare questa persona, chiedendogli ad esempio di smettere di scriverle, oltre che ignorarlo come già sta facendo. Il suo partner sa di questa persona? Sa che le scrive e che le mostra un interesse? Perchè in caso potrebbe essere che si vive la presenza di questa terza persona con senso di colpa in quanto non ne sta parlando con il suo partner e allora nei momenti di intimità si "intromette" e di conseguenza lo pensa. Spero di esserle stata di aiuto, se avesse qualche domanda resto a disposizione! Dott.ssa Giulia Aiello...
Confusione totale
Apri domandaBuonasera, spesso siamo portati a pensare che "essere davvero innamorati" non implica la possibilità di provare nostalgia o affetto per persone del passato o semplicemente pensarle. In realtà non c'è niente di sbagliato, anzi molto probabilmente c'è un motivo per cui le viene in mente quella persona. Cosa le manca di quella relazione? Come era lei durante quella relazione? Potrebbe essere che a volte si prova nostalgia più di come eravamo noi in un determinato momento della nostra vita, piuttosto della persona con cui eravamo. Potrebbe anche essere che terminare una relazione nel modo in cui ha descritto, scoprendo poi anche determinati tradimenti riguardo al fatto di raccontare momenti intimi, non permetta una vera e propria elaborazione della separazione, con conseguenti pensieri a riguardo. Saprebbe dire quando avvengono questi crolli mentali in cui ripensa al suo ex? Riesce a trovare una correlazione? Ad esempio, potrebbe succedere quando con il suo attuale compagno va tutto bene, oppure tutto male, oppure ci sono delle discussioni ecc..? Sono solo delle domande di riflessione, ma spero le siano state un po' utili, provi a rispondersi e dialogare un po' con sé stessa per comprendere meglio queste emozioni forti. Per rispondere alla sua domanda: si, si può essere innamorati e provare nostalgia di un'altra persona. Forse avere una maggiore consapevolezza della situazione potrebbe aiutarla ad essere più serena e magari eliminare il senso di colpa che potrebbe non farle vivere tranquillamente la sua relazione attuale. Rimando a disposizione per qualsiasi dubbio o domanda. Un caro saluto, dott.ssa Aiello Giulia...
Tradimento online?
Apri domandaBuonasera Isabella, è comprensibile la sua preoccupazione riguardo la situazione da lei raccontata, soprattutto se per lei questo comportamento equivale a una mancanza di rispetto, lo ha comunicato al suo fidanzato? Secondo lei, è possibile trovare un accordo in modo da non mettere in atto qualcosa che la ferisce e la delude? In ogni caso, potrebbe essere utile, distinguere tra desiderio sessuale e fantasia sessuale. Il primo ha una componente concreta, ovvero la persona desidera che si realizzi nella realtà. Il secondo, invece, rimane astratto, la persona non vuole che si realizzi concretamente nella realtà, ma avere questi pensieri può contribuire all'eccitazione e può avere un impatto sul piacere. Se quello che sperimenta il suo fidanzato è un desiderio o una fantasia sessuale può dirlo solo lui e potreste provare a parlarne insieme, in modo da chiarirvi riguardo questo aspetto. Se fosse una fantasia sessuale, lei sarebbe un po' più tranquilla a riguardo? Ci sono altre situazioni in cui avete creato degli accordi come coppia? Funzionano? Spero di esserle stata un po' di aiuto con questa risposta, resto a disposizione per altri pensieri se ne sentisse la necessità. Le auguro una buona serata, Dott.ssa Aiello Giulia...
Problema di amicizie
Apri domandaBuongiorno, si percepisce molto dal suo racconto la sofferenza e l'inadeguatezza che prova verso le relazioni amicali e l'assenza di esse. Sembra fare principalmente riferimento alle relazioni tra pari, in quanto, amicizie più grandi tramite il volontariato e relazioni familiari sembrano esserci. Potrebbe avere un senso per lei riuscire ad avere relazioni con persone più grandi e avere più difficoltà con persone più vicine alla sua età? A cosa si riferisce quando dice "a causa di esperienze pregresse"? Potrebbe essere utile indagare fin dall'inizio come mai alcune relazioni sono andate in un determinato modo. Ha mai sentito parlare della profezia che si autoavvera? è un meccanismo psicologico che incide significativamente sulla visione che le persone hanno di loro stesse e del loro modo di apparire agli altri, creando così, inconsapevolmente, degli schemi rigidi che confermano la nostra "profezia". Quindi potrebbe essere che una persona è così convinta di non risultare piacevole agli altri che si mostrerà, inconsapevolmente, non piacevole agli altri, creando una ciclicità. La mia risposta è solo una ipotesi e uno spunto di riflessione che deriva dal racconto che ha portato, spero di essere stata chiara nell'esprimermi e di esserle stata un po' di aiuto. Se sentisse la necessità di provare ad indagare meglio queste difficoltà, può pensare di iniziare un percorso di supporto psicologico in modo da avere maggior consapevolezza e provare a comprendere un po' queste dinamiche dolorose che si porta dietro da tanti anni. Resto a disposizione per qualsiasi dubbio o domanda! Gentilmente, Dott.ssa Aiello Giulia...
Perché allontano le persone a cui voglio bene?
Apri domandaBuongiorno Sara, lei porta una domanda molto grande, che apre una altrettanto grande tematica. Vivere degli eventi traumatici, soprattutto durante la crescita e lo sviluppo possono avere un grande impatto sulla nostra formazione personale, possono, quindi, influenzare le dinamiche relazionali, le paure, le difficoltà a gestire i conflitti, l'innamoramento, l'intimità, le separazioni, la fiducia.. e via dicendo. Allontanare una persona può voler dire tante cose. Può, ad esempio, voler dire allontanare una possibile sofferenza futura. Può anche voler dire "ti allontano io, prima che lo possa fare tu". Può voler dire "ti allontano, vediamo se torni, ti metto alla prova". Non so tra queste, e tante altre ipotesi, quale potrebbe essere quella che le appartiene.. ma se dovesse sentirsela potrebbe provare a riniziare un percorso psicologico e affrontare queste preoccupazioni dandogli un significato. Resto a disposizione per qualsiasi dubbio o domanda. Un caro saluto, Dott.ssa Aiello Giulia...
Problemi relazionali e personali
Apri domandaBuonasera Sara, ci tengo a rimandarle che oltre al bonus psicologico si può chiedere un supporto psicologico ai consultori che danno la possibilità di alcuni incontri gratuiti o ad alcuni/e professionisti/e che hanno tariffe agevolate. Dal suo racconto emerge molto il suo senso di frustrazione legato sia all'università e alle dinamiche di coppia sia all'impossibilità di potersi svagare senza sentirsi in colpa. Se la sua percezione è quella che il suo partner stia sfruttando una sua debolezza, allora la sua percezione è più che valida e potrebbe essere utile indagarla durante un percorso di supporto, insieme alla sensazione di sentirsi un peso nella semplice proposta di un'attività da fare insieme. Mi verrebbe da chiederle a cosa sono dovuti questi alti e bassi che hanno caratterizzato da sempre la vostra relazione e quando sono peggiorati? Riuscite a comunicare apertamente su come vi sentite e su come vi fa sentire l'altro/a? Ci sono delle attività che ancora fate insieme che piacciono a entrambi? Ci sono altre ragioni per cui si è "isolata" oltre allo studio? Il covid ha influito anche su questo? Qual è, secondo lei, uno dei motivi per cui le è difficile terminare gli studi? Come la fa sentire? Anche per lei le dinamiche di coppia hanno un ruolo in questa difficoltà che riporta o solo per il suo partner? Le mie domande sono più che altro uno spunto di riflessione, ma se sente che c'è tanta sofferenza riguardo alla relazione, allo studio, al sentirsi un peso e al senso di colpa potrebbe essere utile dare spazio e ascolto a queste sensazioni. Resto a disposizione per qualsiasi dubbio o domanda. Un caro saluto, Dott.ssa Aiello Giulia...
Moglie incazzata
Apri domandaBuongiorno Mario, dal suo racconto emergono molto gli aspetti concreti e pratici della vostra famiglia, ma a livello relazionale ed emotivo come va? A parte i momenti di rabbia e nervoso di sua moglie, come è il clima in casa? Si parla? Ci si ascolta? È sempre stato così o si ricorda un momento in particolare in cui si sono iniziati a verificare questi episodi? Quello che percepisco è che per lei sembra difficile essere arrabbiati se a un primo sguardo va tutto bene, la casa, la famiglia, il lavoro.. Potrebbe essere, però, che ci siano delle situazioni, magari anche più interne, che possono causare sofferenza o malessere e di cui può essere difficile parlare. Magari sua moglie sta male, si, ma nel senso che manifesta una rabbia dove forse percepisce una assenza di ascolto o comprensione. Come la vede questa ipotesi? Le mie domande vogliono essere un po' uno spunto di riflessione, ma se sentisse la necessità di chiarimenti o confronti, o anche solo domande.. resto a disposizione! Buona giornata, Dott.ssa Aiello Giulia...
Sensi di colpa
Apri domandaBuongiorno Luca, spesso capita di idealizzare tanto una relazione monogama che quando capitano, ad esempio, i pensieri che ha riportato nel suo racconto, si pensa che siano sbagliati, che siano tradimenti, si pensa "se amo davvero quella persona non dovrei pensare che un'altra è bella" e via dicendo. In realtà i pensieri che lei riporta sono pensieri che potrebbe avere qualsiasi persona. Chiunque può trovare bella o bello qualcuno o aver desiderio di parlarci senza che questo debba fare soffrire il o la proprio/a partner. Il suo desiderio di comunicare tutto alla sua partner e voler essere sincero e trasparente è uno degli aspetti che più potrebbe essere usato per tranquillizzare e confortare l'altra persona. In alcuni casi può anche essere deciso di comune accordo che alcuni pensieri è meglio non raccontarli, non perché siano sbagliati o siano un tradimento, ma perché l'altra persona non si sente di gestire le sensazioni che prova dopo aver ascoltato i suoi pensieri e bisogna sempre accettare e rispettare i confini dell'altra persona. Sembra difficile per lei tenere dentro di sé alcune cose, in questo caso per rispettare l'altra persona si potrebbe lavora sul suo senso di colpa nel non dirlo ad esempio. La verità è che possono esserci anche pensieri più espliciti e sessuali, delle vere e proprie fantasie sessuali su altre persone, che non vuol dire che vogliamo per forza realizzarle, ma contribuiscono alla nostra eccitazione e al nostro piacere e anche in questo caso non c'è nulla di sbagliato e non c'è nulla di cui sentirsi in colpa. Spero di esserle stata un po' di aiuto, se ha altri dubbi o domande resto disponibile. Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Aiello...
Aiutare mio padre dopo separazione
Apri domandaBuongiorno Michael, da quello che lei racconta emerge molta consapevolezza riguardo alla situazione. Descrive una dinamica relazionale in cui vi è un rovesciamento dei ruoli tra genitori e figli.. mi verrebbe da chiederle se per certi versi è sempre stato un po' così oppure se è subentrata solo successivamente alla separazione. Per quanto riguarda la richiesta di aiuto nell'aiutare suo padre, emerge la predisposizione verso l'altro e la responsabilità che sente di avere nei suoi confronti, come mai sente questa responsabilità? È condivisa con sua sorella? Quello che si potrebbe fare, se se la sente, è provare a iniziare un percorso di supporto psicologico, dove potrebbe affrontare il "suo pezzo", ovvero gestire al meglio le sue risorse e avere più chiara la definizione dei ruoli e dei confini familiari che di conseguenza potrebbero avere dei risvolti sulle dinamiche familiari. Spero di essere stata un po' d'aiuto, resto a disposizione per qualsiasi domanda o dubbio. Gentilmente, Dott.ssa Aiello Giulia...
Marito ansioso non riconosce il problema, che fare?
Apri domandaBuongiorno, è comprensibile l'emozione che riporta e che prova nel momento in cui viene disdetto all'ultimo minuto un appuntamento. Mi verrebbe da chiederle se lei va o vorrebbe andare comunque all'incontro o all'evento organizzato da sola oppure se resta a casa con suo marito e in caso come mai. Inoltre mi verrebbe da chiederle se è sempre stato così, oppure se è una situazione che è nata dopo, nel tempo e, in caso, se saprebbe identificare da quando e se trova una correlazione significativa per lei o per suo marito. Lei parla di ansia, come motivazione per quale sembrerebbero che suo marito disdica gli appuntamenti, è una cosa che le è stata comunicata da lui? È una cosa che ha notato lei? Forse potrebbe essere utile provare a chiedere a suo marito se le serate o gli eventi che organizzate a lui interessano e se ci verrebbe volentieri. Forse il suo rifiutarsi all'ultimo è in realtà collegato a qualcosa di più inconsapevole o un rifiuto che non riesce ad esprimere direttamente, lei cosa ne pensa? Sono solo delle domande e degli spunti di riflessione che spero possano aiutarla un po' a riflettere sulla situazione, provando un po' a dare un senso a questa dinamica.. le lascio un'ultima domanda su cui potrebbe essere utile soffermarsi: Secondo lei, suo marito cosa vorrebbe "ottenere" disdicendo all'ultimo? O cosa vorrebbe provocare in lei? Resto a disposizione per qualsiasi domanda, dubbio o riflessione. Un caro saluto, dott.ssa Aiello Giulia...
Non ho mai nulla da dire al mio ragazzo
Apri domandaBuonasera Arianna, da quello che lei riporta nel racconto sembra tutt'altro che una persona noiosa e vuota, anzi.. sembrerebbe una persona molto riflessiva, che si interroga e cerca di indagare e comprendere sè stessa, una persona che sa ascoltare e che cerca di avere una maggiore consapevolezza dei suoi rapporti e delle sue relazioni. Mi verrebbe da chiederle cosa è per lei la noia, dove pensa di aver "imparato" che cosa è la noia e in quali momenti le capita di provare questa sensazione. Oppure se per lei c'è una correlazione tra silenzio e noia, o ancora cosa vuol dire per Arianna essere annoiata o annoiare qualcuno.. che cosa succederebbe? Sono molte le domande che potrebbero essere fatte per indagare la situazione che porta in questo racconto, se se la sentisse potrebbe pensare di iniziare un percorso psicologico dove avere lo spazio per poter analizzare queste sensazioni e questi timori, raggiungendo una maggior consapevolezza e conoscendo le sue risorse. Potrebbe essere utile anche provare ad indagare se è successo qualcosa in particolare per cui ha iniziato a vedersi e definirsi così, se è cambiato qualcosa, se è sempre stato così e anche come mai proprio ora ha provato a scrivere e chiedere aiuto per questa situazione.. Spero di esserle stata un po' di aiuto e di averle dato qualche spunto di riflessione in più. Resto a disposizione per qualsiasi domanda o dubbio! Un caro saluto, dott.ssa Giulia Aiello...
Il mio ragazzo ha paura della quotidianità
Apri domandaBuonasera Alessia, dal suo racconto si percepisce tanto la preoccupazione per la situazione che sta vivendo, ma anche il desiderio di capire come fare per risolverla. Sembrerebbe che il suo ragazzo sia consapevole dei suoi limiti e timori quanto basta per decidere di affrontarli in un percorso psicologico, di conseguenza cosa può essere più funzionale per lui in questa situazione forse può saperlo solo lui.. e potrebbe essere di aiuto comunicare autenticamente su come vi sentite e prestare ascolto e attenzione all'altra persona in questa fase delicata della relazione, dove sembrano esserci dei cambiamenti. Come è la comunicazione tra voi? Come ha reagito quando lui le ha riportato il suo bisogno di stare un po' da solo? Cosa la spaventa di più di questo suo desiderio? La sensazione e la paura che prova sono comprensibili e normali e potrebbe pensare, se se la sente, di darle il giusto spazio anche lei in un percorso di supporto psicologico. Si potrebbe pensare, in caso, anche a un possibile percorso di coppia dove affrontare insieme la situazione e comprendere quali potrebbero essere i passi più funzionali da fare insieme, gestendo anche le possibili distanze o compromessi. Mi verrebbe anche da chiederle come vive lei la quotidianità.. anche lei la teme un po'? Quali sono le sue di paure? In questo momento sente di condividerle con il suo ragazzo? e ancora.. a parte il discorso figli o figlie, sente che c'è altro che può aver creato questa situazione? Mi colpisce molto "senza mai vacillare", sente che questa è la prima volta che siete in difficoltà come coppia? Come vive solitamente le discussioni, i conflitti o i momenti di incertezza e distanza nelle sue relazioni significative? Sono solo domande che spero possano favorire una riflessione sulla situazione.. Resto a disposizione per qualsiasi domanda o dubbio. Un caro saluto, Dott.ssa Aiello Giulia...
Amicizia con le ragazze.
Apri domandaBuonasera Luca, la sua difficoltà nel fare amicizia è circoscritta al genere femminile? O trova difficoltà anche con il genere maschile? Subire bullismo nella vita può incidere molto sulla vita relazionale di una persona, sulla sua gestione interpersonale e sulla propria autostima.. potrebbe essere utile, se non è già stato fatto, elaborare alcune situazioni e aumentare la propria consapevolezza riguardo le proprie risorse in modo da poterle impiegare in modo funzionale nelle relazioni con le altre persone. Sarebbe difficile dirle un modo per restare in contatto con le altre persone.. ogni individuo, contesto e situazione sono diversi.. mi verrebbe da chiederle come mai percepisce che le persone sembrano non voler restare in contatto con lei, come reagisce in questi casi? Come pensa che le altre persone intendano il suo chiedere i contatti? Se sente una sofferenza riguardo a questi aspetti o se desidera e si sente di voler provare a darsi ascolto in uno spazio di supporto resto a disposizione! Le auguro una buona serata, Dott.ssa Aiello Giulia...
25 anni, mai avuto una relazione
Apri domandaBuonasera Alessia, racconta di non aver mai avuto una relazione fino ad ora, ma come la fa sentire questa cosa? Perché poi spiega anche di non aver mai agito perché non si sentiva pronta, sembra quindi che abbia ascoltato e rispettato sé stessa! Non aver avuto una relazione fino ai 25 anni e anche oltre non è per forza indicativo di qualcosa che non va, ogni persona è libera di scegliere cosa vivere e farlo quando vuole. Va benissimo anche non viverla mai se non si vuole una relazione. Il punto è: qual è la situazione che fa soffrire? cos'è che fa paura? Rimanere immobile in una relazione che forse non è quello che si vuole.. fa paura? Oppure rimanere immobile e non avere relazioni? Quello che potrebbe fare è provare ad ascoltarsi e capire che cosa vuole Alessia a prescindere da tutto. E se dovesse vivere con sofferenza questa mancanza di relazioni e/o sentire di vivere con difficoltà questa relazione potrebbe pensare di iniziare un supporto psicologico così da poter osservare ed elaborare la situazione e acquisire maggior consapevolezza. Resto a disposizione per qualsiasi dubbio, domanda o riflessione! Gentilmente, Dott.ssa Aiello Giulia...
Figlia 12 anni esclusa dalle amiche a scuola
Apri domandaBuongiorno Lucia, da quello che leggo lei sembrerebbe già essere, per sua figlia, una figura molto presente, alla quale può rivolgersi quando è in difficoltà. Avere il sostegno e l'ascolto dei genitori durante queste fasi di vita può essere molto importante. D'altra parte, come lei stessa afferma, non si possono evitare certe esperienze ai propri figli e figlie, ma si può accogliere quello che loro portano e magari aiutarli/e nell'avere uno spazio in cui potersi aprire ed affrontare queste dinamiche che a quell'età possono essere molto dolorose. Ci sono altre situazioni, a parte quella scolastica, dove sua figlia riporta di non sentirsi mai all'altezza? Dal suo racconto emerge comunque una ragazza con molti interessi, che non ha difficoltà a scuola e che pratica uno sport, non sembrerebbe esserci una situazione di chiusura o non interesse verso l'esterno. Ci sono delle amicizie negli scout e/o nello sport che pratica? Sua figlia ha mantenuto i rapporti con la sua amica delle elementari? Le ha detto lei di essere un po' impaurita nell'avvicinarsi all'altro? Se sì, cosa la spaventa? Forse potrebbe essere utile non aumentare, se già sono presenti, delle ansie relative al sentirsi escluse o a creare dei possibili problemi e paure dove magari per sua figlia non sono presenti. Potrebbe favorire un dialogo in cui si rende disponibile ad ascoltarla, ma cercando di non insinuare dubbi e preoccupazioni. Se però, sua figlia, dovesse riportarle una grande sofferenza allora potrebbe valutare la possibilità di offrirle un supporto dalla psicologa o psicologo della scuola se è presente o da un /a professionista esterno, se sua figlia è d'accordo. Resto a disposizione per qualsiasi cosa! Gentilmente, Dott.ssa Aiello Giulia...
Ho un blocco nel relazionarmi con gli altri
Apri domandaBuongiorno Laura, sento molto la frustrazione che riporta nel suo racconto e la conseguente stanchezza di ritrovarsi in questa situazione anche nella stanza di terapia. Mi verrebbe da chiederle se per lei questo suo blocco è sempre stato presente, o se ricorda un momento o periodo in particolare in cui è iniziata questa difficoltà nell'aprirsi all'Altro, nel farsi conoscere e nel far vedere anche le sue emozioni. Potrebbe essere utile riflettere sulle situazioni in cui si presenta questa difficoltà: pervade tutte le aree della sua vita oppure ci sono delle situazioni in cui lei riesce a mostrarsi? Riesce a far vedere la vera Laura? Ad esempio, in famiglia o al lavoro? Se si, riesce ad identificare delle caratteristiche in comune nelle situazioni in cui lei riesce a non avere questo blocco? Inoltre, potrebbe provare a domandarsi, a cosa serve secondo lei questo blocco? Che scopo ha? Se non ci fosse questo blocco.. come sarebbe Laura? A lei piace? Sono solo delle domande per stimolare delle riflessioni.. spero possano essere utili! Sta già andando in terapia ed è sicuramente utile prendersi uno spazio per affrontare quello che più la preoccupa, quello che potrebbe provare a fare è parlare della sua difficoltà e del suo blocco in terapia nel momento in cui lo ha anche lì! Resto a disposizione per qualsiasi dubbio o domanda! Un caro saluto, Dott.ssa Aiello Giulia...
Ex e scenate di gelosia
Apri domandaBuonasera Emi, vorrei fare una premessa importante: provare gelosia nelle relazioni è normale per tutte le persone! Essere una donna dalla mentalità aperta non vuol dire non provare gelosia, sono due caratteristiche che possono coesistere, quindi essersi mostrata gelosa non implica non essere più una persona aperta. Probabilmente la "scenata" di gelosia è dovuta al fatto di non aver dato ascolto e spazio alle emozioni che stava provando tutte le volte che il suo compagno le parlava della sua ex. Le emozioni negative si sono così accumulate finchè non sono state tirate fuori in modo esplosivo. In caso contrario probabilmente sarebbe stato comunicato da lei con toni calmi e assertivi con la possibilità di trovare delle soluzioni insieme e avere anche delle rassicurazioni da parte del suo compagno. Per lei risulta difficile chiedere delle rassicurazioni? o mostrare di avere bisogno di alcune rassicurazioni? Cosa vuol dire per lei mostrare gelosia? Il suo compagno si è mostrato stupito, ma poi come ha reagito? Ha accolto questa sua emozione? E lei come si è sentita? Per quanto riguarda la sua paura, come mai non si fida di quello che le viene detto? La libertà che si prende il suo compagno nel parlarle della sua ex sembra rappresentare tanta fiducia e accoglienza nella vostra relazione, lei cosa ne pensa? Resto a disposizione per qualsiasi dubbio domanda o riflessione! Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Aiello...
Problemi di autostima, ansia e problemi con mamma
Apri domandaBuonasera Nancy, dal suo racconto emerge molto il suo desiderio di indipendenza e di distacco, non solo per quanto riguarda l'abitazione, ma anche da quei giudizi e da quelle situazioni che forse hanno un po' intaccato la sua autostima e alimentato la sua insicurezza. Si descrive come una persona insicura e introversa, nonostante questo, però, riporta di aver provato a lavorare in contesti che implicano tutti un'esposizione alla socialità e al rapporto diretto con il cliente. In queste decisioni ci leggo molto coraggio e voglia di mettersi alla prova! Anche scrivere su questo forum e chiedere aiuto dimostra tanta consapevolezza e coraggio, se se la sente potrebbe pensare di provare a portare in un percorso di supporto psicologico queste difficoltà. Lei stessa riporta alcune frasi che non riesce a togliersi dalla testa, forse provare a leggerle in un altro modo, darle un senso o un peso diverso ed elaborarle potrebbe aiutarla a sbloccarsi verso alcune situazioni, potrebbe riconoscere e aumentare le sue risorse e rafforzare la sua autostima. Mi verrebbe da farle alcune domande che scrivo di seguito, sperando possano essere un spunto di riflessione: Come mai dopo il diploma sono iniziate le ansie? Cosa riguardavano? Sono simili o diverse rispetto al suo blocco nell'inviare i curriculum? Secondo lei, come mai sente la responsabilità di far contenta sua mamma? E quando parla di senso di colpa verso sua mamma a cosa fa riferimento? Si ricorda da quando ha iniziato a sentirlo? Lo prova anche verso altre persone o in altre situazioni? Come vive o ha vissuto l'insicurezza di sua mamma? Spero di esserle stata di aiuto, resto a disposizione per altre riflessioni o domande, per qualsiasi cosa non esiti a contattarmi! Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Aiello...
Non me la sento di avere figli ma paura del futuro
Apri domandaBuongiorno Sara, dal suo breve racconto si percepisce molto la difficoltà relativa a questa decisione e la paura delle possibili conseguenze in entrambi i casi. I disturbi psicologici di cui parla all'inizio, ad oggi, influenzano la sua decisione di diventare mamma? Saprebbe dire cosa principalmente la blocca? Quali sono e/o sono stati i suoi esempi genitoriali da quando era piccola ad oggi? Cosa vuol dire per lei "essere mamma"? Lei ha accanto una persona con cui sta condividendo questa possibile scelta? Cosa ne pensa? Cosa vuol dire per lei "mi pare senza senso"? A cosa fa riferimento? Mi verrebbe da chiederle tante cose, una in particolare è molto semplice: da dove deriva il suo desiderio di diventare madre? Sono poche e semplici domande per stimolare spunti di riflessione spero possano essere utili. Non so se in questo momento è seguita da qualcuno/a in terapia, ma se così non fosse, forse potrebbe essere utile richiedere un supporto in un momento così delicato come quello che sta attraversando in questo momento. Resto a disposizione per qualsiasi cosa, Le auguro una buona serata, Dott.ssa Aiello Giulia...
Lui si frena perché ha paura di una nuova relazione
Apri domandaBuonasera Maria, avere una relazione con una persona implica mettersi tanto in gioco, scoprirsi e riscoprirsi, sono implicate tante sensazioni e vissuti emotivi e relazionali, tante paure, dubbi, ansie. Alcune dinamiche relazionali del passato possono ripresentarsi o possiamo temere che si ripresentino nella relazione attuale, portando le persone ad avere timori e frenarsi un po', come potrebbe essere il caso del suo compagno. Dal suo racconto sembrerebbe che, nonostante la sua paura di innamorarsi, lei stia investendo tanto nella relazione, riscontrando, però, un distacco nel suo compagno, che potrebbe farle sentire di essere l'unica ad impegnarsi o ad impegnarsi maggiormente rispetto l'altra parte. Sente di essere maggiormente coinvolta nella relazione rispetto al suo partner? Se si, le era già successo in altre relazioni? Cosa le fa più paura dell'innamoramento? Ha già provato timori simili nelle sue precedenti relazioni? Come li ha gestiti? E qui, come si sentirebbe di gestirli? Sono solo alcune domande di riflessione che spero possano darle qualche spunto in più. Per rispondere alla sua domanda, potrebbe essere utile porsi in una posizione di ascolto dell'altro, rendendosi disponibili nell'accogliere i timori e i dubbi dell'altra persona. Lei stessa ha già comunicato la sua percezione di distacco rendendo così possibile uno conversazione a riguardo. Potrebbe essere utile continuare a favorire un confronto, dove entrambi le parti si sentono libere di esprimere le proprie preoccupazioni e trovare nell'altro/a conforto. Come accennato all'inizio, questi vissuti possono essere comuni all'inizio di una relazione, ma nel caso in cui diventassero complicati da gestire o si dovesse presentare un malessere generale e si sentisse la necessità o il desiderio di portarli in terapia, potrebbe essere di aiuto un supporto psicologico. Resto a disposizione per qualsiasi altra domanda o dubbio. Un caso saluto, Dott.ssa Aiello Giulia...
Perché ho questo comportamento "tossico"?
Apri domandaBuongiorno Lorenzo, sarebbe molto interessante provare ad indagare le possibili cause di questo comportamento. Mi verrebbe da farle alcune domande, gliele riporto qui sotto, sperando possano essere uno spunto di riflessione per lei.. Potrebbe essere che a lei possa far sentir bene sapere che l'altra persona c'è anche dopo che è stata "lasciata"? Come si sente quando le altre persone le danno una "seconda possibilità"? E quando non lo fanno? Secondo lei, è possibile che ci siano dei timori quando una relazione supera l'iniziale conoscenza e diventa una conoscenza più profonda e una possibile relazione stabile? Lei vorrebbe una relazione stabile? A volte può capitare che nelle relazioni sentimentali tendiamo a riproporre delle dinamiche che abbiamo vissuto o osservato crescendo.. durante l'infanzia, l'adolescenza.. lei ritrova qualche possibile correlazione? Qualche comportamento simile nella sua famiglia o completamente opposto? Per quanto riguarda l'ultima frase che ha scritto "mi ostino a provarci di nuovo nonostante sappia, in fondo, che non potrebbe funzionare".. cosa succederebbe nel momento in cui, invece, decidesse di fare qualcosa che potrebbe funzionare? Spero di esserle stata un po' di aiuto, rimango a disposizione per qualsiasi domanda o dubbio! Un caro saluto, Dott.ssa Aiello Giulia...
Problemi relazionali/orientamneto sessuale confuso
Apri domandaBuongiorno Matteo, si percepisce molto la sua confusione e la sua sofferenza riguardo le tematiche delle relazioni e dell'orientamento sentimentale/sessuale. Mi verrebbe da chiederle se si è mai preso cura, in un percorso psicologico, della sua autostima, della sua insicurezza, della solitudine che ha vissuto e sentito da più piccolo e di questo odio verso sé stesso.. Sono tutti aspetti molto importanti, che possono incidere sulla nostra vita e sulle nostre relazioni. Se non lo avesse mai fatto, potrebbe pensare di portare questi aspetti e la sua confusione sentimentale e sessuale in terapia, in modo da riuscire ad avere una maggior chiarezza di quello che sente di essere e una maggior consapevolezza delle emozioni e delle loro differenze e implicazioni. Inoltre, potrebbe indagare quelli che sono gli orientamenti e scoprire in cosa si riscopre o se, invece, preferisce non definirsi e non rientrare in nessuna categoria. Le scrivo alcune domande che spero possano essere uno spunto di riflessione da cui partire per provare a fare un po' di chiarezza: Quand'è la prima volta che ricorda di aver provato invidia? Verso chi o cosa era? Come l'ha fatta sentire e come è stata o non è stata gestita? Potrebbe avere senso per lei essere attratto da qualcosa che non ha e di conseguenza provarne anche invidia? O meglio, secondo lei, possono coesistere entrambe queste sensazioni senza per forza confonderle tra loro? Mi arriva molto il tema della Bellezza.. cos'è per lei Bellezza? La Bellezza dell'Altro, come la fa sentire? Sopra parla di "terrore nell'avvicinarsi a una ragazza, specialmente se bella", cosa intende? Sa cosa la terrorizza nello specifico? Qual è la sua di Bellezza? Spero di esserle stata un po' di aiuto, resto a diposizione per qualsiasi domanda, risposta o dubbio! Un caro saluto, Dott.ssa Aiello Giulia...
Marito con insoddisfazione della vita
Apri domandaBuongiorno Elena, comprendo la sua preoccupazione e il suo desiderio di aiutare la persona che ha accanto, ma mi verrebbe da dirle che non si può aiutare chi, in questo momento, non vuole essere aiutato ed inoltre, che quello che potrebbe far star meglio suo marito è proprio un percorso psicologico, con i suoi tempi, quando vorrà e si sentirà pronto lui. Quello che, però, potrebbe fare lei, è dedicarsi uno spazio in terapia, in cui parlare di come si sente lei, di cosa prova quando arriva allo sfinimento, di come può tutelarsi da queste dinamiche, restando comunque vicino a suo marito. Credo che questo potrebbe essere il suo più grande aiuto verso sé stessa e verso lui. Resto a disposizione per qualsiasi cosa e le auguro una buona giornata, Dott.ssa Aiello Giulia...
Perché mi ritrovo sempre in queste situazioni amorose?
Apri domandaBuonasera Sandra, si percepisce molto la sofferenza e la sensazione di frustrazione dal suo racconto ed è comprensibile sentirsi "appiattiti" in una situazione di impasse come quella che sta vivendo. Mi colpisce molto l'aspetto che si ripete un po' nelle sue relazioni, quello che lei stessa ha riportato "perchè non posso innamorarmi di una persona che mi ricambia e che è libera?", le rimanderei questa domanda, come mai, secondo lei, si ritrova a vivere delle relazioni con delle persone che non la ricambiano? Con persone impegnate, interessate all'altro sesso, al divertimento..? Nella prima relazione dice di aver avuto "tutto", cos'è questo tutto? Non lo ha mai più vissuto? Lo ricerca? Lo evita? Lo teme? Come mai, tutt'ora sente di dover restare ad "aspettare"? Quel malessere di cui parla, quello che ha messo in stand by, iniziando poco dopo una nuova relazione, che fine ha fatto? Le ha dedicato uno spazio in cui prendersene cura? Sono solo delle domande, ma spero possano darle qualche spunto di riflessione in più. Se dovesse sentire tanto malessere riguardo a queste tematiche, potrebbe valutare la possibilità di iniziare un percorso di supporto psicologico, in modo da poter essere più consapevole delle dinamiche che mette in atto e delle sofferenze che si porta dentro. Resto a disposizione per qualsiasi cosa, Un caro saluto, Dott.ssa Aiello Giulia...
Sono stanca della relazione oppure è solo venuta fuori la vera me?
Apri domandaBuonasera, è comprensibile provare un po' di confusione e smarrimento dopo l'episodio che ha raccontato. Mi verrebbe da chiederle: come mai sente di non riconoscersi più? Ci sono parti di sé che non avrebbero avuto questo incontro? Se si, quali? Come la fanno stare ora? Quali parti di sé, invece, ha ascoltato? Per quanto riguarda il desiderio sessuale e la successiva sensazione di sentirsi viva, potrebbe provare ad indagare questo aspetto della sua sessualità, ascoltandosi e sperimentando. Potrebbe essere una fantasia sessuale, che non per forza vuole che si realizzi nel concreto, ma potrebbe essere utilizzata durante l'eccitazione, sia da sola che con il partner. Oppure potrebbe essere un suo desiderio e potrebbe essere riportato nella coppia trovando un modo per poterlo sperimentare insieme, se pensa che possa essere possibile. Se desiderasse un aiuto per scoprire alcuni aspetti della sua sessualità, per avere maggior consapevolezza e/o per comprendere meglio come gestire alcune dinamiche tra lei e il suo partner può pensare di chiedere un colloquio di consulenza sessuale. Resto a disposizione per qualsiasi cosa e le auguro una buona serata! Dott.ssa Aiello Giulia...
Problemi ad affezionarsi
Apri domandaBuonasera Luigi, sembra essere molto frustrante la situazione che riporta..non comprendere come mai tutto svanisce e ritrovarsi a non provare più emozioni, nonostante prima sembrava esserci interesse e desiderio. Potrebbe essere utile provare a trovare delle possibili correlazioni tra le varie relazioni e situazioni.. le riporterò alcune domande che spero possano esserle d'aiuto per degli spunti di riflessione: Secondo lei, c'è un momento particolare per cui lei smette di provare emozioni? Se ci pensa è solo una questione di tempo, oppure "deve" succedere qualcosa prima che lei perda interesse? Sente di non provare proprio più emozioni o alcune le prova? Saprebbe identificarle? Le prova in altri contesti? Queste dinamiche le sperimenta solo nelle relazioni sentimentali o anche in altre relazioni, amicali, familiari, lavorative?.. Scrivendo "Come se fosse un peso" a cosa si riferisce? A stare in relazione? A provare emozioni? Quando, invece, parla di "disagio" a cosa si riferisce? Secondo lei, è possibile che una relazione stretta con una persona possa in qualche modo spaventarla o farla allontanare per qualche motivo? Se dovesse immaginare una relazione duratura cosa la spaventerebbe di più? E cosa, invece, la rassicurerebbe? Essendo una situazione che si porta dietro da un po', potrebbe pensare di fare chiarezza sulle dinamiche e sulle motivazioni per cui spesso si ritrova in queste situazioni, potrebbe iniziare un percorso di supporto psicologico così da avere una maggiore consapevolezza e comprensione delle sue emozioni e relazioni. Resto a disposizione per qualsiasi dubbio o domanda. Un caro saluto Dott.ssa Giulia Aiello...
Strana eiaculazione precoce non classificata
Apri domandaBuonasera Simone, quello che lei riporta sembrerebbe essere una condizione di eiaculazione precoce secondaria situazionale, ovvero circoscritta a una particolare situazione, nel suo caso alla stimolazione con i piedi. Costringersi ad evitare completamente quella parte del corpo, oltre a proibirsi di una cosa che le piace, potrebbe avere un effetto negativo sul resto della sessualità e sul piacere. Potrebbe pensare di affrontare questa difficoltà con delle sedute di consulenza sessuale, in modo da comprenderne le cause e avere una maggior consapevolezza su come gestire la situazione. Rimango a disposizione se lo desidera. Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Aiello...
Sono triste, molto triste ed arrabbiato
Apri domandaBuonasera, si percepisce molto la tristezza, la rabbia e la frustrazione che sta provando in questo periodo a causa delle situazioni descritte. Come prima cosa le chiedo se ha fatto delle visite dall'andrologo/a per comprendere se possono esserci delle condizioni mediche e/o ormonali alla base di quello che ha riportato. Come seconda cosa mi sento di sottolinearle che la masturbazione, sia femminile che maschile, può essere funzionale a un buon rapporto con il proprio corpo, con la propria sessualità e con i propri partners, e anche quando si è in una relazione può essere assolutamente normale masturbarsi, anche frequentemente. Questo è molto importante, perchè avere una visione differente della masturbazione potrebbe portare le persone a sentirsi sbagliate, non abbastanza e a sperimentare sensi di colpa e di inadeguatezza. Tutte queste sensazioni ed emozioni, unite allo stress e all'ansia, possono incidere molto sul desiderio sessuale, sull'erezione e il suo mantenimento e sulla sensazione di piacere. Lei e sua moglie avete mai pensato a un percorso di consulenza sessuale per affrontare queste dinamiche? Potrebbe essere molto utile per alleggerirsi da alcuni pesi e pensieri che possono poi avere delle conseguenze anche sulla relazione di coppia. Altrimenti potrebbe provare a portare questi vissuti di tristezza e rabbia in uno spazio solo per lei, in modo da poterli elaborare e acquisire degli strumenti per poterli gestire nel migliore dei modi anche nella coppia. Rimango a disposizione per qualsiasi dubbio o domanda se lo desidera. Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Aiello...
Al mio ragazzo non va di fare nulla
Apri domandaBuongiorno Jessica, sembra essere tutto molto faticoso: lavorare solo lei, le limitazioni nella vita sociale, le difficoltà nella progettualità futura sua personale e di coppia.. si percepisce molto la solitudine e la confusione date dalle difficoltà che sta passando. Sembra, però, anche essere arrivata a un momento in cui, forse, questa situazione inizia a pesare un po' troppo per essere portata da sola, tanto che è qui a chiedere un parere, un consiglio, un aiuto.. e questo è sicuramente il primo passo da fare per provare ad avere più chiarezza della sua situazione e avere maggior consapevolezza di quello che sta vivendo. "Anche pensandoci bene, non trovo nessun punto positivo" questa frase, forse, racchiude molto più di quello che sembra, la positività in una relazione non si cerca, si vive.. Quando iniziano a mancare le basi di una relazione, come la fiducia, il supporto reciproco, il rispetto, il valorizzare l'altra persona.. ecco che allora, probabilmente, non si sta più parlando di relazione funzionale. Cosa sente di amare nella persona che ha accanto? Di cosa sente di essersi innamorata all'inizio? Sente che sono le stesse cose o è cambiato qualcosa? Lei è cambiata? Ha iniziato la relazione con il suo compagno all'età di 18 anni, ne sono passati 5 e, soprattutto a quell'età, sono anni di grandi cambiamenti. Sente che state andando nella stessa direzione? Come immagina il vostro futuro? Tra 2 anni come sarà? Tra altri 5? Provi a partire da queste domande per provare a iniziare una riflessione che potrebbe portare, se se la sente, in un percorso di supporto psicologico, e se vorrà condividerli resto a disposizione! Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Aiello...
Vomito autoindotto in momenti stressanti
Apri domandaBuongiorno Asia, Purtroppo è difficile darle una risposta basandosi su poche informazioni, quello che posso dirle è che potrebbe sentire la necessità di "buttare fuori" qualcosa che non riesce ad emergere in altri modi. Non so quanto siano frequenti questi episodi di forte stress, ma vomitare spesso potrebbe provocare diverse difficoltà anche a livello fisico, dunque, se può, se ne prenda cura. Ha mai provato a dare uno spazio a questo stress e nervoso? Potrebbe essere utile, se se la sente, portare queste sensazioni in un percorso di supporto psicologico. Le lascio qualche domanda di riflessione che mi verrebbe da chiederle per comprendere meglio la situazione: Cosa era successo la prima volta che ha sentito la necessità di vomitare? Ne ha parlato con qualche persona? Nel momento in cui si auto induce il vomito come si sente dopo? C'è una sensazione di piacere? Quando era più piccola ricorda se vomitava spesso? Se non potesse vomitare, come affronterebbe questi momenti di stress e nervoso? Spero di esserle stata di aiuto, resto a disposizione per qualsiasi cosa Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Aiello...
Perso in me
Apri domandaBuongiorno Franco, Mi colpisce molto la frase "perso in me" Non sembrerebbe far riferimento all'essere sperduto in generale, o all'aver perso fiducia in sè stesso, quanto più proprio all'essersi perso dentro quello che è lei, dentro la sua persona, dentro i suoi desideri, sogni, paure.. Forse non sa cosa vuole fare, o forse, lo sa, ma ad oggi sembra troppo lontano e difficile da raggiungere. Quello che sembra sapere è che questa vita, così, non le sta più bene e quindi potrebbe pensare di farsi dare una mano nell'iniziare a cambiarla. Quello che ha fatto, scrivendo in questa piattaforma, è il primo grande passo per ritrovarsi.. una parte dentro di sè che si sente persa sta chiedendo aiuto, se può e se se la sente, non glielo neghi! Le auguro di ritrovarsi presto, Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Aiello...
Ansie e sensi di colpa
Apri domandaBuongiorno Rita, sembra davvero doloroso vivere con questi pensieri costanti.. Mi verrebbe da chiederle: che cosa è successo nell'ultimo anno? Da quando ha iniziato ad essere ossessionata dalla sua salute? Sente che dipende da qualcosa in particolare? Molto probabilmente, come dice lei, una buona influenza può averla internet e il mondo social, ma potrebbe essere utile cercare un po' anche dentro di sé le ragioni di tanta paura.. Se se la sente, provi a iniziare un percorso di supporto psicologico per dare uno spazio a queste angosce che si porta dentro. Resto a disposizione per qualsiasi cosa. Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Aiello...
Possibile doc omosessuale
Apri domandaBuongiorno Francesco, si percepisce molto la difficoltà che sta provando in questo momento, deve essere davvero difficile avere spesso pensieri intrusivi e doverli allontanare sempre. Mi chiedo: cosa succederebbe se non li allontanasse? Anzi, se dedicasse loro uno spazio in un percorso di consulenza sessuale o supporto psicologico? Potrebbe essere utile provare ad indagare questi pensieri e queste paure, parlarne con qualcuno e dargli una forma. Andare in terapia può fare paura, per molti aspetti.. ma, a volte, anche rimanere fermi in un limbo può essere faticoso e doloroso. La sessualità è molto più vasta ed ampia di quello che immaginiamo, non sempre è possibile etichettare e incasellare le persone in semplici categorie come "eterosessuale" oppure "omosessuale" o tante altre.. Ad esempio, lei potrebbe essere eterosessuale, ma avere fantasie omosessuali ed eccitarsi attraverso queste immagini (il che non vuol dire che vuole sperimentare nel concreto quello che pensa e non vuol dire che lei è omosessuale). Questa è solo una delle possibili ipotesi rispetto a quello che ha raccontato, sarebbe interessante provare a conoscere anche le altre possibilità e comprendere, in caso, come mai per lei sarebbe un problema l'omosessualità. Se se la sentisse di conoscersi più a fondo, di avere maggior consapevolezza di sè stesso e di viversi tranquillamente e serenamente la sua sessualità, resto a disposizione. Anche per dubbi o domande! Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Aiello...
Mio figlio di quasi 5 anni è da sempre di difficile gestione
Apri domandaBuongiorno Barbara, si percepisce molto la pesantezza e la frustrazione della situazione che sta vivendo, è molto comprensibile la sua stanchezza. L'età di suo figlio si sta avvicinando a quella scolare, durante la quale sarà inserito in un contesto scolastico dove saranno sempre più fondamentali le relazioni sociali con i coetanei e con le maestre, dove sarà sempre più necessario imparare a seguire le regole e a mantenere un comportamento il più possibile adeguato. In questa fase di vita il bambino inizierà a sentire le prime spinte verso l'autonomia, verso le prime piccole responsabilità ed è fondamentale il supporto emotivo e psicologico da parte dei genitori. Potrebbe essere utile incoraggiarlo e farlo sentire in grado di fare determinate cose, mentre, nel momento in cui reagisce con rabbia o non si comporta bene, provare a riportargli che il suo comportamento non è consono alla situazione, ma senza farlo sentire sbagliato o cattivo. Una cosa molto importante potrebbe essere quella di lavorare sulla regolazione delle emozioni di suo figlio, sembrerebbe reagire con le mani e/o con le urla quando arriva al limite e allora potrebbe essere utile imparare a riconoscere quel limite e le emozioni che si provano i quei momenti, dandogli un nome e trovando delle strategie più funzionali per poterle esprimere. Mi sento di dirle di provare a chiedere un aiuto per una terapia familiare, in modo da poter essere tutti e tre presenti per provare a comprendere al meglio la situazione e come gestirla nel modo più funzionale per voi e per la crescita serena di vostro figlio. Se questo non dovesse essere possibile, potrebbe pensare di portare la sua stanchezza e le sue fatiche in un percorso di supporto psicologico suo personale, questo potrebbe aiutarla a trovare nuovi approcci e nuovi punti di vista per provare ad affrontare le diverse situazioni e allo stesso tempo scoprire o rafforzare le sue risorse come persona e come mamma. Resto a disposizione per qualsiasi cosa, Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Aiello...
Relazione complicata
Apri domandaBuonasera Ellen, una terapia di coppia potrebbe essere di aiuto nel provare a gestire in modo più funzionale le discussioni tra lei e il suo partner. Potrebbero essere utili delle strategie per aiutarvi a mettervi in connessione con i vostri bisogni autentici, senza perdere di vista anche quelli della persona accanto a voi. Il fatto che sentite di non volervi lasciare può essere una buona risorsa in terapia, dimostra che qualcosa che vi tiene insieme dopo tanti anni c'è ancora. Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Aiello...
Problema scelta partner
Apri domandaBuonasera, sembrerebbe essere in una situazione molto delicata: da una parte l'amore e la stima della sua famiglia, dall'altra l'amore, la sicurezza e la passione con questa persona, le quali sembrano non poter coesistere a causa di alcuni principi. Mi verrebbe da chiederle se la vergogna che prova appartiene a lei come persona e ai suoi pensieri o se sente tanto l'influenza della sua famiglia. Cosa potrebbe succedere se provasse a stare con lui? La sua famiglia come la prenderebbe? Qual è la cosa peggiore che pensa potrebbe succedere? Sente di avere delle risorse per poter gestire la situazione? Per quanto riguarda il futuro, sembrerebbe che questo ragazzo stia provando a darle delle sicurezza, ad esempio, cercando altri lavori, questa cosa come la fa sentire? La rassicura? La preoccupa? La invito a provare a rispondere a questa domanda, nel modo più autentico che può: "Cosa dovrebbe succedere perché lei si possa sentire bene in questa situazione?" Alla fine, le risposte a volte le sappiamo già, quando dialoghiamo con noi stessi/e. Ad ogni modo potrebbe davvero aiutarla portare questi pensieri e dubbi in un percorso di supporto psicologico in modo da essere supportata in queste decisioni e nelle emozioni che ne possono conseguire. Resto a disposizione, Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Aiello...
Madre depressa
Apri domandaBuonasera Cinzia, dal suo racconto emerge molto la fatica che sta affrontando in questo periodo e anche la difficoltà nella gestione della situazione, sia da un punto di vista più concreto, sia da un punto di vista emotivo e relazionale. Sembrerebbe essere un po' l'unica a prendersi carico della situazione fino in fondo, comprendendone la complessità e l'urgenza e questo potrebbe portarla a sentire un carico maggiore di responsabilità. Purtroppo, la depressione è una condizione molto delicata, che richiede tanta pazienza, nonostante si sia consapevoli della necessità di intervenire. Viene a mancare proprio la motivazione, anche solo nel prendersi cura di sè stessi fisicamente, come lei stessa ha riportato, e arrivare a chiedere un aiuto professionale può essere molto difficile. In questi casi, oltre a soffrire la persona in questione, anche le persone accanto che se ne prendono cura possono provare molte sensazioni negative, di frustrazione, di impotenza, rabbia, sconforto.. potrebbe esserle molto utile prendersi uno spazio tutto suo dove poter prendersi cura di questi aspetti e magari trovare delle strategie per poterle stare vicino nel modo più funzionale possibile. La specialista alla quale vi siete rivolti si occupava esclusivamente della terapia farmacologica? Avete provato ad affiancare un psicoterapeuta che la seguisse settimanalmente in un percorso di supporto psicologico? Solitamente serve un percorso parallelo oltre ai farmaci e, in caso, potrebbe essere utile anche una terapia familiare, con i membri che se la sentono di parteciparvi. Resto a disposizione per qualsiasi cosa! Un caro saluto Dott.ssa Giulia Aiello...
Non riesco a non pensare al mio ex dopo un anno
Apri domandaBuonasera, la fine di una relazione, spesso, è un momento molto doloroso, che può essere paragonato a quello di un lutto, come lei stessa ha riportato nel suo racconto. Come viene elaborata la rottura può essere significativo per quanto riguarda le possibili conseguenze, come la mancanza di fiducia nelle persone, problemi di autostima, sensazione di ingiustizia ecc.. Lei sembra riportare una grande tristezza e un pensiero costante su questa persona, che, forse, a distanza di un anno, racchiude tanto altro, oltre al dolore per la fine della vostra relazione. Allora potrebbe essere utile provare a risignificare cosa è stata per lei questa separazione, cosa ha implicato, cosa le può avere ricordato, anche inconsapevolmente e quali emozioni ha portato con sé. Mi chiedo se apprezzare la sua solitudine, voglia dire anche altro: racconta di avere poche amicizie e di uscire poco, è sempre stato così? Ci sono stati dei cambiamenti nelle sue relazioni, anche amicali? Delle delusioni? Sente di temere qualcosa nelle relazioni? Parlando, invece, del sentirsi bloccata/legata ancora a lui, come lo spiegherebbe a sé stessa? Si è per caso creata una sua idea sul come mai non riesce a prendere le distanze? A volte può capitare che quello che ci manca davvero, è come eravamo noi con quella persona, più che la persona in sé.. per lei può avere senso? Spero di esserle stata un po' di aiuto e resto a disposizione per qualsiasi cosa, anche nel caso in cui si sentisse di raccontare meglio la situazione, come ha scritto inizialmente. Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Aiello...
Fidanzato bipolare
Apri domandaBuongiorno Arianna, premetto che nessun/a professionista le dirà mai di lasciare o non lasciare la persona con cui si sta frequentando o con cui sta da tempo, piuttosto si potrà andare ad indagare cosa vi fa desiderare di stare insieme e cosa magari il contrario, ma con l'ottica di comprendere e avere una maggior consapevolezza di voi come persone e della vostra relazione. Sembra essere stato frustrante vivere delle relazioni in cui non si è sentita amata, a volte però, questa sensazione di non meritarsi amore potrebbe arrivare da più lontano e potrebbe essere utile provare ad indagare e prendersi cura di questa sua parte che ha riportato nel suo racconto. Per quanto riguarda "vomitargli addosso il suo veleno" credo sia comprensibile in una situazione come quella che ha descritto, probabilmente sente dentro di lei tante emozioni contrastanti e può capitare quando si sta in una relazione con una persona con una malattia di qualsiasi tipo, che spesso si metta in primo piano quelle che sono le sue difficoltà e le sue esigenze. A volte succede quasi inconsapevolmente e diventa poi difficile trovare dei momenti per esprimere come si sente e trovare uno spazio per sé, fino poi arrivare a rischiare di non farcela più ed esplodere. Credo sia molto utile per lei trovare un terapeuta che possa offrirle il supporto e darle la possibilità di avere questo spazio per sé stessa. Volevo chiederle come mai poi parla di questa rabbia verso sé stessa, è subentrata dopo la diagnosi del suo ragazzo? Era presente già prima e se si da quando? E come viene gestita questa rabbia che sente? Resto a disposizione per qualsiasi cosa, le auguro una buona giornata. Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Aiello...
La terapia di coppia serve se uno dice di non amare più?
Apri domandaBuongiorno, è una domanda assolutamente lecita e potrebbe essere un interessante punto da portare in terapia! La scelta di intraprendere un percorso di supporto psicologico per la coppia dipende da diversi fattori, tra cui gli obiettivi di ciascun partner. Potrebbe essere utile portare la vostra domanda e i vostri dubbi davanti a un/a terapeuta che, dopo aver accolto la vostra richiesta e dopo che vi avrà ascoltato, potrà indirizzarvi verso il percorso più adeguato per voi. Resto a disposizione per qualsiasi domanda o dubbio! Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Aiello...
Relazione di 7 anni
Apri domandaBuonasera Simone, quello che sta chiedendo è un quesito alla quale nessun professionista psicologo/a o psicoterapeuta potrà mai risponderle.. Sarà lei, in caso, a prendere questa decisione. Quello per cui, però, potrebbe esserle utile un professionista è darsi la possibilità di indagare con lui/lei come mai sente una spinta verso la novità, come mai proprio ora, cosa sente che è cambiato o che non è cambiato. Quando si sente di avere un dubbio spesso ci si sta interrogando su qual è la scelta giusta da fare, per sé stessi e per le altre persone, in alcuni casi può diventare davvero difficile scegliere per paura di sbagliare.. ma forse potrebbe essere necessario chiedersi cosa è giusto per noi in primis, andando ad indagare nel profondo quello che si desidera davvero. Potrebbe provare a dedicarsi uno spazio dove capire cosa desidera davvero e distinguere i suoi desideri dai suoi bisogni. Resto a disposizione per qualsiasi cosa, Un caro saluto! Dott.ssa Giulia Aiello...
Indecisione e paura
Apri domandaBuonasera Sara, purtroppo le relazioni caratterizzate da violenza psicologica e non solo, possono influenzare il nostro modo di relazionarci anche quando queste finiscono. Alcune ferite, alcuni fantasmi se non affrontati e visti per quello che sono rischiano di perseguitarci e prendere parte inconsapevolmente anche alle relazioni successive. Non è così inconsueto provare una sorta di mancanza per la relazione precedente, anche se per alcuni aspetti è stata disfunzionale, ma potrebbe essere per altre motivazioni e non per i sentimenti.. Le mie sono solo riflessioni generali, ma se sta proseguendo il percorso psicologico le consiglio vivamente di parlarne e di capire quali possono essere queste motivazioni o bisogni che la bloccano in questa nuova situazione e cercano di riportarla a quella precedente. Potrebbe essere utile chiedersi: come mai sento la mancanza di una persona che mi ha ferita psicologicamente e fisicamente? Cosa effettivamente mi manca? C'è qualcosa che mi spaventa della relazione attuale? Se si, cosa? Mi piace la semplicità e la comprensione che questa persona mi mostra o mi fa sentire in qualche modo in ansia? Resto a disposizione per qualsiasi dubbio, Un caro saluto Dott.ssa Giulia Aiello...
Prostitute
Apri domandaBuongiorno Fabio, A cosa fa riferimento quando dice di aver commesso un grosso errore? Avere rapporti sessuali con prostitute, o sex worker in generale, non è considerato un reato. Lo sfruttamento e il favoreggiamento sono considerati reati. Detto questo potrebbe essere utile indagare le difficoltà che sembrano emergere legate al Femminile in generale, sia in una relazione sentimentale sia in amicizia. Che relazioni ha avuto con le donne della sua famiglia? Che idea ha di femminile e maschile? Inoltre, potrebbe essere utile comprendere se le difficoltà di erezione sono presenti anche nei casi di rapporti sessuali con sex worker o se sono maggiormente legati a delle possibili relazioni sentimentali o momenti di intimità e in caso come mai. Ansia e stress sono relegati alla sfera sessuale o riguardano altre aree della sua vita? Da quanto tempo soffre di ansia? Lo ricollega a un evento particolare/scatenante? Resto a disposizione per qualsiasi dubbio o domanda, Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Aiello...
Problemi con mio marito
Apri domandaBuonasera Federica, si percepisce chiaramente il dolore e la sensazione di esclusione che stai vivendo, così come il dispiacere per la situazione con tuo marito e la sua famiglia. Immagino quanto possa essere difficile affrontare il fatto che, nonostante la riconciliazione, tu ti senta ancora esclusa. Hai scritto di voler fare chiarezza e di sentirti cambiata dopo tanti anni in cui ti sei, in qualche modo, annullata. Credo che potrebbe essere utile esplorare come mai questo sia accaduto e come oggi tu possa affrontare queste dinamiche familiari con una nuova consapevolezza di te stessa. Tornare ad essere te stessa è un passo fondamentale e sicuramente importante, e ritrovare la tua voce è un processo che merita di essere rispettato, anche all’interno delle relazioni familiari. Hai anche menzionato che, se prima ti accanivi di più, ora senti che non c'è più nulla da fare e che qualcosa dentro di te sembra essersi sgretolato irreparabilmente. È comprensibile che, dopo aver investito tanto in una relazione, si possa arrivare a un punto in cui ci si sente esauste, quasi rassegnate. Tuttavia, credo che possa esserci una terza via percorribile: non tutto deve essere o bianco o nero. Potrebbe esserci spazio per un cambiamento che non richieda né un accanimento né una rassegnazione totale. Forse la chiave sta nel trovare un equilibrio, in cui tu possa rispettare te stessa e i tuoi bisogni, senza però rinunciare a cercare soluzioni che ti permettano di continuare a vivere la tua relazione in modo più sano e consapevole. Forse sarebbe utile riflettere su come tu possa gestire questa nuova consapevolezza, evitando di tornare a mettere te stessa in secondo piano. Non sempre possiamo cambiare le altre persone, ma possiamo imparare a gestire il nostro ruolo all’interno della famiglia, ponendo dei confini sani che ti permettano di essere rispettata senza dover rinunciare a chi sei. Resto a disposizione per qualsiasi dubbio o domanda! Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Aiello...
Non so cosa fare
Apri domandaBuonasera Camilla, si percepisce chiaramente la sua frustrazione e la sensazione di non sapere bene cosa fare in questa situazione. Mi chiedo innanzitutto se per lei la sessualità è un aspetto importante, o se semplicemente non ha voglia e desiderio di fare sesso. Non tutte le persone hanno lo stesso approccio alla sessualità, e non è affatto obbligatorio che il sesso faccia parte di una relazione. La mancanza di desiderio o di voglia può essere influenzata da diversi fattori, come emozioni, fattori fisici, ansia, stress, stanchezza, rabbia, o anche da problematiche nella relazione stessa, e talvolta può anche essere semplicemente una fase in cui non si è interessati alla sessualità. Un’altra possibilità potrebbe essere che ci siano due desideri diversi riguardo alla frequenza sessuale tra lei e il suo fidanzato, e questa è una situazione che, se c’è consapevolezza e comunicazione, si può affrontare. Mi chiedo anche quanto possa influire sul suo desiderio sessuale il fatto di non sentirsi pienamente ascoltata o accolta nella relazione. Secondo lei, c’è una correlazione tra come si sente emotivamente e il suo desiderio sessuale? All'inizio della vostra relazione, la frequenza dei rapporti era diversa? C'era più desiderio all'inizio, o è cambiato qualcosa nel tempo? Non posso dirle se sia giusto o meno chiudere la relazione per questo motivo, ma potrebbe essere utile comprendere a fondo come si sente davvero, cosa desidera e quanto sente che la relazione sia ancora funzionale per lei. A volte, affrontare apertamente la questione della comunicazione sessuale e dei bisogni di ciascuno può portare a una maggiore comprensione reciproca. Se ritiene che la relazione non le stia dando ciò di cui ha bisogno o che non ci sia la possibilità di un dialogo costruttivo, solo lei potrà decidere cosa sia meglio per sé. Se dovesse sentire la necessità di un supporto per riflettere su questi temi, rimango a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Aiello...
Essere invisibile per il fidanzato
Apri domandaBuongiorno Giada, grazie per aver condiviso così apertamente la tua esperienza. La frustrazione e il senso di essere messa da parte che descrivi sono molto evidenti nel tuo racconto, e capisco quanto possa essere doloroso sentirsi invisibile o non considerata nelle dinamiche di coppia. È importante ricordare che non esiste un modo giusto o sbagliato di provare emozioni, per cui le tue sensazioni, anche quelle legate alla gravidanza della sorella di lui, sono legittime. Se quella preoccupazione ti fa sentire insicura rispetto al futuro della relazione, vale la pena esplorarla più a fondo. Spesso, quando ci sentiamo minacciati da un cambiamento, la nostra reazione può riflettere paure più profonde legate a ciò che già viviamo nella relazione. Inoltre, mi sembra importante chiederti se questa sensazione di sentirti messa in secondo piano sia una novità nella tua relazione o se hai già vissuto esperienze simili in passato. Se ti è capitato prima di sentirti ignorata o trascurata, come hai gestito queste situazioni? La tua reazione oggi potrebbe avere a che fare con esperienze precedenti? Comprenderle meglio potrebbe darti una chiave di lettura utile per la tua situazione attuale. Un altro aspetto che merita attenzione è capire se ci sia stato un cambiamento specifico nella dinamica della relazione con il tuo ragazzo, che ti abbia portato a questa sofferenza: La situazione è sempre stata così o c'è stato un momento preciso in cui questa dipendenza dalla sua famiglia è diventata così marcata? Cosa è cambiato dai primi mesi della vostra relazione? Infine, potrebbe essere interessante esplorare anche la tua relazione con la tua famiglia e il ruolo che lui ha all'interno di essa: Come ti senti rispetto all'idea che il tuo ragazzo si relazioni con la tua famiglia? Quale spazio gli hai concesso nella tua vita familiare? Spesso le dinamiche familiari influenzano profondamente le relazioni di coppia, e capire meglio questi aspetti potrebbe offrirti nuove prospettive su come il tuo ragazzo si comporta e sul suo impegno nei tuoi confronti. Spero che queste riflessioni possano aiutarti a fare chiarezza e a riflettere su come vuoi muoverti. Un supporto psicologico potrebbe aiutarti anche attraverso una maggiore consapevolezza di te stessa e della tua relazione. Resto a disposizione per qualsiasi cosa! Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Aiello...
É giunto il momento di separarsi?
Apri domandaBuongiorno, Dal suo racconto emerge quanto questa situazione la stia mettendo alla prova e quanto stia cercando di fare la cosa giusta sia per sé stessa che per i suoi figli. Voglio però sottolineare un aspetto che mi sembra fondamentale. La situazione che descrive, con il riprendere dei momenti di intimità senza il suo consenso, non è semplicemente una mancanza di rispetto: è violenza. Non si tratta solo di una violazione della fiducia, ma di un atto che implica una profonda invadenza dei suoi diritti e della sua dignità. Ed è importante averne consapevolezza anche per comprendere la situazione e quali scelte prendere per il proprio benessere. Per quanto riguarda la preoccupazione di fare soffrire i suoi figli, è più probabile, in realtà, che la cosa più dolorosa per loro sarebbe crescere in un ambiente in cui non vedono il rispetto tra i genitori. I bambini, anche se piccoli, percepiscono quando uno dei genitori sta male o è infelice, e spesso si sentono impotenti di fronte alla tensione che c'è tra le persone che amano. Restare in una relazione in cui non si sta bene può essere dannoso a lungo termine. Al contrario, separarsi e dare l’esempio che è possibile voler bene a sé stessi e che l’amore, quando non funziona, può finire, è una lezione di forza, di rispetto e di autostima che i suoi figli potranno assorbire, portando avanti un concetto più sano e positivo di relazioni future! La confusione, l'incertezza e la preoccupazione per una possibile separazione e per il futuro sono assolutamente comprensibili, è normale provare un misto di emozioni e sensazioni forti come dolore, delusione, senso di colpa e paura. Se lo desidera può cercare supporto in questa fase delicata che sta attraversando. Le auguro di prendere una decisione mettendo al primo posto la sua felicità e il suo benessere emotivo, ricordando che il suo benessere influenzerà anche quello dei suoi figli. Resto a disposizione per qualsiasi domanda o necessità! Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Aiello...
Come comportarsi con un bambino troppo sensibile?
Apri domandaBuongiorno Daniela, È molto importante che lei abbia riconosciuto questo comportamento in suo figlio. La sua sensibilità e attenzione verso di lei sono sicuramente espressioni di un forte legame, ma è fondamentale essere consapevoli che un'eccessiva responsabilizzazione nei suoi confronti potrebbe influire sull'equilibrio emotivo di suo figlio. Può capitare che in alcune dinamiche familiari si instauri quella che viene definita "inversione di ruoli", in cui i figli sembrano assumere un ruolo protettivo e responsabile verso i genitori, invertendo i ruoli tipici della relazione genitoriale. Questo può succedere per diversi motivi, uno dei quali potrebbe essere il fatto che il bambino percepisca la mamma (o uno dei genitori) triste o arrabbiata e, sentendosi in parte responsabile della sua frustrazione, cerchi di essere un "bravo bambino" per evitare sofferenze aggiuntive. Inoltre, il bambino potrebbe sentirsi inconsciamente in dovere di prendersi cura di un genitore che vive una difficoltà emotiva, specialmente se avverte che, a causa di questa difficoltà, il genitore fatica a dedicare attenzione all'altro. In questo caso, potrebbe essere utile valorizzare la sua empatia, la sua dolcezza e la sua capacità di percepire gli stati d’animo degli altri, ma allo stesso tempo è fondamentale ristabilire i ruoli familiari, chiarendo il ruolo che i genitori hanno nei confronti dei figli e viceversa. Se lei sente di aver bisogno di supporto per la tristezza o la rabbia che ha vissuto, la prima cosa che può fare per aiutare suo figlio è prendersi cura di questi aspetti emotivi come adulta, cercando un supporto esterno se necessario. Prendersi la responsabilità di lavorare su sé stessa non solo aiuterà lei a ritrovare un equilibrio, ma restituirà anche al bambino la sicurezza di un ruolo chiaro e protettivo da parte dei genitori, senza il peso di dover gestire emozioni adulte che non appartengono a lui! Resto a disposizione per qualsiasi domanda! Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Aiello...