Incomprensione dei miei sentimenti
Salve, scrivo perché ho sempre avuto difficoltà a capire i miei sentimenti. Sono molto maturata molto tra i 14 anni (in cui ho avuto il mio primo vero interesse) e i 19 ad oggi, e sto man mano imparando a comprendere me stessa, ma a certe cose non riesco a dare risposta. Da sempre sono stata etichettata come l’amica interessata a qualcuno; il tratto distintivo dei miei interessi è sempre stato il fatto che la persona non mi conoscesse, e io pronta a trovare più informazioni possibili per conoscerla meglio, anche solo per passare davanti alla sua aula senza alzare minimamente lo sguardo (una volta arrivata li non ci riuscivo, non facevo mai nulla per farmi notare per paura di fare figuracce); quindi oltre che provare a studiarlo dai modi di fare e guardarlo da lontano niente di più.
La cosa strana è che mi reputo una persona con un’autostima nella media, non mi sento per nulla brutta e restando in tema diversi ragazzi che non ho ricambiato si sono mostrati interessati a me negli anni, ma nonostante questo ho un blocco totale e non sono mai riuscita neanche banalmente a seguire sui social una persona per paura che potesse notare un mio interesse; da qui ho compreso che non riuscirò mai a fare il primo passo.
Ripeto con gli anni sono migliorata, sono passata dal piangere a dirotto per due anni per un ragazzo che non mi ha mai conosciuta, con cui non ho mai avuto alcun tipo di interazione, a comprendere che in realtà quelle mie sono delle semplici cotte su sconosciuti (sono sempre troppo presa, non riesco a smettere di pensare alla persona, ma non reagisco più cosí male alla distanza da essa).
Quindi quello che mi chiedo è:
• Come mai questo interesse è così profondo?
Come detto poco sopra, dopo quella famosa cotta di due anni, quando questo ragazzo è uscito dalla scuola, è cambiamento il mio approccio sentimentale, ma non so se in meglio: mi è capitato di interessarmi a diversi ragazzi contemporaneamente, tanto da diventare una cosa scherzosa in classe anche con i prof tra una lezione e l'altra, l'interesse quasi ossessivo era sempre presente ma non c’erano più pianti o tristezza. Quindi non ho mai capito se crescendo ho imparato a gestire meglio i miei sentimenti, oppure se inconsciamente sentissi il bisogno di essere interessata a un ragazzo (come se fossi dipendente dalle sensazioni che si provano quando succede), e quindi che fosse normale non piangere o disperarmi come prima. Questo per me è un enorme punto di domanda.
Detto questo, tra varie feste (purtroppo "grazie" all'alcol) sono riuscita a lasciarmi andare, anche se con molta difficoltà, e fare delle esperienze che mi hanno effettivamente molto sbloccata: credo si sia capito che ho molta ansia da prestazione, l’intimità mi spaventa da morire, quindi anche solo aver baciato una persona mi faceva sentire molto più tranquilla in prospettiva di una relazione futura (o almeno così credevo). Dopo ciò infatti, l’anno scorso sono riuscita a mantenere un contatto visivo con un ragazzo a scuola, però una volta capiti i suoi segnali palesi la paura mi ha bloccata di nuovo e ho deciso che se lui non mi avesse scritto io non avrei fatto nulla; il ragazzo qualche mese dopo si è fidanzato ma sono sicura che anche se mi avesse scritto ma non sarebbe finita bene lo stesso, ci avrei provato sicuramente ma non sarei riuscita a lasciarmi andare.
Vorrei infine parlare di una situazione iniziata 6 mesi fa, il ragazzo è un mio amico strettissimo che fa parte del mio gruppo di amici da anni, e premetto che fino a quel momento non mi avesse mai dato dubbi sul mio interesse nei suoi confronti nonostante corrispondesse ai miei gusti dal punto di vista fisico.
Lui è sempre stata una persona molto fisica, avevo notato che nell’ultimo periodo con me lo fosse di più e senza riflettere su quello che stesse effettivamente accadendo reagivo facendo ciò che sentivo in quel momento (se mi faceva appoggiare la testa su di lui lo facevo, se mi abbracciava mentre eravamo sdraiati a guardare un film lo facevo, grattini ecc...) e questa tensione e attrazione fisica la percepivamo entrambi; ricambiavo e mi piaceva il fatto che fosse "senza conseguenze".
Successivamente però la cosa è diventata un po' più palese (mi ha preso la mano) e non mi è piaciuto, ho preso le distanze ma non si è neanche reso conto e poco tempo dopo mi ha baciata senza preavviso e l'ho respinto.
Non mi spiego come sia possibile provare attrazione fisica per una persona che non mi piacerebbe nemmeno baciare, tra l'altro non è mai passata questa cosa e a distanza di mesi (in cui lui ha preso le distanze) mi piacerebbe rifare le cose della situazione iniziale. Spero lei mi possa aiutare a capirmi meglio, scusi per la lunghezza, grazie anticipatamente.
P.S. Non so se può esserle utile sapere che nel mio gruppo di amiche tutte tranne una non sono mai state fidanzate come me, in 5 anni tutte loro si sono interessate massimo a una persona (non ci possiamo confrontare o consigliare a vicenda su queste cose).