Problemi relazionali e personali
Ho 26 anni e sono fidanzata da 4 anni e mezzo con un ragazzo della mia stessa età. La nostra relazione ha sempre avuto degli alti e bassi e negli ultimi mesi sono stati più i momenti bassi che alti. Non siamo ancora purtroppo laureati e stiamo finendo con difficoltà una laurea triennale in due percorsi diversi che è stata resa più complicata a seguito del periodo del covid. Lui associa il fatto di non essere realizzati a livello universitario e/o lavorativo ai problemi che sorgono all'interno della nostra coppia. Io sono infatti una persona che, nonostante il fatto che non sia ancora laureata, cerca sempre di trovare degli svaghi, anche perché dal 2020 mi trovo praticamente in una situazione di stallo e di chiusura perché ho smesso di frequentare l'università in presenza e quindi passo le mie giornate praticamente tutte quante chiuse in casa studiando per dare gli ultimi esami in attesa della laurea. Proprio per questo ho bisogno di stimoli. Che sia un viaggio, che sia una gita fuori porta, che sia un concerto, che sia una cena fuori o una semplice passeggiata, cerco degli stimoli che possano per un po' annullare la piattezza delle mie giornate e di questi mesi che nell'ultimo periodo mi sembrano quasi che non abbiano senso. Ovviamente non dico che questa sia l'unica soluzione per migliorare la mia situazione attuale però sicuramente più passo del tempo in casa, peggio vivo questa situazione. Dall'altro lato, sotto le mie sollecitazioni il mio ragazzo sembra quasi infastidirsi dicendo che non meritiamo questi svaghi perché ancora non siamo realizzati e che dobbiamo concentrarci sul nostro percorso universitario. Mi fa quasi sentire sbagliata nel voler trovare degli svaghi perché ogni qualvolta che io propongo qualcosa di diverso da fare, lui mi rinfaccia il fatto che io ancora non sia laureata e realizzata e che quindi dovrei pensare alle cose serie piuttosto che a quelle che lui definisce cavolate. Io d'altro canto vivo già la mia situazione con una profonda ansia, cosa di cui spesso ho anche parlato con lui e che ho manifestato (motivo per il quale col prossimo bonus psicologo ho intenzione di iniziare una terapia che possa aiutarmi a migliorare realmente questa situazione) e quindi queste sue parole mi feriscono perché mi fa sentire ancora di più addosso il peso del mio fallimento in ambito universitario. Dunque, qualcuno potrà pensare che il suo è un modo duro per darmi una svegliata ma io credo che lui giochi tanto su questa mia debolezza perché sa purtroppo che soffro molto per questa cosa, per trarne vantaggio a proprio favore. Lui infatti è sempre stata una persona molto più statica e con molta poca iniziativa, tanto che tutto ciò che abbiamo fatto negli anni, quelle pochissime cose anzi che abbiamo fatto in questi anni, sono state fatte sotto una mia spinta. Lui con me è sempre stato molto piatto, non ha quasi mai proposto nulla ma le uniche cose che ha fatto insieme a me includevano anche la sua famiglia. Questo è uno dei motivi principali per cui noi spesso abbiamo litigato, perché sembra sempre che con me non abbia voglia di fare nulla ma che si attivi se si tratta di fare qualcosa con la sua famiglia (ad esempio se propongo di dormire una notte fuori in hotel nella nostra città per starcene da soli o di fare una spa lui inizia con la solita storia, mentre se si tratta di andare a vedere una partita allo stadio con i suoi familiari lo fa volentieri). Per questo penso che lui abbia capito quale tasto toccare per smorzare il mio entusiasmo ogni qualvolta che a me viene voglia di fare qualcosa. Il suo modus operandi infatti è sempre lo stesso: quando io propongo di fare qualcosa lui inizia a dirmi che sono immatura, che non penso alle cose serie, non penso a realizzarmi, che penso solo alle cavolate e che vista la situazione in cui sono non dovrai pensare a degli svaghi quanto piuttosto a laurearmi. Io e d'altro canto sentendomi attaccata e rimanendoci male per le parole che lui usa, finisco con l'arrabbiarmi, rispondere in malo modo e chiudere la conversazione. Alla fine lui ottiene quello che vuole, cioè non fare nulla di quello che io propongo, e io alla fine, una volta sbollentata la rabbia, finisco con l'accettare questa situazione e farmi carico di quelle parole pensando che forse ha ragione lui quando dice che in questo momento non mi merito alcun premio. Penso, però, che la persona con cui si sta, dovrebbe essere dura quando è il caso di esserlo ma dall'altro lato capire anche le tue debolezze e accoglierle e non usarle a proprio vantaggio. Penso anche che in questo momento della mia vita in cui mi ritrovo a passare intere giornate in casa senza vedere quasi nessuno, senza frequentare più colleghi e senza avere una mia routine, lui dovrebbe capire che per me fare qualcosa con lui può essere stimolante e può aiutarmi a vivere meglio questa situazione nella quale vivo da ormai parecchio tempo. A volte invece mi sento un peso perché ho paura a proporre qualsiasi cosa, anche una minima sciocchezza come andare a mangiare una pizza fuori o uscire a prendere un caffè, perché so già che lui non prenderà bene la mia richiesta. Inoltre, mi sento già un fallimento per la situazione in cui mi trovo e quindi il fatto che anche il mio fidanzato me lo faccia notare e quasi mi dica che anche lui pensa questo di me, mi fa sentire ancora peggio. Io davanti a questa situazione non so come comportarmi, ormai sono anni che la situazione va avanti così. Non so se è normale, non so se dopo la laurea cambierà qualcosa nella nostra relazione e non so nemmeno se mi merito di vivere così la mia relazione in attesa che io prenda la laurea o che entrambi prendiamo la laurea per vivere la relazione in modo diverso.