risposte dello specialista Giorgia Salvagno
Amicizia finita non superata
Apri domandaGentile Giulia, da ciò che scrivi rispetto a tale vicenda, non credo che, in ogni caso, sia lei che deve scusarsi. Pondera attentamente se avere tale rapporto nella tua vita favorisce il tuo benessere o al contrario lo aggrava, in quanto gli atteggiamenti della tua amica, pur tenendo in considerazione la vostra età, denotano un'immaturità di fondo e poco rispetto verso i tuoi confronti. Il mio consiglio è quello di guardare avanti, iniziare magari a frequentare altri gruppi di amici, anche extra scolastici (fai sport, palestra?), in modo da cominciare ad investire in altri rapporti interpersonali, magari più meritevoli. Infine, potresti tentare a parlare con lei di quanto accaduto, facendole capire come il suo comportamento sia stato poco rispettoso non solo nei tuoi confronti ma anche verso quelli di tuo padre, che vi ha pagato inutilmente la vacanza. Se la situazione a scuola dovesse divenire più pesante, magari a causa anche delle altre ragazzine che la seguono, potresti pensare di rivolgerti ad uno psicologo, in quanto il diffamare le persone sui social o il tentare di isolarle è un atto che può rientrare nel bullismo. Se, quindi, il tutto dovesse degenerare, potrebbe aiutarti rivolgerti ad adulti competenti. Un caro saluto Dr.ssa Giorgia Salvagno - Psicologa a Venezia...
Le nostre strade si sono divise e non lo accettiamo
Apri domandaBuonasera Anna, non conoscendola personalmente non è possibile rispondere alla sua domanda. Potrebbe iniziare a riflettere su di lui, per capire se realmente ne è ancora innamorata e, inoltre, potrebbe discutere con lui di questo continuo cercarvi, per capire quali sono i sentimenti reciproci in gioco. Infine, potrebbe esserti utile rivolgerti ad uno psicologo per esplorare gli aspetti di tale relazione e fare chiarezza sul vostro legame. Un caro saluto Dr.ssa Giorgia Salvagno - Psicologa a Venezia...
Paura di essere tradito
Apri domandaGentile Sandro, il mio consiglio è quello di affrontare l'argomento con sua moglie: parlate chiaramente e, come lei le ha esposto i suoi timori, faccia lo stesso anche lei, spiegandole il dubbio che ha posto qui. In coppia parlare chiaramente e tranquillamente è fondamentale e permette di arrivare ad un punto di accordo. Se, eventualmente, in futuro la vostra astinenza sessuale dovesse proseguire, con correlato disagio, potreste pensare di rivolgervi ad uno psicologo esperto in sessuologia, in modo da capire e affrontare tale "intoppo" della vostra vita di coppia. Un caro saluto Dr.ssa Giorgia Salvagno - Psicologo a Venezia...
Trauma
Apri domandaBuonasera Sara, il mio consiglio è quello di rivolgersi ad uno psicologo per esplorare ed elaborare ciò che le è successo in tenera età. Parlarne con suo cugino potrebbe non aiutarla in tale fase; magari, successivamente, quando avrà elaborato questo drammatico evento, potrà magari parlargliene per fargli capire quanto male le ha fatto anni fa. Un caro saluto...
Mi sento a disagio in presenza di persone
Apri domandaGentile Ludovica, non si preoccupi: temere i giudizi della gente, in modo più o meno marcato, e sentirsi "goffi ed impacciati" se ci stanno guardando, è molto comune. Data la difficoltà ed il disagio da lei provati, potrebbe essere utile per lei parlarne con uno psicologo. Non conoscendola personalmente, ovviamente, non mi è possibile darle ulteriori indicazioni. In ogni caso, il timore del giudizio altrui e l'eccessiva timidezza, magari correlate ad un basso livello di autostima, sono questioni trattate frequentemente dagli psicologi. Provi a rivolgersi ad un professionista della sua zona! Un caro saluto...
Trauma post-lutto
Apri domandaGentile Riccardo, il mio consiglio è quello di rivolgervi ad uno psicologo per intraprendere un percorso di coppia, o tuttalpiù individuale (se sua moglie non vuole), in cui lei possa esprimere queste difficoltà ad un professionista. Mi pare ci sia la necessità di elaborare il lutto di vostra figlia e prendere in mano la vostra situazione di coppia. Per quanto riguarda l'aspetto economico, può eventualmente parlare con lo psicologo cui si rivolgerà di tale difficoltà economica e concordare una tariffa. In alternativa le segnalo anche la possibilità di rivolgersi al servizio pubblico: potrebbe rivolgersi al Consultorio Familiare della sua ulss o al Centro di Salute Mentale. Per informazioni in merito potrebbe chiedere al suo medico di famiglia, che potrebbe fornirle informazioni anche rispetto ad eventuali associazioni ONLUS che forniscono gratuitamente (o che chiedono un'offerta libera) servizi di consulenza psicologica, qualora ci siano nella sua città. Non sottovaluti, infine, la possibilità di un percorso a distanza, online, il quale potrebbe avere una tariffa più bassa rispetto al colloquio in Studio, a seconda del professionista cui si rivolge. Buona fortuna! Un caro saluto Dr.ssa Giorgia Salvagno...
Paura del suicidio, come capire cosa significa
Apri domandaGentile Marco, da quello che racconta si può percepire la sua confusione; inoltre mi pare di capire che non stia vivendo la sua vita con serenità, bensì con difficoltà e disagio. Il mio consiglio è quello di rivolgersi ad uno psicologo-psicoterapeuta esperto in disturbi d'ansia, che intervenga sulla gestione del sintomo e che esplori le cause dei suoi disagi. Intervenire su entrambi gli aspetti, a mio avviso, è molto importante per favorire il suo benessere. Un caro saluto Dr.ssa Giorgia Salvagno...
Mi preoccupo intensamente per la mia salute
Apri domandaGentile Roberto, innanzitutto volevo chiarirle che i sintomi che lei riporta susseguono frequentemente a malattie personali o di familiari/amici. Posso comprendere il senso di smarrimento che ha provato essendo lontano da casa e posso comprendere il timore che lei ha attualmente di allontanarsi ancora. Tuttavia mi pare di capire che tale situazione stia compromettendo la sua vita limitandola in primis per quanto riguarda la sua serenità. Il mio consiglio è quello di rivolgersi ad uno psicologo per intraprendere un percorso in cui esplorare i suoi vissuti rispetto a tali eventi e in cui parlare dei suoi sintomi, in modo da trovare un modo adeguato per gestirli. Potrebbe pensare, eventualmente, anche a delle consulenze a distanza, via Skype, in modo da ottenere anche delle prime indicazioni sulla sua situazione. Resto a disposizione Un caro saluto Dott.ssa Giorgia Salvagno...
Sono diventato inerme a tutto e a tutti
Apri domandaGentile Nicolò, il mio consiglio è quello di rivolgersi ad uno psicologo per esplorare e parlare insieme delle situazioni che ha vissuto e che sta vivendo, e con il quale affrontare anche il tema della sua autostima. Data la sua situazione economica potrebbe pensare di rivolgersi ad uno psicologo a distanza, in quanto alcuni propongono tariffe ridotte rispetto ai colloqui in Studio, e con il quale concordare una tariffa; oppure potrebbe rivolgersi al servizio pubblico della sua città. Se non ne è a conoscenza, potrebbe chiedere al suo medico famiglia informazioni riguardo i Consultori Familiari e Centri di Salute Mentale della sua città, in modo da poterli contattare (oppure provi a guardare il sito internet della sua ulss). Un caro saluto Dr.ssa Giorgia Salvagno...
Figlio arrabbiato o solo in una fase della vita?
Apri domandaGentile Adriana, potrebbe essere utile per suo figlio fare qualche consulenza con un esperto, in modo da capire meglio la questione. Potrebbe rivolgersi alla Neuropsichiatria infantile dell' ulss della vostra città. Un caro saluto...
Amore, ansia e tarchicardia
Apri domandaCara Persefone, rispondere alle sue domande ovviamente è molto difficile dato che non ci si conosce di persona. In ogni caso, come lei ha detto, certamente noi impariamo molto dai comportamenti dei genitori e sua madre può aver avuto la funzione di modello di comportamento per lei. Tuttavia ci fornisce poche informazioni per rispondere in modo più dettagliato. Il mio consiglio è innanzitutto quello di riflettere sul significato che lei attribuisce a "mi piace": cosa significa? E' attratta da lui fisicamente, sessualmente, caratterialmente? O sente ancora di amarlo? O è affetto, dato dall'aver passato molto tempo insieme? Certamente sembrerebbe che fra voi due ci sia ancora un legame, ma potrebbe esserle utile riflettere su questi aspetti, in modo da capire cosa prova davvero per questo ragazzo e cosa significa per lei questa storia. Inoltre, monitori anche i sintomi d'ansia. A tal proposito: ha per caso notato situazioni o momenti ricorrenti in cui l'ansia compare? Ha provato a pensare su quale possa essere la causa? Il mio consiglio è quello di, se il suo disagio non si risolve, rivolgersi ad uno psicologo per delle consulenze, in modo da poter esplorare e chiarire i dubbi relazionali che ci espone qui e far luce anche sui suoi sintomi ansiosi. Resto a disposizione anche per consulenze online. Un caro saluto!...
Attacchi di panico e ansia: vivo in germania
Apri domandaGentile Valentina, da ciò che racconta sembrerebbe stia vivendo la vita con notevole difficoltà e disagio ed in modo molto limitato. Potrebbe esserle utile rivolgersi ad uno psicologo per esporre a lui tutti questi aspetti e trovare insieme il percorso adatto a lei. Potrebbe informarsi meglio se lì dove vive ci sia qualche psicologo italiano o che parla italiano; in alternativa, io, come anche altri colleghi, offro la possibilità di consulenze psicologiche a distanza, sempre nel rispetto del Codice Deontologico degli Psicologi e delle Linee Guida per le prestazioni a distanza, in modo da inquadrare più nel dettaglio le difficoltà della persona e poter capire come intervenire. Resto a disposizione Un caro saluto Dr.ssa Giorgia Salvagno...
Malattia del gioco d'azzardo
Apri domandaBuongiorno Vincenzo, visto ciò che racconta, potrebbe essere utile per lei rivolgersi al SerD della sua ulss (dovrebbe trovare i contatti sul sito internet dell'ulss). In alternativa, alcune città hanno dei servizi specifici per il Gioco Patologico: provi ad informarsi! A tal proposito potrebbe provare a chiedere anche al suo medico di famiglia. Un caro saluto...
Difficoltà ad iniziare una nuova relazione
Apri domandaGentile Roberto, ha parlato a parlarne con la sua nuova partner? Dalle sue parole si evince un certo livello d'ansia e timore, che non giova alla prestazione sessuale (pensiamo ad esempio all'ansia da prestazione in grado di causare impotenza). A mio avviso potrebbe esserle utile parlarne con lei, apertamente e tranquillamente, in modo da mitigare l'ansia da lei provata. In secondo luogo, aldilà dei problemi fisici di cui lei soffre, potrebbe provare a rivolgersi ad uno psicologo esperto in psicologia della sessualità e raccontarle la sua situazione. Un caro saluto...
Paura di vomitare
Apri domandaGentile Paolo, ha riflettuto se sia successo qualcosa in concomitanza dell'inizio del suo timore? Il mio consiglio è quello di rivolgersi ad uno psicologo per delle consulenze, in modo da capire meglio la questione, in quanto date le poche informazioni che fornisce è difficile orientarla. Può contattare uno psicologo online, uno della sua zona oppure rivolgersi al Consultorio Familiare della sua ulss. Inoltre, se vede che perde molto peso, potrebbe rivolgersi al suo medico di famiglia in modo che la metta in contatto con un esperto in nutrizione, per farle acquisire attraverso una dieta specifica il peso giusto per lei e anche quello che lei desidera. Resto a disposizione. Un caro saluto Dr.ssa Giorgia Salvagno - Psicologo a Venezia e Online...
Solitudine
Apri domandaGentile Gabriele, non specifica che età avete, ma immagino siate molto giovani. Spesso, durante l'adolescenza o nella prima età adulta, queste cose possono accadere. Tuttavia, da ciò che racconta sembrerebbe che queste persone non siano dei grandi amici. Ha riflettuto sul fatto se davvero vuole avere queste persone nella sua vita? Il mio consiglio è quello di trovare nuovi passatempi in cui sperimentarsi e conoscere altre persone: si iscriva in palestra, ad altri sport, inizi a frequentare altri luoghi di aggregazione. Posso comprendere il suo senso di solitudine, ma si faccia forza. C'è un mondo di persone da conoscere li' fuori! Se il suo malessere dovesse persistere o recarle maggiore difficoltà, eventualmente può decidere di consultare uno psicologo, della sua città o online. Resto a disposizione. Un caro saluto Dr.ssa Giorgia Salvagno Psicologo a Venezia e online...
Comportamento incomprensibile
Apri domandaGentile Tonino, generalmente, difficilmente l'amore scompare da un giorno all'altro. Potrebbe essere, però, che una persona, convinta di amarne un'altra, si accorga poi che non è così in realtà. Il comportamento di questa donna potrebbe essere anche dettato dal timore di mettersi in gioco. Le variabili sono molteplici ed è per questo che non è possibile fornirle una risposta certa, non conoscendo ne lei ne questa donna di persona. A mio avviso potrebbe esserle utile riflettere su tale relazione, ma anche su quella con la sua fidanzata, che ha messo in pausa. Provi a fare chiarezza sui suoi sentimenti verso queste persone. In secondo luogo, una volta chiarito ciò che prova, potrebbe esserle utile parlare apertamente con entrambe per chiarire la situazione e per esporre il punto a cui è arrivato. Se tale situazione dovesse recarle del disagio in grado di limitare le sue attività quotidiane, potrebbe esserle utile rivolgersi ad uno psicologo, al fine di ricevere un aiuto a fare chiarezza dentro di sè. Un saluto...
Attaccamento morboso alle cose
Apri domandaGentile Rosa, la situazione che racconta sembrerebbe quella di un bisogno costante di avere tutto sotto controllo, pensa il soffrire emotivamente e lo stare in ansia. A tal proposito, potrebbe esserle utile rivolgersi ad uno psicologo per intraprendere un percorso, in modo da esplorare meglio tale suo bisogno e di imparare delle strategie per gestirlo. Potrebbe rivolgersi ad uno psicologo della sua zona o al Consultorio Familiare della sua ulss: il medico di famiglia saprà certamente fornirle delle indicazioni! Un caro saluto...
Lutto ipertrofico, forse
Apri domandaGentile Angela, il lutto del suo fidanzato è davvero molto recente. Le reazioni che ci racconta, come l'aver voglia solamente di dormire e di rivolere la persona cara indietro, sono molto comuni e normali. Anche il desiderio di morire, se espresso per voler raggiungere il defunto (e accantonato il pericolo che ciò avvenga realmente), si inserisce nella sfera delle normali reazioni ad un lutto, specialmente quando la morte avviene in modo inaspettato e abbastanza veloce. In tale quadro, ha senso anche la voglia di isolarsi del suo ragazzo, che cerca di allontanarla. Tuttavia, il suo ragazzo ora dovrà compiere un lavoro di elaborazione del lutto, per poter riorganizzare la propria vita e tornare ad una sorta di equilibrio pari a quello precedente al lutto, per quanto, ovviamente, non si torni mai quelli di prima, perché dopo un lutto cambiamo noi stessi in primis. In tale lavoro di elaborazione, il poter contare sul supporto di chi ci ama, della famiglia e dei veri amici gioca un ruolo chiave e fondamentale, in quanto il circondarci di persone dai sentimenti autentici riduce il rischio di cadere in sindromi depressive e ansiose e permette di poter tornare "alla vita" quanto prima, affrontando insieme i momenti dolorosi. Continui quindi a restare accanto al suo ragazzo, cercando al contempo di rispettare il desiderio di essere lasciato solo, ma senza sparire dalla sua vita: i sentimenti non svaniscono dall'oggi al domani e probabilmente il fatto che il suo ragazzo la stia mettendo da parte ora è legato allo "shock" di quanto successo (a tal proposito, il suo ragazzo aveva mai vissuti altri lutti prima? Quanti anni aveva la sua nonna? Anche questi sono elementi importanti per valutare la situazione). Generalmente le persone rifiutano un aiuto psicologico nelle prime fasi dopo il lutto, sentendone il bisogno magari più avanti. Potrebbe attendere qualche settimana e, eventualmente, proporgli nuovamente un aiuto psicologico. Nel frattempo potrebbe informarsi su quali psicologi siano competenti nel settore nella sua zona, o, in alternativa affidarvi ad uno psicologo a distanza: quest'ultima potrebbe essere una soluzione specialmente nel caso il suo ragazzo lamenti di non avere la forza e le risorse necessarie per raggiungere uno psicologo fisicamente. Nel caso, può tenermi in considerazione: sono una psicologa con competenze specifiche nell'elaborazione del Lutto e offro la possibilità di consulenze psicologiche online. Resto a disposizione e le/vi faccio i miei più sinceri auguri Un cordiale saluto, Dott.ssa Giorgia Salvagno Psicologa a Venezia e Online...
Fobia Sociale
Apri domandaGentile Vincenzo, innanzitutto si scrolli di dosso questa etichetta di fobia sociale, che certamente non è di aiuto. In secondo luogo, da ciò che racconta sembrerebbe che stia vivendo un grande disagio rispetto al giudizio altrui. Il timore del giudizio degli altri è molto comune, ma se supera un certo livello può portare a difficoltà, come mi sembra di capire nel suo caso. Potrebbe esserle utile rivolgersi ad uno psicologo della sua zona per intraprendere un percorso di sostegno psicologico, in modo da chiarire bene la situazione e ritrovare se stesso, come lei dice. Può informarsi anche presso il suo medico di base o rivolgersi al Consultorio Familiare della sua ulss, In alternativa, per avere un primo orientamento, può anche consultare uno psicologo a distanza, in modo da avere un'indicazione specifica sul professionista più adatto alla sua situazione. Resto a disposizione Cordialmente, Dott.ssa Giorgia Salvagno Psicologa a Venezia e Online...
Ansia per la salute
Apri domandaGentile Valentina, preoccuparsi per la nostra salute occasionalmente e in alcuni momenti della vita (magari in presenza della malattia di un famigliare) è comune e normale. Se però tale preoccupazione supera un certo livello, al punto da limitare la persona nelle sue attività quotidiane, portarla a controllarsi ripetutamente il fisico alla ricerca di possibili segnali di patologie (es: noduli al seno) e portarla a focalizzare costantemente la sua attenzione sui segnali del corpo, il tutto senza che vi sia una reale giustificazione, come ad esempio il soffrire di una malattia importante e/o rischiosa per la vita, allora potrebbe essere utile fare chiarezza sulla questione. Innanzitutto, ha riflettuto su quando è nata questa sua ansia per la salute? Potrebbe essere successo qualcosa in concomitanza con l'inizio di queste ansie e paure? A volte, tale ansia può nascere anche in presenza di una grave malattia di un famigliare, o in presenza di gravi epidemie diffuse in varie parti del globo, di solito drammatizzate dai mass media (pensiamo ad esempio a come i mass media hanno diffuso le notizie della recente epidemia di Ebola). Altre volte, invece, le cause sono da ricercare in vissuti, pensieri e sentimenti della persona, oltre che in eventuali eventi del suo passato. Ad esempio, potrebbe accadere che una persona sviluppi l' "ansia per la salute" in quanto magari era (e/o è ancora) presente nei suoi stessi genitori: un bambino, quindi, può apprendere fin da piccolo che IL modo per approcciarsi alla salute e alla patologia è QUELLO. Spesso inoltre, tale ansia permane nella persona in quanto a volte la propria ansia per la salute può portare a dei vantaggi secondari per la persona, da cui essa fa molta fatica a staccarsi (le faccio un esempio pratico: una persona con ansia per la salute odia andare al mare --> può utilizzare la sua ansia per la salute rispetto al terrore di contrarre le verruche come una "scusa" in modo da non recarsi in un luogo che di suo non ama). Ancora, si è sottoposta a qualche controllo medico rispetto a tali sintomi? Posso comprendere la paura di una eventuale diagnosi infausta, ma sottoporsi a dei controlli medici potrebbe esserle utile anche per escludere eventuali patologie e quindi renderla più tranquilla. Il mio suggerimento è quello di contattare uno psicologo che si occupi di ansia per la salute e di psicosomatica, in modo da potersi confrontare con lui e far luce sulla situazione. Può contattarne uno privato della sua città oppure uno online. A tal proposito, io mi occupo di tale tematica, oltre che di psicosomatica e offro la possibilità di consulenze online oltre che di percorsi specifici per affrontare questo tipo d'ansia. Nel caso, quindi, può tenermi in considerazione. Mi preme dirle, infine, che spesso siamo convinti che essere in salute e stare bene significhi avere un corpo che "dorme", che non da segnali, da cui non proviene mai nessun dolore: in realtà non è così, questa è una errata interpretazione del significato di salute. E' possibile, infatti, "soffrire" di alcuni dolori o sintomi fisici senza che via sia una patologia sottostante: semplicemente il nostro corpo non è una macchina e a volte possiamo sentire dei dolori, sentire il cuore che batte un po' più forte o accorgerci maggiormente della nostra circolazione, ma senza, per questo, che vi sia una malattia. Resto a disposizione e le faccio i miei più cari auguri! dott.ssa Giorgia Salvagno Psicologa a Venezia e Online...
Ansia, depressione, problemi con il cibo
Apri domandaBuongiorno Martina, da quello che racconta si può ben capire come lei stia vivendo una situazione di difficoltà che va ad interessare diverse tematiche della sua vita. Il mio consiglio è quello di intraprendere un percorso con uno psicologo, che certamente la aiuterà a far luce sugli aspetti che ci ha raccontato. Per quanto riguarda la parte dell'alimentazione, inoltre, sarebbe utile contattare anche un nutrizionista (di solito medico o biologo specializzati in nutrizione): ne può eventualmente parlare con lo psicologo, oppure può rivolgersi a centri specifici per il Comportamento Alimentare, dove operano delle equipe formate da psicologi-psicoterapeuti, nutrizionisti e medici. Per quanto riguarda l'aspetto economico, può contattare il Consultorio della sua ulss, in cui l'accesso è gratuito. Non è però un Servizio specialistico per le difficoltà che ci racconta, ma può essere un utile punto di partenza! In alternativa, può cercare su internet o chiedere al suo medico di base se ci siano, nella sua città, associazioni che offrono servizi di consulenze psicologiche gratuite o a prezzo ridotto. Si guardi attorno anche tra gli psicologi privati, in quanto alcuni offrono degli sconti per studenti (io ad esempio offro agli studenti il 20% di sconto nelle sedute nel mio Studio ed il 10% di sconto nelle sedute Online). Le ricordo, inoltre, che la fattura è sempre detraibile in quanto spesa sanitaria. Resto a disposizione. Le faccio i miei più cari auguri! Dott.ssa Giorgia Salvagno Psicologa a Venezia e Online...
Mi sento persa
Apri domandaGentile Giuseppina, da quello che racconta mi sembra di capire stia vivendo diverse difficoltà relazionali, prima su tutte quella con il suo compagno. Ha mai riflettuto sulle motivazioni che potrebbero essere alla base del suo stare insieme a questo ragazzo? Inoltre, ha provato a parlare con lui apertamente di quanto sta riferendo a noi? Parlare, tranquillamente e chiaramente, aiuta sempre, in quanto i silenzi e la non-comunicazione dei propri sentimenti poi possono diventare muri insormontabili. Se dovesse continuare a vivere questi disagi, potrebbe esserle utile rivolgersi ad uno psicologo per delle consulenze. Può contattarne uno privato della sua città oppure online, o in alternativa rivolgersi al Consultorio della sua ulss. Un caro saluto! Dott.ssa Giorgia Salvagno Psicologa a Venezia e Online...
Periodo no e relazioni
Apri domandaGentile Aurora, da quello che ci racconta, sembrerebbe che il lavoro occupi une fetta di importante della sua identità. La nostra identità, infatti, ovvero la consapevolezza stabile di chi siamo, coerentemente anche con lo spazio e il tempo (ovvero, se io, nata a Roma, vado a New York per due settimane, sarò comunque consapevole di "chi sono" anche se non sono nella mia città natale) è composta da molte "parti", oltre a quella lavorativa: quella di genere (ovvero se si è maschi o femmine), quella familiare (se si è figli, genitori, nonni, coniugi, fratelli o sorelle, etc), quella relativa agli hobby e alle nostre passioni, e così via. Tenere presente questo è molto importante, in quanto noi non siamo solo ed esclusivamente il lavoro che svolgiamo. Dare maggiore attenzione e importanza a tutti gli altri lati della sua persona, quindi, potrebbe esserle d'aiuto per superare la sua sensazione di inadeguatezza. Lei ci chiede come può fare... potrebbe esserle utile rivolgersi ad uno psicologo, che potrebbe, inoltre, fornirle dei suggerimenti e aiutarla a riscoprire le sue risorse anche relativamente alla ricerca di lavoro. Data la sua situazione economica potrebbe rivolgersi al Consultorio della sua ulss, dove l'accesso è gratuito, o informarsi dell'eventuale esistenza di associazioni della sua città che offrono servizi di consulenza psicologica gratuita o a prezzo ridotto. Può informarsi di ciò anche presso il suo medico di base. In alternativa, può anche guardarsi attorno rispetto ad uno psicologo privato della sua città, in quanto alcuni offrono degli sconti per persone disoccupate. Intraprendere un percorso psicologico, inoltre, potrebbe essere di beneficio anche rispetto alla sua autostima, che mi pare di capire sia un po' diminuita, dato il suo senso di inadeguatezza. Resto a disposizione e le faccio i miei più cari auguri! dott.ssa Giorgia Salvagno Psicologa a Venezia e Online...
Apatia ad "intermittenza"... o forse no
Apri domandaGentile Fabrizio, le motivazioni alla base della sua "perdita di interesse nella socializzazione" potrebbero essere molteplici, e date le poche informazioni che ci fornisce è difficile darle delle indicazioni precise. Tuttavia, potrebbe provare a fare chiarezza sulla sua situazione riflettendo su alcuni temi. Innanzitutto, questa sua perdita di interesse rispetto ai rapporti sociali, potrebbe essere dovuta ad una paura del giudizio altrui? Si sente a disagio quando è in compagnia, giudicato? Oppure, potrebbe essere successo qualcosa in concomitanza dell'inizio di questo suo "problema"? E se sì, come mai questo evento l'ha turbata in tal maniera? In secondo luogo, potrebbe essere che, rispetto alla parte sentimentale, non trova nessuna ragazza che davvero le interessi e che accenda la sua curiosità e voglia di conoscerla? A volte può capitare che, nonostante vi sia il desiderio di avere una relazione, siano gli altri a non interessarci. Inoltre, lei come trascorre il tempo libero? Potrebbe esserle utile conoscere nuove persone, allargare i suoi orizzonti. A tal proposito, potrebbe esserle utile iscriversi in palestra o a qualche altro sport, o iniziare a frequentare altri luoghi di aggregazione in base ai suoi interessi: in questo modo, riuscirebbe ad avvicinarsi ad altre persone con la "scusa" che lei è lì per seguire le sue passioni e quindi senza sentire troppo questo senso di "tensione" e "pressione" rispetto al conoscere nuove persone, che mi pare di capire lei stia provando. Questa perdita di interesse è circoscritta solo all'area sociale oppure ha perso interesse e motivazione anche rispetto ad altri ambiti della sua quotidianità (lavoro, hobby, etc...)? Il mio consiglio è quello di riflettere su tali aspetti. Se la situazione dovesse continuare a recarle disagio e confusione, potrebbe esserle utile rivolgersi ad uno psicologo per delle consulenze. Può contattarne uno privato della sua città oppure uno online, in modo da fare chiarezza sulla sua situazione e vedere insieme come poterla affrontare e superare. Resto a disposizione e le faccio i miei più cari auguri! Dott.ssa Giorgia Salvagno Psicologa a Venezia e Online...
Non so cosa fare
Apri domandaGentile Valerio, ovviamente ci racconta poco sui comportamenti e atteggiamenti di questa ragazza per fornirle delle risposte più precise, però da quello che racconta sembrerebbe che via sia interesse tra voi due. Il mio consiglio è quello di parlarne con lei: le parli di ciò che sente, in modo chiaro e tranquillo (emozioni permettendo!). I silenzi diventano muri incolmabili e spesso fanno perdere delle occasioni! Un caro augurio...
Diagnosi di autismo
Apri domandaGentile Hakumei, certamente la diagnosi la può fare lo psicologo. Anzi, lo psicologo è proprio la figura di competenza per effettuare tale diagnosi, assieme allo psichiatra o al neuropsichiatra infantile. La diagnosi per il disturbo dello spettro dell'autismo si basa innanzitutto su una serie di colloqui con l'interessato, se possibile, sulla sua osservazione e con i suoi famigliari (o comunque chi si prende cura di lui), in modo da raccogliere e documentare anche informazioni relative alla nascita (era sottopeso alla nascita? In famiglia altre persone soffrono di autismo?). In secondo luogo, bisogna accostare alle informazioni raccolte con i colloqui anche una serie di test, ad esempio cognitivi e psicodiagnostici, anche per escludere eventuali disturbi mentali che potrebbero confondersi con l'autismo. Allo stesso modo, è utile affiancare a tali strumenti anche una serie di esami medici per escludere eventuali patologie fisiche che potrebbero confondersi con l'autismo (es. Sindrome di Rett). Se la persona è minorenne, il servizio cui è utile rivolgersi è la Neuropsichiatria Infantile della propria ulss. Se adulto, potrebbe essere utile rivolgersi al Servizio di Psichiatria o al Centro di Salute Mentale della propria ulss. In alternativa, è possibile chiedere informazioni al proprio medico di base in modo che possa fornire delle indicazioni su chi rivolgersi. Un caro saluto dott.ssa Giorgia Salvagno Psicologa a Venezia e Online...
Bambino escluso dai compagni: come aiutarlo?
Apri domandaGentile Paola, innanzitutto avete provato a parlare con gli insegnanti? Gli insegnanti hanno, oltre al compito di far apprendere, anche quello di favorire l'integrazione tra compagni di classe, soprattutto nei primi anni della scuola. E' quindi importante parlarne con loro, che dovrebbero agire per risolvere la questione, dato che mi sembra di capire che suo figlio soffra molto per questa emarginazione. L'integrazione tra compagni contribuisce anche a favorire un buon clima di classe. Oltretutto, quando si è in presenza di un buon clima, anche l'apprendimento diviene, generalmente, più facile. In secondo luogo, potrebbe provare a capire se si siano verificati episodi di bullismo (anche emarginare e isolare un compagno è un atto di bullismo, se fatto con l'intenzionalità di far soffrire l'altra persona e se perpetrato nel tempo. Il bullismo, infatti, non si rifà mai ad un episodio isolato). Un altro suggerimento, potrebbe essere quello di stimolare suo figlio a fare amicizia con i bambini che vi abitano vicino: magari potrebbe organizzare lei un pomeriggio-merenda dopo scuola presso casa vostra, con alcuni di questi bambini, in modo da far passare un po' di tempo libero a suo figlio in compagnia di questi compagni. Se secondo lei il disagio di suo figlio dovesse divenire più marcato e compromettente, potrebbe esserle utile rivolgersi alla neuropsichiatria infantile della sua ulss per delle consulenze con uno psicologo, in modo da capire come aiutare suo figlio. Ovviamente io le sto lasciando delle ipotesi e spunti di riflessione, per fare chiarezza sulla questione, in quanto non vi conosco e non ci fornisce molte informazioni per poterla aiutare in modo più approfondito. Un caro saluto! dott.ssa Giorgia Salvagno Psicologa a Venezia e online...
Anorgasmia ragazza
Apri domandaGentile Ilaria, posso comprendere il suo senso di insoddisfazione, anche se parziale. Innanzitutto mi viene da chiederle: ha mai provato a parlare di questo con il suo ragazzo? In una relazione, che sia con il fidanzato, con i genitori o con i figli, le parole chiave sono: parlare, parlare, parlare. I silenzi infatti possono diventare muri che poi diventano insormontabili e possono celare sotto di loro anni di cose non dette, che però, anche se silenti, vanno comunque ad intaccare il rapporto. Credo che potrebbe esserle utile parlare delle sue preferenze sessuali con il suo ragazzo! La sessualità in una coppia si "conquista" in due, è giusto parlarsi e dirsi le cose che si preferiscono, affinché si possano identificare delle preferenze comuni e fissare eventuali limiti condivisi. Potrebbe provare a parlarne chiaramente ma tranquillamente, apertamente e in modo accogliente. Ad esempio, sul sesso orale, potrebbe spiegargli come preferirebbe fosse fatto, in modo che sia più soddisfacente. In secondo luogo, quello che lei scrive sull'incapacità a raggiungere l'orgasmo non è infrequente, in realtà, e sicuramente il fatto che difficilmente riusciate a ritagliarvi dell'intimità incide molto su ciò, in quanto, con i genitori sempre in casa o con la paura che ritornino presto, non si è tranquilli ed aumenta l'ansia, che generalmente rovina l'atmosfera e non permette di rilassarsi. Durante il rapporto sessuale con il suo ragazzo le capita di pensare ad altro? O riesce a godersi l'esperienza? Capita spesso che chi ha difficoltà a raggiungere l'orgasmo riferisca di pensare ad altro, di avere la testa piena di pensieri....generalmente è necessario non pensare a niente ed essere liberi e rilassati per poter raggiungerlo. Oltre a comunicare queste questioni al suo ragazzo, per parlarne insieme (non la veda come una cosa negativa, potrebbe rafforzare la vostra complicità e intimità) potrebbe esserle utile consultare uno psicologo esperto in sessuologia per fare chiarezza sulla questione. Certamente saprà aiutarla! A tal proposito le segnalo anche la tecnica dell'ipnosi che si è rivelata molto efficace per l'anorgasmia femminile. In tal caso, eventualmente si informi su uno psicologo esperto in ipnosi. Infine, sarebbe opportuno sentire anche il parere di un medico-ginecologo per escludere eventuali cause fisiche, anche se da quello che ci racconta sembrerebbe che l'impedimento sia più che altro di natura psicologica. Nel caso necessitasse di ulteriori indicazioni, resto a disposizione, anche per un colloquio online, in modo da chiarire meglio la situazione. La psicologia della sessualità rientra nelle mie aree di competenza e sono una ipnologa. Un caro augurio dott.ssa Giorgia Salvagno Psicologa a Venezia e Online...
Convivere con un disturbo ossessivo compulsivo...
Apri domandaGentile Michele, da quello che ci racconta sembrerebbe lei stia vivendo con un grande malessere e disagio. Inoltre, mi pare di capire che i contenuti di questi suoi "pensieri ossessivi" siano legati alla salute e alle malattie. Com'è il suo "rapporto" con la salute? E' molto ansioso rispetto a tali tematiche? Le basta sentir parlare di una patologia al telegiornale per credere di averla a sua volta? Mi pare di capire che la diagnosi di "disturbo ossessivo compulsivo" se la sia data lei, autonomamente... è molto "pericoloso" produrre delle autodiagnosi, in quanto poi si rischia di restare ingarbugliati nell'etichetta che ci si è dati. Il mio suggerimento è di parlare di questo suo malessere e questa sua "ossessione" per la salute e le malattie ad uno psicologo. Intraprendere un percorso di sostegno psicologico potrebbe esserle utile per far luce sulla questione e capire come affrontare e gestire questi suoi pensieri che le causano tale malessere. Un caro saluto dott.ssa Giorgia Salvagno...
Le mie orecchie
Apri domandaGentile Chiara, può capitare a volte che una parte del nostro corpo ci faccia stare male e sentire inadeguati, anche se non rappresenta realmente un difetto estetico. Su questo gioca un ruolo importante anche l'attuale società, dove vige l'idea che per avere successo e degni di attenzione bisogna sempre essere bellissimi e al top, sopratutto se si è donne. La difficoltà che ci racconta non è infrequente: potrebbe esserle utile contattare uno psicologo. Come è il rapporto con se stessa? La sua autostima? Contattare uno psicologo per alcune consulenze potrebbe aiutarla a fare luce e chiarezza sulla sua situazione. Può contattarne uno privato in presenza oppure online. Resto a disposizione! Un caro saluto, dott.ssa Giorgia Salvagno Psicologa a Venezia e Online...