Michele domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 03/01/2017

Convivere con un disturbo ossessivo compulsivo...

Ho 40 anni e da 20 anni sono in cura presso "me stesso" per un grave disagio causatomi da un disturbo ossessivo compulsivo, scatenatosi in modo del tutto incomprensibile e decifrabile da me stesso.
Ho sempre ritenuto che la cura di tutto dovesse partire da noi stessi, che solo rafforzando la propria cognizione di se e le proprie sicurezze si potesse far fronte a tutti i tipi di problemi di questo mondo... difatti ho sempre ritenuto che ogni problema avesse una sua soluzione ma oggi sto trovando la forza per condividere questo mio malessere con qualcuno.
Il mio problema non so se sia scaturito da una fobia giovanile ma di certo credo che questa abbia una forte valenza su ciò che mi sta accadendo.
Da 19enne accettai la scommessa di avere un rapporto con una prostituta e fui soddisfatto di aver vinto quella sfida vantandomene con tutti gli amici... ma da quel giorno molte persone iniziarono a parlarmi di malattie sessualmente trasmissibili e, da quel giorno la mia vita è cambiata... ho sempre scelto con meticolosa minuzia le ragazze con cui stavo, stando attento a non spingermi verso un rapporto "completo" seppure protetto, perchè anche la protezione per me non era motivo di sicurezza. Anche i periodici controlli negativi mi rassicuravano e qualunque cosa accadesse (tagli accidentali, essere sfiorato su ferite, strette di mano...) erano motivo di ansia... Ho vissuto e vivo ancora con questo malessere ma riesco a "controllarlo" con una grossa forza di volontà e di crescita interiore. Ho migliorato di anno in anno questa mia capacità di soffocare questo mio malessere ma, malauguratamente, passeggiando in una zona non periferiche della mia città ma molto affollata vidi una siringa e, in quell'istante, tutto ciò che sono riuscito a conquistare in questi anni di autoanalisi sembra essere svanito... fino al punto di essermi fermato con l'auto sotto casa di un parente che doveva scendere per essere accompagnato dal medico, ed essermi addormentato a causa di un mio stato influenzale... dovevano essere 5 minuti ma mi raggiunse dopo oltre 35 minuti...e visto che si trovava in quella zona dove vidi quella siringa iniziai a farmi domande del tipo "e se mentre dormivo qualcuno avesse aperto la portiera e mi avesse punto?".... razionalmente dovrei pensare che una portiera che si apre mi avrebbe svegliato come anche l'essere punto ma non riesco ad essere lucido...non riesco a ragionare...
A questo punto cosa posso fare? cosa potrei fare per scacciare tutto questo dalla mia testa e per ritrovare quella normalità che mi sono sudato investendo tanto su me stesso?
Cordiali saluti.

  4 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Carlo Casati Inserita il 03/01/2017 - 15:48

Milano - Centro storico
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Carissimo Michele,
Lei ha ragione. In effetti, è ben possibile che lei sia stato effettivamente punto dalla siringa mentre dormiva. Ha corso quel rischio, e realmente nessuno può escludere al 100% che le cose siano andate come lei si immagina. Perché questa é la aspirazione dei soggetti con DOC, questa è la rassicurazione che vorrebbero e che sono destinati a non avere: essere sicuri al 100%. Certo, concorderà con me che lo scenario immaginato sia quantomeno improbabile:- qualcuno avrebbe raccolto la siringa da terra per colpirla-- dovrebbe essere stato o un suo acerrimo nemico od un pazzo, se no perchè mai avrebbe agito così -quindi dobbiamo pensare che un suo nemico o un pazzo fossero casualmente presenti nel luogo in cui si è addormentato-dobbiamo assumere inoltre che tale individuo l'abbia vista mentre dormiva e abbia ideato il suo piano- poi tale persona la avrebbe punta in modo così abile da non causarle risveglio - inoltre stiamo dando per scontato che la siringa fosse infetta, altrimenti non ci potrebbero essere le conseguenze catastrofiche da lei temute.

Ma queste cose già le sa. Il punto é che, pur essendo un evento molto improbabile, non si può escludere al 100% che le cose siano andate proprio come lei si immagina. Probabilmente sta pensando in modo compulsivo a questa evenienza.
Non riesce a togliersi di testa l'evento che sarebbe potuto accadere (o magari é effettivamente accaduto). Forse, si rimprovera della sua disattenzione, si colpevolizza per la leggerezza che ha avuto: non ci si deve addormentare sulla pubblica via!

Non pensi che io stia buttando la cosa sul ridere. Ho sufficiente esperienza clinica per sapere che la incapacità di vivere accettando il rischio che il vivere quotidiano comporta, causa una pesante sofferenza psichica e ostacola molte attività pratiche.

La chiave per uscire dal DOC è proprio la progressiva accettazione del rischio che tutti inevitabilmente incontriamo nella vita quotidiana. Il mio consiglio è di affidarsi al più presto ad un terapeuta cognitivo-comportamentale che sappia aiutarla a compiere questo percorso. Da solo il DOC non passerà mai, per quanti sforzi lei faccia. Inoltre potrebbe essere utile anche l'assunzione di un farmaco per un certo periodo.

Cordiali saluti,

Dr. Carlo Casati - medico psicoterapeuta - Verona

Dott.ssa Giorgia Salvagno Inserita il 04/01/2017 - 13:03

Gentile Michele,
da quello che ci racconta sembrerebbe lei stia vivendo con un grande malessere e disagio.
Inoltre, mi pare di capire che i contenuti di questi suoi "pensieri ossessivi" siano legati alla salute e alle malattie. Com'è il suo "rapporto" con la salute? E' molto ansioso rispetto a tali tematiche? Le basta sentir parlare di una patologia al telegiornale per credere di averla a sua volta?
Mi pare di capire che la diagnosi di "disturbo ossessivo compulsivo" se la sia data lei, autonomamente... è molto "pericoloso" produrre delle autodiagnosi, in quanto poi si rischia di restare ingarbugliati nell'etichetta che ci si è dati.
Il mio suggerimento è di parlare di questo suo malessere e questa sua "ossessione" per la salute e le malattie ad uno psicologo. Intraprendere un percorso di sostegno psicologico potrebbe esserle utile per far luce sulla questione e capire come affrontare e gestire questi suoi pensieri che le causano tale malessere.
Un caro saluto

dott.ssa Giorgia Salvagno

Dott.ssa Laura Carsetti Inserita il 04/01/2017 - 09:33

caro michele da quello che mi racconta posso dirle che curarsi da solo nel suo caso non sia sufficiente, penso che una terapia come quella ad orientamento psicoanalitico possa aiutarla ad andare in profondità e a capire cosa sia successo davvero in lei dopo quel rapporto con la prostituta. Possiamo pensare che da quello sia scaturito tutto quello che è successo dopo ma dovremmo valutare con attenzione. Il Disturbo ossessivo compulsivo può essere davvero debilitante, le consiglio di iniziare un percorso che la possa aiutare ad entrare in contatto davvero con quello che le è successo a livello inconscio solo così riuscirà a smontare tutte le sue ossessioni. la saluto cordialmente. Dott.ssa laura carsetti, ancona

Dott.ssa Erica Tinelli Inserita il 03/01/2017 - 15:49

Buongiorno Michele, non darei così per scontato il fatto che il suo possa essere un disturbo ossessivo-compulsivo perché potrebbero esserci altre possibilità che sembrano essere comunque plausibili e che, quindi, andrebbero approfondite.
In ogni caso, al di là delle etichette, non deve stupirsi del fatto che le vengono in mente dei pensieri e dei dubbi che da un punto di vista razionale sa benissimo che sono infondati. Capita molto spesso, è una caratteristica comune di molti problemi psicologici e probabilmente è dovuta al fatto che l'uomo è meno razionale di quanto spesso siamo portati a credere.
Cosa può fare? Sta a lei scegliere. Può lavorare autonomamente per soffocare nuovamente il suo malessere oppure può decidere di attivarsi per risolverlo completamente.