Paola domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 27/12/2016

Alessandria

Bimbo escluso dai compagni

Buongiorno,abbiamo un bimbo di 7 anni,è in crisi per via del l'allontanamento da parte dei suoi due amici .Uno dei due dice di essere suo amico,quando però c'è il terzo bambino non si comporta più come tale e gli dice di andarsene .Nosro figlio ne soffre e non se ne fa una ragione continuando a cercare di stare con loro..Lo maltrattano e lo umiliano in continuazione.Gli diciamo di giocare con altri bimbi ma lui non lo fá.La sua classe è di 26 bambini di cui 8 del suo stesso paese. Non sappiamo come aiutarlo.Avete dei consigli? Grazie in anticipo a chi ci darà risposte,saluti.
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  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Giorgia Salvagno Inserita il 28/12/2016 - 00:26

Gentile Paola,
innanzitutto avete provato a parlare con gli insegnanti? Gli insegnanti hanno, oltre al compito di far apprendere, anche quello di favorire l'integrazione tra compagni di classe, soprattutto nei primi anni della scuola. E' quindi importante parlarne con loro, che dovrebbero agire per risolvere la questione, dato che mi sembra di capire che suo figlio soffra molto per questa emarginazione. L'integrazione tra compagni contribuisce anche a favorire un buon clima di classe. Oltretutto, quando si è in presenza di un buon clima, anche l'apprendimento diviene, generalmente, più facile.
In secondo luogo, potrebbe provare a capire se si siano verificati episodi di bullismo (anche emarginare e isolare un compagno è un atto di bullismo, se fatto con l'intenzionalità di far soffrire l'altra persona e se perpetrato nel tempo. Il bullismo, infatti, non si rifà mai ad un episodio isolato).
Un altro suggerimento, potrebbe essere quello di stimolare suo figlio a fare amicizia con i bambini che vi abitano vicino: magari potrebbe organizzare lei un pomeriggio-merenda dopo scuola presso casa vostra, con alcuni di questi bambini, in modo da far passare un po' di tempo libero a suo figlio in compagnia di questi compagni.
Se secondo lei il disagio di suo figlio dovesse divenire più marcato e compromettente, potrebbe esserle utile rivolgersi alla neuropsichiatria infantile della sua ulss per delle consulenze con uno psicologo, in modo da capire come aiutare suo figlio.
Ovviamente io le sto lasciando delle ipotesi e spunti di riflessione, per fare chiarezza sulla questione, in quanto non vi conosco e non ci fornisce molte informazioni per poterla aiutare in modo più approfondito.
Un caro saluto!

dott.ssa Giorgia Salvagno
Psicologa a Venezia e online