articoli di psicologia della Dott.ssa Anastasia Zottino

risposte dello specialista Anastasia Zottino

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Possibile che non gli manco?

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Gentilissima, intanto mi sembra che questo per lei sia stato un amore molto importante e significativo. Nonostante i nostri desideri e le nostre azioni, l’altro rimane una persona distinta ed il nostro potere si limita a quello che noi stessi possiamo fare. Quello che voglio dirle è che lei ha il potere di scegliere e decidere per sé ma non di influenzare le decisioni ed i sentimenti dell’altro. I suoi tentativi sono dettati dal cuore e dalle emozioni, ma è importante tenere a mente che questo non è per forza garanzia di ottenere la reazione sperata dell’altro. Il punto è cosa può fare una volta che l’altro le ha comunicato in maniera chiara il suo volere, come lei può metabolizzare una risposta che non corrisponde al suo desiderio. Inoltre, lei parla delle sue colpe e dei suoi comportamenti come unica causa della rottura, ma forse potrebbe essere utile guardare alla separazione con uno sguardo più ampio e complesso, in cui possono avere avuto un peso diversi fattori. Un caro saluto Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologa Aprilia (LT)...

Inadeguatezza tra le mura di casa: non riesco ad uscirne!

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Gentile Valentina, in questo momento il rapporto genitore/figlio sta cambiando ed è normale dover contrattare delle nuove modalità di essere insieme. Intanto non è semplice sempre comprendersi e riuscire a vedere l’altro, con tutte le sue necessità e differenze. È importante darsi il tempo di parlarsi, spiegare il proprio punto di vista e, soprattutto, come ci sentiamo quando l’altro si pone in un determinato modo con noi, ad allo stesso tempo ascoltare le emozioni altrui. Se l’altro è cieco ai nostri bisogni, nonostante le nostre comunicazioni, è importante imparare noi stessi a porre dei limiti, dei confini, per sottrarci a richieste per noi eccessive. In questo modo è possibile evitare di arrivare al culmine, per poi scoppiare, imparando noi per primi a proteggerci e ad ascoltare i nostri bisogni. Un abbraccio Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologa Aprilia (LT)...

Paura del matrimonio

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Gentile Ilaria, i cambiamenti sono spesso complessi, ci richiedono di abbandonare le nostre consuetudini e di iniziare un cammino nuovo, all’inizio del quale non sappiamo quali sfide affronteremo e quali risorse metteremo in gioco. Se è vero che non conosciamo cosa ci aspetta, però, è importante ricordare che questo vale per le cose negative, ma anche per quelle positive. Le sorprese non sono sempre fatte per deluderci, ma ci si sorprende anche in positivo. Dall’altro lato è interessante capire cosa vede lei nel matrimonio, cosa rappresenta questo legame, quali sono gli elementi che nella sua rappresentazione si legano a questa unione. Non c’è nessuno che possa dirle se fare o meno questo passo, ma è chiaramente importante rifletterci, ascoltarsi…e capire che cosa sono queste paure, di che cosa stanno parlando. Il timore può essere legato a mille motivi (solo per fare degli esempi la coppia stessa, il partner, il desiderio di vivere liberi e credere che il matrimonio ce lo impedisca ecc. ecc.)il punto è guardarsi a fondo, e cercare di capire di cosa è fatta questa paura per il matrimonio, come la definisce lei. Le invio un caro saluto Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologa Aprilia (LT)...

Non so se sia la mia strada... Non so come trovarla

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Gentile Francesca, intanto chiariamo che la scelta universitaria non è proprio semplice: si tratta di una decisione che forma la nostra identità lavorativa, che per alcuni ricopre gran parte nel definire chi si è. Inoltre è una scelta che viene fatta in giovane età, è un percorso lungo e non è detto che quello che decidiamo una volta debba essere vero per sempre. E’ importante aprirsi al cambiamento ed ascoltarsi ogni volta che sentiamo dentro di noi che abbiamo bisogno di cambiare strada. Credo che questa possa essere una sua grande risorsa, la capacità di ascoltarsi. Detto questo ogni scelta implica abbandonare qualcosa di altro, non possiamo stare su tutto, disperdendo troppe energie e perdendo di vista l’obiettivo. Il punto è fare quello che ci rende felici, e non fare tutto. Inoltre, è importante orientarsi al presente: cosa desidera lei in questo momento? Rivolgersi al passato, rimpiangendo le scelte fatte, o al futuro vivendo nelle aspettative e nella progettazione, ci fa perdere di vista quello che desideriamo realmente in un preciso m omento della nostra vita, creando confusione. L’immagine che mi viene in mente è quella della nebbia…come se in questo momento i suoi desideri fossero offuscati da qualcosa..aspettativa?rimpianto? Spero di aver aperto un nuovo punto di vista per riflettere su quanto richiesto. Cordiali Saluti Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologa Aprilia (LT)...

Essere se stessi

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Gentile Vito, intanto non importa quante volte sia stata fatta questa domanda, perché ognuno la definisce in modo personale ed intimo. E’ vero che a volte possiamo conoscere bene e razionalmente cosa dovremmo fare, e cioè la teoria, ma passare alla pratica non sempre è così semplice ed immediato, perché possono intervenire tanti fattori che ci bloccano o non ci fanno sentire del tutto a nostro agio per permetterci di esprimere noi stessi al meglio. E’ interessante riflettere, però, su cosa abbiamo paura di mostrare agli altri: le nostre fragilità? Le nostre ferite? E cosa pensiamo possa accadere se gli altri non ci vedono perfetti ed infallibili? Non esiste la formula magica adatta a tutti, per questo è importante che lei porti l’attenzione su cosa nello specifico, in quali situazioni precise, con quali determinate persone, si verifica la situazione per cui non riesce ad esprimere se stesso. Definire in modo puntuale ciò che ci mette a disagio è il primo passo per poi scegliere una strategia per affrontare l’ostacolo. Sperando di averle dato uno spunto di riflessione le invio un caro saluto Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologa Aprilia (LT)...

Voglio andare via di casa

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Gentile COCCA208, mi sembra di capire che il problema non sia tanto logistico quanto piuttosto emotivo. Se ho capito bene, lei dice di essere economicamente indipendente, quindi da un punto di vista strettamente pratico non ci sarebbero difficoltà nel mantenersi fuori casa, da sola, oppure iniziando una convivenza. Allora cosa le impedisce davvero di andarsene?! Il punto è che le modalità che i genitori hanno con i figli spesso sono abitudini costruite in molto tempo e, una volta adulti, tocca anche a noi cercare di mettere dei paletti e ridefinire il rapporto che diventa adulto-adulto. Inoltre, è possibile esternare i fastidi che proviamo quando gli altri ci rimandano delle cose in una modalità per noi non adatta. Questo non ci garantisce che l’altro capisca o si rimoduli, ma è utile fare un tentativo. Gli altri possono anche essere capaci di ricalibrarsi e, se così non fosse, noi possiamo trovare il modo per affrancarci dalla loro approvazione o stabilità, rendendoci autonomi da un punto di vista psichico. I genitori, come tutti, hanno i loro limiti come persone, oltre che i loro punti di forza. Crescendo si può anche accettare che non siano perfetti e che possano essere manchevoli in alcune nostre esigenze, essendo ormai autonomi da un punto di vista emotivo. Le invio un caro saluto Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologa Aprilia (LT)...

Fidanzato ansioso\depresso

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Gentile Silvia, leggendo tra le righe, arriva molto chiaramente la difficoltà che sente in questo momento, il sentimento altalenante che si prova quando si mette fine ad una storia per noi importante, in cui abbiamo sperimentato un forte amore, che ci ha permesso di sentirci uniti ad un altro. Nessuno può dirle se fa bene o fa male, il punto non mi sembra questo, quanto piuttosto riflettere sul cammino che ha fatto fino ad ora. Mi sembra che lei, passo dopo passo, abbia iniziato ad interrogarsi su ciò che desidera in una relazione, su quello di cui ora ha bisogno. Lei, nella sua domanda, utilizza delle frasi che sembrano aver delineato già una scelta “non voglio passare una vita così” oppure “è stato logorante”, “sento di non riuscire più a stargli vicino”. Mi chiedo se quello che muove il suo dubbio ora sia più la voglia di aiutare una persona a cui ha voluto bene, oppure il reale desiderio di rimettersi in cammino insieme al suo compagno. Intravede la possibilità di un nuovo equilibrio per la coppia oppure no? Credo che intanto concentrarsi su se stessa sia un passo che lei ha già iniziato a fare, e che, forse, merita di essere approfondito per fare chiarezza rispetto ai suoi desideri. Un abbraccio. Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologa Aprilia (LT)...

Mal d'amore

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Cara Lali, indipendentemente dal fatto che ti rivolgerai o meno ad un professionista in un contesto “faccia a faccia”, posso assicurarti che ogni percorso che si fa ha il pieno rispetto dei tempi della persona che si rivolge allo psicologo, che ha cura di non creare forzature o strappi, anzi accompagna in modo gentile ed accorto il cliente nel rispetto di ogni suo contenuto e del tempo di cui ha bisogno. Detto ciò credo, ma è un’impressione, che tu sia giovane e pian pianino si può imparare a parlare in maniera diretta e limpida con la persona che ci interessa, senza tanti intermediari, che creano dei fraintendimenti. Con il passaparola si rischia di avere informazioni parziali e distorte, mettersi faccia a faccia, invece, ti permetterà pian piano di sentire in prima persona, vedere con i tuoi occhi, capire e trarre le TUE conclusioni. A volte per dimenticare ci vuole del tempo, quindi sii tu per prima a concederti il tempo di cui hai bisogno. Quello che mi colpisce di più, però, è il modo severo e duro con cui ti riferisci a te stessa, in questo momento in cui tutto sembra nero e poco importante, sembra che tu non riesca a vedere i tuoi punti di forza, mettendo in risalto soltanto i tuoi lati negativi. Credo che in questo momento sia importante riflettere su questo, sul valore che decidi di dare a te stessa, sul modo in cui puoi costruire la tua autostima, imparando a riconoscere certamente i tuoi limiti, che ognuno di noi ha, ma anche a valorizzare le cose che ti rendono unica e speciale al mondo, e per questo preziosa ed insostituibile. Ricorda che l’altro non ci completa, siamo già individui completi: l’altro può valorizzarci, ma non può essere il fondamento della nostra autostima. Prima di essere in due, bisogna essere capaci di stare in piedi anche da soli. Un abbraccio Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologa Aprilia (LT)...

Rapporto con mio padre

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Gentile Ilaria, credo che il punto focale della sua richiesta sia poter capire come rimodulare un rapporto con un genitore. Lei, come giovane adulta, sente l’emergere della sua personalità. Fino a quando siamo bambini o adolescenti, il nostro rapporto con i genitori è per definizione non alla pari, un rapporto appunto bambino-adulto. Pian piano che si cresce, diventiamo degli individui completi, con le nostre idee, passioni, propri desideri e obiettivi. Il sistema intero della famiglia è chiamato a riadattarsi per accogliere un rapporto diverso, che sia adulto-adulto. E’ un processo che a volte passa attraverso la rottura, scontri e differenze, ma che è veramente importante. A volte il genitore può trovarsi nella sensazione di non conoscere questo nuovo individuo, in cui il figlio obbediente e pacato, si è trasformato, irrigidendosi ancora di più. Credo però che questo sia anche un importante banco di prova per lei, per poter imparare a comunicare pian piano le sue esigenze, ponendo in risalto anche il modo in cui lei si sente laddove non vengono accettate, cercando di trovare una mediazione, chiedendo di essere accettata anche laddove si mostra imperfetta o semplicemente diversa dall’ideale. Pian piano possiamo fare pace con i limiti ed i difetti dei genitori, mentre lavoriamo per comunicare con loro in maniera più aperta e su un piano diverso: utilizzando il nostro mondo emotivo, mostrando cosa proviamo e come ci sentiamo realmente. Questo non le darà la possibilità di trasformare certamente suo padre o cambiare le sue idee, ma può fare un passo verso se stessa, nel mostrarsi apertamente ed in maniera autentica per quello che è e quello che desidera. Le invio un caro saluto. Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologa Aprilia (LT)...

Il mio lui mi ha lasciata

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Cara Mahela, il suo racconto così dettagliato ed appassionato fa ben trasparire quanto per lei sia importante questa persona, il rapporto che avete costruito insieme e ciò che avete condiviso. Non ci sono formule magiche o comportamenti con cui possiamo farci amare da chi vogliamo, ma credo che in realtà il suo compagno sia stato molto trasparente e chiaro nel dirle ciò che desidera in questo momento, che è poi quello che conta ora. Credo che lui per primo abbia bisogno di occuparsi di se stesso, e creare uno spazio fisico e mentale attraverso cui risolvere i propri dubbi ed incertezze. Nessuno ha la possibilità di prevedere il futuro, ma quello con cui può fare i conti è il momento presente e, rispetto a questo, mi sembra che sia stata fatta chiarezza. Ora, forse, è il momento per lei per capire, far passare del tempo ed affrontare la ferita della rottura. Rimanendo a disposizione per ulteriori chiarimenti, le invio un caro saluto. Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologa Aprilia (LT)...

Troppo innamorata di lui

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Gentile Sissi, “non ci sono leggi in amore” diceva una canzone. Quello di cui ci possiamo fidare sono i nostri sentimenti, ma mi sembra di capire che in questo momento il suo cuore e la sua testa stiano andando in direzioni opposte, non accordando quello che sa e quello che sente. E’ vero anche che quando iniziamo da capo una relazione che ha subìto una rottura, dobbiamo sentire realmente che stiamo iniziando da zero, senza recriminare sul passato, come se fosse una relazione del tutto nuova. Dobbiamo essere onesti nel dirci se sappiamo accettare questo. Rispetto al fatto che lui dovrà lasciare l’Italia, mi chiedo se sia per sempre o soltanto per un periodo e se, insieme, avete affrontato questo discorso, cercando di definire come si possa gestire la lontananza in maniera concreta. Il lavoro che lei dovrebbe fare in questo momento è proprio cercare di raccordare sentimenti e ragione, così le sue azioni andranno di conseguenza nella stessa direzione. Nessuno può darle una risposta, ma piuttosto la domanda a cui rispondere è: cosa desidera per se stessa davvero? Le invio un caro saluto Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologa Aprilia (LT)...

Paura di smettere di amare

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Carissima, è importante riconoscere che ognuno di noi ha un passato con cui fare dei conti, che nel bene e nel male, in parte, ci fa diventare quello che siamo. E’ segno di grande ascolto e consapevolezza saper cogliere i nessi tra il cammino che abbiamo fatto e ciò che siamo oggi. Allo stesso tempo, però, è importante imparare a curare le nostre ferite, dopo averle riconosciute ed esplorate, per permetterci di vivere nel qui ed ora, senza mettere in atto lo stesso identico copione di sempre. Per fare questo è necessario saper distinguere che la situazione che ci troviamo a vivere oggi, sebbene evochi il nostro passato, è diversa: noi intanto siamo diventati degli adulti, con risorse per rispondere all’esterno ben diverse. Come dico sempre, sarebbe bello avere una formula magica che risolve ogni problema, ma la verità è che i nostri confini li abbattiamo solo se ci facciamo i conti e se lavoriamo su noi stessi. Allo stesso tempo, non possiamo pretendere di costruire un sentimento…l’amore o c’è o non c’è, poi si può lavorare sul modo che abbiamo di viverlo, di comunicarlo a noi stessi ed agli altri, ma non possiamo scegliere che una determinata persona è quella giusta per noi, o meglio, la testa è solo una parte nella costruzione dei sentimenti. Mi sento di dirle che è anche importante riflettere sul fatto che lei stessa deve essere una risorsa per gestire la sua ansia. Non ci sono solo parole, ma qualora lei decidesse di intraprendere un percorso con un professionista, ci saranno tecniche strutturate a sostenere il suo cammino. Credo che sia importante riflettere su quanto i suoi dubbi abbiano a che fare con la persona con cui ora ha una relazione, e quanto, invece, non sia questo il messaggio per se stessa di darsi l’opportunità di lavorare su di sé, affrontando anche i suoi fantasmi, dando uno spazio per esplorare il suo mondo senza la necessità di essere sintetica. Le invio un caro saluto Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologa Aprilia (LT)...

Mia sorella

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Cara Loredana, intanto sarebbe importante sapere quanti anni ha tua sorella, ma in ogni caso è importante riconoscere che il nostro ruolo nella vita degli altri è marginale. Possiamo consigliare le persone a cui vogliamo bene, metterle in guardia e cercare di proteggerle, e questo è bello e sano; ma quello che non possiamo fare è prendere decisioni al posto degli altri. Non possiamo e non abbiamo il potere di sostituirci alle persone nella loro vita. Avere una sorella può essere una grande risorsa, se si lavora su un rapporto in cui si può essere sincere ed autentiche, chiedere aiuto senza paura del giudizio. Credo che sia importante esprimere il tuo punto di vista a lei, ma non dimenticare mai di farlo con morbidezza, come un tenero consiglio e non come un’imposizione. Per quanto riguarda i vostri genitori, anche qui credo che sia importante lasciarle lo spazio per gestire autonomamente questa fase delicata, pur facendole sentire che anche se non condividi una sua scelta il vostro affetto resta immutato. Credo che parlare apertamente sia una grande risorsa, facendo passare all’altro quanto lo riteniamo importante e quanto vogliamo che stia bene. E poi, siamo proprio sicuri che tua sorella non sia in grado di giudicare per sé cosa sia giusto o sbagliato? Ovviamente io non posso dirlo, non conoscendo la storia, ma ti invito a riflettere su questa domanda, a provare a percepire lei come soggetto capace di operare delle scelte e capire cosa sia meglio per se stessa. Ti abbraccio Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologa Aprilia (LT)...

Dubbi e incertezze

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Cara Sara, intanto il fatto che lei sia stata onesta con se stessa, mettendosi in discussione e cercando di capire è lodevole. Non tutti siamo pronti a guardare proprio lì dove ci fa più paura, come sta facendo lei. E’ bello e sano interrogarsi e capire, soprattutto rendere ogni giorno che passiamo con qualcuno una scelta e non un’abitudine. Credo che lei si stia dando la possibilità di capire cosa c’è nel suo rapporto e se ancora oggi farebbe la stessa scelta. Quello che mi risuona particolarmente però è che quando lei ha preso una decisione tanti anni fa, non lo ha fatto con i suoi tempi, ma ha sentito di essere obbligata a scegliere, come se sua madre glielo avesse proprio imposto. Mi chiedo se questo non decidere fino in fondo oggi, non sia l’eco di quella scelta di tanti anni fa, che dentro di sé ancora non era maturata del tutto forse, ed a cui ha messo l’acceleratore per far piacere ad altri. Questo non mette assolutamente in maniera diretta in discussione il suo matrimonio e la validità dell’uomo che ha accanto…ma mi viene da pensare se questa impossibilità di staccarsi da quest’altro uomo non derivi piuttosto da una mitizzazione, un dolce fantasticare rispetto a quello che sarebbe potuto essere se ne avesse avuto l’occasione. Questo può essere però per lei uno specchio attraverso cui capire la sua modalità di scelta, insegnandole che nel momento in cui diamo più peso agli altri che a noi stessi, qualcosa in noi rimane a sibilare che avremmo dovuto darci più spazio…e questo adesso lei lo può fare: darsi lo spazio necessario per capire le sue e soltanto sue esigenze. In bocca al lupo per tutto Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologa Aprilia (LT)...

Rapporti pessimi in famiglia

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Cara Rossana, l’aver messo per scritto la sua storia, le da già la possibilità di inquadrarla. Scrivere in qualche modo ci costringe a focalizzarci, a scegliere tra tanti elementi quelli più importanti e salienti per noi. Mi sembra di capire che il rapporto con la sua famiglia sia sempre stato gestito nello stesso modo, non adattandosi, per esempio, alla sua crescita e rimanendo ancorato ad una visione dei ruoli maschio-femmina un po’ predefinita e rigida. Quando noi stiamo in un ruolo, è difficile emergere, esprimere la nostra unicità, ma mi sembra di capire che lei questo lo ha fatto, ha rotto gli schemi ed ha conquistato lo spazio che voleva. Credo che questo sia il momento in cui lei avrebbe bisogno di trovare un nuovo modo per essere con i suoi genitori. Credo che se per lei la fede è un valido aiuto potrebbe farne ricorso, ma mi permetto di osservare che rivolgersi ad uno specialista non è come ammettere di essere noi le persone sbagliate. Un professionista può,invece, aiutarla ad elaborare tutta questa storia, che in ogni caso è il suo percorso di vita, e riflettere sul fatto che lei può cercare di portare un nuovo equilibrio nella sua famiglia, imparare ad accettare dei limiti, e iniziare a mettere dei confini più emotivi che geografici che,come lei stessa ha notato, a volte non sono di per sé garanzia di protezione. Tagliare emotivamente dalla famiglia di origine andando via è una scelta coraggiosa, ma a volte lascia dentro di noi aperte delle domande, come se qualcosa avesse bisogno di essere risolto. Provi a pensare che scegliere consapevolmente cosa fare ed in che modo interagire, potrebbe evitarle di arrivare ad un punto tale di malessere in cui l’unica possibilità comunicativa è lo scontro aperto: in realtà ci sono molti altri modi intermedi tra la negazione del legame e lo scoppio d’ira…sta a lei decidere se intraprendere un percorso in questo senso. Credo che se ha sentito il bisogno di scrivere, forse è viva l’esigenza di andare più a fondo e fare luce sul suo rapporto con la famiglia. Un caro saluto Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologa Aprilia (LT)...

Curiosità sessuale

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Gentile Katya, è difficile dare una risposta definita alla sua domanda. Credo che sia importante per lei osservare attentamente, capire quali sono i comportamenti che la portano ad identificare questa curiosità sessuale, cercare di descrivere puntualmente cosa succede in questi giochi. Credo che sia importante ed interessante confrontarsi con un sessuologo nella sua zona di provenienza, che possa delucidarle la situazione e chiarire i suoi dubbi. In fin dei conti informarsi e chiedere spiegazioni è l’unico modo che abbiamo per comprendere e capire. Un caro saluto Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologa Aprilia (LT)...

Sento di vivere in una bolla di sapone

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Cara Eva, la sua richiesta mi ha molto toccato, ho sentito forte e chiara la sensazione del nodo in gola, come di una voce che volesse uscire ma viene trattenuta, come un respiro che si blocca perché viene ricacciato indietro, nella consapevolezza che non verrà ascoltato. Credo che a volte il corpo sia lì per parlarci e dirci qualcosa di noi, del nostro mondo emotivo che in un certo momento fatichiamo a guardare, o che non trova altro modo per essere espresso. Mi rendo conto che in questo momento della sua vita ci sono molte cose importanti in ballo, tra l’università e la situazione della sua famiglia, ed ho come l’impressione che lei senta la necessità di essere brava, perfetta ed impeccabile. Spesso si rimane intrappolati in delle aspettative così alte, che sono troppo per chiunque e che non fanno altro che frustrarci. Ognuno di noi è unico e speciale, pregi e difetti compresi, ed accettare che siamo umani e possiamo avere un momento di difficoltà può allentare un po’ la tensione e riportarci su delle aspettative realistiche. Provi a pensare che è possibile fare qualcosa soltanto per come ci fa sentire, e non per forza per farla bene. Forse la sua sensazione di non essere ascoltata è reale, forse davvero si aspettava in cuor suo una risposta diversa ed a volte il limite dell’altro di fronte alla nostra sofferenza è forte, ma non impossibile da valicare. Forse, in questi casi, può essere più utile descrivere come ci sentiamo in quel momento, piuttosto che dare un nome preciso ad una cosa che l’altro può non capire o conoscere, ma che certamente può provare a comprendere se descritto in termini di sentimenti ed emozioni. Questa richiesta è un segnale, è la prova che lei ancora crede nell’aiuto dell’altro, nonostante la sensazione del mondo intorno come ovattato, ha trovato il coraggio di esprimere questo grido, di dargli una forma, si è data la possibilità di vedere se un aiuto sarebbe arrivato: ha avuto speranza. Mi auguro che questa stessa speranza la porti pian piano nel suo vivere quotidiano, e che possa intravedere la possibilità di farsi aiutare, in tanti modi e forme diverse. Credo che la fiducia in se stessi non dipenda esclusivamente da quanto siamo bravi nel lavoro, o dai risultati che abbiamo all’università o dalle nostre possibilità economiche, ma piuttosto dalla capacità che abbiamo di riconoscere la nostra bellezza come persone, di capire e vedere senza giudizio chi siamo, e di trattarci con lo stesso amore che riserviamo agli altri. Un caro saluto Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologa Aprilia (LT)...

aiutatemi a capire, periodo strano!

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Gentilissimo, mi sembra di capire, tra le righe, che questo è un periodo di grande movimento interiore e cambiamento. Intanto è ammirevole che lei si sia rivolto ad una collega, mostrando il coraggio e la motivazione di andare fino in fondo, per cercare di comprendere se stesso e quello che le sta accadendo. Leggendo le sue parole, la parola che mi risuona è “Tempo”: il tempo che deve concedere alla terapia, che è un processo ed ha bisogno di essere affrontato con delicatezza, tempo per stare nella crisi prima di rinascere su un nuovo equilibrio, tempo per il sesso, di cui l’ansia e la fretta sono nemici e tempo da dare all’amore, per conoscersi ed imparare a stare insieme. Quando dice “è come se non mi riconoscessi”, mi viene da pensare che comprendo questo stato d’animo, e credo che sia il segnale che in questo momento lei sta abbandonando il suo vecchio modo di essere per trovarne uno nuovo, più rispondente al giovane adulto che lei ora è diventato. Ogni cosa che ci succede è un segnale, il nostro corpo cerca di comunicarci qualcosa attraverso dei “sintomi”: il punto è saper ascoltare cosa c’è dietro al nostro disagio, capire da dove origina, dargli una voce ed una forma. Scoprirà in terapia molte cose di se stesso, sarà un viaggio interessante ed affascinante, in cui imparare a comprendersi ed a prendersi cura di se stessi. La crisi è fisiologica nel nostro essere, siamo fatti per cambiare e non per rimanere immobili, ma dobbiamo imparare a sopportare un momento di incertezza prima di imparare a comprenderci. Anche il bruco ha bisogno di tempo per trasformarsi in una bellissima farfalla e credo che se lei si darà il tempo di tollerare questo momento di incertezza, saprà trasformarsi, cambiare, non perdendo di vista chi è, ma assumendo una forma nuova, più adulta. Un grande abbraccio Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologa Aprilia (LT)...

Esclusione familiare

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Gentile Maria, quella che lei pone è una domanda molto diretta e precisa, ma apre ad ampie possibilità di riflessione. Intanto non bisogna pensare secondo una logica causa-effetto, cioè non sempre lo stesso evento porta ad una conclusione univoca ed uguale per tutti e, allo stesso modo, una condizione finale simile può originare da diversissimi contesti. Per questi motivi non è possibile dare una risposta altrettanto precisa e puntuale alla sua domanda. E’ interessante riflettere, piuttosto, sui termini di questa esclusione: cosa significa, come si manifesta, in quali situazioni e contesti, come risponde la persona, riconosce l’esclusione e se si come la fronteggia. A volte da un evento disastroso possono emergere cambiamenti importanti e positivi, a volte, invece, basta un piccolo cenno per ferirci in profondità. La famiglia è il nostro primo ambiente sociale, dove impariamo a stare con gli altri, conosciamo noi stessi attraverso i loro occhi e l’immagine che le persone per noi importanti ci rimandano. La famiglia perfetta non esiste, ma è importante capire se il sistema famiglia riesce a ricucire, quando ci sono degli strappi, ad essere un porto sicuro a cui far ritorno, pur mantenendoci liberi di esplorare autonomamente il mondo che ci circonda. La famiglia è il luogo da cui proveniamo e a cui torniamo. A volte, alcuni sistemi familiari, creano al loro interno delle dinamiche dolorose, a cui sarebbe interessante guardare non tanto prendendo il singolo membro come “problema”, ma aprendo la possibilità a guardarsi tutti in termini di relazione l’uno con l’altro, di modalità di interagire come sistema complesso, in cui ogni membro da il suo contributo ed ha la sua rilevanza. Rimanendo a disposizione per ulteriori chiarimenti le invio un caro saluto. Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologa Aprilia (LT)...

Amore a senso unico

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Gentilissima Manuela, capisco la delusione, la frustrazione, di assistere alla distruzione di qualcuno che amiamo e con cui stiamo condividendo un progetto di vita, ma bisogna anche considerare che non si può salvare nessuno che non voglia essere salvato. Io credo che "questa vita mi sta ammazzando" non sia lo stato in cui vorrebbe trovarsi e spero che possa trovare il coraggio per aspirare ad una vita che sia vita. A volte l'amore di chi si ha intorno non è sufficiente per spezzare le catene della dipendenza, purtroppo smettere è una consapevolezza che matura dall'interno e che nessuno di diverso può immettere nella persona che la vive. Il punto è: cosa desidera lei per se stessa e per i suoi bambini? La lascio con questa domanda, certa che sappia cercare dentro di sé la risposta. La abbraccio e le auguro un grande in bocca al lupo Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologa Aprilia (LT)...

Matrimonio finito

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Cara Maristella, lei chiede di tenere in considerazione tutta la situazione a chi la legge...in realtà io credo che lei abbia tenuto in debito conto e per molto tempo tutta la situazione, ma mi chiedo se abbia tenuto in conto se stessa. Non c'è nulla di giusto o sbagliato, ma esistono certamente le cose che ci fanno stare bene e quelle che non ci rendono felici, non appagano i nostri desideri e gli slanci che sentiamo di voler realizzare. In realtà, lei esprime in modo molto deciso il suo stato d'animo dicendo "Sono Infelice", e credo anche che seriamente suo marito stia bene così come le dice, ma il punto non è questo. Il vero punto della questione è come si sente lei, cosa è per lei il matrimonio e se sente che quello che vive rispecchia ciò che desidera e che si aspetta da un legame. E' vero, la condizione economica non è una questione di poco conto e, purtroppo a volte, neanche di semplice risoluzione, ma quanto le costa in termini emotivi restare? Indipendentemente dalle sue scelte e dalla strada che vorrà intraprendere, credo che il grande esercizio sia cercare di ricostruire se stessa, chiedendosi chi è oggi, cosa vuole per sé, che aspettative ha...sono domande difficili, me ne rendo conto, ma sappia che il punto di partenza per ogni direzione è soltanto se stessa, è da lì che può iniziare a vedere chiaro, facendo spazio dentro di sé per la donna che è oggi. Le invio un caro saluto, restando a disposizione. Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologa Aprilia (LT)...

Tradimento virtuale di mia moglie

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Gentile Paolo, è comprensibile sentirsi disorientati quando si scopre una parte dell'altro che non conoscevamo, che non ha condiviso con noi ma ha utilizzato in altri contesti. Credo che, ovunque lei possa farlo, la decisione di prendersi un momento per capire e riflettere su ciò che desidera fare sia una buona intuizione. Creare lo spazio tra quello che è successo e la decisione che prenderà, le permette sicuramente di fare chiarezza su quello che è accaduto per cercare dentro di sé la scelta più giusta per se stesso e per il suo futuro, e forse questo è un movimento più interiore che fisico verso altri posti. Le invio un caro saluto Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologa Aprilia (LT)...

Figlio geloso della nuova compagna

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Cara Milena, il legame che descrive è molto bello e delicato, l'attenzione che avete messo nel dare tempo ai vostri figli è evidente e commovente. A volte accade che con i bambini ci siano dei "passi indietro". A 12 anni si raggiunge una nuova maturazione cognitiva, e pian piano i nostri ragazzi iniziano a vedere delle cose in più rispetto a quelle di prima, arrivando a reagire in modo nuovo ed inaspettato. Quello della crescita è un momento di transizione e cambiamento personale davvero importante, in cui si può avere il bisogno di fare ritorno ai genitori per sentirsi rassicurati. Credo che tanti elementi adesso stiano cambiando e siano messi in discussione nella vita di questo giovane ragazzino: la famiglia, lui che non è più un bambino ma neanche è un ragazzo, avere una famiglia allargata a cui ci si deve abituare con il tempo, con cui bisogna imparare ad entrare in relazione e di cui pian piano si deve imparare a fidarsi. Credo che le sue risposte rispetto al motivo per cui ha avuto un cambiamento siano state molto chiare; a volte bisogna dare altro tempo, creare altro spazio, in modo che lui possa non sentirsi escluso e possa esprimere anche tutte le sue paure nell'abituarsi ad un nuovo assetto di famiglia, con la paura che anche questa volta possa rompersi qualcosa. Credo che sia importante lasciargli il tempo di vivere il papà in questo modo più vicino se ora è questa la sua esigenza, e credo anche che continuando a piccoli passi come avete fatto fino ad ora percorrerete la strada più giusta, magari facendogli presente, come avete già fatto, che il ruolo e l'affetto di suo padre non sono in discussione, che gli darete tutto il tempo ed il modo per esprimere i suoi dubbi, e che quando vorrà tu sarai pronta ad accoglierlo, rispettando le sue distanze ed i suoi tempi. Penso che la vostra sensibilità vi farà valutare se è necessario fare ricorso ad altre risorse, come quella di un professionista. Un caro saluto Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologa Aprilia (LT)...

Grave problema con suocera

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Gentile Sole48, spesso gli equilibri delle famiglie sono delicati e lei ha fatto un'attenta analisi degli ostacoli che si sono presentati nella vostra coppia. Credo che in questi casi sia importante sempre giocare a carte scoperte e parlare apertamente, mostrando anche le proprie paure e le proprie fragilità. Credo che lei possa spiegare a suo marito che appena avuta la bambina, ogni sua attenzione era rivolta alla piccina, alla volontà di costruire la sua nuova identità di mamma, a maggior ragione considerato che la piccola ha avuto delle complicanze che devono averla assorbita e preoccupata completamente. Può parlargli di quanto sia fondamentale questo primo periodo per accogliere, coccolare, creare un feeling con la neonata, e di quanto questo abbia richiesto a lei un'attenzione speciale per vostra figlia, sentimento certamente condiviso anche da lui. Credo che questo suo desiderio di non rottura vada proprio comunicato, è un obiettivo importante da portare alla luce, sottolineando che i ruoli non vanno assolutamente fraintesi, così come lei non può sostituire la mamma di suo marito, è importante che neanche il suo di ruolo venga frainteso, specialmente nei confronti della bambina. Credo che sia essenziale portare l'attenzione di suo marito sul fatto che, così come lui non vuole ed è dispiaciuto che la mamma possa essere tenuta fuori, un domani non vorrà far provare lo stesso alla vostra bambina. La crisi a volte è il passaggio essenziale per il cambiamento, a volte abbiamo bisogno di distruggere per costruire nuovi equilibri, più pertinenti alla situazione attuale. La vostra coppia sta attraversando il passaggio verso la famiglia, e questo rimescola i rapporti con le famiglie di origine. La piccolina avrà bisogno di tutti voi, con ruoli diversi ma ugualmente speciali. Credo che anche la nonna possa essere rassicurata su questo. Un grande in bocca al lupo per la sua famiglia Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologa Aprilia (LT)...

Mi sento spenta quando mi fidanzo

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Gentile Francesca, intanto può dirsi un grandissimo BRAVA per aver avuto il coraggio e la forza di uscire da una relazione violenta. Le chiedo per un momento di provare a sospendere il suo giudizio rispetto allo essere sbagliata, e di contattare quello che lei cerca in queste relazioni. Credo che quello che collega le esperienze sentimentali che lei racconta, sia proprio un turbinio di emozioni fortissime, come se quando manca quel brivido di inaspettato, disperato ed eccessivo, subentri la noia. Cosa associa all'indifferenza? Perdita?Rifiuto? Mi chiedo se nella sua esperienza, e dentro di sé, colleghi il dramma all'amore, quindi la rottura turbolenta possa rientrare in questo schema, per cui l'amore e la sofferenza vanno di pari passo e solo insieme sono emozionanti. Credo che possa riflettere sulla possibilità di guardare insieme ad un professionista, in un percorso, quale sia la modalità di relazione che collega alla parola amore, e cercare di calibrarla in modo tale che amore non faccia più rima con disperazione, ma con benessere. Stare insieme non vuol dire fondersi l'uno nell'altro, perdendo se stessi, ma condividere le proprie unicità pur rimanendo due esseri interi anche da soli. Si può stare insieme anche rimanendo persone, con propri spazi, che poi alimentano e fanno crescere il rapporto. Le auguro un buon ascolto di se stessa, e la capacità di volersi bene. Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologa Aprilia (LT)...

Mi sfruttano nel sesso

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Cara Fabiana, dalle righe che scrive credo che lei abbia ben definito già un ambito su cui si potrebbe lavorare. Infatti, lei identifica in modo chiaro e diretto che il sesso diventa la chiave attraverso cui sentirsi accettati dall'altro, come se questa fosse l'unica e possibile modalità di entrare in un contatto intimo...come se non ci si potesse aspettare affetto, accettazione, calore, al di fuori del letto. L'altro punto molto interessante, credo strettamente legato, è il fatto che il suo bisogno/desiderio viene messo a tacere, forse perché l'altro viene considerato più importante di quanto lei pensi verso se stessa, e forse, come detto prima, perché in lei potrebbe esserci l'idea che o si aderisce alle richieste altrui, o si viene rifiutati ed allontanati, come se non si potesse essere degni di amore se non ci si piega completamente ai voleri degli altri. L'accettazione però, in questo caso ed in questi termini, sembra avere un prezzo per lei alto, l'idea e la sensazione che l'altro non le porti rispetto e che, forse, non abbia più la capacità di guardare a lei come persona, nella tua interezza, per tutte le cose meravigliose che ci sono dentro di lei e non soltanto perché "fa quello che deve". Credo allora che il bisogno che stia emergendo sia proprio quello di essere vista per quello che è, più che per la sua capacità di soddisfare i bisogni degli altri...e di capire che anche se si dice no, la relazione può sopravvivere o lei può tollerare che termini. Credo che, essendo stata così brava ad individuare in maniera così precisa e chiara un punto della sua vita sui cui vuole apportare un miglioramento, possa essere importante riflettere sull'opportunità di intraprendere un percorso con un professionista, che possa sostenerla nel "correggere il tiro" rispetto a questa modalità che sente non più funzionale, scegliendone altre che potrebbero rivelarsi più protettive e amorevoli verso se stessa. Rimanendo a disposizione per ulteriori chiarimenti, le invio un abbraccio, con l'augurio che possa decidere di imparare ad amare prima se stessa. Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologa Aprilia (LT)...

Disoccupata senza speranze

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Gentile Beppa, è molto difficile ed impegnativo il momento che sta vivendo, e merita tutta la comprensione e la vicinanza. E' vero è un momento particolare per l'impiego, ed è complesso adattarsi ad una nuova situazione che non abbiamo cercato e che ci piomba addosso, cambiando completamente ogni aspetto della nostra vita. Credo anche però, e lo penso davvero, che ogni lavoro svolto con impegno sia dignitoso e rispettoso. E' inaspettato reinventarsi a 50 anni, ma non impossibile, e non per forza questo vuol dire peggioramento. Come consigliato dalla collega, iniziare un percorso presso la Asl di riferimento può essere l'idea giusta al momento giusto, per poter potenziare le sue risorse e cercare di fronteggiare la situazione attuale da un lato, e raggiungere i suoi desideri dall'altro. Credo che in un momento così delicato sia proprio importante che lei si coccoli, accolga se stessa senza giudicarsi come persona (mi sento una nullità), ma capendo che è una donna a cui è successo di perdere il lavoro, questo non la rende meno unica e speciale di quanto fosse prima...è ancora la stessa persona, con una parte della propria identità da ricostruire. Le auguro un grande in bocca al lupo e le invio un caro abbraccio. Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologa Aprilia (LT)...

Amore o ossessione o possessione

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Gentile Nicoletta, nelle sue righe io credo che lei abbia perfettamente chiara la situazione. Non so se lo ha già fatto ma provi a rileggersi...con curiosità. Io credo che in queste sue parole si possa leggere un aspetto molto importante, cioè la paura di perdere un affetto, l'unico che abbia mai avuto in modo così vicino, reale ed intenso. L'amore ci fa sentire, quando è sano, accettati, apprezzati, rinforzati..e credo che dietro la gelosia si nasconda la paura di perdere la stabilità che suo marito le ha dato attraverso il suo affetto, per lei in un modo fino ad allora sconosciuto. Credo che sia importante riflettere su una frase "Non ho nessuno a parte lui su cui fare affidamento"....mi chiedo se esista in lei la possibilità di crearsi una rete amicale che possa sostenerla, di cui possa fidarsi. Credo che incentrare ogni suo sentimento esclusivamente su suo marito, non le permetta di creare altri rapporti diversi, ma altrettanto importanti...così come il fatto che lui tenga alla sua famiglia di origine non toglie nulla all'affetto, alla dedizione e all'amore che ha per lei, sono rapporti altrettanto importanti ma diversi, con funzioni diverse. Credo che sia importante partire da se stessi, cercare di definirsi come persone..l'altro non ci completa, ci cammina a fianco, ed è essenziale che lei possa percepirsi come autonoma. Il sentimento che lei descrive è molto bello, si percepisce l'intensità della vostra vicinanza...ma mi chiedo e le chiedo, se non sia possibile ampliare il suo mondo, renderlo più ricco di amore, di persone, di passioni sue, da cui poter trarre quel senso di sicurezza che affida esclusivamente al rapporto amoroso...provi a pensare se lei può costruire la sua autostima su se stessa. Un saluto Dott.ssa Anastasia Zottino Aprilia (LT)...

Ho perso mia madre

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Caro Al, le esprimo le mie più sincere condoglianze. Quella che ha subito è una perdita veramente importante. La mamma è un luogo sicuro a cui fare ritorno sempre, un ruscello a cui attingere ogni volta che abbiamo bisogno di essere dissetati dall'amore...il tutto da cui si viene. Credo che questa ferita sia ancora molto recente e fresca, e capisco che ogni cosa intorno le continua a parlare della sua mamma tanto amata. Il lutto è un processo, con delle fasi specifiche ed ha bisogno dei suoi tempi per essere elaborato. Le persone che non abbiamo più accanto rimangono dentro di noi, fanno parte del nostro modo di vedere le cose: nei suoi gesti, nel suo modo di vedere il mondo, ci sarà sempre un pezzo di questa donna...e se lei riconosce questo potrà capire che in un modo diverso potrà averla sempre accanto. E' chiaro che nessuna persona possa sostituirla, ma io credo che se lei si apre al mondo e agli altri, non sostituirà nessuno, e credo che nessuno abbia la pretesa di sostituire questo rapporto per lei importante...sono livelli ben diversi. Sicuramente ci sarà bisogno di tempo, e la vicinanza di altre persone può offrirle dei supporti nei momenti in cui sente la mancanza più forte. Pensi al fatto che forse sua mamma avrebbe voluto vederla felice, continuare la sua vita, realizzarsi...a tempo debito sarà capace di farlo per se stesso, ed anche per lei, per onorare il suo ricordo. Un abbraccio Dott.ssa Anastasia Zottino Psicologa Aprilia (LT)...