Francesca domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 25/11/2016

Milano

Mi sento spenta quando mi fidanzo

Salve sono Francesca una ragazza di 21 anni...circa un anno fa sono stata per 10 mesi con un ragazzo violento. Questa persona oltre a picchiato fisicamente mi umiliata e mi faceva sentire inutile e io gli ho permesso questo gioco fino a quando non ho deciso di cambiare paese e lavoro. Io per lui mi sono annullata perché cercavo di capirlo e di fronte ai suoi sbalzi di umore io stavo zitta. Oggi sto con un altro ragazzo che benché lo ami per tanti lati, mi fa andare fuori di testa xk quando siamo arrabbiati non mi calcola. Io con l'indifferenza esco proprio fuori di testa e perdo il controllo. L'altra sera per l'appunto ho perso talmente tanto il controllo che gli ho mollato una sberla in faccia. Questa sarà probabilmente la fine della nostra relazione ma ciò che mi preoccupa è questo eccesso di rabbia per cose futili (che nkn mi è mai appartenuto) e ik fatto che se è finita non ne sono rattristato ma felice. Mi sono accorta che in questi giorni senza lui sto bene e mi sento felice e piena di energia. Adesso io mi chiedo: il problema è relazione sbagliata o sono io il problema? Mi sono chiesta se sbaglio io ad annullare tutto per il mio ragazzo e quindi perdo la brocca quando questo non c'è e in più mi sento triste e spenta quando skno fidanzata in generale. Vorrei fermare questo Loup e privare a sentirmi ricca di energia quando sto con qualcuno non quando sto da sola...grazie mille a chi risponderà

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anastasia Zottino Inserita il 25/11/2016 - 18:52

Gentile Francesca,
intanto può dirsi un grandissimo BRAVA per aver avuto il coraggio e la forza di uscire da una relazione violenta.
Le chiedo per un momento di provare a sospendere il suo giudizio rispetto allo essere sbagliata, e di contattare quello che lei cerca in queste relazioni.
Credo che quello che collega le esperienze sentimentali che lei racconta, sia proprio un turbinio di emozioni fortissime, come se quando manca quel brivido di inaspettato, disperato ed eccessivo, subentri la noia.
Cosa associa all'indifferenza? Perdita?Rifiuto?
Mi chiedo se nella sua esperienza, e dentro di sé, colleghi il dramma all'amore, quindi la rottura turbolenta possa rientrare in questo schema, per cui l'amore e la sofferenza vanno di pari passo e solo insieme sono emozionanti.
Credo che possa riflettere sulla possibilità di guardare insieme ad un professionista, in un percorso, quale sia la modalità di relazione che collega alla parola amore, e cercare di calibrarla in modo tale che amore non faccia più rima con disperazione, ma con benessere.
Stare insieme non vuol dire fondersi l'uno nell'altro, perdendo se stessi, ma condividere le proprie unicità pur rimanendo due esseri interi anche da soli. Si può stare insieme anche rimanendo persone, con propri spazi, che poi alimentano e fanno crescere il rapporto.
Le auguro un buon ascolto di se stessa, e la capacità di volersi bene.

Dott.ssa Anastasia Zottino
Psicologa
Aprilia (LT)

Dott.ssa Cristina Giacomelli Inserita il 25/11/2016 - 11:14

Gentile Francesca
non ha raccontato nulla della sua vita, del rapporto con i suoi genitori, della sua vita sociale. E' difficile dire qualcosa senza tener conto di queste informazioni; tuttavia, io la inviterei a riflettere sul fatto che riconosce di avere un carico di rabbia eccessivo dentro di lei. Il che, a quanto pare, diventa il filo conduttore delle sue relazioni: un ex ragazzo apertamente violento e quello attuale che invece esprime la sua aggressività in maniera indiretta, sottraendosi al confronto e al dialogo (tanto che scatena in lei aggressività e violenza).
Anche il voler stare da sola ("mi sento triste e spenta quando sono fidanzata") mi sembra si inserisca in questa dinamica: evita il confronto con l'altro, sfugge sentimenti quali amore e condivisione. Insomma, lei ha evidenti difficoltà relazionali e, benchè non credo che abbia una totale consapevolezza delle motivazioni profonde che si nascondono dietro queste dinamiche, si accorge che qualcosa non funziona come dovrebbe ed espone qui i suoi dubbi.
Questo è un segno di apertura che sta aprendo in lei stessa la volontà di capire ed affrontare le sue paure e i suoi conflitti inconsci. Si ascolti e si rivolga ad uno psicoterapeuta che possa aiutarla in questo percorso.
Rimango a disposizione
Cordialmente

D.ssa Cristina Giacomelli
Lanciano (CH) - Pescara