AL domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 27/01/2017

Agrigento

Ho perso mia madre

L'8 gennaio scorso mia madre ci ha lasciati a seguito di una malattia incurabile. Sebbene sapessi cosa sarebbe successo, sto ancora molto male, tanto che nelle crisi tremo tutto. Ho 40 anni, convivevo con mia madre, sono in carrozzina e l'amore di mia madre era l'unica sicurezza della mia vita. Ho molta paura di non superarlo, di sicuro non sono riuscito ad accettarlo. Ho interessi, passioni, amici, una possibilità di lavoro ma non riesco ad avvicinarmi a nulla. Ho due fratelli sposati, ma non sono una madre. Amavo e amo mia madre senza limiti, quante volte le ho detto: come farei senza di te? Mi sento male solo al pensiero. Ecco fatto, sono davanti a tutto questo, il dolore è insopportabile e non ce la faccio a riprendermi. A casa nostra tutto mi ricorda lei, la sua assenza a tavola e a letto mi devasta. Vi chiedo aiuto. Grazie.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anastasia Zottino Inserita il 27/01/2017 - 18:48

Caro Al,
le esprimo le mie più sincere condoglianze. Quella che ha subito è una perdita veramente importante. La mamma è un luogo sicuro a cui fare ritorno sempre, un ruscello a cui attingere ogni volta che abbiamo bisogno di essere dissetati dall'amore...il tutto da cui si viene. Credo che questa ferita sia ancora molto recente e fresca, e capisco che ogni cosa intorno le continua a parlare della sua mamma tanto amata. Il lutto è un processo, con delle fasi specifiche ed ha bisogno dei suoi tempi per essere elaborato. Le persone che non abbiamo più accanto rimangono dentro di noi, fanno parte del nostro modo di vedere le cose: nei suoi gesti, nel suo modo di vedere il mondo, ci sarà sempre un pezzo di questa donna...e se lei riconosce questo potrà capire che in un modo diverso potrà averla sempre accanto. E' chiaro che nessuna persona possa sostituirla, ma io credo che se lei si apre al mondo e agli altri, non sostituirà nessuno, e credo che nessuno abbia la pretesa di sostituire questo rapporto per lei importante...sono livelli ben diversi. Sicuramente ci sarà bisogno di tempo, e la vicinanza di altre persone può offrirle dei supporti nei momenti in cui sente la mancanza più forte. Pensi al fatto che forse sua mamma avrebbe voluto vederla felice, continuare la sua vita, realizzarsi...a tempo debito sarà capace di farlo per se stesso, ed anche per lei, per onorare il suo ricordo.
Un abbraccio

Dott.ssa Anastasia Zottino
Psicologa
Aprilia (LT)

Dott.ssa Emanuela Mezzani Inserita il 27/01/2017 - 11:24

Buongiorno Al,
la sua lettera esprime tutto il dolore che sta provando in questo momento: una sofferenza intima, imponente che invade ogni aspetto della propria vita e che purtroppo va vissuta in ogni sua dimensione, va elaborata per trasformare la realtà esterna della perdita in una realtà interna accettata. Continuando ad amare la persona persa recuperandola dentro di noi come forza, come risorsa, sentirne il legame perché la relazione con lei (sua madre)persiste e la sua presenza la rivivrà in ogni azione, movimento, pensiero sotto-forma di forza emotiva interiore. "Il dolore è insopportabile", è vero, la posso capire ma va attraversato in toto, per consentire alla perdita di legarsi alla propria storia, è un dolore che non può essere cancellato in tutte le sue emozioni. E' un processo faticoso, ma non impossibile, che passa attraverso delle fasi non necessariamente uguali per tutti ma indispensabili, è per questo che le consiglio di farsi aiutare in questo passaggio: le forti sensazioni provocate dalla perdita, a volte, anziché produrre cambiamenti e movimenti che per quanto dolorosi sono alla base di un sano lavoro di lutto possono bloccare il percorso. Lei ha degli interessi, passioni, amici e due fratelli, sono risorse utilissime, che potrebbero facilitarle il percorso per reinvestire, col tempo, in altre persone o oggetti, permettendo attraverso i ricordi di ristabilire e garantire continuità del sé nel presente, passato e futuro.
Un aiuto professionale le darebbe la possibilità di favorire il ricordo attraverso la narrazione, esprimere le emozioni e i sentimenti che si celano dietro al dolore, dando loro un nome, facilitare il reinvestimento, offrire un tempo per piangere.

Un abbraccio