Controllare al meglio l'ansia e lo stress

Speciale Ansia e Stress
Controllare al meglio l'ansia e lo stress


"CHE STRESS! OGGI MI SENTO STRESSATO!" ... MA COS'E' LO STRESS?

La parola stress è ormai parte del linguaggio comune. Ma cos’è e in che modo si differenzia dall’ansia?

Fondamentalmente si tratta più di una differenza terminologica che di sostanza. Lo stress pone le basi maggiormente sul fisico, l’ansia pone le basi più sul mentale. Di fatto lo stress si manifesta soprattutto attraverso l’ansia e una ricca componente di ansia somatica. L’ansia può essere un fenomeno tipicamente mentale o esistenziale con poca sintomatologia fisica mentre lo stress determina sempre una risposta fisica che coinvolge il sistema neuroendocrino.

Lo stress è la reazione aspecifica dell’organismo in risposta ad eventi stressanti. La risposta è una reazione biologica definita Sindrome Generale di Adattamento (SGA) che si suddivide in tre fasi:

  • FASE DI ALLARME: Si mobilitano le energie difensive (innalzamento frequenza pressione cardiaca, della tensione muscolare ecc.) e rallentamento delle funzioni corporee non strettamente necessarie alla difesa (digestione, sessualità ecc.). Reazione di attacco-fuga.
  • FASE DI RESISTENZA: L’organismo, per sviluppare un miglior adattamento all’agente stressante, incrementa le funzioni omeostatiche basali con un notevole dispendio di energie.
  • FASE DI ESAURIMENTO: Se la condizione stressante continua o risulta troppo intensa l’organismo non riesce più a difendersi e la naturale capacità di adattarsi viene a mancare (es. comparsa malattie somatiche).

Lo stress è dato da uno squilibrio tra le richieste (stimoli esterni e interni) e l’effettiva capacità di adattamento dell’individuo (risorse disponibili).

COME MAI LO STESSO EVENTO E' STRESSANTE PER ALCUNI E NON PER ALTRI?

Eustress e DistressA fare la differenza è il significato soggettivo che l’individuo attribuisce all’evento (Interpretazione valutativa).
In letteratura si parla di “stress cattivo”, il DISTRESS, che può trovarsi ad entrambi gli estremi: silenzio assoluto e rumore assordante, carenza alimentare e nutrizione eccessiva, isolamento sociale e sovrappopolamento.
Esiste poi uno stress positivo, chiamato EUSTRESS che corrisponde a prestazioni elevate e si ha quando l’esperienza è voluta e abbiamo la sensazione di dominare l’ambiente.


Le caratteristiche dell’ambiente che influenzano le nostre valutazioni sono: controllabilità, minacciosità e prevedibilità.

Sintetizzando, uno stress eccessivo, prolungato e gestito male può dar luogo ad una serie di effetti negativi sul:

  • Sistema immunitario: es. diminuzione difese immunitarie, malattie cardiovascolari.
  • Sistema emotivo: es. rabbia, depressione, apatia.
  • Sistema cognitivo: es. difficoltà nel ragionamento, creatività e memoria.
  • Sistema comportamentale: es. sonno disturbato, assenteismo, scarsa motivazione.

CHE CARATTERISTICHE HANNO LE PERSONE CHE SANNO CONTROLLARE LO STRESS?

Uno dei fattori che influisce maggiormente sul controllo dello stress è la personalità detta “resiliente”.

  • La resilienza è la capacità di raggiungere un buon livello di adattamento nonostante le avversità, i traumi, le difficoltà, lo stress.
  • Essere resilienti non significa essere invincibili e infallibili, ma essere flessibili, disposti al cambiamento, accettare di poter sbagliare e correggere la propria “rotta”.

resilienza

  • La curiosità, la creatività, l’attitudine giocosa e il senso dell’umorismo aiutano ad affrontare le situazioni difficili.
  • Saper esprimere le proprie emozioni e i propri sentimenti sono altri elementi utili.
  • Non significa adattarsi ad un ambiente di lavoro nocivo. Meglio cambiare ambiente in questi casi.

Le persone resilienti sono caratterizzate da:

  • Impegno e tendenza a lasciarsi coinvolgere, a darsi da fare e ad essere attivi.
  • Controllo: convinzione di poter esercitare un certo dominio sulle proprie scelte e sulle proprie iniziative.
  • Gusto per la sfida: disposizione ad accettare il cambiamento, capacità di vedere gli aspetti positivi delle trasformazioni.
  • Attitudine proattiva: capacità di agire sul problema e sulle cause.

Altri aspetti importanti che aiutano profondamente a combattere lo stress, apparentemente semplici ma messi in atto raramente e con molto difficoltà sono:

  • Parlare: Aiuta le persone a dare coerenza ai sentimenti confusi e a comprendere le emozioni interne. Aiuta inoltre a sviluppare una visione più chiara della realtà.
  • Condividere il dolore: le emozioni sconvolgenti cominciano a sembrare più normali e comprensibili.
  • Intraprendere azioni: è importante che le persone assumano azioni dirette tese a superare i momenti di crisi, come ad esempio rivolgersi verso la propria rete sociale o uno psicologo.

IL RUOLO DELL'AUTOEFFICACIA PERCEPITA NEL CONTROLLO DELL'ANSIA E DELLO STRESS

L’autoefficacia percepita (Bandura) rappresenta l’insieme delle credenze che l’individuo possiede nei confronti delle proprie capacità. Le credenze delle persone riguardanti la loro efficacia nel gestire gli eventi influenzano le scelte, le aspirazioni, i livelli di sforzo, di perseveranza, la resilienza, la vulnerabilità allo stress e in generale la qualità della nostra vita e delle nostre prestazioni.

Tutti noi abbiamo un dialogo interno. Pochi di noi ne sono coscienti e ascoltano realmente quello che si dicono. Passare le giornate a dirsi “sono stupido, non sono capace, non ce la farò mai, sono inadeguato, sono un fallito, ho paura di sbagliare” non è assolutamente funzionale alla nostra vita e ai nostri obiettivi.

In che modo dirsi queste cose potrà esserci d’aiuto nella vita?

Queste bugie che ci raccontiamo, giorno dopo giorno, anno dopo anno, finiscono per diventare delle verità per la nostra mente. Il nostro cervello si abitua per così tanto tempo a sentire quelle frasi che alla fine ci crede…e noi finiremo per comportarci e sentirci realmente degli stupidi, inadeguati, incapaci. È la classica profezia che si autoavvera.

Imparare a parlarsi in termini positivi, a focalizzare l’attenzione non solo su quello che NON vogliamo più ma su QUELLO CHE VOGLIAMO è il primo passo per stare meglio, per essere proattivi.

Sapere quello che non si vuole significa sapere da cosa si vuole scappare. Conoscere quello che vogliamo significa dare una direzione alla nostra vita, guidare guardando avanti e non con lo sguardo fisso sullo specchietto retrovisore.

COS'E' IL BURNOUT?

Per Burnout si intende una patologia professionale osservata sempre più frequentemente tra gli operatori sociali esposti agli stress di un rapporto diretto con un’utenza disagiata.

Si osserva un rapido decadimento delle risorse psicofisiche e un altrettanto rapido peggioramento delle prestazioni professionali.

I sintomi del Burnout sono: frequente sensazione di stanchezza generale, accelerazione del battito cardiaco, difficoltà di concentrazione, attacchi di panico, crisi di pianto, depressione, attacchi di ansia, disturbi del sonno, dolori muscolari, ulcera dello stomaco, diarrea, crampi allo stomaco, colite, malfunzionamento della tiroide, facilità ad avere malattie, difficoltà ad esprimersi ed a trovare un vocabolo conosciutissimo, sensazione di noia nei confronti di ogni situazione, frequente bisogno di urinare, cambio della voce, iperattività, confusione.

La persona colpita da questo disagio può manifestare alcune di queste caratteristiche:

  • Distacco dal mondo
  • Senso di rabbia
  • Negativismo
  • Isolamento e ritiro, conseguente incapacità a chiedere aiuto
  • Rigidità di pensiero
  • Alterazione tono dell’umore – esaurimento emotivo
  • Perdita dell’ideale – perdita dell’entusiasmo
  • Ottundimento della coscienza, freddezza e insensibilità
  • Collasso della motivazione
  • Caduta dell’autostima
  • Perdita di controllo - Sensazione che il lavoro lo “invada” anche nella vita privata.
  • Disfunzioni gastrointestinali: gastrite, ulcera, colite, stitichezza, diarrea
  • Disfunzioni a carico del SNC: astenia, cefalea, emicrania
  • Disfunzioni sessuali: impotenza, frigidità, calo del desiderio
  • Malattie della pelle: dermatite, eczema, acne, afte, orzaiolo
  • Allergie e asma
  • Insonnia e altri disturbi del sonno
  • Disturbi dell’appetito
  • Componenti psicosomatiche di: artrite, cardiopatia, diabete
  • Assenteismo
  • “Fuga dalla relazione”, apatia, stanchezza
  • Progressivo ritiro dalla realtà lavorativa (disinvestimento): presenziare senza intervenire, senza alcuna partecipazione emotiva, e solo per lo stretto necessario
  • Difficoltà a scherzare sul lavoro, irrequietezza
  • Ricorso a misure di controllo o allontanamento nei confronti degli utenti
  • Perdita dell’autocontrollo: reazioni emotive violente, impulsive, verso utenti e/o colleghi
  • Tabagismo e assunzione di sostanze psicoattive: alcool, psicofarmaci, stupefacenti.

Come difendersi dal Burnout?

  • Chiedere aiuto ad un esperto
  • Imparare a volersi bene
  • Imparare a trovare soluzioni creative ai problemi
  • Imparare ad anteporre i propri diritti ai desideri degli altri
  • Imparare a stabilire un'adeguata gerarchia tra le priorità dell’esistenza
  • Imparare a stabilire confini adeguati tra sé e il resto del mondo.
  • Imparare a volersi bene significa dotarsi di un po’ di quel sano egoismo che ti permette di sentire il limite del proprio “dare”. Significa dire di no senza sentirsi in colpa, significa anteporre i propri diritti ai desideri degli altri.
  • Volersi bene significa anche riuscire a distinguere il professionale dal personale

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