articoli di psicologia del Dott. Giancarlo Gramaglia

risposte dello specialista Giancarlo Gramaglia

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Aiuto con figlia di 16 anni

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Gentile Signore, credo che la sua domanda adombri un problema più generale con la sua ex moglie ed è forse di questo che dovremmo parlare, se vuole, in un primo incontro gratuito di conoscenza. Per quanto riguarda nello specifico la figlia sedicenne, la reazione e lo scontro si inquadrano nel periodo adolescenziale che vive nella sua pienezza e che, spesso e volentieri, lasciano senza parole i genitori e quelli che sono loro più vicini. Non credo si possano nascondere o reprimere anche le reazioni più istintuali che ci portano a rispondere subito con passione a certi comportamenti. Non demorderei comunque e sottolineerei sempre il giusto comportamento da tenere nei confronti degli altri che non dimentichi mai il rispetto e ci tornerei senz'altro su in un momento di calma. Distinti saluti, dott. Giancarlo Gramaglia...

Pensavo di essere maturata

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Buongiorno Tullia, ciascuno ha delle parti di sé " più vulnerabili" che fatica ad accettare. Nel Suo caso, la rabbia che prova l'ha portata ad un gesto che Le causa dolore, e che porta ad alimentare ancor più la non accettazione di quella parte di Lei più emotiva. Scrive che ha l'amore, dei progetti , la consapevolezza di aver fatto passi avanti; tutto ciò rappresenta la parte più stabile di Lei, che Le ricorda che un momento di "debolezza/ira" non è in grado di "rovinare tutto", ma è un punto di partenza per iniziare a gestire e comprendere le parti di Lei più scomode, e magari imparare ad accettarle. Qualche consulenza potrebbe aiutarla a fare luce sulle zone più in ombra della Sua vita....

Concentrazione

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Buongiorno Carmine, rispetto alla Sua domanda sarebbe utile avere più informazioni: che cosa esattamente la distrae? L'ambiente circostante o altri pensieri sul futuro, o sul concorso stesso? Provi a chiedersi anche in che stato d'animo si trova quando Le capita di distrarsi; probabilmente il forte desiderio di passare il concorso l'ha posta in uno stato ansioso, che non Le permette di applicarsi allo studio con lucidità di pensiero. Un'eventuale consulenza potrebbe aiutarla ad affrontare con più tranquillità questo compito, ed altre situazioni che Le comportano preoccupazione....

Il cibo, un'ossessione

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Buongiorno Chiara, da ciò che scrive, il suo problema pare essere di lunga data, e ci sono alcuni elementi che sembrano rafforzarne la permanenza nella sua vita: la mancanza di un lavoro, che non le permette di deviare i suoi pensieri dal cibo; la presenza in famiglia di qualcuno che tenga sotto controllo il suo peso; la vergogna di parlarne, difficoltà che ingigantisce il problema. Ci sono però dei punti di forza, come la presenza di un ragazzo importante, attento e preoccupato per la sua salute, che potrebbe aiutarla ad aprirsi e lasciarsi aiutare da professionisti. Avrebbe infatti bisogno di comprendere l'origine della sua ricerca di cibo, che non prescinde esclusivamente dall'assenza di un lavoro o da una ridotta vita sociale. Una riflessione in questo senso le permetterebbe di guadagnarne in salute sia fisica sia psicologica....

Problema caratteriale

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Buongiorno Natascia, la descrizione della sua situazione di vita è molto utile per comprendere i suoi momenti di nervosismo: la precarietà del lavoro, la difficoltà nel mantenersi, una relazione affettiva distante non aiutano la sua serenità. Probabilmente uno dei punti fondamentali è rendersi autonoma anche da una madre che non le permette di vivere appieno la sua indipendenza, e che presenta un problema di spese eccessive e futili, a quanto scrive. A questo proposito, potrebbe consigliare a sua madre di rivolgersi ad un professionista per ricominciare a prendere in mano la sua vita, cercando di farle comprendere che la vostra situazione attuale non giova a nessuna delle due. Inoltre, cita anche la presenza di un compagno della madre: che ruolo ha? Se rappresenta una figura importante per la madre,potrebbe coinvolgerlo nell'iniziare il processo di aiuto. Per quanto riguarda le sue reazioni aggressive, una consulenza psicologica potrebbe esserle d'aiuto nel comprendere e padroneggiare i suoi stati d'animo negativi, e magari trasformare la sua rabbia in energia utile per affrontare i suoi problemi. Cordiali saluti Studio Dott. Gramaglia, Torino Tel. 011.2162736...

Umiliazioni

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Buongiorno Chiara, già nel titolo della sua domanda può trovare una mezza risposta: i richiami che le vengono mossi vengono da lei percepiti come "umiliazioni". Porta l'esempio di due contesti ( la scuola e il lavoro) in cui il proprio operato viene valutato, giudicato; pertanto forse potrebbe riflettere sulla sua paura di essere giudicata negativamente per banalità ( come lei stessa riconosce) che, in quanto tali, non stravolgono irrimediabilmente l'immagine che lei può dare al mondo. Inoltre, al prossimo richiamo, potrebbe provare a vederlo come una sorta di critica costruttiva, fatta per aiutarla a migliorarsi. Un aiuto terapeutico potrebbe essere utile per esplorare e superare la sua difficoltà ad accettare i rimproveri, magari lavorando sul significato che questi hanno nella sua vita e nella costruzione della sua autostima. Cordiali saluti Studio Dott. Gramaglia, Torino Tel. 011.2162736...

Problemi con le interazioni sociali

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Buongiorno, innanzitutto è molto utile sapere che questo suo disagio nelle interazioni sia di lunga data; ora però si è reso conto che questo problema ne comporta altri, che compromettono in particolare la sua vita lavorativa. Occorre comprendere che cosa la spaventa maggiormente dell'interazione con l'altro: la paura di essere mal giudicato? Di essere ignorato? Esistono svariati motivi, e altrettanti professionisti dell'aiuto che possono aiutarla ad affrontare i rapporti quotidiani con serenità e sicurezza in se stesso, senza più paura di sbagliare. Cordiali saluti Studio Dott. Gramaglia, Torino Tel. 011.2162736...

Mi ha lasciato dopo quattro anni e tre di convivenza

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Buongiorno Andrea, la situazione che mi descrive è piuttosto complessa e comprendo la sofferenza che prova in questo momento. Come scrive lei stesso la sua fidanzata sembra avere dei nodi problematici che dovrebbe provare a sciogliere con l'aiuto di una psicoterapia. Mi sembra che lei abbia fatto tanto per cercare di aiutarla e di starle vicino, forse è arrivato il momento di pensare anche a lei. Il consiglio che le do è di provare ad accettare la situazione che le è stata imposta, magari ricorrendo anche lei all'aiuto di un professionista, per cercare altresì di lavorare sull'immagine che ha di sé, e sul suo valore personale....

Frustrazione e insicurezza?

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Buongiorno, per capire meglio la sua situazione sarebbe utile avere altre informazioni: ad esempio, chi sono esattamente le persone con cui le capita di litigare? Persone che conosce bene o le capita di innervosirsi anche con estranei? Come si svolgono questi litigi: solo verbalmente o le sono capitati sfoghi più fisici? E soprattutto potrebbe iniziare a chiedersi che cosa, nel comportamento di queste persone, la allontani. Scrive di sentirsi non compresa: forse deve solo trovare le parole giuste per spiegar loro il suo malessere; qui ci è riuscita in parte, un dialogo aperto continuerebbe il lavoro di esplorazione che ha iniziato, chiedendo aiuto. Nel caso decidesse per un consulto ma non abbia ancora la forza di uscire di casa, può contattarmi anche grazie a consulenze via computer. Cordiali saluti Studio Dott. Gramaglia, Torino Tel. 011.2162736...

Cè l'ho con le donne?

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Gentile Alessandro, come lei stesso ha già intuito il nostro passato funge da base/modello per le nostre relazioni presenti e future . Le consiglio di intraprendere un percorso di analisi personale (psicoanalitico) che le permetta di comprendere meglio i nodi irrisolti della sua storia di vita. Un cordiale saluto Giancarlo Gramaglia...

Perennemente indecisa

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Buongiorno Francesca, percepisco dalle sue parole un grande senso di angoscia, probabilmente legato alla sensazione di non riconoscere quale sia la sua volontà nella situazione complessa che sta affrontando. E’ importante ricordare tuttavia che l’ansia è un fondamentale segnale che ci invita ad indagare quali possano esserne le cause alla luce della sua storia di vita. Leggo che ha già provveduto a contattare un collega per intraprendere un percorso terapeutico e ritengo che il suo svolgimento possa giovarle nell’elaborazione e conduzione della sua indagine personale. Rivolgersi ad un professionista la aiuterà a prendere consapevolezza di quello che desidera dal rapporto di coppia, tenendo conto degli schemi relazionali che ha appreso. Rimango disponibile per ulteriori chiarimenti. Cordiali saluti, Dott. Giancarlo Gramaglia...

Mi ha tradita, l'ho perdonato ma lui ha i sensi di colpa

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Buongiorno Federica, dalle sue parole si evince una grande assunzione di responsabilità da parte sua nel cercare di far funzionare il rapporto di coppia con il suo partner. E’ importante tuttavia prendere coscienza che la buona stabilità di una relazione è determinata dalla presa di responsabilità di ambedue i suoi componenti e dalla possibilità per entrambi di esercitare liberamente la propria volontà. Il consiglio che le do, in questo momento, è di focalizzarsi sul suo benessere e di permettere che anche il suo partner conduca una ricerca al fine di trovare il proprio. Intraprendere un percorso terapeutico in cui esplorare la propria emotività ed affettività, riscoprendo le proprie risorse personali, potrebbe essere utile per tutti e due. Rimango disponibile per ulteriori chiarimenti. Cordiali saluti, Dott. Giancarlo Gramaglia...

Dubbi o paura nella relazione

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Buongiorno, dal suo racconto sembra che si trovi in uno stato di forte malessere psicologico che ha avuto importanti manifestazioni anche a livello somatico. Risulta pertanto fondamentale nel suo caso riportare l’attenzione sul proprio benessere, giacché per godere della serenità di coppia è necessario in primis nutrire la propria, per poi sperimentare un buon grado di fiducia in se stessi e nell’altro. Le consiglio d’informarsi per valutare la possibilità d’intraprendere un percorso terapeutico al fine di elaborare l’emotività che in questo momento le sta procurando disagio e apprendere nuove risorse relazionali di cui può avvalersi non solo nella sua vita di coppia, ma anche in ambito professionale. Rimango disponibile per ulteriori chiarimenti. Cordiali saluti, Dott. Giancarlo Gramaglia...

Problema di ansia generato da pensieri, senso di oppressione nuova conoscenza.

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Buongiorno Tommaso, dalle sue parole riesco a cogliere il profondo stato di angoscia da cui si sente oppresso. Ritengo possa essere importante per lei adoperarsi per ristabilire il suo stato di benessere e la possibilità di tradurre in parola il suo disagio è sicuramente funzionale alla sua elaborazione. Le consiglierei di esprimerlo in un setting sicuro e professionale come quello terapeutico, al fine di prendere coscienza di quali siano le motivazioni del suo attuale stato di malessere, indagare gli schemi relazionali appresi alla luce della sua storia di vita e per favorire la scoperta delle risorse personali che già possiede, o di nuove, che potrebbero aiutarla nella gestione dell’ansia. Rimango disponibile per ulteriori chiarimenti. Cordiali saluti, Dott. Giancarlo Gramaglia...

Fidanzata di mio figlio ospite in casa mia

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Buongiorno Luciana, dalle sue parole è manifesta un’importante presa in carico della partner di suo figlio che si è inserita nel contesto quotidiano della sua famiglia. Ritengo che comunicare le esigenze insite alla gestione dell’economia familiare anche ai genitori della ragazza sia funzionale alla presa di responsabilità di lei e di suo figlio poiché, trovandosi al termine della complessa fase adolescenziale, ne gioverebbero in vista della nuova autonomia. Se ritiene che sia il caso di approfondire l’argomento non esiti a rivolgersi ad un professionista per individuare le modalità comunicative più consone da sviluppare nel campo della genitorialità. Rimango a disposizione per chiarimenti. Cordiali saluti, Dott. Giancarlo Gramaglia...

Le fasi dell'amore

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Buongiorno Claudia, percepisco dal suo racconto un sincero desiderio di acquisire più sicurezza in se stessa. Le consiglio, in questo momento, di focalizzarsi sul suo benessere e di affrontare un percorso di consapevolezza con un terapeuta che possa accompagnarla nell’indagine degli schemi relazionali appresi ed adottati nella sua relazione, alla luce della sua storia di vita. Ritengo che un approfondimento terapeutico possa permetterle di sviluppare una maggiore fiducia in se stessa e farle individuare nuove risorse personali che le permetteranno di prendersi carico in prima persona della sua salute emozionale e soddisfazione professionale. Rimango a disposizione per chiarimenti. Cordiali saluti, Dott. Giancarlo Gramaglia...

Attrazione verso transessuali

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Buongiorno Angelica, dal suo racconto percepisco la complessità della situazione che lei ed il suo compagno vi trovate a gestire. Ritengo che sia stata funzionale la scelta di aprire un dialogo con lui rispetto a quanto da lei scoperto. Tuttavia, mi preme evidenziare che la fantasia espressa in queste modalità non ha caratteri patologici. E’ invece una delle tante forme che può assumere la composita sfera della sessualità. In queste situazioni il dialogo non giudicante può essere fonte di arricchimento e l’occasione per sperimentare un intimo grado di conoscenza nella coppia. Se ritiene opportuno può avvalersi di un aiuto esterno e professionale, in un sicuro setting terapeutico, per riscoprire la spensieratezza nel rapporto con il suo partner. Cordiali saluti, Dott. Giancarlo Gramaglia...

Vorrei capire se ci sono ancora dentro con il presunto doc da relazione

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Buongiorno Mara, dal suo racconto sembra che lei si trovi a sperimentare uno stato di intensa ansia legata alla sua situazione sentimentale. In questo momento ritengo sia opportuno che lei si prenda carico personalmente e primariamente del suo benessere all’interno di un setting terapeutico, indispensabile soprattutto per integrare il supporto farmacologico con una più complessa e consapevole indagine psicologica sulla sua storia di vita. Questo le permetterà di analizzare i modelli operativi e relazionali appresi, e messi in atto nella relazione con il suo partner. Insisto su questo aspetto poiché il farmaco agisce prevalentemente sul sintomo, ma in assenza di un’elaborazione più complessa delle cause che hanno indotto il suo stato di malessere è probabile che esse si ripresentino sotto forma di pensieri intrusivi e talvolta autosabotanti. Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti. Cordiali saluti, Dott. Giancarlo Gramaglia...