Psicologia: cos’è l’amore? Perché ci si innamora?

Pubblicato il 27 gennaio, 2021  / Sesso e Amore
Cos'è l'amore
Curiosità: abbracciare una persona amata provoca la stessa reazione a livello neurale di quando si assumono antidepressivi e antidolorifici

 

Cos’è l’amore in psicologia?

Da sempre l’amore è l’elemento ispiratore e protagonista di film, canzoni, poesie e romanzi. Nel vocabolario Treccani, l’amore è definito come “sentimento di viva affezione verso una persona che si manifesta come desiderio di procurare il suo bene e di ricercarne la compagnia”. Fromm lo considera un’arte che richiede sforzo e saggezza e comporta un sentimento di unità profonda.

Lo psicologo cognitivo Sternberg definisce l’amore come il risultato di tre elementi che stanno ai vertici di un triangolo: intimità, passione e decisione-impegno. La componente intimità riguarda i sentimenti di condivisione, confidenza e affinità e porta a prendersi cura l’uno dell’altro. La componente passione comprende tutta la sfera della fisicità, dall’attrazione, agli impulsi amorosi, al desiderio sessuale. La componente decisione-impegno include un aspetto a breve termine, quello della decisione di amare, e un aspetto a lungo termine, che è l’impegno e la responsabilità di mantenere nel tempo la relazione; tali aspetti possono andare di pari passo o essere disgiunti.
 

I diversi tipi di amore

Da queste tre dimensioni vengono fuori sette possibili configurazioni dell’amore che rappresentano i tipi di relazione di coppia.

  • Simpatia: costituita dalla sola intimità, è una relazione carente in passione e in impegno, simile a un’amicizia.

  • Infatuazione: costituita da sola passione, è una relazione che si sviluppa a prima vista, per via di un processo rapido di idealizzazione dell’altro, che terminerà presumibilmente con la disillusione.

  • Amore vuoto: costituita dal solo elemento decisione-impegno, è una relazione di facciata, carente in intimità e passione, tipica delle persone che stanno insieme per via di un compromesso che può riguardare la famiglia, la sfera economica, la crescita dei figli, etc.

  • Amore romantico: costituita da intimità e passione, è una relazione che ha le caratteristiche delle grandi storie di amore, che possono peccare in maturità.

  • Amore amicizia: costituita da intimità e decisione-impegno, è una relazione consolidata e funzionante, in cui si spegne gradualmente la passione.

  • Amore fatuo: costituita da passione e decisione-impegno, è una relazione dove manca l’intimità e la conoscenza reciproca, che corre il rischio di crollare alla prima difficoltà.

  • Amore perfetto: costituita dai tre elementi del triangolo, è una relazione completa, difficile da trovare e da mantenere, se non equilibrando e alimentando continuamente e con dedizione le tre componenti intimità, passione e impegno.

Lo psicologo Maslow, noto per la teoria dei bisogni, descrive due tipi di amore:

  • Amore da deficienza: il classico amore adolescenziale, romantico ma immaturo, che si basa sul colmare i propri vuoti del proprio ego appoggiandosi sull’altro, generando così una dualità e una certa dipendenza affettiva;

  • Amore per l’essenza dell’altro: è l’amore sano, che presuppone amore per sé stessi e maturità, in cui ci si arricchisce a vicenda sulle basi di un senso di completezza personale già consolidato.
     

La chimica dell’attrazione

Ma dietro l’amore c’è anche la biologia, la fisiologia e l’anatomia. Studi scientifici hanno dimostrato con tecniche di neuroimaging che bastano solo 20 centesimi di secondo per innamorarsi: questo è il tempo richiesto, dopo aver visto la nostra dolce metà o averci anche solo pensato, perché il cervello inizi a rilasciare i neurotrasmettitori correlati all’innamoramento e all’euforia.

Studi di neuropsicologia hanno correlato le fasi di un rapporto amoroso con determinati eventi cerebrali:

  • durante il corteggiamento sono rilasciate quantità massive di dopamina, un neurotrasmettitore che ci fa provare piacere ed euforia;

  • nella successiva fase, l’innamoramento, i livelli di dopamina continuano ad aumentare, insieme ad altre due molecole, la noradrenalina e la feniletilamina, che causano una scarica di energia intensa e attenzione focalizzata, che può sfociare anche in insonnia e perdita di appetito; nel frattempo, già a partire dalla fase dell’infatuazione, i livelli di serotonina si abbassano, cosa che ci fa evitare comportamenti come il pensiero ossessivo della persona amata.

  • la fase successiva è quella dell’attaccamento: il mantenimento del legame è promosso dall’ormone ossitocina, che produce un gran senso di gratificazione emotiva e di voglia di prendersi cura dell’altro;

  • durante il sesso è rilasciata la vasopressina, che fa sentire un senso di calma interiore e di territorialità, gelosia e fedeltà; dopo il sesso sono rilasciate le endorfine, che fanno venire voglia di vicinanza fisica, di coccole e di contatto corporeo, il che è alimentato dal sentimento e lo alimenta, rinforzando il vincolo;

  • dopo 1 anno e mezzo o più, il cervello si trova in uno stato di assuefazione ai neurotrasmettitori dell’innamoramento, e inizia così la fase di amore vero e puro, durante la quale prosegue la produzione di endorfine, che ci fanno sentire bene.
     

Cosa significa amare una persona e perché ci si innamora?

Ma cos’è che ci fa innamorare?

La scienza sostiene che l’uomo ha una capacità che determina una tendenza all’empatia e all’amore. Si dice che si cerca di riconoscere una parte di sé nell’amato e che ci innamoriamo dei nostri simili o di qualcuno che ci ricorda uno dei nostri genitori. L’esistenza dei neuroni specchio spiega molte cose; sarebbe la ragione per cui due innamorati possono comprendere gli stati emotivi dell’altro: di fronte a un’emozione del partner, nel nostro cervello si attivano aree simili a quelle attivate nel cervello dell’altro. L’amore, dunque, comporta anche una sincronia neurobiologica, come se fossimo disegnati appositamente per sintonizzarci con la nostra anima gemella e amarla.
 

Come riconoscere quando non è amore?

Quando non è amore? Non è amore quando implica violenza, sofferenza profonda e mancanza di rispetto.

Ecco 4 comportamenti capaci di distruggere una relazione identificati dallo psicologo John Gottman:

  • criticare ripetutamente;

  • disprezzare l’altro, anche con il sarcasmo;

  • mettersi sulla difensiva;

  • interrompere la comunicazione con l’altro mettendo una parete.

Quando l’amore è incondizionato, cioè quando si basa sull’accettazione e rispetto dell’altro senza limiti in dare e ricevere e senza aspettative, allora la relazione sarà forte, stabile e magica.

 

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