articoli di psicologia della Dott.ssa Marianna Soddu

risposte dello specialista Marianna Soddu

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Mia madre tradisce mio padre: cosa fare?

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Cara Cecilia, certo non sono cose piacevoli da vivere...ma del resto si tratta anche di questioni molto comuni. Saresti sopresa nel sapere quante sono le coppie che almeno una volta nella vita si sono tradite! Siamo umani, e a volte è davvero difficile resistere alle tentazioni. Detto ciò però capisco bene il tuo disagio e la preoccupazione per papà. Però papà è un adulto, non spetta a te proteggerlo. Così come non è tuo compito quello di "sorvegliare" mamma. Parla con lei, dille come ti senti e lascia che sia lei -da donna a donna- a speigarti a sua volta le sue azioni e le sue emozioni. Per il resto ricorda: non sono i figli a dover "tenere assieme" i genitori, ma sono uomo e donna che reciprocamente si tengono assieme. Un caro abbraccio Dott.ssa Marianna Soddu Psicologa-psicoterapeuta...

Sconforto dopo il trasferimento

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Per rispondere alla tua domanda: nulla! Non stai sbagliando proprio nulla! Intendo dire che chiunque si sentirebbe solo e spaventato dopo un trasferimento in un ambiente nuovo! Immagino poi che si tratti della prima volta nella vita che ti allontani da casa, e probabimlmente anche la prima volta che ti trovi a vivere sola e a dover gestire le incombenze varie che la gestione di una casa richiede. E in più lo studio! Ovvio che dopo la fase di "festa" iniziale -il momento in cui una ragazza vede il trasferimento come occasione per andare ai party, fare tardi la sera, uscire con le amiche e compiere mille nuove avventure che a casa non avrebbe potuto fare- comincia la routine. Ma quale routine in un posto che non è "casa"? Beh cara Sara, pensa che anche la routine di casa tua, quella della tua famiglia, dei tuoi genitori, è qualcosa che si è creato nel tempo. Concediti tempo, ma non certo tempo per piangere chiusa in casa! Tempo per esplorare! Alzati dal letto, esci di casa e vai alla scoperta di ciò che la città ti può offrire. Cerca posti di aggregazione, iscriviti in palestra o a un corso di qualcosa che ti può interessare. Trova il TUO supermercato, il TUO locale preferito, la TUA palestra. Insomma Sara, non pensare a quanto l'abiente circostante possa influire su di te... comincia TU ad influire su di lui. Ovvio che se comunque, nonostante i tentativi veri, tu non riuscissi a risollevarti, il consiglio è quello di cercare un buon professionista con cui parlare per farti accompagnare in questo che sono sicura essere solo un momento di transizione. In bocca al lupo Dott.ssa Marianna Soddu Psicologa Psicoterapeuta...

Io, lei e lui e il figlio

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Cara Nicolle, temo proprio la mia risposta non ti piacerà: certo non è "obbligatorio" ma fortemente consigliabile. Se i genitori hanno mantenuto un buon rapporto, o per lo meno riescono ad avere incontri pacifici in nome del figlio ben venga! Sono ormai fin troppi i bimbi che soffrono fortemente perchè i genitori-che una volta tanto si erano amati- non riescono più neanche a stare nella stessa stanza. Ma i figli che colpa ne hanno? Non hanno forse diritto ad avere interno a loro un ambiente sicuro, protettivo e sereno? Circondati da persone che, con i fatti, insegnino loro la tolleranza, la capacità di accettare le differenze e anche le divergenze? Il tuo compagno credo si stia comportando davvero bene come padre, ma anche come compagno nei tuoi confronti, visto il fatto che ti difende davanti al "parlare male" della sua ex. La cosa migliore che puoi fare per la vostra relazione è accettare la cosa, e fare tu per prima gli interessi del suo bambino, che -non lo dimenticare- verrà sempre prima di qualunque donna. In questo modo avrai lui, il suo rispetto, la sua dedizione e riconoscenza...e forse avrai anche un po' di stima in più per te stessa e per il bene che stai facendo. In bocca al lupo per una felice vita in una famiglia allargata! Dott.ssa Marianna Soddu Psicologa Psicoterapeuta...

Amare due donne

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Caro Franco... credo che nessuno di noi, in scienza e coscienza, possa davvero fornire una risposta valida a questa tua domanda. E sai perchè? Perchè in realtà ancora non esiste una definizione scientifica, univoca, universalmente riconosciuta, di "amore". So però che quello che stai vivendo è una cosa che capita a molti, e cos'è la confusione lo so molto bene. Perchè non provare a metterti in "quarantena"? Un po' lontano da entrambe, solo con te stesso, con le tue emozioni e sentimenti più profondi. Lontano dai sensi di colpa e vergogna nei confronti dell'una o dell'altra (colpa e vergogna non sono mai d'aiuto). Vedi che succede, ascolta te stesso...la decisione arriverà quando deve arrivare. Ma perchè possa emergere dal profondo devi darle spazio, e tempo. Se non bastasse prova a contattare un terapeuta...non siamo maghi ,certo ,ma a volte possiamo davvero aiutare le persone. In bocca al lupo Dott.ssa Marianna Soddu Psicologa Psicoterapeuta...

Convivenza si o no?

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Cara Virginia, sei la terza persona della mia giornata che pone un quesito a cui non so dare risposta! Presto perchè hai vent'anni o presto perchè sono sei mesi che state assieme? La storia passata e presente è stracolma di coppie felici e durature che hanno bruciato le tappe, e altrettanto piena di coppie che hanno temporeggiato e che non hanno funzionato ugualmente. E viceversa. Quindi non c'è una risposta giusta o sbagliata alla tua domanda. Ascolta le tue emozioni, i tuoi bisogni. Poi fermati e pensa a una coppia che conosci che sta insieme da tanto tempo: che sfide avranno dovuto affrontare? Per cosa bisticciano? Chi si occupa della casa? Il punto è che la convivenza è sempre un salto nel buio. e certamente lo è ancora di più quando si è molto giovani e non si è in grado di assumersi molte responsabilità. Un unico dubbio mi sembra davvero plausibile: tu studi e lui lavora. Saresti in grado di occupuarti di un uomo e di una casa e al contempo non lasciare indietro i tuoi esami, partecipare alla vita universitaria e alla vita sociale in generale degli studenti? Forse più che all'età o alla freschezza della relazione, io penserei alla differenza nei momenti di vita: la vita universitaria può essere molto dura e piacevole al tempo stesso, ma sicuramente è un'esperienza che deve essere vissuta...e che, ahimè, non torna più. Concentrati su questo, e poi prendi la tua decisione. In bocca al lupo per il tuo futuro, qualunque esso sia. Dott.ssa Marianna Soddu Psicologa Psicoterapeuta...

Domande senza risposta

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Cara Lara, quello che stai vivendo è un vero e proprio lutto: lutto per la perdita dell'amore, di una persona in carne e ossa, e di un sogno che pensavi essere condiviso. Il quadro sintomatologico che descrivi è molto chiaro, così come il tipo di vita che stai conducendo. Non so da chi città tu stia scrivendo, ma mi sembra un po' strano non ci siano strutture pubbliche! La prima idea di andare in terapia era davvero buona, anche se non condivisa dai tuoi genitori...chissà perchè ancora oggi è accettabile andare a farsi curare per il mal di schiena ma non per gli attacchi di panico...questo per noi psicologi rimarrà sempre un mistero forse... Ad ogni modo che io sappia ci sono consultori, cps, e centri di psicologia/psicoterapia in quasi tutti gli ospedali. Cerca bene anche in università, è probabile ci sia uno sportello di ascolto gratuito. Non permettere all'ansia e al dolore di sopraffarti: affrontalo con coraggio! Lo stesso coraggio che dovrai avere tu stessa nello svolgimento della tua professione futura. Sii buon medico di te stessa, e affidati a professionisti in grado di aiutarti Un grosso in bocca al lupo...

Consiglio sul medico

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Cara Luana, purtroppo i sintomi che descrive sono molto diffusi nella sua zona. Tanto che da diverse associazioni (Emergency, Associazione EMDR Italia ad es) sono state attivate delle intere task force per dare supporto psicologico a chi lo richiede. e questo a dimostrazione del fatto che ci si è resi conto che si tratta di un contesto di emergenza anche psicologica. Personalmente, data l'intrusività dei suoi pensieri, le consiglio di intraprendere una terapia EMDR, che è una delle tecniche più efficaci e riconosciute nel trattamento dei traumi. Sono certa che navigando on line troverà un collega abilitato nella sua zona. Spero di esserle stata d'aiuto Un caro saluto Dott.ssa Marianna Soddu...

Pensieri invalidanti e crisi d'ansia

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Cara Anna, l'intrusività dei tuoi "pensieri negativi" è davvero invalidante da quanto scrivie. Ed è comunque fonte di sofferenza. In questi casi però non è scappando che si risolve il disturbo. Bisogna affrontarlo a livello terapeutico, valutando inoltre l'opportunità di un supporto di tipo farmacologico. Non attenda oltre, sette anni sono già abbastanza. Un caro saluto Dott.ssa Marianna Soddu...

Fidanzato depresso che chiede di star solo

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Cara Luisa, purtoppo come in moltissimi casi (quasi a tutti, a onor del vero) che ci vengono qui esposti, non esiste una risposta giusta e una sbagliata. Facciamo una premessa: non possiamo fare una diagnosi on line, e per di più per interposta persona: quindi non sappiamo se il suo fidanzato sia realmente depresso. Se tuttavia la sua "diagnosi" fosse corretta, è innegabile che la depressione porta ai pazienti quelli che vengono chiamati "vantaggi secondari", che il più delle volte sono rappresentati proprio dalle attenzioni maggiori, dall'amore e dalle cure delle persone che gli sono vicine, preoccupate per il benessere del paziente. A volte è consigliabile non stare troppo appresso al paziente proprio per fornirgli l'occasione di riprendere in mano la propria vita e far inmodo che i congiunti gli stiano accanto per il piacere di farlo, e non perchè in dovere di "tirargli su il morale". Non vorrei che il tentativo del vituperato terapeuta fosse stato almeno in parte proprio questo, e che sia questo il motivo per cui il suo fidanzato non ha più voluto proseguire la terapia. Ma c'è anche un altro aspetto: Lei descirve quest'uomo come una personalità che tende da sempre alla depressione e all'autocommiserazione per via della propria condizione clinica. Ebbene certamente l'emofilia è una patologia che porta alcuni disagi, e pertanto è possibile che questi disagi abbiamo rafforzato in lui la percezione di "diversità" rispetto agli altri. Si tratta però di questioni che, come Lei ben sottolinea, hanno radici antiche e purtoppo questo "mal de vivre" non potrà essere curato dal suo amore e dalla sua presenza. Potrà aiutarlo certamente, ma non curarlo. Ma Luisa, tutta concentrata sul di lui dolore...Lei come si sente in questa situazione? Chi si prende cura del suo dispiacere? Per dare una risposta alla sua domanda finale, prima si chieda Lei cosa può fare di buono per se stessa. Non potrà "salvarlo", ma potrà, forse, rappresentare per lui un "buon esempio"...e se anche così non fosse, avrà comunque fatto qualcosa di buono per se stessa. Lui certamente dovrà andare in terapia, e magari anche farsi supportare a livello farmacologico...ma essendo un uomo adulto dovrà prendere questa decisione autonomamente. Un grande in bocca al lupo Dott.ssa Marianna Soddu...

Relazione omosessuale

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Cara Monica, dipende da un'infinità di fattori, primo fra tutti credo l'età: un conto è la "curiosità" dell'adolescenza o tarda adolescenza, un conto quella dell'età adulta, momento in cui l'orientamento sessuale dovrebbe essere stabilito. Ma una cosa non l'ho capita nella sua domanda: sesso a parte, Lei che emozioni prova? Ci rifletta e troverà la risposta alla sua domanda...la risposta è già dentro di Lei. In bocca al lupo Dott.ssa Marianna Soddu...

Sono confusa, vorrei capire e sapere come comportarmi

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Cara Barbara, il quadro che dipinge è molto complesso, e non sarebbe corretto fornire una risposta on line. Concordo con la sua idea: sicuramente ha bisogno di un professionista con cui parlare, ma dal vivo, intraprendendo una terapia che le permetta di vivere meglio. Non aspetti oltre...l'ansia, le ossessioni e le paure che l'affiggono non voleranno via per magia. un grande in bocca al lupo Dott.ssa Marianna Soddu...

Apatia...

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Gentile Luca, la situazione che descrive, di sfiducia in sè stesso e nel mondo che La circonda, è molto triste ecertamente causa di sofferenza. La Sua è una richiesta d'aiuto, ma questo aiuto non può essere dato on line, bensì intraprendendo un percorso di crescita e terapia con un professionista. Due anni sono troppi, non aspetti oltre! Dott.ssa Marianna Soddu...

Lui pensa di essere diventato omosessuale

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Cara Ilaria, da quanto scrivi mi sembra possibile avanzare l'ipotesi che l'orientamento sessuale di tuo marito sia solo la punta dell'iceberg. Molto più invalidanti e meritevoli di cure specialistiche mi sembrano essere altri sintomi quali la paranoia, le allucinazioni che descrivi. Vi consiglio caldamente una visita specialistica di tipo psichiatrico. Capisco bene che per una donna il dubbio in merito all'orintamento sessuale del proprio partner sia una cosa molto frustrante e dolorosa...una cosa però è bene precisarla. Alla tua domanda finale nessuno potrà mai rispondere se non lui...solo lui potrà scoprire e capire se è omosessuale, eterosessuale, o se si sente bisessuale. Il riconoscimento del proprio orientamento è spesso un percorso tortuoso, e immagino che in questo caso potrebbe essere reso decisamente più complicato da questo "disturbo di personalità affettiva"... forse bisognerebbe partire da quello, approfondire con maggiore chiarezza diagnosi, prognosi e percorsi di cura. Un caro saluto Dott.ssa Marianna Soddu...

Stalking - come può intervenire un osservatore?

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Caro Martino, la questione dello stalking è cosa assai grave e meritevole della massima attenzione. Suo fratello è già molto fortunato ad avere qaulcuno disposto ad aitarlo, prima che la situazione gli sfugga di mano. Il trattamento è assai difficile in questi casi, e certamente è meglio che la presa in carico avvenga da parte di strutture apposite e non da parte di singoli professionisti. Ciò che può fare è parlarne apertamente con suo fratello, con delicatezza, facendogli capire che il Suo intento è quello di aiutarlo, e non condannarlo. Molto probabilmente, dopo una prima arrabbiatura, Suo fratello spergiurerà che non lo farà più...ma la cosa non è sotto il suo controllo! Ecco perchè potrà trovare aiuto nei centri appositi per gli uomini maltrattanti. Ve ne sono diversi in tutta Italia, basta fare una ricerca on line. In bocca al lupo Dott.ssa Marianna Soddu...

Grattarsi di notte

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Gentile Martina, ha provato a fare i test allergologici? Anche le allergie, come moltissimi disturbi fisici, possono essere aggravati dalle condizioni psicologiche. In assenza di approfonditi esami clinici non mi è possibile pertanto escludere cause mediche, nè tanto meno fornire diagnosi alcuna. Detto ciò, la informo che l'ipnosi aiuta molto nel trattamento di questi sintomi, anche quando provocati ad esempio da allergie varie. La psicoterapia però non sostituisce in alcun modo le terapie mediche. Spero di esserle stata d'aiuto Dott.ssa Marianna Soddu www.mariannasoddu.it...

Ho bisogno di un dottore?

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Cara Elena, da come descrive la sua situazione sarebbe possibile avanzare l'ipotesi di un disturbo dell'uomore. On line però non è possibile per nessuno fornire diagnosi alcuna, pertanto le consiglio vivamente di rivolgersi ad uno psicoterapeuta per approfondire la questione e valuare il trattamento più efficace per arginare questi up & down. Anche se lei non vive come problematici questi sbalzi, i suoi amici glieli segnalano come "anomali"...e a volte non possiamo essere noi i migliori giudici di noi stessi. Si tolga ogni dubbio, vedrà che non vivere sulle montagne russe è molto meglio! Spero di esserle stata d'aiuto Dott.ssa Marianna Soddu www.mariannasoddu.it...

Problemi di convivenza

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Cara Angela, non credo che Lei abbia nessun problema. Il sesso due volte alla settimana è ben oltre la media delle coppie conviventi. Inoltre, se è così impegnata a fare la casalinga perfetta anche dopo una giornata di lavoro, come potrebbe dedicarsi a diventare la famme fatale che lui si aspetta? Può una donna normale, dopo dieci ore fuori casa, tornare a casa, cucinare, lavare, stirare con il suo grembiulino, e d'improvviso toglierselo, profumarsi, farsi le unghie, indossare la sua guepierre più sexy per far impazzire il suo uomo (che nel frattempo si è fatto servire la cena, portare le ciabatte, la birra e ha potuto guardare con gioia la partita di calcio)? La domanda è: LUI cosa fa per rendersi desiderabile? La sta seducendo in qualche modo? Almeno durante la settimana non sembra proprio, perchè appunto le nega anche l'aiuto che chiunque riterrebbe il minimo sindacale! Quindi Angela, nella convivenza bisogna abituarsi l'uno all'altro, creare delle nuove abitudini di coppia e nuovi ritmi. Quello che le chiede il suo uomo è una DONNA, non una mamma. Lo accontenti allora. Niente chiacchere...in queste cose non servono a molto. Semplicemente smetta di fare le cose che fa in casa (lo so è dura lasciare che la montagna di panni cresca inesorabilmente, ma è un male necessario), si dedichi alla cura del suo corpo e indossi davvero le cose più sexy che ha. Poi esca con le amiche. Vedrà che anche lui, dopo tre giorni così, sommerso dai panni, dai piatti sporchi e a digiuno, comincerà a capire meglio quale potrebbe essere il suo ruolo: attivo nel letto quanto nelle faccende domestiche. Quando si sarà ripreso dallo shock, troverà accanto a sè una donna attiva quanto lui. Buon divertimento Dott.ssa Marianna Soddu www.mariannasoddu.it...

Crisi esistenziale di valori

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Cara Cristina, direi proprio che si arrivato il momento per te di consultare un professionista. Troppa la confusione, troppa l'ansia e troppo pochi i contatti sociali nel mondo reale. Scarse e inadeguate mi paiono anche le credenze religiose. Non aspettare altro tempo, affronta i tuoi "mostri", guardali in faccia...ti accorgerai presto che non fanno così paura... In bocca al lupo Dott.ssa Marianna Soddu...