Pensieri invalidanti e crisi d'ansia
Da parecchi anni (almeno 7) metto in atto comportamenti ripetitivi per sentirmi più serena, ho bisogno che tutto sia simmetrico, perfettamente pulito e secondo un ordine mentale che ripeto sempre in tutto quello che faccio. Questo mi ha sempre aiutata a superare momenti difficili, come se ordinare il mondo esterno potesse mettere ordine anche in quello che succede dentro la mia testa.
Nello stesso periodo sono iniziati anche pensieri spiacevoli e ricorrenti che riuscivo a scacciare solo concentrandomi sul mio rito di ordine, da qualche mese questo non funziona più.
Sto con un uomo che ha un figlio (illegittimo e non voluto) da una precedente relazione e, accecata dai forti sentimenti che provo per lui, ho accettato questa relazione nonostante i miei valori granitici riguardo alla famiglia, riguardo al fatto che due persone debbano sposarsi, poi fare figli e che non esista la possibilità di far fallire la relazione. Questo contrasto tra i miei valori e quello che vivo è diventato il focus di tutti i miei pensieri ricorrenti. Qualsiasi cosa mi fa pensare a quanto questo sia sbagliato e diventa un circolo vizioso in cui più ci penso e più non riesco a smettere, ogni giorno quando rimango sola ho crisi di panico e piango per ore perché voglio smettere di avere questi pensieri, ma non ci riesco. Mi prometto sempre di andarmene di casa e tornare dai miei genitori, ma non ci riesco perché il mio compagno (tolto l'errore che ha fatto da adolescente) è perfetto.
Ho sempre pensato di riuscire a gestire i brutti pensieri da sola, ma non ci riesco più e questo sta diventando sempre più invalidante. Evito di frequentare determinati luoghi o fare determinate cose per impedire alle ossessioni di tornare, ma non funziona.
Un percorso terapeutico con un psicologo potrebbe aiutarmi a vivere serenamente questa relazione oppure la scelta migliore è semplicemente scappare e tornare all mia precedente ordinata vita?