Luisa domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 12/02/2017

Siracusa

Fidanzato depresso che chiede di star solo

Ho una relazione con un ragazzo di pochi anni più piccolo di me (io 37 lui 32) da circa un anno. Lui è emofilico e di questa cosa ha sempre sofferto pervhè si sente diverso ed inferiore agli altri, come se nn potesse avere una vita e un fisico "brillanti" . Io l ho sempre amato e accettato come é, verbalizzandogli tutti i miei sentimenti e attrazione. Eravamo felici ed a marzo abbiamo scelto d vivere nella stessa cittá, invece che a 800 km. Lui ne era felice quanto me. Ma a poche settimane dal mio trasferimento é (ri)caduto in depressione. Nello stesso periodo era oberato da responsabilitâ lavorative. E l idea d gestire un rapporto e nuove responsabilitâ lo ha distrutto. Ha allontanato i suoi amici. Tutti. Dice d voler star solo e infatti é sempre in casa, salvo che per lavorare (cosa che fa cmq controvoglia). Da 8 mesi gli sn sempre vicina, nn ho assecondato la sua volontâ di restar solo. Lo andavo a trovare a casa... coinvolgevo in cenette tra noi..parlando molto di come lui sta..offrendogli il mio totale supporto..dichiarandogli tt il mio amore e dicendogli che nn voglio nulla d diverso da lui.. gli regalavo qche ora di benessere e lui diceva sempre di "distrarsi" mentre era cn me. Poi un giorno ha iniziato a essere insofferente anche alla mia presenza. E lì ho pensato fosse il momento d assecondare la sua richiesta di solitudine, x salvare l amore e cio che di buono c è tra noi. Lui ha rifiutato d farsi aiutare.. xè in passato si trovò male con un terapeuta.e nn sono riuscita a convincerlo. Io lo amo e x questo ho creduto d poter salvare il ns rapporto a qst punto assecondandolo. Ma nn so se ho fatto bene. Se lui possa abituarsi alla mia assenza invece di essere spronato da questa.
Grazie anticipatamente
Luisa

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Marianna Soddu Inserita il 12/02/2017 - 19:14

Cara Luisa,
purtoppo come in moltissimi casi (quasi a tutti, a onor del vero) che ci vengono qui esposti, non esiste una risposta giusta e una sbagliata. Facciamo una premessa: non possiamo fare una diagnosi on line, e per di più per interposta persona: quindi non sappiamo se il suo fidanzato sia realmente depresso. Se tuttavia la sua "diagnosi" fosse corretta, è innegabile che la depressione porta ai pazienti quelli che vengono chiamati "vantaggi secondari", che il più delle volte sono rappresentati proprio dalle attenzioni maggiori, dall'amore e dalle cure delle persone che gli sono vicine, preoccupate per il benessere del paziente. A volte è consigliabile non stare troppo appresso al paziente proprio per fornirgli l'occasione di riprendere in mano la propria vita e far inmodo che i congiunti gli stiano accanto per il piacere di farlo, e non perchè in dovere di "tirargli su il morale". Non vorrei che il tentativo del vituperato terapeuta fosse stato almeno in parte proprio questo, e che sia questo il motivo per cui il suo fidanzato non ha più voluto proseguire la terapia. Ma c'è anche un altro aspetto: Lei descirve quest'uomo come una personalità che tende da sempre alla depressione e all'autocommiserazione per via della propria condizione clinica. Ebbene certamente l'emofilia è una patologia che porta alcuni disagi, e pertanto è possibile che questi disagi abbiamo rafforzato in lui la percezione di "diversità" rispetto agli altri. Si tratta però di questioni che, come Lei ben sottolinea, hanno radici antiche e purtoppo questo "mal de vivre" non potrà essere curato dal suo amore e dalla sua presenza. Potrà aiutarlo certamente, ma non curarlo. Ma Luisa, tutta concentrata sul di lui dolore...Lei come si sente in questa situazione? Chi si prende cura del suo dispiacere? Per dare una risposta alla sua domanda finale, prima si chieda Lei cosa può fare di buono per se stessa. Non potrà "salvarlo", ma potrà, forse, rappresentare per lui un "buon esempio"...e se anche così non fosse, avrà comunque fatto qualcosa di buono per se stessa. Lui certamente dovrà andare in terapia, e magari anche farsi supportare a livello farmacologico...ma essendo un uomo adulto dovrà prendere questa decisione autonomamente.
Un grande in bocca al lupo
Dott.ssa Marianna Soddu