risposte dello specialista Giorgia Fantinuoli
Non riesco a fidarmi
Apri domandaCara Silvia, Penso che potresti cominciare con il parlarne apertamente al tuo fidanzato, spiegandogli cosa ti rende insicura e ti fa soffrire. Se il tuo problema è la fiducia in questo modo puoi cercare di ricostruirla nella relazione sentimentale e ripartire da lì. Dato che sai che il tuo ragazzo ti ama e che avete una solidità alle spalle di cinque anni, potrà capirti meglio e potrete affrontare insieme le difficoltà. Se poi il grado di sofferenza è troppo alto e te la senti di lavorare su di te, ti consiglierei di andare a capire da dove origina la tua insicurezza e la tua gelosia (l’esperienza precedente di cui parli è sicuramente determinante, ma credo che l’origine di tanta preoccupazione possa trovarsi più indietro nel tempo nelle esperienze che hai vissuto), magari con l’aiuto di un professionista. Dott.ssa Giorgia Fantinuoli...
Segreto Professionale
Apri domandaGentile Federica. Lo psicologo è tenuto al segreto professionale e il suo obiettivo è quello di fare star bene il paziente e aiutarlo ad alleviare disagio e sofferenza. Quello che poi è importante e fondamentale perché’ si stabilisca una buona alleanza terapeutica e per il buon esito di un percorso, è che lei si trovi bene, a livello umano, con la persona che consulta e quindi che possa sentirsi a suo agio nel parlare di sé. Dott.ssa Giorgia Fantinuoli...
Rapporto con il mio psicologo?
Apri domandaBuongiorno Sara, le emozioni e gli affetti che sentiamo e proviamo per le persone spesso passano anche senza doverne parlare e, implicitamente, vengono comunicate anche dal nostro corpo e dai nostri comportamenti non verbali. Io credo che il suo psicologo non sia così all’oscuro dei sentimenti che prova e che la cosa più utile e costruttiva da fare, non appena troverà il momento giusto, sia quella di esplicitarglieli di modo che potrete riflettere insieme e cercare di comprendere il perché è così tanto spaventata di perderlo o di perdere qualcosa che vi riguarda. Potrebbe essere che la sua paura a parlarne sia dovuta proprio al timore che si “guasti” qualcosa e non dicendo cerca in tutti i modi di preservare l’immagine che ha del vostro rapporto. Potrebbe darsi che in questo momento si trovi vicina a qualche verità significativa rispetto alle sue problematiche e al suo modo di relazionarsi con le persone della sua vita. Se proverà a mettersi in gioco troverà sicuramente una risposta accogliente e ne conseguirà una crescita importante. Dott.ssa Giorgia Fantinuoli...
I tic del mio fidanzato
Apri domandaGentile Anto, la situazione al momento sembrerebbe molto carica di tensione. Per evitare che “scoppi”, come una pentola a pressione, (lei suggeriva un “lasciare tutto”) le suggerirei di provare a sbloccarla, per prima cosa parlandone con onestà al suo ragazzo, cioè esprimendogli i suoi sentimenti e la sua preoccupazione /demoralizzazione. Condividere il problema, che riguarda il suo ragazzo in primis ma poi di riflesso la vostra relazione, la farà sentire innanzitutto meno sola e spaventata e le permetterà di pensare insieme a lui una qualche strada da prendere, per esempio il rivolgersi a uno specialista che si occupi del suo tipo di disturbo. Dott.ssa Giorgia Fantinuoli...
Che atteggiamento tenere?
Apri domandaGentile Eugenio, più che un atteggiamento mi verrebbe da consigliarle delle attività da poter fare in gruppo, che possano aiutarla, come chiede, a socializzare e a integrarsi, a sviluppare o a migliorare delle competenze relazionali per sentirsi “meno diverso” e riacquistare un po’ di fiducia nei confronti di se stesso e delle persone. Ci sono tante cose interessanti e utili in questo senso, spesso offerte sul territorio, che può scegliere in base ai suoi gusti e predisposizioni. Mi sembra un buon modo per conoscere nuove persone e “allenarsi” alla relazione. Credo che in generale l’essere se stessi, senza cercare di nascondere le proprie fragilità e la storia che ci portiamo dietro, sia il modo migliore per conoscere e farsi conoscere, autenticamente. Dott.ssa Giorgia Fantinuoli...
Blocco sentimentale?
Apri domandaGentile Eleonora, innanzitutto ci vuole forza d’animo e coraggio per fare la scelta che ha fatto e lasciare alle spalle una situazione sentimentale che non la soddisfaceva. Credo che questa sia stata una svolta importante e matura nella sua vita. Sembra che i suoi dubbi siano rispetto alla nuova storia sentimentale che si è spenta dopo un mese di fuoco e scintille. Probabilmente dopo una situazione di “spegnimento emotivo” nella sua relazione precedente la voglia e il desiderio di risperimentare emozioni intense, di sentirsi viva, libera e capace di provare nuovamente emozioni forti o di “fare follie” l’hanno condotta a perdere la testa per un ragazzo conosciuto d’estate. Insomma appena se n’è presentata l’ occasione, mi verrebbe da dire, l’ha colta e ha potuto mettere in campo e sperimentarsi in questo senso. Non dico che questo ragazzo non le piacesse, anzi sicuramente è così, ma è anche probabile che il desiderio e il bisogno di “vivere fino in fondo” o diversamente da prima un rapporto con un uomo l’abbiano portata a mettere in secondo piano una valutazione più razionale delle caratteristiche di questo ragazzo facendoglielo vedere con delle lenti particolari, offuscando perciò come realmente era. Potrebbe poi anche essere che dopo questa full immersion emotiva che ha sperimentato (e dopo essersi tolta queste “lenti speciali”) sia emerso in lei qualche cosa d’altro, di cui sente altrettanto bisogno, cioè la necessità cui accennava inizialmente, di ritrovare un po’ se stessa e lasciare depositare le esperienze vissute precedentemente. Io credo che questo momento non dovrebbe farla spaventare, ma anzi sia da vedere come occasione per fermarsi un attimo e per prendere un bel respiro. Potrà capire con calma di cosa ha bisogno veramente e cosa vuole nella vita, potrà conoscere meglio se stessa (e anche esplorare meglio il suo senso di oppressione relativo alla coppia). Sicuramente per far questo è necessario del tempo. Si dia questo tempo senza mettersi fretta e vedrà che la confusione lascerà posto a una maggiore chiarezza e consapevolezza. Dott.ssa Giorgia Fantinuoli...
Autostima e carattere personale
Apri domandaGentile Valeria, la cosa sui cui mi viene da riflettere leggendo le tue righe è la questione FRETTA… Mi ha colpito molto la tua richiesta di volere fare uscire il tuo carattere nel “modo più veloce possibile”… La tua domanda sembra quella di un cambiamento rapido, di una pozione magica o meglio di un “antidoto” contro la timidezza. Io ti suggerirei invece un cambiamento di rotta (pur sapendo che non è semplice) e cioè di fermarti un attimo e di provare a riflettere su questo: come mai tanta fretta o urgenza? Sembra che nella tua vita sia già avvenuto un cambiamento molto veloce e che ti ha sorpreso. Perché’ parli proprio di entusiasmo? E’ un aspetto che vorresti che gli altri vedessero in te? Se sì, per quale motivo? Vorresti riuscire a esprimerlo a qualcuno in particolare o alle persone in generale? Come seconda cosa ti suggerirei qualche esercizio di consapevolezza. Puoi cioè provare a porre attenzione a come ti senti e a cosa provi quando sei in relazione con le persone. Questo ti potrà aiutare a capire cosa fa sì che tu non riesca a esprimere certe parti di te come vorresti, con certe persone o in determinate situazioni, oppure potrai scoprire che con delle persone o in situazioni particolari sei più aperta e maggiormente a tuo agio. Io credo che un esercizio di questo tipo, insieme allo sperimentare che hai già intrapreso, possano darti la possibilità di conoscerti meglio e di allenarti alle relazioni. Ma come tutti gli allenamenti, per vederne i frutti, è necessario del tempo. Dott.ssa Giorgia Fantinuoli...
Non so più di cosa soffro!
Apri domandaGentile Antonio, tredici anni sono davvero tanti a convivere con ansia e attacchi di panico senza essere aiutato. E’ giovane ed è importante che si faccia aiutare e torni a sorridere. Le strade da intraprendere sono essenzialmente due: un supporto farmacologico (per alleviare i sintomi) o psicoterapeutico (per capire le cause della sua ansia) o entrambi parallelamente quando e se necessario. Se sceglie la strada psicologica in prima battuta, può rivolgersi direttamente a uno psicoterapeuta che si occupa di queste problematiche. Può cercare quello che fa al caso suo per esempio all’interno di questo portale. Se non potesse privatamente, può rivolgersi al suo medico curante, parlarne con lui se non l’ha già fatto e chiedere un’impegnativa per una visita specialistica psicoterapeutica tramite l’Asl della sua zona. Potrà valutare già insieme al suo medico e poi insieme allo psicoterapeuta un eventuale supporto farmacologico, se necessario. Spero di esserle stata di aiuto Dott.ssa Giorgia Fantinuoli...
Ho bisogno di aiuto
Apri domandaCara Paola, il nostro modo di vedere le cose (la realtà, le altre persone e noi stessi) dipende dagli “occhiali che indossiamo”. Una stessa cosa può essere vista in un modo diverso a seconda di chi la guarda o a seconda di quali lenti indossiamo, anche se l’oggetto in questione rimane sempre la stesso. Per “occhiali che indossiamo” intendo quel modo specifico che abbiamo di guardare le cose, che dipende da tanti fattori, come per esempio le esperienze che abbiamo fatto da piccoli, l’atmosfera che abbiamo respirato in famiglia, gli incontri più o meno positivi che ci hanno segnato (in famiglia, a scuola, nelle amicizie) Anche il modo con cui percepiamo noi stessi e ci valutiamo dipende da questi aspetti. Per esempio da come le persone per noi significative ci hanno trasmesso l’immagine di noi stessi, rimandandocela un po’ come fa uno specchio. Queste persone ci hanno incoraggiato e sostenuto? Ci hanno fatto notare i nostri aspetti positivi, le nostre capacità e valorizzato le nostre peculiarità o al contrario ci hanno sminuito, svalorizzato e talvolta umiliato? Questi sono tutti aspetti che andrebbero approfonditi e presi in considerazione, per potersi piano piano sganciare dalla convinzione assoluta di non sapere fare o non valere nulla. Le cose dipendono dalla prospettiva dalla quale le guardiamo e perciò non è detto che non si possa modificare il modo di vedere le cose. Certo da soli è un po’ difficile compiere questo passo, perciò ti consiglierei di farti aiutare da un professionista, rivolgendoti per esempio alle Associazioni che offrono dei percorsi di supporto psicologico ai ragazzi della tua età. Un percorso psicologico potrà aiutarti a cominciare a vedere le cose da una prospettiva nuova, come per esempio scoprire delle risorse che non pensavi di avere e ad uscire da quello stato di solitudine che descrivi. Se hai bisogno di ulteriori chiarimenti resto a disposizione. Dott.ssa Giorgia Fantinuoli...
Non so come comportarmi con la mia amica
Apri domandaGentile Ilaria, è comprensibile che si senta triste per quanto è successo, deve essere molto spiacevole sentire lontana improvvisamente una cara amica e di lunga data. Sembra ci sia stato proprio un brusco allontanamento, una sorta di rottura tra di voi dovuta alla scoperta inaspettata dei sentimenti della sua amica. Probabilmente è stato un cambiamento difficile per lei da accogliere, tanto da spaventarla e farla scappare. Probabilmente anche la sua amica sta soffrendo per la sua lontananza. Quello che le suggerirei è di prendersi un po’ di tempo per capire cosa prova nei confronti della sua amica e successivamente di trovare un dialogo con lei. Se l’amicizia è solida e entrambe tenete l’una all’altra, potrete parlare a cuore aperto e trovare così una nuova vicinanza. Dott.ssa Giorgia Fantinuoli...
Vuole me o lei?
Apri domandaGentile Isabell, da quello che descrivi mi sembra che questo ragazzo abbia avuto un comportamento piuttosto coerente: ti ha conosciuto, gli sei piaciuta e ti ha chiesto di uscire. Tutto questo gli ha fatto mettere ancora più in dubbio la sua relazione con l’altra ragazza, probabilmente già in crisi (per la distanza o per qualche altro motivo che non possiamo sapere). Nonostante ciò si è preso un po’ di tempo per capire cosa voleva veramente ed è probabile che sia stata tu a dargli la forza di lasciarsi alle spalle una relazione che, come lui stesso ti ha detto, non lo soddisfaceva. Se dopo un anno è tornato a farsi sentire, è probabile che abbia ponderato molto bene i suoi sentimenti e abbia ritenuto che tu gli piacessi davvero. La foto ci potrebbe dire che non è così facile lasciarsi alle spalle una relazione, di come questo richieda un po’ di tempo fisiologico e di come desideri ricordarla positivamente. Il fatto che te ne parli apertamente mi pare un segnale positivo in questo senso. Quello su cui mi soffermerei è la tua sensazione di avere a che fare con un “fantasma sempre presente”, l’insicurezza che provi e il non sentirti all’altezza… Da dove arrivano questi tuoi sentimenti? Sono precedenti la situazione con questo ragazzo? Le hai già sperimentate in altre circostanze? Cercherei di riflettere un po’ su questi tuoi vissuti per fare in modo di non stare male e di poter vivere serenamente la relazione e le relazioni future. Se non riuscissi da sola potresti chiedere un aiuto a uno specialista per riflettere e capire questa tue insicurezze e paure, da dove vengono e come poterle superare. Dott.ssa Giorgia Fantinuoli...
doc relazione problemi di coppia
Apri domandaGentile D Gray, dalle cose che scrive sembra essere molto confuso e provato. Mi sembra che ci siano un po’ di cose relative a questa relazione che la preoccupano, per esempio la distanza fisica e le differenze culturali, allo stesso tempo sembra essere molto spaventato di perdere questa ragazza. Io le suggerirei di consultare uno psicoterapeuta, tenendo in dovuta considerazione la sintomatologia di cui ha sofferto per un po’ di tempo: probabilmente, mentre è riuscito nel tempo a gestire da solo l’ansia, ci sono quei pensieri negativi a cui fa riferimento e che si porta dietro da un po’ di tempo, che le rendono difficoltoso “immettersi”, come scrive, nelle relazioni. Uno specialista potrà aiutarla a fare un po’ di chiarezza (cosa prova per questa ragazza? ci sono difficoltà e preoccupazioni che si presentavano anche nelle relazioni precedenti ad esempio?)e ad affrontare più serenamente le relazioni. Dott.ssa Giorgia Fantinuoli...
Blocco amoroso, come affrontarlo?
Apri domandaGentile Simone, da quello che scrivi sembra che tu ti giudichi davvero tanto, cioè pensi tanto di te in negativo e questo sicuramente non ti aiuta a stare bene e a vivere le tue esperienze con le ragazze. Un po' di timidezza non credo possa essere il problema, tante persone timide sono apprezzate e possono piacere proprio anche per questa caratteristica (forse la ragazza che ha tentato di baciarti ne è un esempio!), ma il blocco di cui parli sembrerebbe essere un po' un “andare in tilt” nelle situazioni in cui temi di non riuscire e un evitamento di quelle situazioni che già in passato ti hanno fatto star male. Tutto questo credo abbia a che fare con delle paure (paura di fare brutta figura, di non piacere, di essere criticato, per esempio) che possono creare ansia e agitazione. Posso immaginare che tu abbia tante qualità positive a cui potresti rivolgere l’attenzione e le paure si possono affrontare, concedendosi di provare e anche di sbagliare. Dalle esperienze negative si impara anche a migliorarsi, perciò più ne facciamo e più ci alleniamo, cercando di viverle con più leggerezza e spensieratezza. Non c’è nulla di male nell’aver bisogno di un aiuto in qualche periodo della nostra vita e chiedere ai tuoi genitori di poter essere aiutato per superare delle difficoltà potrebbe essere un primo passo coraggioso per uscire allo scoperto e cercare di affrontare la situazione. Non è detto che sia necessario un lungo percorso, ma sicuramente un supporto per alleggerire il giudizio negativo, affrontare le paure e aiutarti a vedere le risorse che hai potrebbe giovarti, per non restare nel groviglio e andare avanti. In bocca al lupo. Giorgia Fantinuoli...
Quando la psicoterapia può aiutare e come scegliere lo psicologo "giusto"?
Apri domandaGentile Ines, sicuramente sarebbe importante poter sapere qualcosa di più su quelli che lei chiama strascichi, ma da quello che scrive ho l'impressione che non siano proprio delle piccolezze, dato che le capita ad esempio di non dormire, di provare confusione e di sentirsi fuoriluogo. Probabilmente se prova questo e si rivolge qui per un consulto non è autenticamente serena. E' possibile che come lei ha detto i momenti più difficili siano passati e ora che sente di avere delle condizioni che le danno sicurezza e stabilità (un lavoro e una relazione) si trovi nelle condizioni più favorevoli per affrontare ciò che ha patito e si porta dietro da un pò di tempo. Potrebbe essere perciò una buona occasione per occuparsi di sè. Se non ha un professionista di fiducia a cui rivolgersi può fare una ricerca e scegliere in base alle informazioni che reperisce e all'impressione che ne riceve. Può sempre poi provare un primo contatto, sapendo che se non si trova bene può liberamente fare altri tentativi. L'importante è che poi si trovi a suo agio e in sintonia con la modalità di lavoro del terapeuta. Le auguro buone cose. Dott.ssa Giorgia Fantinuoli (Torino)...
Mi manca la mia psicologa e penso di esserne dipendente, cosa fare?
Apri domandaGentile Dani, è normale nel rapporto con il proprio terapeuta provare dei sentimenti di affetto e di riconoscenza e anche sperimentare che il terapeuta è uno solo mentre i pazienti per lo psicoterapeuta sono tanti e non c'è un'esclusività. Detto questo, non so per quale motivo lei abbia cominciato un percorso psicologico, ma in ogni caso tutto quello che sta vivendo dato che è fonte per lei di grande sofferenza è importante che sia oggetto d'argomento delle sedute. Se si è fidata e trovata bene fino ad ora, perchè non condividere con lei le sue preoccupazioni? Non so in che maniera vi siate lasciate prima della quarantena, se c'era un accordo tra voi, ma ogni paziente è unico e per ognuno il terapeuta offre ciò che ritiene essere più utile (un intervento personalizzato), perciò può anche essere che la sua terapeuta abbia agito per il suo bene. In ogni caso credo sarebbe costruttivo discutere con lei dei suoi dubbi, anche se faticoso, ma se è in terapia è proprio per affrontare le sue difficoltà (e anzi spesso questi momenti difficili si rivelano preziosi per il proseguo della terapia) che temo, si potrebbero ripresentare con un altro eventuale terapeuta. Saprà lei se la modalità più agevole sia aspettare la ripresa delle sedute o scriverle. Le auguro che la situazione volga al meglio. Dott.ssa Giorgia Fantinuoli...