Dani  domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il

Torino

Mi manca la mia psicologa e penso di esserne dipendente, cosa fare?

Salve a tutti.
Vi scrivo in lacrime alle 2:30 di notte non sapendo cos’altro fare. Sono stata da una psicologa per circa un anno, con qualche interruzione in mezzo per vari motivi. Premetto di non essere mai stata da uno psicologo, e con questa mi sono trovata davvero molto bene... Mi ha aiutata tanto in tante cose. Mi ci sono affezionata ma ad un punto esagerato. Inizialmente sembrava normale affezionarsi ad una persona che ti ascolta, non ti giudica e ti aiuta. Ma la cosa ha iniziato a sfuggire di mano. Ho iniziato a essere gelosa (degli altri pazienti), a pensarla sempre, a non vedere l’ora di parlarci. Come quando una persona è innamorata. (Non so quanto voi crediate nel transfert). Comunque, la cosa ha iniziato a diventare insostenibile quindi un giorno ho deciso di parlargliene (ci è voluto tanto coraggio) con la speranza di togliermi un peso dal petto e sperando che lei potesse aiutarmi come sempre. Lei disse che era normale provare sentimenti. Io specificai che erano in modo eccessivo e mi facevano stare male, soprattutto per il fatto che io le volevo tanto bene mentre sapevo che a lei non importasse nulla di me. Il pensiero che per me lei fosse tutto e io niente per lei mi distruggeva. Lei rispose che potrei provare questi sentimenti verso di lei ma che in realtà li metto in atto con altre persone. Non condivido questa spiegazione in un certo senso, perché io mi sento priorio legata a lei. Mi preoccupo davvero per lei, le voglio bene ecc. Comunque, dissi anche che parlare con lei era l’unica cosa che mi facesse stare meglio e che se un giorno lei mi avesse detto che non potevo più parlarci ci sarei rimasta malissimo. Lei mi disse che ho la paura dell’abbandono ma mi rassicuro tantissimo dicendomi che non mi abbandonerà, che ci sarà sempre per me. Mi ha fatto credere per un momento, per un minimo, che forse gli importasse di me (ma un minimo, come paziente e non altro). Nelle ultime sedute stavo affrontando un periodo particolarmente difficile.Fatto sta che inizia la quarantena. Panico. Appuntamenti annullati ovviamente. Nonostante ció si può ancora fare Sedute online. Io mi aspettavo un email da parte sua che cambiasse l’appuntamento e mi chiedesse se volessi farlo online. O almeno, un email con un “come stai?” Essendo che conosceva in che situazione ero in quel periodo. Niente di niente, non si è fatta sentire. Intanto i giorni passavano e mi mancava sempre di più, ogni tanto piangevo pensandola e pensando al fatto che non la rivedrò più. Fino a che... ho scoperto che ad altri ha comunicato via email l’opzione di fare sedute online. Io non ero tra questi a chi l’ha comunicato . Quando ho scoperto questa cosa sono stata malissimo e ora tutt’ora. Le opzioni sono: mi odia e odia avermi come paziente quindi non vuole fare sedute con me, si è dimenticata della mia esistenza quindi non mi ha mandato nulla. Non so quale delle due sia peggio sinceramente. So solo che (per certo ) le uniche opzioni possibili sono queste, ed entrambe mi fanno stare malissimo. Sono passata dal non piangere mai al piangere tutti i giorni, tutte le notti. Pensavo che dopo un tot le lacrime finissero ma a quanto pare non è così. Non riesco a dormire, riesco solo a pensare a quanto io tenga a lei mentre io per lei non esisto. Piango per ore e mi viene l’ansia. Vorrei parlare con lei di tante cose. Lei mi aiuterebbe con l’ansia. Mi sveglio con mal di testa, occhi gonfi e rossi. Finché arriva la sera e si ripete tutto da capo. E durante il giorno mi sforzo a trattenermi, a non pensarci. Io non so come uscirne. Non capisco perché io mi senta così. Dovrei essere felice. Io sono grata per ciò che ho. Ma questa situazione mi rovina tutto. Vorrei smetterla di sentirmi così verso la mia psicologa, ma non so come fare. Vorrei scriverle ciò che ho scritto qua, ma non mi sembra opportuno. Non voglio chiederle io un colloquio per i motivi citati prima, se non me l’ha chiesto lei allora non vuole. E non voglio chiederle qualcosa che non vuole.
Io voglio solo poter dormire tranquillamente senza dover piangere tutte le notti e smetterla di sentirmi così verso una persona che a malapena sa il mio nome. Ho sempre creduto fosse una psicologa fantastica ma adesso non so più cosa pensare. Mi sento abbandonata. Mi sento proprio male. Piango più volte al giorno per questo e lo ritengo imbarazzante e insensato. Vorrei tanto scriverle tutto ciò. Non voglio chiederle una seduta online, non riuscirei a dire tutto questo bene come lo penso veramente. Mi mette quasi a disagio e ancora più ansia. Inoltre, come già detto prima, avrebbe dovuto chiedere lei di me, e informarmi della terapia online. Ma se non l’ha fatto... Non voglio rompere le scatole.
Pensavo che con il tempo tutto ciò passasse. Che senza sedute me la sarei “dimenticata” invece peggiora giorno dopo giorno.
Non so cosa fare. Non penso sia la cosa migliore chiederle un colloquio online. A casa non ho abbastanza privacy e mi mette ansia....

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 28/04/2020 - 13:18

Roma - Tiburtina
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Buongiorno Dani,
comprendo il suo dolore e mi dispiace apprendere che si senta "dimenticata" e "odiata" in un momento già di per sè difficile come questo in cui ci troviamo tutti.
Perciò, penso che lei meriti, in ogni caso, di risolvere questa situazione e tornare a sentirsi "aiutata".
Poichè ha già manifestato la sua difficoltà a richiedere alla sua psicologa delle sedute, essendosi sentita rifiutata da lei, le consiglio di ricercare un altro psicoterapeuta che la aiuti a fare maggiore chiarezza su quanto è accaduto e, soprattutto, ad affrontare la sensazione dell'abbandono e del rifiuto innescate nella relazione con qualcuno che si prenda cura di lei in generale.
Consideri, infatti, che il transfert cui ha fatto cenno lei, è la manifestazione del nostro stile d'attaccamento, ossia del modo in cui percepiamo e ci relazioniamo alle nostre figure affettive di riferimento.
Quindi, se desidera ritrovare la sua serenità, è essenziale che lei ripercorra le tappe di questo percorso di attaccamento con la sua psicologa, la quale ha rievocato dentro di lei conflitti irrisolti con le sue figure genitoriali da cui bisogna partire per rielaborare il tutto.
Una consulenza psicologica individuale con uno psicoterapeuta che le ispiri fiducia le sarà di aiuto in questo percorso.
Le auguro in bocca al lupo.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).

Dott.ssa Giorgia Fantinuoli Inserita il 04/05/2020 - 16:56

Gentile Dani,
è normale nel rapporto con il proprio terapeuta provare dei sentimenti di affetto e di riconoscenza e anche sperimentare che il terapeuta è uno solo mentre i pazienti per lo psicoterapeuta sono tanti e non c'è un'esclusività. Detto questo, non so per quale motivo lei abbia cominciato un percorso psicologico, ma in ogni caso tutto quello che sta vivendo dato che è fonte per lei di grande sofferenza è importante che sia oggetto d'argomento delle sedute. Se si è fidata e trovata bene fino ad ora, perchè non condividere con lei le sue preoccupazioni? Non so in che maniera vi siate lasciate prima della quarantena, se c'era un accordo tra voi, ma ogni paziente è unico e per ognuno il terapeuta offre ciò che ritiene essere più utile (un intervento personalizzato), perciò può anche essere che la sua terapeuta abbia agito per il suo bene. In ogni caso credo sarebbe costruttivo discutere con lei dei suoi dubbi, anche se faticoso, ma se è in terapia è proprio per affrontare le sue difficoltà (e anzi spesso questi momenti difficili si rivelano preziosi per il proseguo della terapia) che temo, si potrebbero ripresentare con un altro eventuale terapeuta. Saprà lei se la modalità più agevole sia aspettare la ripresa delle sedute o scriverle.
Le auguro che la situazione volga al meglio.
Dott.ssa Giorgia Fantinuoli