Come convivere con un logorroico?

Pubblicato il   / Psicologia e dintorni
Essere logorroici


Chi sono e caratteristiche delle persone logorroiche

La logorrea (dal greco antico λόγος "parola" e ῥέω "scorrere") è un'alterazione della comunicazione verbale che si caratterizza per la costante necessità di parlare, e si manifesta con una loquacità eccessiva. I logorroici parlano molto rapidamente e il loro flusso di parole è abnorme, irrefrenabile e, a volte, anche incoerente.

Le persone logorroiche sono persone molto comunicative. Sperimentano dei veri e propri “attacchi” di logorrea, caratterizzati da eccitamento, iperattività e irrequietezza, durante i quali non possono proprio stare in silenzio e parlano senza sosta.

I logorroici puntano a degli interlocutori e iniziano un egocentrico monologo su argomenti che ruotano a torno a loro stessi, come le loro opinioni, le loro storie e i loro successi. Di solito cercano di fare apparire la propria vita bella agli altri. Questo nasconde insicurezza e bisogno di autoaffermazione. Secondo Nietzche il monologo è un modo per nascondersi e evitare di affrontare il dialogo interiore. Egli stesso scrisse: “Parlare molto di sé stessi è anche un modo per nascondersi”.

Alcuni logorroici, invece di parlare dei loro successi, si lamentano dei loro problemi con un flusso di parole infinito. Al contempo, mancano di empatia e ignorano del tutto le difficoltà e i conflitti degli altri. Dunque, i logorroici presentano tratti egoistici, narcisistici, manipolatori e anche vittimistici. In particolare, l’atteggiamento da vittimista funziona al meglio per trattenere l’interlocutore. Come dei vampiri emotivi, travolgono gli interlocutori, i quali fanno fatica a seguirli e si sentono esausti e prosciugati.

Gli interlocutori, in realtà, sono le loro vittime. I logorroici le identificano facilmente: persone silenziose e introverse che non troverebbero mai il coraggio di interromperli o di chiedere di fare silenzio.

Un’altra caratteristica dei logorroici è che si vantano di sapere sempre tutto e credono di avere sempre ragione. Amano stare al centro dell’attenzione e credono che gli altri abbiano bisogno dei loro consigli, con un atteggiamento simile a quello di un professore che impartisce una lezione.

Considerano le persone che incontrano come il loro pubblico. Ciò non significa che sappiano sempre di cosa stanno parlando: i logorroici possono anche essere non colti su un certo argomento, ma ne parleranno comunque con determinazione e a lungo.
 

Differenze tra logorroici e persone socievoli

I logorroici sono comunicativi, estroversi, socievoli, simpatici. Insomma, all’inizio sono dei buoni conversatori. Ciò che distingue i logorroici dalle persone socievoli è che non riescono ad ascoltare l’altro: monopolizzano le conversazioni rendendole degli estenuanti monologhi che lasciano l’interlocutore, o la vittima, senza energia.

Al contrario, le persone socievoli o chiacchierone sono capaci di ascoltare l’altro e di dare spazio all’altro per parlare.
 

La logorrea patologica

La logorrea patologica o disturbo logorroico spinge chi ne soffre parlare in continuazione, velocemente e senza pause. Inoltre, il loro discorso è incoerente, disconnesso, incongruo, senza un filo logico. Ciò è dovuto al fatto che il loro pensiero è accelerato e possono sperimentare una fuga di idee.

Le parole sono pronunciate scorrettamente e anche la costruzione sintattica è confusa: scambiano le lettere, omettono le vocali, ripetono più volte la stessa parola e sbagliano i tempi verbali.

Se non trovano un interlocutore parlano persino da soli, perché non riescono proprio a evitare di farlo. Se altre persone stanno parlando, loro borbottano, pur di non tacere.

Non è stato stabilito il grado di produzione verbale che deve avere il logorroico perché si possa fare la diagnosi di disturbo logorroico. Tuttavia, è bene ricordare che la logorrea patologica è un disturbo mentale, ben distinto dalla loquacità.
 

Motivazioni e cause

La logorrea, da un punto di vista psicologico origina da una profonda insicurezza e da tratti di personalità egocentrica. Inoltre, è comune osservare la logorrea in seguito a uso di sostanze psicostimolanti o stupefacenti o durante lo stato di ebbrezza in seguito ad abuso di alcol.

Da un punto di vista organico, le cause della logorrea non sono del tutto note, ma esistono delle evidenze che la riconducono a delle anomalie dell’area cerebrale associata al linguaggio nel lobo frontale. Non a caso, la logorrea può essere associata a lesioni cerebrali di queste specifiche aree, come nel caso dell’afasia di Wernike, ischemie, ictus, emorragie cerebrali o encefaliti.

Uno studio clinico del 2009 ha esaminato le cause organiche della logorrea quantificando la produzione verbale di 5 discorsi di 60 individui. Nella totalità dei pazienti logorroici si sono osservate due condizioni: un elevato livello di istruzione e una degenerazione cerebrale dovuta a un’atrofia corticale dell’area frontotemporale.

Da un punto di vista psicopatologico, la logorrea può essere un sintomo di diversi disturbi psichiatrici, tra cui la mania tipica del disturbo bipolare o della psicosi maniaco-depressiva, la ciclotimia, la schizofrenia, il disturbo schizoafettivo, la sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) le demenze e i gravi disturbi d’ansia. Può presentarsi anche nelle manifestazioni catatoniche di depressione maggiore e schizofrenia.
 

Come gestire un logorroico e come comportarsi?

Perché si possa avere una conversazione, questa deve essere bidirezionale. Se abbiamo a che fare con un logorroico che non riesce a contenere la sua verbosità e non ci da spazio per esprimerci, non potrà esserci una conversazione né arricchente né tantomeno sostenibile.

Durante la conversazione è importante non dare al logorroico dei segnali che possano fungere da rinforzi positivi, come annuire o far finta di seguirli con interesse. Questi atteggiamenti, che spesso mettiamo in atto inconsapevolmente, fanno sì che il logorroico parli ancor di più. Al contrario, fare silenzio, non annuire o distogliere lo sguardo, magari verso la porta o l’uscita, sono segnali che potrebbero dare degli indizi al logorroico sul fatto che non vogliamo ascoltarlo.

È difficile uscire dalla trappola di parole del logorroico. L’unico modo diretto è porre dei limiti, specialmente se mostra dei tratti egoistici o narcisistici. Possiamo chiedergli educatamente di fare silenzio o di ascoltare cosa abbiamo da dire. Se sentiamo che la conversazione ci sta realmente succhiando tutte le energie, dobbiamo svincolarci prima che possa danneggiarci: in questo caso la scelta migliore è allontanarsi.

Se abbiamo di fronte un logorroico patologico, dobbiamo tenere in conto anche che è una persona insicura che sta cercando di esorcizzare i suoi conflitti interni tramite la parola. Se notiamo che il logorroico è in uno stato di forte agitazione, ansia o mania patologica, o se sta parlando in maniera disordinata, allora ascoltarlo può aiutarli a tranquillizzarli. In questi casi è bene non isolarlo e non fargli richieste aggressive di silenzio, perché rischieremmo di aumentare la sua ansia. Sarà meglio trasmettergli calma, mostrarci rilassati e mantenere il contatto visivo, rimanendo in silenzio e aspettando che la sua ondata emotiva passi.
 

Cosa fare se siamo noi i logorroici?

La comunicazione non è per tutti facile. Tutti noi in un dialogo cerchiamo la comprensione dell’altro, ma anche l’ascolto è fondamentale e non può mancare.

Se hai notato che quando parli non ti interessa ascoltare la risposta del tuo interlocutore, tendi a interromperlo continuamente, completi le sue frasi e racconti storie personali senza avere la certezza che possano interessargli, allora potresti essere logorroico.

La chiave per smettere di esserlo è l'ascolto attivo. Imparare a rimanere in silenzio e mostrare empatia trasformerà la qualità della conversazione e la renderà interessante e arricchente. Per praticare l’ascolto attivo un requisito necessario è entrare in contatto con le proprie emozioni e comprenderle profondamente. Solo dopo avere raggiunto questo contatto con sé stessi, si potrà approcciare l’altro con empatia e conversare efficacemente.

Si tratta di un percorso personale che richiede molta introspezione. L’aiuto di un supporto psicologico può essere prezioso per indirizzarti sulla giusta strada di autoconoscenza e per smettere di essere logorroico.


IN SINTESI

  • Cos'è la logorrea?
    La logorrea è un disturbo del linguaggio caratterizzato da un flusso continuo e incontrollato di parole, spesso senza rispettare i turni conversazionali.

  • Quali sono le cause della logorrea?
    Può derivare da disturbi neurologici, ansia o problemi psicologici che portano alla necessità compulsiva di parlare.

  • Come si può trattare la logorrea?
    La terapia psicologica e, in alcuni casi, farmaci possono aiutare a gestire questo comportamento.


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Oggi ad esempio abbiamo parlato di persone logorroiche.

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